Il ciclo della vita e della morte delle varie persone di fede

04 Agosto 2018

Abbiamo appena discusso del ciclo della vita e della morte della prima categoria, i miscredenti. Ora discutiamo di quello della seconda categoria, le varie persone di fede. “Il ciclo della vita e della morte delle varie persone di fede” è anch’esso un argomento molto importante, ed è opportuno che ne abbiate una certa comprensione. Innanzitutto, vediamo a quali fedi si riferisca la parola “fede” in “persone di fede”: allude all’ebraismo, al cristianesimo, al cattolicesimo, all’islamismo e al buddismo, a queste cinque religioni principali. Oltre ai miscredenti, i credenti che appartengono a queste cinque religioni costituiscono una parte notevole della popolazione mondiale. Tra queste cinque religioni, coloro che hanno fatto una carriera della propria fede sono pochi, eppure queste religioni hanno molti credenti. Essi vanno in un luogo diverso quando muoiono. “Diverso” da quello di chi? Da quello dei miscredenti, delle persone senza fede, di cui abbiamo appena parlato. Dopo la morte, i credenti di queste cinque religioni vanno altrove, in un luogo diverso da quello dei miscredenti. Ma è lo stesso processo. Il mondo spirituale esprimerà un giudizio anche su di loro, in base a tutto ciò che hanno fatto prima di morire, ed essi saranno trattati di conseguenza. Ma perché queste persone vengono collocate in un luogo diverso? C’è una ragione importante. Qual è? Ve la spiegherò con un esempio. Ma prima che Io lo faccia, voi potreste pensare: “Forse è perché hanno un po’ di fede in Dio! Non sono miscredenti totali”. Non è questa la ragione. C’è una ragione molto importante per cui vengono collocate altrove.

Il ciclo della vita e della morte delle varie persone di fede

Prendete il buddismo: lasciate che vi esponga un fatto. Il buddista è, in primo luogo, una persona che si è convertita al buddismo e che sa in cosa consiste la propria fede. Quando un buddista si taglia i capelli e diventa monaco o monaca, significa che si è separato dal mondo secolare e allontanato dal clamore del mondo dell’uomo. Ogni giorno intona i sūtra e mangia soltanto cibo vegetariano, conduce una vita ascetica e passa le giornate accompagnato dalla fredda e debole luce della lampada a burro. Trascorre tutta la vita in questo modo. Quando la sua esistenza fisica ha termine, ne fa un riepilogo, ma in cuor suo non sa dove andrà dopo la morte, chi incontrerà o che fine farà; dentro di sé non ha chiare queste cose. Non ha fatto altro che trascorrere ciecamente tutta la vita accompagnato da una fede, dopodiché lascia il mondo accompagnato da desideri e da ideali ciechi. Questa è la fine della sua vita fisica quando lascia il mondo dei vivi e, dopo questo, ritorna al suo luogo d’origine nel mondo spirituale. Il fatto che questa persona si reincarni per tornare sulla terra e continuare la coltivazione di sé dipende dal comportamento e dalla coltivazione di sé prima della morte. Se non ha fatto nulla di male nella vita, si reincarnerà rapidamente e verrà rimandata sulla terra, dove, ancora una volta, diventerà monaco o monaca. In conformità alla procedura della prima volta, il suo corpo fisico coltiva sé stesso, dopodiché la persona muore e torna nel mondo spirituale, dove viene esaminata, poi – se non ci sono problemi – può tornare ancora una volta nel mondo dell’uomo e ancora una volta al buddismo e continuare la coltivazione di sé. Dopo essersi reincarnata da tre a sette volte, tornerà di nuovo nel mondo spirituale, nel luogo in cui va ogni volta che la sua vita fisica finisce. Se le sue diverse qualifiche e il suo comportamento nel mondo umano sono conformi agli editti celesti del mondo spirituale, da quel momento in poi rimarrà lì; non si reincarnerà più come essere umano né rischierà di essere punita per aver fatto del male sulla terra. Non sperimenterà mai più questo processo. Invece, a seconda delle circostanze, occuperà una posizione nella dimensione spirituale. Questo è ciò che i buddisti chiamano raggiungimento dell’immortalità. Il “raggiungimento dell’immortalità” significa principalmente diventare un funzionario del mondo spirituale e non essere più soggetti a ulteriori possibilità di reincarnazione o di punizione. Più precisamente, significa non dover più sopportare l’inconveniente di tornare umani dopo la reincarnazione. Dunque c’è ancora la possibilità che questa persona si reincarni sotto forma di animale? (No.) Questo significa che rimane nel mondo spirituale per assumere un ruolo e che non si reincarnerà più. Questo è un esempio di raggiungimento dell’immortalità nel buddismo. Quanto a coloro che non la raggiungono, al loro ritorno nel mondo spirituale, l’amministratore competente li esamina e li verifica, e scopre che non hanno coltivato diligentemente sé stessi o che non sono stati coscienziosi nella recitazione dei sūtra come prescritto dal buddismo; invece hanno fatto spesso il male e compiuto molte azioni malvagie. Nel mondo spirituale viene dunque formato un giudizio sulle loro malefatte, dopodiché vengono sicuramente puniti. In questo non ci sono eccezioni. Pertanto, quand’è che questo tipo di persone raggiungerà l’immortalità? Nella vita in cui non faranno alcun male, quando, dopo essere tornate nel mondo spirituale, si vedrà che non hanno fatto nulla di male prima di morire. Continuano a reincarnarsi, a intonare i sūtra, trascorrono le giornate alla fredda e debole luce della lampada a burro, non uccidono alcun essere vivente, non mangiano carne e non prendono parte al mondo dell’uomo, lasciandosi i suoi problemi alle spalle, senza avere alcuna disputa con gli altri. Durante questo processo non fanno alcun male, quindi ritornano nel mondo spirituale e, dopo che tutte le loro azioni e il loro comportamento sono stati esaminati, vengono mandati ancora una volta nel mondo dell’uomo, in un ciclo che si ripete da tre a sette volte. Se non ci sono imprevisti, il loro raggiungimento dell’immortalità non sarà pregiudicato né ritardato. Questa è una caratteristica del ciclo della vita e della morte di tutte le persone di fede: sono in grado di raggiungere l’immortalità e di occupare una posizione nel mondo spirituale. Questo è ciò che le distingue dai miscredenti. Innanzitutto, quando vivono sulla terra, qual è la condotta di coloro che sono in grado di occupare una posizione nel mondo spirituale? Non devono assolutamente commettere alcun male: non devono macchiarsi di omicidio, incendio doloso, stupro o saccheggio; se commettono frodi, inganni, furti o rapine, non possono raggiungere l’immortalità. Vale a dire che, se hanno un qualunque legame o associazione con la malvagità, non potranno sottrarsi alla punizione del mondo spirituale. Quest’ultimo stabilisce disposizioni adatte per i buddisti che raggiungono l’immortalità: possono essere incaricati di amministrare coloro che sembrano credere nel buddismo e nel Vecchio uomo in cielo, e i buddisti si vedranno assegnare una giurisdizione, possono amministrare solo i miscredenti oppure possono diventare amministratori di basso rango. Tale assegnazione dipende dalla natura di queste anime. Questo è un esempio riguardante il buddismo.

