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La relazione tra ogni fase dell’opera di Dio e il Suo nome

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2. La relazione tra ogni fase dell’opera di Dio e il Suo nome

l'opera di Dio, il nome di Dio

(1) Il significato dell’assunzione del nome Jahvè da parte di Dio nell’Età della Legge

Versetti biblici di riferimento:

“Iddio disse ancora a Mosè: ‘Dirai così ai figliuoli d’Israele: “Jahvè, l’Iddio de’ vostri padri, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe Mi ha mandato da voi”. Tale è il Mio nome in perpetuo, tale la Mia designazione per tutte le generazioni’” (Esodo 3:15).

Parole di Dio attinenti:

“Jahvè” è il nome che ho preso durante la Mia opera in Israele, e significa il Dio degli Israeliti (popolo eletto di Dio), che può avere pietà degli uomini, maledirli e guidare la loro vita. Significa che Dio possiede un grande potere ed è pieno di saggezza. […] In altre parole, unicamente Jahvè è il Dio del popolo eletto di Israele, di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, di Mosè e di tutto il popolo di Israele. E così nell’epoca attuale, fatta eccezione per la tribù di Giuda, tutti gli Israeliti venerano Jahvè. Compiono sacrifici a Lui sull’altare, e Lo servono indossando abiti sacerdotali nel tempio. Sperano nella riapparizione di Jahvè. […] Il nome Jahvè è un nome peculiare per il popolo di Israele che viveva secondo la legge. In tutte le età e in ciascuna fase dell’opera, il Mio nome non è privo di fondamento, ma riveste un significato rappresentativo: ogni nome rappresenta un’età. “Jahvè” rappresenta l’Età della Legge, ed è il titolo onorifico per il Dio venerato dal popolo di Israele.

da “Il Salvatore è già ritornato su una ‘nuvola bianca’” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età della Legge, l’opera di condurre l’umanità fu compiuta sotto il nome di Jahvè e la prima fase dell’opera fu avviata sulla terra. In questa fase, l’opera consistette nell’edificazione del tempio e dell’altare e nell’uso della legge per guidare il popolo di Israele e operare al suo interno. Nel condurre il popolo di Israele, Egli gettò una base per la Sua opera sulla terra. Da questa, ampliò la Sua opera al di là di Israele, cioè, a partire da Israele, estese la Sua opera all’esterno, in modo che le generazioni successive arrivassero gradualmente a capire che Jahvè era Dio, e che era stato Jahvè a creare il cielo e la terra e tutte le cose, e che era stato Jahvè a creare tutte le creature. Diffuse la Sua opera anche oltre e al di là del popolo di Israele. La terra di Israele fu il primo luogo sacro dell’opera di Jahvè sulla terra, e fu nella terra di Israele che Dio andò a operare per la prima volta sulla terra. Questa fu l’opera dell’Età della Legge.

da “La visione dell’opera di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età della Legge, Jahvè stabilì molti comandamenti che Mosè avrebbe dovuto trasmettere agli Israeliti che lo avevano seguito fuori dall’Egitto. Jahvè diede questi comandamenti ai figli d’Israele, che non erano in alcuna relazione con gli Egizi, al fine di porre dei limiti ai figli d’Israele. Egli usò i comandamenti per esigere qualcosa da loro. Se si osservava il sabato, se si rispettavano i genitori, se si adoravano gli idoli, e così via: questi erano i principi in base ai quali si era giudicati peccatori o giusti. Se si veniva colpiti dal fuoco di Jahvè, se si era lapidati a morte o se si riceveva la benedizione di Jahvè, era determinato in base all’obbedienza a questi comandamenti. Coloro che non osservavano il sabato sarebbero stati lapidati a morte. I sacerdoti che non osservavano il sabato sarebbero stati colpiti dal fuoco di Jahvè. Coloro che non rispettavano i loro genitori sarebbero stati anch’essi lapidati a morte. Tutto questo era approvato da Jahvè. Jahvè aveva stabilito i Suoi comandamenti e le Sue leggi in modo da guidare la loro vita, il popolo ascoltava e obbediva alla Sua parola e non si ribellava contro di Lui. Egli usava queste leggi per controllare la neonata razza umana, per gettare le fondamenta della Sua opera a venire. E così, per via dell’opera che Jahvè realizzò, la prima era fu chiamata l’Età della Legge.

