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Capitolo 7 Altri aspetti delle verità che dovresti comprendere nella tua fede in Dio

5. La fede in Dio non deve aspirare solo alla ricerca della pace e delle benedizioni

Parole di Dio attinenti:

Cos’è che l’essere umano ha ricevuto quando ha iniziato a credere in Dio la prima volta? Cos’è che hai conosciuto riguardo a Dio? Quanto sei cambiato per via della tua fede in Dio? Adesso tutti voi sapete che la fede in Dio non è puramente per la salvezza dell’anima e il benessere della carne, né per arricchire la propria vita attraverso l’amore di Dio, e così via. Ora, se tu ami Dio a motivo del benessere della carne o del piacere momentaneo, anche se alla fine il tuo amore per Dio raggiunge l’apice e non chiedi niente, questo amore che tu ricerchi è comunque un amore impuro che non piace a Dio. Coloro che usano l’amore per Dio per arricchire le proprie vite monotone e riempire un vuoto nel proprio cuore, sono coloro che cercando di vivere con facilità, e non coloro che veramente cercano di amare Dio. Questo tipo di amore va contro il volere del singolo, cioè la ricerca di un piacere emozionale, e Dio non necessità di questo tipo di amore. Che tipo di amore è, allora, il tuo? Per quale motivo ami Dio? Quanto amore vero hai per Dio in questo momento? L’amore di molti di voi è come quello summenzionato. Questo tipo di amore può mantenere soltanto lo status quo; non può conseguire la fedeltà eterna, né avere le radici nell’essere umano. Questo tipo di amore è quello di un fiore che non porta frutto dopo che è fiorito e appassito. In altre parole, una volta che hai amato Dio in questo modo e non c’è nessuno che ti guiderà nel cammino che hai davanti, allora fallirai. Se puoi amare Dio soltanto nei tempi in cui ami Dio e successivamente non fai dei cambiamenti nella tua indole di vita, continuerai ad essere avvolto dalle influenze oscure, incapace di scappare, e ancora incapace di liberarti dall’essere vincolato e ingannato da Satana. Tale uomo non può essere guadagnato completamente da Dio; alla fine, lo spirito, l’anima e il corpo apparterranno ancora a Satana. Questo è fuori discussione. Tutti coloro che non possono essere vinti completamente da Dio torneranno al luogo originario, cioè da Satana, e finiranno nello stagno ardente di fuoco e zolfo per ricevere il passaggio successivo della punizione di Dio. Coloro che sono vinti da Dio sono coloro che si ribellano a Satana e scappano dal suo dominio. Queste persone saranno incluse ufficialmente tra le persone del Regno. Così si formano le persone del Regno.

da “Quali punti di vista devono avere i credenti” in La Parola appare nella carne

Oggi è necessario seguire il giusto cammino se si crede nel Dio concreto. Avere fede in Dio non vuol dire solo cercare le benedizioni, ma amarLo e conoscerLo. Attraverso la Sua illuminazione e la propria ricerca, si può nutrirsi e abbeverarsi alla Sua parola, comprendere realmente Dio e provare per Lui un amore vero che proviene dal cuore. In altre parole, l’amore per Dio è del tutto sincero, in modo tale che nessuno possa distruggere oppure ostacolare il tuo amore per Lui. Allora sei sulla strada giusta della fede in Dio, dimostrando che appartieni a Dio, perché il cuore è stato conquistato da Dio e non può quindi appartenere a nessun altro. A seguito della tua esperienza, del prezzo pagato e dell’operato divino, sei in grado di sviluppare un amore spontaneo per Dio. Ti sei dunque liberato dall’influenza di Satana e vivi alla luce della parola di Dio. Solo quando ti sei sottratto all’influenza delle tenebre, puoi ritenere di averLo raggiunto. Devi puntare verso tale obiettivo, nel credere in Dio. Questo è il dovere di ognuno di voi. Nessuno dovrebbe accontentarsi di come stanno le cose. Non potete essere indecisi sull’opera di Dio né considerarla con leggerezza. Dovreste pensare a Dio in tutti gli aspetti e in tutti i momenti e fare tutto per amor Suo. E quando parlate o agite, dovete mettere al primo posto gli interessi della casa di Dio. Solo questo è conforme alla volontà di Dio.

