Dio comanda ad Abramo di offrire Isacco

27 Maggio 2018

L’opera della gestione di Dio e della salvezza dell’umanità inizia con l’offerta di Isacco da parte di Abramo

Con la nascita di un figlio ad Abramo, la promessa che Dio gli aveva fatto fu adempiuta. Ciò non significa che il piano di Dio si fermò qui; al contrario, il grandioso piano di Dio per la gestione e la salvezza dell’umanità era solamente iniziato, e la concessione benedetta di un figlio ad Abramo fu solo il preludio del Suo piano globale di gestione. In quel momento, chi si sarebbe potuto immaginare che la battaglia di Dio con Satana era iniziata silenziosamente nell’istante in cui Abramo aveva offerto Isacco in sacrificio?

Dio non Si preoccupa dell’insensatezza umana, ma chiede solo che l’uomo sia fedele

Abramo di offrire Isacco

Ora, prendiamo in considerazione ciò che Dio fece per Abramo. In Genesi 22:2, Dio diede questo ordine ad Abramo: “Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e va’ nel paese di Moria, e offrilo là in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò”. L’intenzione di Dio era chiara: stava chiedendo ad Abramo di offrire il suo unico figlio, Isacco, che egli amava, in olocausto. A ripensarci, il comando di Dio non è forse ancor oggi in contraddizione con le idee dell’uomo? Sì! Tutto ciò che Dio fece in quel tempo è completamente contrario alle idee dell’uomo e incomprensibile. Le idee comuni erano le seguenti: proprio quando un uomo non aveva fede e riteneva impossibile la cosa, Dio gli diede un figlio, e dopo che l’uomo l’ebbe ottenuto, Dio gli chiese di offrirlo in sacrificio: cose da pazzi! Ma Dio cosa voleva fare veramente? Qual era il Suo scopo effettivo? Egli aveva dato ad Abramo un figlio senza porre condizioni, ma aveva altresì chiesto ad Abramo di offrirGli un sacrificio incondizionato. Era troppo? Da un punto di vista esterno, ciò era non solo eccessivo ma anche un “causare problemi per nulla”. Ma Abramo stesso non pensò che Dio gli stesse chiedendo troppo. Sebbene nutrisse pensieri di scarsa importanza e fosse un po’ diffidente nei confronti di Dio, tuttavia era pronto a offrire il sacrificio. A questo punto, quale elemento, secondo te, prova che Abramo era pronto a sacrificare suo figlio? Cosa viene detto in questo passo? Il testo originale narra così le cose: “Abraamo si alzò la mattina di buon’ora, sellò il suo asino, prese con sé due suoi servi e suo figlio Isacco, spaccò della legna per l’olocausto, poi partì verso il luogo che Dio gli aveva indicato” (Genesi 22:3). “Giunsero al luogo che Dio gli aveva detto. Abraamo costruì l’altare e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figlio e lo mise sull’altare, sopra la legna. Abraamo stese la mano e prese il coltello per scannare suo figlio” (Genesi 22:9-10). Quando Abramo stese la mano e prese il coltello per uccidere suo figlio, le sue azioni avvenivano sotto lo sguardo di Dio? Certamente. L’intero processo – fin dall’inizio, da quando Dio aveva chiesto ad Abramo di sacrificare Isacco, a quando Abramo realmente aveva sollevato il coltello per uccidere suo figlio – mostrò a Dio il cuore di Abramo, e a prescindere dalla sua precedente insensatezza, ignoranza e incomprensione di Dio, in quel momento per Dio il cuore di Abramo era fedele e onesto, ed egli veramente stava per restituire a Dio Isacco, il figlio che Dio Stesso gli aveva donato. In lui, Dio vide l’obbedienza, l’autentica obbedienza che Egli desiderava.

Dal punto di vista dell’uomo, Dio compie molte cose incomprensibili e addirittura incredibili. Quando Dio desidera dirigere qualcuno, spesso la Sua direzione è in contrasto con le idee dell’uomo e incomprensibile a questi, ma proprio questa dissonanza e questa incomprensibilità sono la prova di Dio e la verifica dell’uomo. Intanto, Abramo seppe dimostrare l’obbedienza a Dio nel proprio intimo, il che rappresentò il principale motivo per cui egli fu in grado di ottemperare alle esigenze di Dio. Solo allora, quando Abramo fu in grado di obbedire ai comandi di Dio, offrendo Isacco, Dio provò veramente rassicurazione e approvazione nei confronti dell’umanità (nei confronti di Abramo, che Egli aveva scelto). Solo allora Dio fu sicuro che la persona che aveva scelto era un capo indispensabile, in grado di portare avanti la Sua promessa e il Suo successivo piano di gestione. Sebbene si trattasse solo di una prova e di una verifica, Dio Si sentì gratificato, sentì l’amore dell’uomo per Lui e Si sentì confortato dall’uomo come non mai. Nel momento in cui Abramo sollevò il coltello per uccidere Isacco, Dio lo fermò? Egli non permise che Abramo sacrificasse Isacco, semplicemente perché non aveva nessuna intenzione di togliere la vita a Isacco. Pertanto, Dio fermò Abramo giusto in tempo. Per Lui l’obbedienza di Abramo aveva già superato la verifica, ciò che egli aveva fatto era sufficiente e Dio aveva già visto l’esito di ciò che Egli intendeva fare. Tale esito era soddisfacente per Dio? Si può dire che lo era, che era proprio ciò che Dio voleva e che aveva desiderato vedere. È vero? Sebbene, in contesti diversi, Dio usi metodi diversi per mettere alla prova ogni persona, in Abramo Egli vide ciò che aveva desiderato, vide che il cuore di Abramo era sincero, che la sua obbedienza era incondizionata, ed era appunto una simile “incondizionatezza” ciò che Dio desiderava. Spesso le persone dicono: “Ho già offerto questo, ho già rinunciato a quello. Perché Dio non è ancora soddisfatto di me? Perché continua a sottopormi a prove? Perché continua ad assoggettarmi a verifiche?”. Tutto ciò dimostra un fatto: Dio non ha visto il tuo cuore e non lo ha ancora guadagnato. Il che equivale a dire che Egli non ha ancora visto una tale franchezza, come quando Abramo fu capace di sollevare il coltello per uccidere suo figlio di suo pugno e offrirlo in sacrificio a Dio. Egli non ha ancora visto la tua obbedienza incondizionata e non è ancora stato confortato da te. Quindi, è naturale che continui a metterti alla prova. Non è forse vero?

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in “La Parola appare nella carne”

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