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Cos’è esattamente colui che segue la volontà di Dio? Qual è la vera testimonianza di fede in Dio?

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3. Cos’è esattamente colui che segue la volontà di Dio? Qual è la vera testimonianza di fede in Dio?

la volonta' di Dio, la testimonienza

Versetti biblici di riferimento:

“Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: ‘Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; Jahvè ha dato, Jahvè ha tolto; sia benedetto il nome di Jahvè’” (Giobbe 1:20-21).

“E Dio disse: ‘Prendi ora il tuo figliuolo, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e vattene nel paese di Moriah, e offrilo quivi in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò’. E Abrahamo levatosi la mattina di buon’ora, mise il basto al suo asino, prese con sé due de’ suoi servitori e Isacco suo figliuolo, spaccò delle legna per l’olocausto, poi partì per andare al luogo che Dio gli aveva detto. […] E giunsero al luogo che Dio gli aveva detto, e Abrahamo edificò quivi l’altare, e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figliuolo, e lo mise sull’altare, sopra la legna. E Abrahamo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figliuolo” (Genesi 22:2-3, 9-10).

Essi son quelli che non si sono contaminati con donne, poiché son vergini. Essi son quelli che seguono l’Agnello dovunque vada. Essi sono stati riscattati di fra gli uomini per esser primizie a Dio ed all’Agnello. E nella bocca loro non è stata trovata menzogna: sono irreprensibili” (Apocalisse 14:4-5).

Parole di Dio attinenti:

Gesù fu in grado di portare a termine l’incarico divino, l’opera di redenzione di tutta l’umanità, perché prestò attenzione alla volontà di Dio, senza progetti e considerazioni personali. Allo stesso modo Egli era in intimità con Lui, Dio Stesso, qualcosa che voi tutti comprendete molto bene. (In realtà, Egli era il Dio Stesso a Cui venne resa testimonianza da Dio; lo sottolineo qui per utilizzare la realtà di Gesù al fine di illustrare la questione.) Egli fu in grado di collocare il piano di gestione divina al centro, pregando sempre il Padre celeste e cercando la Sua volontà. Pregava e diceva: “Dio Padre! Realizza ciò che è la Tua volontà e non agire secondo le Mie intenzioni; vorrei che Tu seguissi il Tuo progetto. L’uomo sarà anche debole, ma perché dovresti preoccuparTi di lui? Come potrebbe l’uomo essere oggetto della Tua apprensione, l’uomo che è come una formica in mano Tua? Nel Mio cuore, desidero solo compiere la Tua volontà e vorrei che Tu potessi fare ciò che vuoi in Me secondo i Tuoi propositi”. In cammino verso Gerusalemme, Gesù sperimentò l’agonia, come se il Suo cuore fosse stato trafitto da un coltello, e ciononostante non ebbe la minima intenzione di rimangiarSi la parola data; c’era sempre una forza potente che Lo obbligava ad andare avanti verso il luogo della Sua crocifissione. Infine, Egli venne inchiodato alla croce e assunse le sembianze della carne peccatrice, completando l’opera di redenzione del genere umano ed innalzandoSi sulle catene della morte e degli inferi. Davanti a Lui la morte, l’inferno e l’Ade persero il loro potere e furono vinti. Egli visse per trentatré anni, durante i quali fece sempre il massimo per compiere la volontà di Dio, secondo l’opera divina dell’epoca, non tenendo mai conto del Proprio guadagno personale o della Propria perdita, e pensando sempre alla volontà di Dio Padre. Così, dopo che Gesù venne battezzato, Dio disse: “Questo è il Mio diletto Figlio, nel quale Mi sono compiaciuto”. Poiché il Suo servizio davanti a Dio era in sintonia con la volontà divina, Dio pose sulle Sue spalle il pesante fardello di riscattare tutta l’umanità e fece andare avanti Gesù per realizzarlo, perché Egli era qualificato e autorizzato a portare a termine questo importante compito.

da “Come servire Dio conformemente alla Sua volontà” in La Parola appare nella carne