da “L’opera nell’Età della Legge” in La Parola appare nella carne

Tutte le genti di Israele chiamavano Jahvè il loro Signore. A quel tempo, Lo consideravano il capofamiglia, e tutto Israele era diventato una grande famiglia in cui tutti adoravano il loro Signore, Jahvè. Lo Spirito di Jahvè appariva loro di frequente, e parlò a loro facendo udire la Sua voce, e suscitò una colonna di nubi e tuoni per guidare le loro vite. A quel tempo, lo Spirito fornì la Propria guida a Israele in maniera diretta, parlando e facendo udire la Sua voce al popolo, facendo vedere le nuvole e udire il fragore del tuono e conducendolo, così, per diverse migliaia di anni. Per questo motivo, solo il popolo di Israele ha sempre adorato Jahvè.

da “La visione dell’opera di Dio (2)” in La Parola appare nella carne

Jahvè, dopo aver creato il genere umano, non lo istruì né guidò da Adamo a Noè. Solo dopo il diluvio Egli iniziò formalmente a guidare gli Israeliti, i quali erano i discendenti di Adamo e di Noè. La Sua opera e le Sue parole in Israele guidavano la vita di tutte le persone in tutto il paese, mostrando loro che Jahvè non solo era in grado di soffiare l’alito nell’uomo, così che potesse avere vita da Lui e venisse fuori dalla polvere come un essere umano creato, ma che poteva anche bruciare gli uomini con le fiamme e maledire il genere umano, utilizzando il Suo bastone per governare l’umanità. Così, anche essi videro che Jahvè poteva guidare la vita dell’uomo sulla terra, e parlare e operare tra gli esseri umani secondo le ore del giorno e della notte. Egli realizzò la Sua opera solo affinché le Sue creature potessero sapere che l’uomo veniva dalla polvere raccolta da Lui, che l’uomo era stato creato da Lui. Inoltre, l’opera che Egli aveva iniziato in Israele aveva lo scopo di far sì che altri popoli e nazioni (che in realtà non erano separati da Israele, ma si erano ramificati dagli Israeliti, e pertanto rimanevano pur sempre discendenti di Adamo ed Eva) potessero ricevere il Vangelo di Jahvè da Israele, in modo che tutte le creature dell’universo Lo temessero e tenessero in grande considerazione.

da “L’opera nell’Età della Legge” in La Parola appare nella carne

Il nome Jahvè non può rappresentare tutta l’indole di Dio. Il fatto che Egli abbia svolto l’opera nell’Età della Legge non dimostra che possa essere Dio solo sotto la legge. Jahvè stabilì le leggi per l’uomo e tramandò i comandamenti, chiedendo all’uomo di costruire il tempio e gli altari; l’opera che svolse rappresenta solo l’Età della Legge. L’opera che svolse non dimostra che Egli sia il Dio che chiede all’uomo di rispettare la legge, il Dio nel tempio o il Dio davanti all’altare. Ciò non si può dire. L’opera sotto la legge può rappresentare solo un’epoca.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

(2) Il significato dell’assunzione del nome Gesù da parte di Dio nell’Età della Grazia

Versetti biblici di riferimento:

“Ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: ‘Giuseppe, figliuol di Davide, non temere di prender teco Maria tua moglie; perché ciò che in lei è generato, è dallo Spirito Santo. Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è Lui che salverà il Suo popolo dai loro peccati’” (Matteo 1:20-21).

“E l’angelo le disse: ‘Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco tu concepirai nel seno e partorirai un figliuolo e Gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande, e sarà chiamato Figliuol dell’Altissimo, e il Signore Iddio Gli darà il trono di Davide Suo padre, ed Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il Suo Regno non avrà mai fine’” (Luca 1:30-33).