da “Devi vivere per la verità poiché credi in Dio” in La Parola appare nella carne

Ora, tutti hanno visto che qualcuno che serve Dio dovrebbe non solo conoscere la sofferenza per amor Suo, ma ancor più dovrebbe capire che il credere in Dio è per amore del cercare di amarLo. Il tuo utilizzo da parte di Dio non ha solo lo scopo di raffinarti o farti soffrire, bensì quello di farti conoscere le Sue azioni, conoscere il vero significato della vita umana e, in particolare, di farti capire che servire Dio non è un compito facile. Sperimentare Dio non significa godere della Sua grazia, quanto della sofferenza in virtù dell’amore che nutri per Lui. Poiché godi della grazia di Dio, devi anche godere del Suo castigo – sei tenuto a provare tutte queste cose. Puoi sperimentare l’illuminazione di Dio in te, e puoi altresì sperimentare il Suo trattamento e il Suo giudizio. Così facendo, conoscerai tutti gli aspetti. Dio ti ha giudicato e ti ha castigato. La Sua parola ti affronta, ma Egli ti ha altresì illuminato, rischiarato. Quando desideri fuggire, la mano di Dio ancora ti trattiene. Una simile opera mira a farti sapere che tutto quello che riguarda l’uomo è in balìa di Dio. Puoi pensare che credere in Dio significhi patire o compiere molte azioni per Lui o finalizzate alla pace della carne o al successo di ciò che ti concerne, affinché tu viva comodamente – ma niente di tutto ciò rappresenta lo scopo per il quale credere in Dio. Se questo è ciò in cui credi, la tua prospettiva è sbagliata e, semplicemente, non puoi essere reso perfetto. Le azioni di Dio, l’indole giusta di Dio, la Sua saggezza, la Sua parola e la Sua prodigiosità e imperscrutabilità sono tutte cose che si dovrebbe cercare di capire. Utilizza questa comprensione per liberarti dalle richieste personali nonché dalle speranze e dalle concezioni individuali nel tuo cuore. Solo eliminandole puoi soddisfare le condizioni dettate da Dio. Solo così facendo puoi avere una vita e accontentare Dio. Credere in Dio è soddisfare Dio, realizzare l’indole che Egli reclama, permettere che le Sue azioni e la Sua gloria si manifestino attraverso questo gruppo di individui indegni. Questa è la giusta prospettiva per credere in Dio, e anche l’obiettivo che devi perseguire. Devi avere il giusto punto di vista per credere in Dio e cercare di ottenere la Sua parola. Devi nutrirti e dissetarti della parola di Dio, ed essere in grado di vivere la verità, e soprattutto devi conoscere le azioni pratiche di Dio, le Sue meravigliose azioni nell’intero universo, nonché il lavoro pratico che Egli compie nella carne. Grazie alle loro esperienze pratiche, le persone possono davvero capire come Dio opera su di loro e qual è la Sua volontà riguardo a loro. Tutto questo mira a eliminare la loro indole satanica corrotta. Liberati di quanto di lordo e immorale è in te, spogliati delle intenzioni errate, e potrai sviluppare una fede autentica in Dio. Solo nutrendo una fede autentica puoi amare sinceramente Dio. Puoi amare davvero Dio solo sulle fondamenta della tua fede in Lui. Puoi riuscire ad amare Dio senza credere in Lui? Se crederai in Dio, non potrai essere confuso al riguardo. Alcuni si rinvigoriscono non appena comprendono che la fede in Dio porterà loro benedizioni, ma si indeboliscono non appena sentono di dover affrontare degli affinamenti. Questo è credere in Dio? In definitiva, la fede corrisponde all’obbedienza assoluta innanzi a Dio. Credi in Dio eppure hai ancora delle richieste da avanzare, hai molte concezioni religiose che non sai eliminare, interessi personali di cui non sai liberarti o cerchi ancora le benedizioni della carne e desideri che Dio salvi la tua carne, salvi la tua anima – queste sono tutte rappresentazioni di individui la cui prospettiva è sbagliata. Nonostante chi ha delle credenze religiose abbia fede in Dio, costoro non cercano di modificare la propria indole, non perseguono la conoscenza di Dio e sono solo alla ricerca delle attrattive della carne. Molti fra voi nutrono una fede che appartiene alle categorie delle credenze religiose. Questa non è la vera fede in Dio. Per credere in Dio devi possedere un cuore che soffra per Lui e la determinazione di rinunciare a te stesso. A meno che non soddisfi queste due condizioni, il tuo credo non vale come fede in Dio e non riuscirai a modificare la tua indole. Solo chi ricerca davvero la verità, chi tenta di giungere alla conoscenza di Dio e persegue la vita è colui che crede veramente in Dio.