Coloro che sono al servizio di Dio dovrebbero essere intimi con Lui, dovrebbero essere amati da Lui e capaci della massima devozione verso di Lui. Indipendentemente dal fatto che tu agisca alle spalle delle persone o davanti a loro, sarai capace di ottenere la gioia di Dio davanti a Lui, di rimanere saldo di fronte a Lui e, a prescindere da come verrai trattato dagli altri, percorrerai sempre il tuo cammino e ti prenderai cura del fardello di Dio. Solo così si è in intimità con Lui. Il fatto che gli intimi di Dio siano in grado di servirLo personalmente è perché è stato affidato loro un grande incarico divino e il Suo fardello, sono capaci di guardare al cuore di Dio come al loro, e al peso di Dio come al proprio, e non considerano affatto se guadagnano o perdono delle possibilità: anche quando non hanno prospettive e non guadagneranno nulla, crederanno sempre in Dio con un cuore amorevole. E quindi questo tipo di persona è intimo con Lui. Coloro che sono in intimità con Dio sono anche i Suoi confidenti; solo i Suoi confidenti possono condividere la Sua irrequietezza e i Suoi desideri e, sebbene la loro carne sia dolorante e debole, sono in grado di sopportare il dolore e di abbandonare ciò che amano pur di compiacerLo. Dio dà più fardelli a tali persone, e ciò che Egli farà si esprime attraverso di loro. Queste persone sono, dunque, amate da Dio, sono servi di Dio secondo il Suo cuore, e solo persone siffatte possono governare insieme a Lui.

da “Come servire Dio conformemente alla Sua volontà” in La Parola appare nella carne

Nella sua fede in Dio, Pietro cercò di soddisfarLo in ogni cosa e di obbedire a tutto ciò che veniva da Lui. Senza mai lamentarsi, fu in grado di accettare nella sua vita il castigo e il giudizio, nonché l’affinamento, la tribolazione e la mancanza, nessuno dei quali riuscì ad alterare il suo amore per Dio. Questo non è forse l’amore supremo per Lui? L’adempimento del dovere di creatura di Dio? Che sia nel castigo, nel giudizio o nella tribolazione, sei sempre in grado di conquistare l’obbedienza fino alla morte e questo è ciò che dovrebbe essere realizzato da una creatura di Dio, questa è la purezza dell’amore per Dio. Se l’uomo riesce ad arrivare a tanto, è una creatura qualificata di Dio e non c’è nulla che soddisfi meglio il desiderio del Creatore.

da “Il successo o il fallimento dipendono dalla strada che l’uomo percorre” in La Parola appare nella carne