Parole di Dio attinenti:

L’Età della Grazia ebbe inizio con il nome di Gesù. Quando Gesù cominciò a svolgere il Suo ministero, lo Spirito Santo iniziò a rendere testimonianza al Suo nome, e il nome di Jahvè non fu più menzionato; invece, lo Spirito Santo intraprese la nuova opera principalmente nel nome di Gesù. La testimonianza di coloro che credettero in Lui fu data per Gesù Cristo, e anche l’opera che svolsero fu fatta per Lui. La conclusione dell’Età della Legge dell’Antico Testamento indicava che era giunta al termine l’opera portata principalmente avanti sotto il nome di Jahvè. Da allora in poi, il nome di Dio non fu più quello di Jahvè; invece, fu chiamato Gesù e, da qui in avanti, lo Spirito Santo iniziò a operare soprattutto sotto il nome di Gesù.

da “La visione dell’opera di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

“Gesù” è l’Emmanuele, e vuol dire che l’offerta sacrificale per il peccato è piena d’amore e di compassione, e redime gli uomini. Egli svolse la Sua opera nell’Età della Grazia, e rappresenta quest’età e può rappresentare soltanto una parte del piano di gestione. […] Soltanto Gesù è il Redentore dell’umanità, Egli è l’offerta sacrificale per il peccato che ha redento l’umanità dal peccato. In altre parole, il nome di Gesù proviene dall’Età della Grazia, ed è esistito grazie all’opera di redenzione compiuta nell’Età della Grazia. Il nome di Gesù è esistito per permettere alle persone che vivevano nell’Età della Grazia di rinascere ed essere salvate, ed è un nome particolare per la redenzione di tutta l’umanità. Pertanto, il nome Gesù simboleggia l’opera di redenzione, e denota l’Età della Grazia. […] “Gesù” simboleggia l’Età della Grazia, ed è il nome del Dio di tutti coloro che sono stati redenti durante l’Età della Grazia.

da “Il Salvatore è già ritornato su una ‘nuvola bianca’” in La Parola appare nella carne

Durante l’età della Grazia, il nome di Dio era Gesù, il che vuol dire che Dio fu un Dio che salvò l’uomo, e che era un Dio compassionevole e amorevole. Dio era con l’uomo. Il Suo amore, la Sua compassione, e la Sua salvezza accompagnarono ogni singolo individuo. Solo accettando il nome di Gesù e la Sua presenza l’uomo fu in grado di ottenere la pace e la gioia, di ricevere la Sua benedizione e le Sue immense e numerose grazie, e la Sua salvezza. Con la crocifissione di Gesù, tutti coloro che Lo hanno seguito hanno ottenuto la salvezza, e i loro peccati sono stati perdonati.

da “La visione dell’opera di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Quando Gesù venne, svolse anche parte dell’opera di Dio, e proferì alcune parole, ma quale fu l’opera principale che compì? La crocifissione. Egli Si fece simile alla carne peccatrice per completare l’opera della crocifissione e riscattare tutta l’umanità, e fu per il peccato di tutta l’umanità che Egli funse da offerta per il peccato. Ecco l’opera principale che compì. In definitiva, fornì la via della croce per guidare quanti sarebbero venuti dopo. Gesù venne soprattutto per completare l’opera di redenzione. Egli riscattò tutta l’umanità e portò all’uomo il Vangelo del Regno dei Cieli e, inoltre, creò la via verso il Regno dei Cieli. Di conseguenza, quelli che vennero dopo, dissero tutti: “Dobbiamo percorrere la via della croce e sacrificare noi stessi per la croce”. Naturalmente, all’inizio Gesù fece anche qualche altra opera e pronunciò diverse parole perché gli uomini si pentissero e confessassero i loro peccati. Tuttavia, il Suo ministero era pur sempre la crocifissione e i tre anni e mezzo trascorsi a predicare la via furono in preparazione per la crocifissione che venne in seguito. Anche le molte volte in cui Gesù pregò erano legate alla crocifissione. Prima di tutto, la vita di uomo normale da Lui condotta e i trentatré anni e mezzo trascorsi sulla terra furono principalmente volti a completare l’opera della crocifissione; dovevano darGli la forza di intraprendere quest’opera, a seguito della quale Dio Gli affidò l’opera della crocifissione.