da “Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento” in La Parola appare nella carne

Ora comprendete che cos’è la fede in Dio? È fede in Dio scorgere segni e prodigi? È salire al cielo? Credere in Dio non è affatto facile. Quelle pratiche religiose dovrebbero essere eliminate; inseguire la guarigione dei malati o lo scacciare i demoni, concentrandosi su segni o prodigi, desiderando ancora più grazia di Dio, pace e gioia, inseguire le visioni e le consolazioni della carne, sono tutte pratiche religiose rappresentative di una vaga forma di fede. Oggi, che cos’è la fede reale in Dio? È l’accettazione della parola di Dio come la realtà della tua vita e la conoscenza di Dio mediante la Sua parola, per raggiungere un vero amore per Lui. Per essere chiari: la fede in Dio è ciò che ti consente di ubbidire a Dio, di amarLo ed eseguire il dovere da svolgere in quanto creatura di Dio. Questo è lo scopo della fede in Dio. Devi giungere a conoscere la bellezza di Dio, e come sia degno di riverenza, e come, nelle Sue creature, Dio compie l’opera di salvezza e le rende perfette: questo è il minimo che dovresti possedere come fede in Dio. La fede in Dio è principalmente il passaggio da una vita nella carne a una di amore per Dio, da una vita di spontaneità a una vita nell’essere di Dio, svincolata dal dominio di Satana e posta sotto la custodia e la protezione di Dio, capace di obbedire a Dio e non alla carne, permettendo a Dio di guadagnare tutto il tuo cuore, di renderti perfetto e liberarti dall’indole satanica corrotta. Credere in Dio è soprattutto fare in modo che possano manifestarsi in te la potenza e la gloria di Dio, cosicché tu possa fare la volontà di Dio, realizzando il Suo piano e potendo renderGli testimonianza davanti a Satana. La fede in Dio non dovrebbe essere finalizzata a osservare segni e prodigi, né essere volta al bene della tua carne. Dovrebbe mirare a perseguire la conoscenza di Dio e al fatto di essere in grado di obbedirGli, come Pietro, fino alla morte. Ecco che cosa deve conseguire più di ogni altra cosa. Nutrirsi della parola di Dio serve per conoscerLo e compiacerLo. Nutrirsi della parola di Dio ti dà una maggiore conoscenza di Dio e soltanto così puoi ubbidire a Lui. Solo se conosci Dio, Lo puoi amare; il raggiungimento di questo obiettivo è l’unico fine che l’uomo dovrebbe avere nel credere in Lui. Se, nella tua fede in Dio, tenti sempre di vedere segni e prodigi, non è corretto il modo in cui consideri la fede in Lui. La fede in Dio è soprattutto accettare la Sua parola come la realtà della vita. Solo mettendo in pratica le parole di Dio uscite dalla Sua bocca, e realizzandole dentro di te, potrai raggiungere lo scopo di Dio. Nel credere in Dio, l’uomo dovrebbe cercare di essere perfezionato da Dio, essere in grado di sottomettersi a Dio e ubbidirGli in tutto. Se riesci a ubbidire a Dio senza lamentarti, essendo consapevole di ciò che Lui desidera, raggiungerai la statura morale di Pietro e possederai lo stile di Pietro di cui parlò Dio; ciò avverrà quando avrai raggiunto la fede in Dio, e vorrà dire che sarai stato guadagnato da Lui.