Non appena si menziona Pietro, tutti si sperticano in lodi […] Egli prestò grande attenzione non solo a nutrirsi e a dissetarsi delle Mie parole, ma addirittura a cogliere le Mie intenzioni, e formulava sempre i suoi pensieri con cautela e prudenza, cosicché era sempre estremamente avveduto nello spirito e poteva quindi compiacerMi in tutto ciò che faceva. Nel quotidiano, prestava grande attenzione a integrare le lezioni di coloro che avevano fallito in passato, in modo da spronare se stesso a compiere uno sforzo maggiore, nel profondo timore di poter cadere nelle maglie del fallimento. Prestava, inoltre, grande attenzione ad assimilare la fede e l’amore di tutti coloro che nei secoli avevano amato Dio. In tal modo, egli accelerava il progresso della sua crescita non solo negli aspetti negativi ma, cosa molto più importante, negli aspetti positivi, finché in Mia presenza non divenne l’essere umano che Mi conosceva meglio. Per tale motivo, non è difficile immaginare come abbia potuto consegnare tutti i suoi beni nelle Mie mani, non essendo più padrone di sé stesso nemmeno nel mangiare, nel vestire, nel dormire o nella sua dimora, ma fece dell’accontentarMi in tutto il fondamento per il quale godeva della Mia generosità. Così tante volte lo misi alla prova, abbandonandolo moribondo, eppure nemmeno durante quelle innumerevoli prove perse mai la fede in Me né fu disilluso da Me. Anche quando affermai di averlo già messo da parte, egli non si stancò né cadde nella disperazione, ma proseguì come prima portando avanti i suoi principi in modo da amarMi in modo concreto. Quando gli dissi che, sebbene Mi amasse, non lo encomiavo ma lo avrei infine consegnato nelle mani di Satana. Durante quelle prove, che non sfiorarono la sua carne ma si realizzarono attraverso le parole, egli ancora Mi pregava: “Oh, Dio! Fra il cielo e la terra e le miriadi di cose, esiste un uomo, una creatura o una cosa che non sia nelle Tue mani, nelle mani dell’Onnipotente? Quando desideri mostrarmi il perdono, il mio cuore festeggia per questo; quando desideri giudicarmi, per quanto immeritevole io possa essere, percepisco tutto il più profondo il mistero delle Tue opere, poiché sei pieno di autorità e saggezza. Nonostante il patimento della carne, trovo conforto nello spirito. Come potrei non magnificare la Tua saggezza e le Tue opere? Seppure morissi dopo essere giunto alla Tua conoscenza, sarei sempre pronto e disponibile. Oh, l’Unico Onnipotente! Sicuramente non desideri veramente che non possa vederTi? Sicuramente non sono davvero immeritevole di ricevere il Tuo giudizio? Può darsi che vi sia qualcosa in me che non desideri vedere?” Fra quelle prove, nonostante Pietro non riuscisse a cogliere precisamente le Mie intenzioni, è evidente che considerava una questione di orgoglio e gloria personale l’essere usato da Me (sia pure solo per ricevere il Mio giudizio, in modo che l’umanità potesse vedere la Mia maestosità e la Mia ira) ed era tutt’altro che deluso dall’essere sottoposto alle prove. In virtù della sua lealtà in Mia presenza, e delle Mie benedizioni su di lui, egli è un esempio e un modello per il genere umano da migliaia di anni.

da “Capitolo 6” delle Parole di Dio all’intero universo in La Parola appare nella carne