Tra le cinque religioni di cui abbiamo parlato, il cristianesimo è in qualche modo speciale. Che cos’hanno di speciale i cristiani? Sono persone che credono nel vero Dio. Come possono coloro che credono nel vero Dio essere elencati qui? Poiché il cristianesimo è un tipo di fede, è senza dubbio legato solo alla fede: è un tipo di cerimonia, di religione, nonché qualcosa di separato dalla fede di coloro che seguono davvero Dio. La ragione per cui l’ho elencato tra le cinque religioni principali è che è stato ridotto allo stesso livello dell’ebraismo, del buddismo e dell’islamismo. La maggior parte dei cristiani non crede che ci sia un Dio o che Egli governi su tutte le cose, né tantomeno crede nella Sua esistenza. Invece, si limita a usare le Scritture per parlare di teologia, utilizzandola per insegnare alle persone a essere gentili, a sopportare la sofferenza e a fare buone azioni. Questo è il tipo di religione rappresentato dal cristianesimo: si concentra solo sulle teorie teologiche, non ha assolutamente alcun legame con l’opera di gestione e di salvezza dell’uomo svolta da Dio, è la religione di coloro che Lo seguono ma che non è da Lui riconosciuta. Dio, tuttavia, ha un principio anche nel Suo approccio a queste persone. Non Si occupa di loro e non tratta con loro in modo noncurante e a piacimento come fa con i miscredenti. Il Suo approccio è uguale a quello riservato ai buddisti: se, mentre un cristiano è in vita, ha autodisciplina, se è in grado di attenersi rigorosamente ai Dieci Comandamenti e alle leggi e prescrizioni che esigono da lui un dato comportamento – e se è in grado di farlo per tutta l’esistenza –, dovrà anche trascorrere la stessa quantità di tempo attraversando i cicli della vita e della morte prima di poter raggiungere davvero il cosiddetto “rapimento”. Dopo di che rimane nel mondo spirituale, dove occupa una posizione e diventa un amministratore. Analogamente, se fa il male sulla terra, se è peccaminoso e commette troppi peccati, è inevitabile che venga punito e disciplinato con severità variabile. Nel buddismo, raggiungere l’“immortalità” significa entrare nella Sukhavati, ma come lo chiamano nel cristianesimo? “Andare in paradiso” ed essere “rapiti”. Anche coloro che vengono effettivamente “rapiti” attraversano il ciclo della vita e della morte da tre a sette volte, dopodiché, una volta morti, arrivano nel mondo spirituale, come se si fossero addormentati. Se sono all’altezza, possono restare a ricoprire un ruolo e, a differenza delle persone sulla terra, non si reincarneranno in un modo semplice o secondo la convenzione.