da “Tutto viene compiuto dalla parola di Dio” in La Parola appare nella carne

Speri che la tua fede in Dio non comporti sfide o tribolazioni, né la benché minima avversità. Persegui costantemente cose immeritevoli e non attribuisci alcun valore alla vita, e anteponi, invece, i tuoi pensieri stravaganti alla verità. Sei talmente indegno! Vivi come un maiale – che differenza c’è tra te, i maiali e i cani? Quelli che non perseguono la verità e invece amano la carne, non sono tutte bestie? I morti senza spirito non sono tutti dei cadaveri ambulanti? Quante parole sono state pronunciate tra di voi? È forse stata poca l’opera compiuta tra di voi? A quante cose ho provveduto fra di voi? E allora perché non ne hai ottenuto nulla? Di che cosa ti lamenti? Non è forse che non hai guadagnato nulla perché sei troppo innamorato della carne? E non è che i tuoi pensieri sono troppo stravaganti? Non è perché sei troppo stolto? Se sei incapace di ottenere queste benedizioni, puoi incolpare Dio per non averti salvato? Ciò che persegui è essere in grado di ottenere la pace dopo aver creduto in Dio, perché i tuoi figli non si ammalino, perché tuo marito abbia un buon lavoro, tuo figlio trovi una buona moglie, tua figlia trovi un marito rispettabile, i tuoi buoi e cavalli arino la terra per bene, perché ci sia un anno di bel tempo per le tue colture. Questo è ciò che ricerchi. Ti preoccupi solo di vivere nell’agiatezza e che nessuna disgrazia si abbatta sulla tua famiglia, che i venti ti passino accanto, che il tuo viso non sia graffiato dal pietrisco, che le colture della tua famiglia non vengano inondate, di non subire alcun disastro, di vivere nell’abbraccio di Dio, di vivere in una casa accogliente. Un vigliacco come te che persegue costantemente la carne – hai forse un cuore, uno spirito? Non sei una bestia? Io ti do la vera via senza chiedere nulla in cambio, ma tu non la persegui. Sei uno di quelli che credono in Dio? Ti dono la vita umana vera, ma tu non la persegui. Non sei allora del tutto simile a un maiale o a un cane? I maiali non aspirano alla vita dell’uomo né a essere purificati, e non capiscono che cosa sia la vita. Ogni giorno, dopo aver mangiato a sazietà, si mettono semplicemente a dormire. Io ti ho dato la vera via, ma tu non l’hai guadagnata: sei a mani vuote. Sei disposto a continuare a condurre questa vita, la vita di un maiale? Quale significato ha, per persone simili, essere vive? La tua vita è spregevole e ignobile, vivi in mezzo a sudiciume e dissolutezza e non persegui alcun obiettivo; non è la tua vita la più ignobile di tutte? Hai l’impudenza di volgere lo sguardo a Dio? Se continui a fare esperienza in questo modo, non è che non otterrai nulla? Ti è stata data la vera via, ma che alla fine tu la possa guadagnare o meno dipende dalla tua ricerca personale.

da “Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio” in La Parola appare nella carne