Quando Giobbe fu sottoposto per la prima volta alle sue prove, fu privato di tutti i suoi beni e di tutti i suoi figli, ma a causa di questo non crollò e non disse nulla che costituisse un peccato contro Dio. Aveva vinto le tentazioni di Satana e superato i suoi beni materiali e la sua progenie, e la prova di perdere tutti i beni terreni, cioè fu capace di obbedire a Dio nonostante Egli gli portasse via tutto e offrire grazie e lode a Dio a causa di questo. Questa fu la condotta di Giobbe durante la prima tentazione di Satana, e tale fu anche la sua testimonianza durante la prima prova cui Dio lo sottopose. Nella seconda prova, Satana stese la sua mano per tormentare Giobbe, e anche se egli provò il dolore più grande che avesse mai sperimentato, tuttavia la sua testimonianza fu tale da lasciare tutti sbalorditi. Utilizzò la forza morale, la convinzione, l’obbedienza a Dio, e anche il suo timore di Dio, per sconfiggere Satana ancora una volta, e la sua condotta e la sua testimonianza furono ancora una volta approvate e incoraggiate da Dio. Durante questa tentazione, Giobbe utilizzò la sua condotta effettiva per proclamare a Satana che la sofferenza della carne non avrebbe potuto alterare la sua fede e obbedienza a Dio o portargli via la devozione e il timore nei Suoi confronti; non avrebbe rinnegato Dio o rinunciato alla sua perfezione e rettitudine perché si trovava di fronte alla morte. La determinazione di Giobbe rese Satana un codardo, la sua fede lasciò Satana timoroso e tremante, la forza della sua battaglia contro Satana per la vita e la morte generò in Satana ostilità e rancore profondi, la sua perfezione e la sua rettitudine tolsero a Satana la possibilità di fargli del male, tanto che egli abbandonò i suoi attacchi contro di lui e rinunciò alle sue accuse contro Giobbe di fronte a Jahvè Dio. Ciò significava che Giobbe aveva vinto il mondo, aveva vinto la carne, aveva sconfitto Satana e la morte; era completamente e totalmente un uomo appartenente a Dio. Durante queste due prove, Giobbe rimase saldo nella sua testimonianza, espresse realmente la sua perfezione e la sua rettitudine, e ampliò lo scopo dei suoi principi di vita, che consistevano nel temere Dio e fuggire il male. Dopo aver affrontato queste due prove, in Giobbe sbocciò un’esperienza più ricca, che lo rese più maturo ed esperto, più forte e più convinto, e più fiducioso nella giustezza e nel valore dell’integrità nella quale resisteva. Le prove a cui Jahvè Dio sottopose Giobbe gli diedero comprensione e senso più profondi della preoccupazione di Dio per l’uomo, e gli consentirono di percepire la preziosità dell’amore di Dio. A partire da ciò, al suo timore di Dio furono aggiunti il rispetto e l’amore per Lui. Le prove di Jahvè Dio non solo non allontanarono Giobbe da Lui, ma portarono il suo cuore più vicino a Lui. Quando il dolore fisico sopportato da Giobbe raggiunse il suo culmine, la preoccupazione di Jahvè Dio, che egli percepiva, non gli lasciò altra scelta che quella di maledire il giorno della sua nascita. Tale condotta non era stata studiata a tavolino, ma era una rivelazione naturale del rispetto e dell’amore per Dio provenienti dal suo cuore, una rivelazione naturale derivata dalla sua considerazione per Dio e dall’amore di Dio. In altre parole, siccome detestava sé stesso, non voleva e non poteva sopportare di tormentare Dio, e il suo rispetto e amore raggiunsero l’altruismo. In quel momento, Giobbe elevò la sua adorazione, il suo desiderio di Dio e la sua devozione nei Suoi confronti, tutti valori di lunga data, al livello del rispetto e dell’amore. Nel contempo, elevò allo stesso livello anche la sua fede, l’obbedienza e il timore di Dio. Non permise a sé stesso di fare niente che avrebbe potuto causare del male a Dio, nessuna condotta che avrebbe ferito Dio, e non permise a sé stesso di causare a Dio, per le sue motivazioni personali, dispiaceri, afflizioni o anche infelicità. Sebbene fosse lo stesso Giobbe di prima agli occhi di Dio, la sua fede, la sua obbedienza, e il suo timore di Dio avevano provocato in Lui soddisfazione e piacere completi. In quel momento, Giobbe aveva raggiunto la perfezione richiesta da Dio, era diventato un uomo veramente degno di essere chiamato “integro e retto” agli occhi di Dio. Le sue azioni giuste gli consentirono di sconfiggere Satana e di resistere nella sua testimonianza a Dio. Quindi, le sue azioni giuste lo resero perfetto e consentirono che il valore della sua vita venisse elevato, e trasceso più che mai, e fecero di lui la prima persona che non sarebbe più stata attaccata e tentata da Satana. Siccome Giobbe era giusto, fu accusato e tentato da Satana; siccome era giusto, fu consegnato nelle mani di Satana; e siccome era giusto, vinse e sconfisse Satana e resistette nella sua testimonianza. Da quel momento in poi, Giobbe diventò il primo uomo che non sarebbe stato mai più consegnato nelle mani di Satana. Egli venne realmente davanti al trono di Dio, e visse nella luce, sotto le benedizioni di Dio, senza il controllo o la rovina di Satana… Agli occhi di Dio era diventato un vero uomo, era stato reso libero…

da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in La Parola appare nella carne