Per tutte queste religioni, la fine di cui parlano e cui aspirano è identica al raggiungimento dell’immortalità nel buddismo, solo che viene conseguita con mezzi diversi. Sono tutte dello stesso tipo. Per questa parte di persone di queste religioni che sono in grado di attenersi rigorosamente ai precetti religiosi nel loro comportamento, Dio assegna una destinazione idonea, un luogo adatto in cui andare, e le tratta in modo appropriato. Tutto ciò è ragionevole, ma non è come immaginano gli uomini, vero? Ora, avendo udito cosa accade ai cristiani, come vi sentite? Siete addolorati per loro? Provate compassione per loro? (Un po’.) Non si può fare nulla: possono incolpare solo sé stessi. Perché dico questo? L’opera di Dio è vera, Egli è vivo e reale e la Sua opera è rivolta a tutto il genere umano e a ogni singola persona. Allora perché i cristiani non l’accettano? Perché si oppongono a Dio e Lo perseguitano accanitamente? Sono fortunati persino ad avere una fine come questa, quindi perché vi dispiacete per loro? Questo trattamento dimostra grande tolleranza. Per come si oppongono a Dio, dovrebbero essere distrutti; eppure Egli non lo fa e Si limita a trattare il cristianesimo nello stesso modo di una religione ordinaria. È dunque necessario scendere nel dettaglio per quanto riguarda le altre religioni? La norma di vita di tutte queste religioni è che le persone sopportino più privazioni, non facciano alcun male, dicano cose carine, compiano buone azioni, non inveiscano contro il prossimo, non saltino alle conclusioni sugli altri, prendano le distanze dalle dispute, facciano cose buone, siano brave persone: la maggior parte degli insegnamenti religiosi è di questo genere. Pertanto, se queste persone di fede – queste persone di varie religioni e confessioni – sono in grado di attenersi rigorosamente ai precetti religiosi e non commetteranno grandi errori o peccati durante il tempo che passano sulla terra, dopo essersi reincarnate da tre a sette volte, in linea di massima questi individui, coloro che sono in grado di rispettare scrupolosamente i precetti religiosi, resteranno a ricoprire un ruolo nel mondo spirituale. Ce ne sono molte di queste persone? (No, non ce ne sono molte.) Su cosa si basa la tua risposta? Non è facile fare il bene, o attenersi alle regole e alle leggi religiose. Il buddismo vieta alle persone di mangiare carne. Ci riusciresti? Se fossi costretto a indossare tuniche grigie e a intonare tutto il giorno i sūtra in un tempio buddista, ci riusciresti? Non sarebbe facile. Il cristianesimo ha i Dieci Comandamenti, le prescrizioni e le leggi: sono facili da osservare? Certo che no! Prendi, per esempio, il precetto di non inveire contro gli altri: le persone non sono in grado di attenersi a questa regola. Incapaci di trattenersi, inveiscono contro gli altri e, dopo averlo fatto, non possono rimangiarsi ciò che hanno detto, perciò che cosa fanno? Confessano i loro peccati di notte. A volte inveiscono contro gli altri, hanno ancora l’odio nel cuore e arrivano al punto di pianificare quando nuocere agli altri. In sintesi, per coloro che vivono tra questi dogmi morti, non è facile evitare di peccare o di fare il male. Pertanto, in ogni religione, solo pochi sono in grado di raggiungere l’immortalità. Pensi che, poiché così tanti individui seguono queste religioni, molti saranno in grado di rimanere a ricoprire un ruolo nella dimensione spirituale! Tuttavia non sono così numerosi, e solo pochi sono in grado di raggiungere questo scopo. In generale, questo è quanto riguardo al ciclo della vita e della morte delle persone di fede. Ciò che le distingue è la possibilità di raggiungere l’immortalità, e questa è la differenza rispetto ai miscredenti.

Tratto da “Dio Stesso, l’Unico X” in “La Parola appare nella carne

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Dio sarà benevolo con coloro che, tra i miscredenti, vivono in modo relativamente adeguato e riserverà delle opportunità a coloro che, in ciascuna religione, si comportano bene e non fanno il male, permettendo loro di svolgere il proprio ruolo in tutte le cose gestite da Lui e di fare ciò che devono. Analogamente, tra coloro che seguono Dio – i Suoi eletti –, Egli, secondo questi principi, non fa discriminazioni verso nessuno. È benevolo nei confronti di chiunque sia in grado di seguirLo sinceramente, e ama tutti coloro che lo fanno.

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