Quanto ami Dio esattamente? E quanto conosci esattamente tutto ciò che Egli ha operato in te? Queste sono le cose che dovresti sapere. Quando Dio arriva sulla terra, tutte le cose che ha compiuto nell’uomo e ciò che gli ha permesso di vedere, sono tali che l’uomo Lo amerà e Lo conoscerà veramente. Che l’uomo possa soffrire per Dio e che sia potuto arrivare fino a questo punto è dovuto, da un lato, all’amore di Dio e, dall’altro, alla Sua salvezza; inoltre, è dovuto all’opera di giudizio e di castigo che Dio ha compiuto nell’uomo. Se siete senza il giudizio, il castigo e le prove di Dio, e se Dio non vi ha fatto soffrire, allora, onestamente, non amate veramente Dio. Maggiore è l’opera di Dio nell’uomo, maggiore è la sofferenza dell’uomo, più è in grado di mostrare quanto l’opera di Dio sia significativa, e più il cuore dell’uomo è in grado di amarLo veramente. Come imparate in che modo amare Dio? Senza il tormento e l’affinamento, senza prove dolorose e se, per di più, tutto ciò che Dio ha dato all’uomo fosse grazia, amore e misericordia, riusciresti a raggiungere il vero amore di Dio? Da una parte, nelle prove di Dio l’uomo arriva a conoscere le sue mancanze e nota che è insignificante, misero e spregevole, che non ha nulla e non è nulla; dall’altra, nelle Sue prove Dio crea contesti diversi per l’uomo, che lo rendono più capace di sperimentare l’amabilità di Dio. Malgrado il dolore sia grande, a volte insormontabile, e raggiunga persino il livello di una pena opprimente, l’uomo provandolo vede quanto sia amabile l’opera di Dio in lui e soltanto su questa base nasce nell’uomo il vero amore verso Dio. Oggi l’uomo realizza che solo con la grazia, l’amore e la misericordia di Dio è incapace di conoscersi veramente, tantomeno è in grado di conoscere la propria essenza. Solamente attraverso l’affinamento e il giudizio di Dio, soltanto durante questo processo, puoi conoscere le tue mancanze e renderti conto che non hai nulla. Così l’amore dell’uomo verso Dio si costruisce sulla base della raffinazione e del giudizio di Dio. Se godi soltanto della grazia di Dio, con una vita familiare serena o con benedizioni materiali, allora non Lo hai guadagnato e la tua fede in Lui è venuta meno. Dio ha già completato una fase dell’opera di grazia nella carne e ha già elargito benedizioni materiali all’uomo, ma l’uomo non può essere reso perfetto soltanto con la grazia, l’amore e la misericordia. Nelle sue esperienze l’uomo incontra parte dell’amore di Dio e vede il Suo amore e la Sua misericordia, eppure, dopo averli sperimentati per un periodo di tempo, l’uomo si rende conto che la grazia di Dio, il Suo amore e la Sua misericordia sono incapaci di renderlo perfetto, non sono in grado di rivelare ciò che è corrotto nell’uomo, né sono in grado di liberarlo dalla sua indole corrotta o di rendere perfetti il suo amore e la sua fede. L’opera della grazia di Dio è stata l’opera di un’epoca e l’uomo non può contare sul godimento della Sua grazia per conoscerLo.

da “Solamente affrontando prove dolorose puoi conoscere l’amabilità di Dio” in La Parola appare nella carne