Puoi dire di essere stato conquistato, ma sei in grado di obbedire fino alla morte? Devi essere in grado di seguire Dio fino alla fine, indipendentemente dal fatto che ci siano o meno prospettive, e non devi perdere la fede in Dio, a prescindere dalle situazioni. Infine, devi conseguire due aspetti della testimonianza: la testimonianza di Giobbe, ovvero l’obbedienza fino alla morte, e la testimonianza di Pietro, ossia l’amore supremo verso Dio. Da un lato, dunque, devi essere come Giobbe: egli non possedeva beni materiali e fu afflitto dal dolore della carne, eppure non abbandonò il nome di Jahvè. Questa fu la testimonianza di Giobbe. Pietro invece fu in grado di amare Dio fino alla morte. Quando fu messo in croce e morì, egli non smise di amare Dio; Pietro non pensava alle sue aspettative personali o a seguire gloriose speranze o idee stravaganti, ma cercava soltanto di amare Dio e di obbedire a tutte le Sue disposizioni. Questo è il livello che devi raggiungere prima di poter essere considerato una persona che ha reso testimonianza a Dio, prima di diventare qualcuno che è stato reso perfetto dopo essere stato conquistato da Lui.

da “La verità intrinseca dell’opera di conquista (2)” in La Parola appare nella carne

Che cos’è di preciso la vera testimonianza? La testimonianza di cui si parla in questa sede consta di due parti: una è la testimonianza dell’essere stati conquistati, l’altra è la testimonianza dell’essere stati resi perfetti (che, naturalmente, è la testimonianza successiva alle maggiori prove e tribolazioni future). In altre parole, se riesci a rimanere salda nelle tribolazioni e nelle prove avrai realizzato la seconda fase della testimonianza. Oggi, quello che conta è la prima fase della testimonianza: saper rimanere saldi durante ogni prova di castigo e giudizio. Questa è la testimonianza dell’essere conquistati. Questo avviene perché il tempo della conquista è adesso (dovresti sapere che oggi è il tempo dell’opera di Dio sulla terra: l’opera principale del Dio incarnato equivale all’uso del giudizio e del castigo per conquistare questo gruppo di persone che Lo seguono sulla terra). Che tu possa o meno testimoniare, l’essere conquistati non dipende solo dal poter seguire fino alla fine, ma l’aspetto più importante mentre sperimenti ogni fase dell’opera di Dio, consiste nell’essere capace della vera conoscenza del castigo e del giudizio in tale opera e dal vedere autenticamente tutta questa opera. Non è vero che riuscirai a cavartela se segui fino alla fine. Devi saperti arrendere volontariamente in ogni singolo castigo e giudizio, devi essere capace della vera conoscenza di ogni fase dell’opera che sperimenti e devi saper ottenere la conoscenza e l’obbedienza all’indole di Dio. Questa è la testimonianza definitiva dell’essere conquistati che ti è richiesta. La testimonianza dell’essere conquistati si riferisce innanzitutto alla tua conoscenza dell’incarnazione di Dio. Questa fase della testimonianza è di importanza cruciale per l’incarnazione di Dio. Non importa quello che fai o quello che dici davanti ai popoli del mondo o a coloro che detengono il potere; quello che importa è soprattutto se sei capace di obbedire a tutte le parole che procedono dalla bocca di Dio e a tutta la Sua opera. Pertanto, questa fase della testimonianza è rivolta a Satana e a tutti i nemici di Dio; i demoni e i nemici che non credono che Dio Si farà carne una seconda volta e giungerà per compiere un’opera ancora più grande e che, inoltre, non credono al ritorno del Dio incarnato. In altre parole, è rivolta a tutti gli anticristi, ossia tutti i nemici che non credono nell’incarnazione di Dio.

