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28. Uno spirito altero prima della caduta

Baixue Città di Shenyang

Per esigenze lavorative venni trasferita a un’altra area di lavoro. A quel tempo ero molto grata a Dio. Sentivo di avere molte mancanze, eppure, grazie alla Sua incentivazione divina, mi era stata data l’opportunità di adempiere ai miei doveri in un’area lavorativa così meravigliosa. Feci un voto a Dio nel mio cuore: avrei fatto del mio meglio per ripagarLo.

Tuttavia, dopo che arrivai, scoprii molte lacune nel lavoro che veniva svolto. Come risultato, mi incaricai di cominciare ad ispezionare ogni aspetto del lavoro. Mentre stavo svolgendo le mie ispezioni, pensavo anche tra me e me: “Com’è possibile che siano riusciti a concludere qualcosa in questo modo? Nessuna parte del lavoro viene gestita appropriatamente! Pensavo che il lavoro fatto qua fosse eccellente, ma non avrei mai pensato che fosse peggio della mia opera precedente. Ora che sono qui, l’attività deve essere gestita come si deve, passo per passo, secondo le disposizioni di lavoro. Guiderò tutti i fratelli e le sorelle affinché entrino nella vita”. Per questo motivo incontrai i collaboratori, cominciai ad organizzare ogni punto del lavoro comunicando, pianificando e dando disposizioni. Nel comunicare, spesso rivelavo i miei veri sentimenti: “La qualità del lavoro qui è così bassa. La mia opera precedente non era come la vostra ora. Nel mio vecchio posto di lavoro gestivamo sempre l’attività così e così, facevamo sempre quello e quello bene così e cosà. Eravamo obbedienti a Dio…”. Dopo questi incontri, alcuni dei collaboratori dicevano: “Proprio così! Non abbiamo fatto alcuna opera veramente di valore. Questa volta dobbiamo ricominciare da capo e fare il nostro lavoro secondo ciò che Dio chiede”. Altri affermavano: “Grazie per la tua ottima comunicazione e per le disposizioni che hai dato oggi. Senza di esse la nostra mancanza di attenzione alle misure di sicurezza sarebbe troppo pericolosa”. Sentendo queste parole, ero molto felice. Sentivo che ero davvero più forte del loro leader precedente. Benché fossi orgogliosa di me stessa, non potevo comunque evitare di sentirmi un po’ in colpa: “Era davvero appropriato che io parlassi in quel modo? Perché dicevo sempre che il mio precedente posto di lavoro era migliore?” Ma, d’altro canto, pensavo: “Che male c’è a dirlo? Sto solo cercando di insegnare loro a compiere un’opera migliore”. In questo modo non seguivo l’incitamento dello Spirito Santo ad esaminare me stessa. Nella Bibbia, il Libro dei Proverbi dice: “La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta” (Proverbi 16:18). Proprio mentre mi stavo gettando a capofitto nel mio lavoro con grandi speranze, sentii che, nel mio cuore, stavo perdendo contatto con Dio. Non solo il mio operato non funzionava, ma anche l’efficacia della nostra opera di evangelizzazione passò dall’ascesa a un crollo in picchiata. Finii in una posizione estremamente dolorosa, ma non ero sicura di cosa avevo sbagliato. Quindi, mi presentai davanti a Dio in preghiera per chiedere seriamente la Sua guida. In quel momento, ricordai un brano di un sermone: “Per essere un leader che serve Dio, devi avere dei principi. […] qualunque cosa accada, devi comunque rendere testimonianza a Dio ed esaltarLo. Dì solo quello che comprendi, esalta e rendi testimonianza a Dio nella massima misura possibile, e non esaltare te stesso e non permettere che gli altri ti adorino in nessun caso. Questa è la prima e più fondamentale regola da seguire” (La condivisione del Fratello). Mi scesero lacrime sul viso. Rimorso, colpa e gratitudine, insieme, mi riempirono il cuore. Mi venne in mente tutto quello che avevo detto ai collaboratori e sentii che ero veramente indegna dell’esaltazione da parte di Dio. La Chiesa aveva fatto sì che io arrivassi qui per adempiere al mio dovere, così da poter esaltare Dio e darGli testimonianza, per condurre i fratelli e le sorelle davanti a Lui e per aiutarli a conoscerLo. Eppure, io mi ero vantata senza vergogna, avevo esaltato, dato testimonianza e accresciuto solo me stessa. L’avevo fatto così che gli altri potessero guardarmi con ammirazione e adorarmi. Ero stata altezzosa. Avevo testimoniato e accresciuto me stessa nel nome dell’amore verso Dio e della Sua soddisfazione. Come può una persona così spregevole meritare di servire Dio? Come può il lavoro di una simile persona essere benedetto da Lui? Tutto ciò che stavo facendo era lottare per ottenere fama e posizione; stavo percorrendo il cammino di un anticristo. Stavo agendo esclusivamente a dispetto di Dio, ed ero davvero detestata da Lui. Il mio ministero era unicamente contro di Lui, ed Egli lo odiava. Più ci pensavo, più detestavo me stessa. Non potei fare a meno di prostrarmi davanti a Dio contrita e invocarLo: “Oh Dio! Grazie per il Tuo castigo e giudizio che mi hanno risvegliata, permettendomi di riconoscere la mia natura satanica. Mi hai anche rivelato la direzione del mio servizio, aiutandomi a comprendere che solo se Ti esalto e Ti rendo testimonianza posso compiacerTi, permettere che venga fatta la Tua volontà e compiere la missione che Tu mi hai dato da svolgere. Solo se Ti esalto e Ti testimonio, il mio servizio può essere in accordo con il Tuo cuore. Questo è il mio dovere di creatura verso il proprio Creatore. Oh, Dio! Da ora in avanti faccio voto di esaminare il mio cuore e le mie motivazioni prima di parlare o agire, esaltandoTi consciamente e rendendoTi testimonianza, portando i fratelli e le sorelle a conoscerTi e confortando il Tuo cuore diventando una persona che possiede la verità e l’umanità”.

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