Molti di coloro che seguono Dio si preoccupano solamente di ottenere benedizioni o di evitare sciagure. Al solo accenno dell’opera e della gestione di Dio, ammutoliscono e perdono interesse. Credono che conoscere tali questioni noiose non accrescerà le loro vite o non sarà di beneficio alcuno e così, sebbene abbiano ascoltato dei messaggi sulla gestione di Dio, li affrontano con noncuranza. Non li considerano come qualcosa di prezioso da accettare, né tanto meno li ricevono come elementi che fanno parte della loro vita. Tali individui hanno un unico semplicissimo scopo nel seguire Dio: ottenere benedizioni, e sono troppo pigri per occuparsi di qualsiasi cosa che non implichi questo fine. Per loro, credere in Dio per ottenere benedizioni è uno scopo assolutamente legittimo e, anzi, è il valore stesso della loro fede. Tutto ciò che non è in grado di ottenere questo obiettivo non li tange affatto. Questo è ciò che accade alla maggior parte di coloro che credono in Dio oggi. Il loro scopo e la loro motivazione sembrano legittimi, perché, oltre a credere in Dio, Gli dedicano sé stessi, si consacrano a Lui, e svolgono il proprio dovere. Rinunciano alla giovinezza, abbandonano la famiglia e la carriera e addirittura trascorrono anni dandosi da fare lontani da casa. Al fine di raggiungere la meta finale, modificano i propri interessi, alterano la propria concezione della vita e cambiano persino la direzione in cui cercano, ma non sono in grado di mutare lo scopo del proprio credo in Dio. Si danno da fare per gestire i propri ideali; indipendentemente da quanto sia lontana la strada e da quante difficoltà e ostacoli siano presenti lungo il sentiero, restano della propria idea e sono impavidi nei riguardi della morte. Quale potere li induce a continuare a impegnarsi in questo modo? È la loro coscienza? È il loro carattere nobile ed eccellente? È la loro determinazione a combattere contro le forze del male sino alla fine? È la fede con cui rendono testimonianza a Dio senza cercare alcuna ricompensa? È la loro lealtà per la quale sono disposti a rinunciare a tutto pur di realizzare la volontà di Dio? Oppure è il loro spirito di devozione con cui hanno sempre rinunciato alle richieste personali esagerate? Dare così tanto, per persone che non hanno mai conosciuto l’opera di gestione di Dio, è semplicemente un grande miracolo! Per il momento, non parliamo di quanto abbiano dato queste persone. Il loro comportamento, tuttavia, merita decisamente un’analisi. A parte i vantaggi strettamente associati a ciò, potrebbe esserci un’altra ragione per cui questi individui che non comprendono affatto Dio Gli danno così tanto? In questo, scopriamo un problema che precedentemente non avevamo identificato: il rapporto dell’uomo con Dio è semplicemente un rapporto di puro interesse personale. È il rapporto tra chi riceve le benedizioni e chi le elargisce. Più semplicemente, è come il rapporto tra il dipendente e il datore di lavoro. Il dipendente lavora solamente per ricevere i compensi elargiti dal datore di lavoro. In un rapporto di questo genere, non c’è affetto, solamente un accordo; non c’è dare e ricevere amore, solamente carità e misericordia; non c’è comprensione, solamente rassegnazione e inganno; non c’è confidenza, solamente un baratro che non può essere colmato. Quando si arriva a questo punto, chi è in grado di invertire tale tendenza? E quante persone sono capaci di comprendere davvero quanto è diventato critico questo rapporto? Credo che quando gli individui sono immersi nella contentezza dell’essere benedetti, nessuno possa immaginare quanto sia penoso e sgradevole un tale rapporto con Dio.

L’aspetto più triste della fede in Dio del genere umano è che l’uomo conduce la propria gestione nel mezzo dell’opera di Dio e non si cura della gestione divina. Il più grande fallimento dell’uomo sta nel modo in cui, contemporaneamente al tentativo di obbedire a Dio e di adorarLo, l’uomo fabbrica la propria destinazione ideale e studia come ricevere la più grande delle benedizioni e la migliore destinazione possibile. Anche se le persone comprendono quanto sono spregevoli, ripugnanti e patetiche, quanti potrebbero prontamente abbandonare i propri ideali e le proprie speranze? E chi è in grado di fermare i propri passi e di smettere di pensare solamente a sé stesso? Dio ha bisogno di persone che collaborino strettamente con Lui per portare a termine la Sua gestione. Egli necessita di uomini che si dedichino anima e corpo all’opera della Sua gestione allo scopo di obbedire a Lui; non Gli servono individui che tendono le mani ed elemosinano da Lui quotidianamente, né ha bisogno di gente che offre qualcosa e poi si aspetta di essere ripagata per la cortesia. Dio detesta coloro che danno un piccolo contributo e poi dormono sugli allori. Egli odia gli individui a sangue freddo che non sopportano la Sua opera di gestione e vogliono solamente parlare di andare in cielo e di ottenere benedizioni. Egli prova un disgusto ancora maggiore nei confronti di coloro che approfittano dell’opportunità offerta dall’opera che Egli compie nel salvare il genere umano. Ciò accade perché queste persone non hanno mai nutrito interesse per ciò che Dio desidera realizzare e ottenere tramite la Sua opera di gestione. Si preoccupano solamente di come possono usare l’opportunità offerta dall’opera di Dio per ottenere benedizioni. Sono incuranti del cuore di Dio, essendo completamente preoccupate del proprio futuro e destino. Coloro che non sopportano l’opera di gestione di Dio e non dimostrano il minimo interesse nei confronti del modo in cui Dio salva il genere umano e della Sua volontà, fanno tutti ciò che li soddisfa a prescindere dall’opera di gestione di Dio. Il loro comportamento non è celebrato, approvato, né tantomeno considerato da Lui con favore.