…………

La testimonianza degli ultimi giorni è la testimonianza dell’essere capaci di diventare perfetti, ossia la testimonianza finale è che, avendo accettato tutte le parole pronunciate dal Dio incarnato, ed essendo arrivata a possedere la conoscenza di Dio ed essere certa di Lui, metti in pratica tutte le parole che procedono dalla bocca di Dio, e raggiungi le condizioni che Egli ti chiede (lo stile di Pietro e la fede di Giobbe), cosicché puoi obbedire fino alla morte, donarti interamente a Lui e conseguire infine un’immagine umana adeguata al modello, ossia l’immagine di qualcuno che è stato conquistato, castigato, giudicato e reso perfetto. Questa è la testimonianza che dovrebbe essere resa da chi è finalmente reso perfetto.

da “Pratica (4)” in La Parola appare nella carne

Rendere a Dio una testimonianza risonante è in relazione principalmente col fatto che tu capisca o no il Dio pratico e che tu sia o no in grado di obbedire davanti a questa persona che non solo è ordinaria ma anche normale, e obbedire addirittura fino alla morte. Se veramente rendi testimonianza a Dio mediante questa obbedienza, ciò significa che sei stato guadagnato da Dio. Essere in grado di obbedire fino alla morte, ed essere libero da lamentele davanti a Lui, non esprimere giudizi, non calunniare, non avere concezioni e non nutrire altre intenzioni: in questo modo Dio sarà glorificato. Obbedire davanti a una persona normale che dall’uomo viene guardata dall’alto in basso ed essere in grado di obbedire fino alla morte senza alcuna concezione: questa è vera testimonianza. La realtà a cui Dio richiede che si acceda è che tu possa obbedire alla Sua parola, mettere in pratica la Sua parola, inchinarti davanti al Dio pratico e riconoscere la tua corruzione, aprire il tuo cuore davanti a Lui e alla fine essere guadagnato da Lui tramite le Sue parole. Dio acquisisce gloria quando queste parole ti conquistano e ti rendono pienamente obbediente a Lui; in tal modo Egli svergogna Satana e porta a termine la Sua opera. Quando non hai alcuna concezione riguardo alla praticità del Dio incarnato, ossia quando rimani saldo in questa prova, allora rendi una valida testimonianza.

da “Coloro che sanno essere assolutamente obbedienti alla concretezza di Dio sono coloro che veramente amano Dio” in La Parola appare nella carne

Quando Dio verrà, le persone dovrebbero godere della Sua maestà e della Sua collera, ma a prescindere da quanto rigorose siano le Sue parole, Egli giunge per salvare e perfezionare l’umanità. Come creature, gli uomini dovrebbero compiere il proprio dovere e testimoniare Dio nel mezzo dell’affinamento. In ogni prova dovrebbero sostenere la testimonianza che recano e offrire una testimonianza forte di Dio. Chi fa questo, è un vincitore. Per quanto Dio ti affini, tu continui a essere pieno di fiducia e non smetti mai di confidare in Lui. Fai quello che l’uomo dovrebbe fare. Questo è ciò che Dio richiede, e il cuore dell’uomo dovrebbe saper ritornare pienamente a Lui e volgersi a Lui in ogni singolo istante. Questi è un vincitore. Coloro che Dio definisce vincitori sono quelli che possono ancora testimoniare, conservare la fiducia e la propria devozione a Lui quando sono influenzati e assediati da Satana, ossia quando si trovano nelle forze dell’oscurità. Se sei ancora capace di conservare un cuore puro e un amore sincero per Dio a prescindere da tutto, sei testimone innanzi a Lui, e questo è ciò che Egli definisce essere un vincitore.

da “Dovresti preservare la tua devozione per Dio” in La Parola appare nella carne