da “Tutto viene compiuto dalla parola di Dio” in La Parola appare nella carne

Per quanto riguarda l’opera dell’Età della Grazia, Gesù era il Dio che salvò l’uomo. Ciò che Egli aveva ed era, fu grazia, amore, compassione, comprensione, pazienza e umiltà, sollecitudine e tolleranza, e molto dell’operato che svolse fu a motivo della redenzione dell’uomo. Per quanto concerne la Sua indole, si rivelò nella compassione e nell’amore, e poiché Egli era compassionevole e amorevole, dovette essere inchiodato sulla croce per l’uomo, al fine di mostrare che Dio amava l’uomo come Sé Stesso, così tanto che sacrificò totalmente Sé Stesso. Satana disse: “Poiché Tu ami l’uomo, devi amarlo a un livello estremo: devi essere inchiodato sulla croce, per liberare l’uomo dalla croce, dal peccato, e offrirai Te Stesso in cambio di tutta l’umanità”. Satana fece la seguente scommessa: “Poiché sei un Dio amorevole e compassionevole, devi amare l’uomo a un livello estremo, quindi dovresti offrire Te Stesso fino alla croce”. Gesù replicò: “Purché sia per l’umanità, Io sono disposto a consegnare tutto Me Stesso”. E così Egli salì sulla croce senza la minima considerazione di Sé e redense l’intera umanità.

da “La visione dell’opera di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Poi, durante l’Età della Grazia, Gesù è venuto a redimere l’intera umanità caduta nel peccato (e non solo gli Israeliti). Ha mostrato misericordia e benevolenza per l’uomo. Il Gesù che l’uomo ha visto nell’Età della Grazia era pieno di benevolenza e sempre amorevole verso l’uomo, poiché era venuto a salvare l’umanità dal peccato. Ha saputo perdonare le colpe degli uomini fino a quando la Sua crocefissione ha redento completamente l’umanità dal peccato. Durante questo periodo, Dio Si è manifestato all’uomo nella misericordia e nella benevolenza, cioè Si è immolato in sacrificio per l’uomo ed è stato crocifisso per i peccati dell’umanità in modo che potessero essere perdonati per sempre. Era compassionevole, misericordioso, paziente e amorevole. E tutti coloro che hanno seguito Gesù nell’Età della Grazia hanno cercato allo stesso modo di essere tolleranti e amorevoli in tutte le cose. Sono stati pazienti e non hanno mai reagito malgrado le percosse, le maledizioni o la lapidazione.

da “Le due incarnazioni completano il significato dell’incarnazione” in La Parola appare nella carne

Durante l’Età della Grazia, Gesù era il nome di Dio. In altre parole, l’opera dell’Età della Grazia fu realizzata soprattutto sotto il nome di Gesù. Durante l’Età della Grazia, Dio fu chiamato Gesù. Intraprese una fase della nuova opera oltre l’Antico Testamento, e la Sua opera si concluse con la crocifissione. Questa fu la totalità della Sua opera.

da “La visione dell’opera di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

(3) Il significato dell’assunzione del nome Dio Onnipotente da parte di Dio nell’Età del Regno

Versetti biblici di riferimento:

E sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca Jahvè fisserà” (Isaia 62:2).

Chi vince Io lo farò una colonna nel tempio del Mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; e scriverò su lui il nome del Mio Dio e il nome della città del Mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo d’appresso all’Iddio mio, ed il Mio nuovo nome” (Apocalisse 3:10-12).

“Io son l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Iddio che è, che era e che viene, l’Onnipotente” (Apocalisse 1:8).

Noi Ti ringraziamo, o Signore Dio Onnipotente che sei e che eri, perché hai preso in mano il Tuo gran potere, ed hai assunto il regno” (Apocalisse 11:17).

Grandi e maravigliose sono le Tue opere, o Signore Iddio Onnipotente; giuste e veraci sono le Tue vie, o Re delle nazioni” (Apocalisse 15:3).

Parole di Dio attinenti:

Da quando Dio Onnipotente, al Re del Regno, è stata resa testimonianza, la portata della gestione di Dio si è rivelata interamente in ogni angolo dell’universo. Non soltanto alla manifestazione di Dio è stata resa testimonianza in Cina, ma è stata resa al nome di Dio Onnipotente in tutte le nazioni e in tutti i paesi. Stanno invocando tutti questo santo nome, cercando di condividere con Dio con ogni mezzo possibile, afferrando la volontà di Dio Onnipotente e servendo in modo coordinato nella Chiesa. Lo Spirito Santo opera in questo modo meraviglioso.

da “Capitolo 8” dei Discorsi di Cristo al principio in La Parola appare nella carne