da “L’uomo può essere salvato solamente nell’ambito della gestione di Dio” in La Parola appare nella carne

Che cosa dovresti perseguire ora? Quel che dovresti perseguire è se sei capace di esprimere le azioni di Dio, se puoi diventare un’espressione e una manifestazione di Dio, e se sei adatto per essere utilizzato da Lui. Quanto lavoro Dio ha effettivamente compiuto in te? Quanto hai visto, quanto hai toccato? Quanto hai sperimentato e gustato? Se Dio ti ha testato, ha avuto a che fare con te, o ti ha disciplinato – non importa come, le Sue azioni e il Suo lavoro sono stati compiuti su di te, ma in quanto credente in Dio, in quanto persona che desidera essere portato a perfezione da Lui, sei in grado di esprimere le azioni di Dio attraverso la tua personale esperienza pratica? Sei in grado di vivere la parola di Dio attraverso questo? Sei in grado di provvedere agli altri attraverso la tua personale esperienza pratica, e spendere te stesso per il bene dell’opera di Dio? Al fine di rendere testimonianza alle azioni di Dio devi essere in grado di esprimere quali siano le Sue azioni, e questo viene fatto attraverso la tua personale esperienza, conoscenza e sofferenza che hai sperimentato. Sei una persona che rende testimonianza alle azioni di Dio? Hai questa aspirazione? Se sei in grado di rendere testimonianza al Suo nome, e ancor più, alle Sue azioni, così come di vivere l’immagine che Egli richiede alla Sua gente, allora sei un testimone di Dio. Come rendi concretamente testimonianza a Dio? Cercare e desiderare di vivere la parola di Dio, rendere testimonianza attraverso le tue parole, permettendo alla gente di conoscere e di vedere le Sue azioni – se cerchi effettivamente tutto questo, Dio ti porterà a perfezione. Se tutto quello che cerchi deve essere perfezionato da Dio ed essere infine benedetto, allora la prospettiva della tua fede è impura. Dovresti ricercare il modo di comprendere le azioni di Dio nella vita reale, come soddisfarLo quando rivela la Sua volontà nei tuoi riguardi; cercare il modo per testimoniare la Sua prodigiosità e saggezza, e il modo per dimostrare la Sua disciplina e il Suo trattamento su di te. Adesso devi tentare di comprendere tutto questo. Se il tuo amore per Dio aspira solo a poter condividere la Sua gloria una volta che Egli ti avrà reso perfetto, è ancora inadeguato e non può soddisfare i Suoi requisiti. Devi riuscire a rendere testimonianza alle Sue azioni, a soddisfare le Sue richieste e a sperimentare l’opera che Egli ha compiuto sulle persone in modo concreto. Che sia dolore, lacrime o tristezza, devi sperimentare tutto nella pratica. Così potrai essere un testimone di Dio. Esattamente sotto quale dominio adesso stai soffrendo e cercando la perfezione? È per rendere testimonianza Dio? È per le benedizioni della carne o per progetti futuri? Ogni tua intenzione, ogni tua motivazione e obiettivo personale da conseguire deve essere corretto e non può essere guidato dalla tua stessa volontà.

da “Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento” in La Parola appare nella carne

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