In ogni fase dell’opera che Dio compie dentro le persone, esternamente sembra che si tratti di un’interazione tra le persone, come se tutto nascesse da disposizioni o da interferenze umane. Ma dietro le quinte, ogni fase dell’opera e tutto ciò che accade, è una scommessa fatta da Satana davanti a Dio, una scommessa che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. Considera quando Giobbe è stato messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio, e ciò che è accaduto a Giobbe era legato alle azioni degli uomini e alla loro interferenza. Dietro ogni passo che Dio compie dentro di voi, vi è la scommessa di Satana con Dio – dietro ogni cosa vi è una battaglia. Ad esempio, se hai dei pregiudizi verso i tuoi fratelli e le tue sorelle, ci saranno parole che vorrai dire – parole che senti potrebbero dispiacere a Dio –, ma se non le dici, proverai un disagio interiore e, in quel momento, nel tuo cuore inizierà una battaglia: “Pronunciare o meno quelle parole?” Questa è la battaglia. Così, in ogni cosa che incontri c’è una battaglia, e quando c’è una battaglia dentro di te, grazie alla tua effettiva collaborazione e sofferenza, Dio opera dentro di te. Alla fine, dentro di te riesci a mettere da parte il problema e la rabbia si spegne in modo naturale. Questo è l’effetto della tua collaborazione con Dio. Tutto quello che le persone fanno richiede di pagare un certo prezzo per i loro sforzi. Senza difficoltà reali, non possono soddisfare Dio, non possono arrivare nemmeno vicino a farlo, e stanno solo blaterando vuote dichiarazioni! E delle vuote dichiarazioni possono forse soddisfare Dio? Quando Dio e Satana combattono nel regno dello spirito, in che modo dovresti soddisfare Dio e in che modo dovresti restare saldo nella tua testimonianza di fede verso di Lui? Dovresti sapere che tutto ciò che ti accade è una grande prova, ed è quello il momento in cui Dio ha bisogno che tu renda testimonianza. Dal di fuori, potrebbe non sembrare un grosso problema, ma, quando succedono, queste cose mostrano se ami o meno Dio. Se Lo ami, sarai in grado di rimanere saldo nella tua testimonianza di fede a Dio, mentre se non hai messo in pratica il Suo amore, ciò dimostra che non sei una persona che mette in pratica la verità, che sei privo di verità e di vita, che sei uno scarto! Tutto ciò che accade alle persone è segno che Dio ha bisogno che restino salde nella loro testimonianza di fede verso di Lui. Anche se non ti è successo niente di importante sino a questo momento e non rendi una grande testimonianza, ogni dettaglio della tua vita quotidiana ha attinenza con la testimonianza a Dio. Se puoi guadagnarti l’ammirazione dei tuoi fratelli e delle tue sorelle, dei tuoi familiari e di tutti quanti intorno a te; se, un giorno, i non credenti verranno e ammireranno tutto ciò che fai e vedranno che tutto quello che Dio fa è meraviglioso, allora avrai reso testimonianza. Anche se non hai una comprensione profonda e la tua levatura è bassa, attraverso la perfezione di Dio in te sei in grado di soddisfarLo e di essere consapevole della Sua volontà. Altri vedranno quale grande opera Egli ha compiuto in persone di scarsissima levatura. Le persone arrivano a conoscere Dio, e diventano vincitori davanti a Satana e, in un certo modo, leali verso Dio. Così, nessuno avrà più fermezza di questo gruppo di persone. Questa sarà la più grande testimonianza.

da “Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in La Parola appare nella carne