Sebbene Jahvè, Gesù e il Messia rappresentino tutti il Mio Spirito, questi nomi denotano soltanto le diverse età nel Mio piano di gestione, e non Mi rappresentano nella Mia interezza. I nomi con i quali Mi chiamano i popoli sulla terra non possono esprimere bene tutta la Mia indole e tutto ciò che Io sono. Si tratta semplicemente di nomi diversi con i quali vengo chiamato durante le varie età. E dunque, quando arriverà l’età finale, l’età degli ultimi giorni, il Mio nome cambierà di nuovo. Non verrò chiamato Jahvè, né Gesù e tantomeno Messia, ma sarò chiamato il poderoso Dio Stesso Onnipotente, e con questo nome condurrò l’intera età al termine. Una volta ero noto come Jahvè. Ero chiamato anche il Messia, e le persone un tempo Mi chiamavano Gesù il Salvatore perché Mi amavano e Mi rispettavano. Ma oggi non sono lo Jahvè o il Gesù che le persone conoscevano in passato: sono il Dio che è ritornato negli ultimi giorni, il Dio che porterà l’età a una conclusione. Sono il Dio Stesso che Si leva ai confini della terra, ricolmo di tutta la Mia indole, e pieno di autorità, onore e gloria. Le persone non si sono mai impegnate con Me, non Mi hanno mai conosciuto e hanno sempre ignorato la Mia indole. Dalla creazione del mondo fino a oggi, nessuno Mi ha visto. Questo è il Dio che appare all’umanità durante gli ultimi giorni, ma è nascosto tra gli uomini. Egli abita tra di loro, è autentico e reale come il sole caldo e il fuoco ardente, è pieno di potere e trabocca di autorità. Non c’è una singola persona o cosa che non verrà giudicata dalle Mie parole, e che non sarà purificata attraverso il fuoco ardente. Alla fine, tutte le nazioni saranno benedette grazie alle Mie parole, ma anche ridotte in frantumi a causa di queste ultime. In questo modo, durante gli ultimi giorni tutte le persone vedranno che Io sono il Salvatore ritornato, sono il Dio Onnipotente che conquista tutta l’umanità. Un tempo ero l’offerta sacrificale per l’uomo, ma negli ultimi giorni sono diventato anche la fiamma del sole che brucia tutte le cose, e il Sole di giustizia che rivela tutte le cose. Tale è la Mia opera degli ultimi giorni. Ho preso questo nome e Mi sono impossessato di questa indole in modo che tutti possano vedere che Io sono un Dio giusto, il sole caldo e il fuoco ardente. Faccio tutto questo in modo che tutte le persone possano adorare Me, l’unico vero Dio, e vedere il Mio vero volto: non sono soltanto il Dio degli Israeliti o il Redentore – sono il Dio di tutte le creature nei cieli, sulla terra e nei mari.

da “Il Salvatore è già ritornato su una ‘nuvola bianca’” in La Parola appare nella carne

Nella Sua opera finale di conclusione dell’età, l’indole divina è quella del castigo e del giudizio, nella quale Egli rivela tutto ciò che è ingiusto al fine di giudicare pubblicamente ogni popolo e di perfezionare coloro che Lo amano con cuore sincero. Solo un’indole siffatta può portare a termine l’età. Sono già arrivati gli ultimi giorni. Tutte le cose nel creato saranno classificate in base al loro tipo, e divise in diverse categorie secondo la loro natura. Questo è il momento in cui Dio rivela l’esito finale dell’umanità e la sua destinazione. Se gli uomini non si sottopongono al castigo e al giudizio, allora non ci sarà modo di smascherare la loro disubbidienza e iniquità. Solo attraverso il castigo e il giudizio può essere rivelato l’esito finale di tutto il creato. L’uomo mostra il suo vero volto unicamente quando è castigato e giudicato. Il male sarà messo con il male, il bene con il bene, e tutta l’umanità sarà classificata in base al tipo. Attraverso il castigo e il giudizio sarà rivelato l’esito finale di tutto il creato, affinché il male sia punito e il bene ricompensato, e tutti gli esseri umani siano soggetti al dominio di Dio. Tutta quest’opera deve essere compiuta attraverso il giusto castigo e giudizio. Poiché la corruzione dell’uomo ha raggiunto il suo culmine e la sua disubbidienza è divenuta estremamente grave, solo l’indole giusta divina, che si compone principalmente di castigo e giudizio e si rivela durante gli ultimi giorni, è in grado di trasformare pienamente l’uomo e renderlo completo. Solo un’indole siffatta può smascherare il male e così punire severamente tutti gli iniqui. Pertanto, un’indole di questo tipo è permeata di significato temporale, e la rivelazione e dimostrazione della Sua indole sono rese manifeste per il bene dell’opera di ogni nuova epoca. Non è che Dio riveli la Sua indole in modo arbitrario e insensato. Supponendo che, nel rivelare l’esito finale dell’uomo negli ultimi giorni, Dio dovesse concedere ancora all’uomo compassione e amore infiniti e continuasse a essere benevolo nei suoi confronti, non sottoponendolo a giusto giudizio, ma piuttosto mostrandogli tolleranza, pazienza e perdono, e discolpandolo per quanto gravi siano i suoi peccati, senza un minimo di giusto giudizio, quand’è che l’intera gestione di Dio verrebbe mai portata a termine? Quand’è che una simile indole potrebbe condurre le persone alla destinazione adeguata all’umanità? Prendi in considerazione, ad esempio, un giudice che è sempre amorevole, un giudice con un volto cordiale e un cuore gentile. Egli ama gli uomini indipendentemente dai crimini che hanno commesso, ed è amorevole e comprensivo con loro, chiunque essi siano. In quel caso, quando sarà mai in grado di emettere un giusto verdetto? Durante gli ultimi giorni, solo un giusto giudizio può classificare gli uomini secondo il loro tipo e condurli in un nuovo regno. In questo modo, viene posto fine all’intera età attraverso l’indole giusta divina del giudizio e del castigo.