Oggi puoi cercare di essere reso perfetto, di modificare la tua umanità esteriore o di migliorare la tua levatura, ma ciò che è di fondamentale importanza è che tu capisca che ogni cosa che Dio compie attualmente ha un significato ed è di beneficio: ti consente di vivere su una terra immonda, sfuggendo alla sporcizia e liberandotene, ti permette di vincere l’influenza di Satana e di lasciarti alle spalle il suo potere oscuro; concentrandoti su queste cose, sarai protetto anche se vivi su questa terra sudicia. In definitiva, quale testimonianza ti verrà chiesto di dare? Vivi su una terra sordida, ma sei in grado di diventare santo e di non essere più sporco e impuro; vivi sotto il dominio di Satana, ma liberati dalla sua influenza, non farti più possedere e tormentare da lui, e vivi nelle mani dell’Onnipotente. Questa è la testimonianza, la prova della vittoria nella battaglia contro Satana. Sei in grado di abbandonare Satana, ciò che vivi non rivela più la sua presenza, ma è ciò che Dio voleva che l’uomo realizzasse quando lo creò: l’umanità normale, la razionalità normale, il normale discernimento, la normale determinazione nell’amare Dio e la fedeltà nei Suoi confronti. Questa è la testimonianza resa da una creatura di Dio. Dirai: “Viviamo su una terra impura, ma grazie alla protezione di Dio, alla Sua guida e alla Sua opera di conquista ci siamo liberati dell’influenza di Satana. Il fatto che oggi siamo in grado di obbedirGli è conseguenza dell’essere stati conquistati da Lui e non del fatto che siamo buoni, o perché Lo abbiamo amato in modo spontaneo; Dio ci ha scelti e predestinati ed è per questo motivo che oggi siamo stati conquistati da Lui, possiamo renderGli testimonianza e servirLo; inoltre, è perché Egli ci ha scelti e ci ha protetti che siamo stati salvati e liberati dal dominio di Satana, che possiamo abbandonare l’impurità ed essere purificati nella nazione del gran dragone rosso”. Per di più, quello che vivi mostrerà che possiedi una umanità normale, che c’è razionalità in quello che dici e che vivi a somiglianza di una persona normale. Quando gli altri ti guardano, quindi, non dovrebbero dire: “Non è questa l’immagine del gran dragone rosso? La condotta di queste sorelle e di questi fratelli è sconveniente, non mostrano il decoro che dovrebbero avere i santi”. Non dovrebbero affermare: “Non c’è da stupirsi se Dio ha detto che sono i discendenti di Moab. Aveva totalmente ragione!” Se le persone vi guardano e dicono: “Anche se Dio ha detto che siete i discendenti di Moab, quello che vivete dimostra che vi siete lasciati alle spalle l’influenza di Satana; sebbene queste cose siano ancora dentro di voi, siete in grado di rinunciarvi”, quindi questo dimostra che siete stati completamente conquistati da Dio. Voi che siete stati conquistati e salvati direte: “È vero che siamo i discendenti di Moab, ma siamo stati salvati da Dio e, anche se i discendenti di Moab in passato sono stati abbandonati, maledetti ed esiliati tra i Gentili dal popolo di Israele, oggi Dio ci ha salvati. È vero che siamo i più corrotti di tutti i popoli, questo è stato decretato da Dio ed è un fatto innegabile, ma oggi siamo stati liberati da questa influenza. Noi detestiamo il nostro antenato e vogliamo dargli le spalle, per abbandonarlo completamente e rispettare tutte le disposizioni di Dio, agire secondo la Sua volontà, soddisfare le Sue richieste nei nostri confronti e raggiungere la soddisfazione della Sua volontà. Moab tradì Dio, non agì secondo la Sua volontà e fu odiato da Lui per questo. Noi, invece, dovremmo curarci del cuore di Dio e oggi, dal momento che comprendiamo la Sua volontà, non possiamo tradirLo, e dobbiamo rinunciare al nostro antenato!”

da “La verità intrinseca dell’opera di conquista (2)” in La Parola appare nella carne

Non appena Dio diventa vita dentro le persone, esse diventano incapaci di lasciarLo. Non è questo un atto di Dio? Non c’è testimonianza più grande! Dio ha operato fino ad un certo punto; Egli ha detto alle persone di servire, di essere castigati, o di morire, ed essi non si sono tirati indietro, il che dimostra che sono stati conquistati da Dio. Le persone che posseggono la verità sono coloro che, nelle loro esperienze reali, restano salde nella loro testimonianza, nella loro posizione, dalla parte di Dio, senza mai tirarsi indietro, e che possono avere un rapporto normale con le persone che amano Dio, le quali, quando qualcosa accade loro, sono in grado di obbedire completamente a Dio e di obbedirGli fino alla morte. La tua pratica e le rivelazioni nella vita reale sono la testimonianza di Dio, sono il vivere dell’uomo e la testimonianza di Dio, e questo è godere realmente dell’amore di Dio; quando fatto esperienza fino a questo punto, l’effetto dovuto sarà stato raggiunto.

da “Coloro che amano Dio vivranno per sempre nella Sua luce” in La Parola appare nella carne

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