da “La visione dell’opera di Dio (3)” in La Parola appare nella carne

Quando, questa volta, Egli Si trasforma in carne, la Sua opera deve esprimere la Sua indole, soprattutto attraverso il castigo e il giudizio. Usando questo come fondamento, Egli porta maggiore verità all’uomo, mostra più percorsi per praticare, e in tal modo raggiunge il Suo obiettivo di conquistare l’uomo e di salvarlo dalla sua indole corrotta. Questo è ciò che sta dietro l’opera di Dio nell’Età del Regno.

dall’Introduzione a La Parola appare nella carne

Quando arriva il boato dei sette tuoni, si manifesta la salvezza di coloro che Mi amano, che Mi desiderano con cuore sincero. Coloro che Mi appartengono e che ho predestinato e scelto sono tutti in grado di rientrare sotto il Mio nome. Riescono a udire la Mia voce, che è la chiamata di Dio. Lasciate che quelli ai confini della terra vedano che sono giusto, fedele, che sono amore, compassione, maestà, fuoco furibondo e fondamentalmente giudizio spietato.

Lasciate che tutti, nel mondo, vedano che sono Dio Stesso, assolutamente reale e completo. Tutti gli uomini sono sinceramente convinti, e nessuno osi resisterMi, giudicarMi o calunniarMi di nuovo. Altrimenti incapperà immediatamente in maledizioni e la catastrofe lo colpirà. Si limiterà a piangere e a digrignare i denti, e cagionerà la propria distruzione.

Lasciate che tutti lo sappiano, rendetelo noto fino agli estremi confini dell’universo e che ogni singola persona lo sappia: Dio Onnipotente è l’unico vero Dio. Uno dopo l’altro, tutti si inginocchieranno per adorarLo, e persino i bambini che hanno appena imparato a parlare grideranno: “Dio Onnipotente!”.

da “Capitolo 35” dei Discorsi di Cristo al principio in La Parola appare nella carne

È così che in questa epoca finale il Mio nome sarà magnificato fra le nazioni dei Gentili, che le Mie azioni saranno viste dai Gentili ed essi Mi chiameranno l’Onnipotente sulla base delle Mie opere, e che le Mie parole si avverino in fretta. Farò in modo che tutti sappiano che Io non sono solo il Dio degli Israeliti, ma il Dio di tutte le nazioni dei Gentili, persino di quelle che ho maledetto. Lascerò che tutte le genti vedano che Io sono il Dio di tutta la creazione. Questa è la Mia più grande opera, lo scopo del Mio piano di lavoro per gli ultimi giorni e l’unica opera che deve essere compiuta negli ultimi giorni.

da “L’opera di diffusione del Vangelo è anche l’opera di salvezza dell’uomo” in La Parola appare nella carne

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