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1. La Bibbia è solo una testimonianza delle due fasi dell’opera di Dio nell’Età della Legge e nell’Età della Grazia; ma non della Sua opera intera.

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1. La Bibbia è solo una testimonianza delle due fasi dell’opera di Dio nell’Età della Legge e nell’Età della Grazia; ma non della Sua opera intera.

Versetti biblici di riferimento:

Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire (Giovanni 16:12-13).

Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese (Apocalisse 2:7).

Ecco, il Leone che è della tribù di Giuda, il Rampollo di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette suggelli (Apocalisse 5:5).

Parole di Dio attinenti:

Tutta la Bibbia riporta l’opera di due epoche: una era l’opera dell’Età della Legge, e l’altra era l’opera dell’Età della Grazia. L’Antico Testamento riporta le parole di Jahvè ai figli d’Israele e il Suo lavoro in mezzo a loro; il Nuovo Testamento invece narra l’opera di Gesù in Giudea.

da “La visione dell’opera di Dio (2)” in La Parola appare nella carne

Bisogna che tu conosca di quante parti si compone. Include l’Antico Testamento, che contiene la Genesi, l’Esodo, ecc. e ci sono anche i libri scritti dai profeti. Alla fine, l’Antico Testamento termina con il Libro di Malachia. La Bibbia annota l’opera dell’Età della Legge, che venne condotta da Jahvè. Dalla Genesi fino al Libro di Malachia, si tratta di una documentazione completa di tutto l’operato dell’Età della Legge, ossia, l’Antico Testamento documenta tutto ciò che venne vissuto dagli uomini guidati da Jahvè durante l’Età della Legge. … l’Antico Testamento, in primo luogo, documenta l’opera di Jahvè alla guida di Israele, il Suo impiego di Mosè per condurre gli Israeliti fuori dall’Egitto, liberandoli dalle catene del Faraone, e portandoli nel deserto, oltrepassato il quale entrarono in Canaan. Quanto seguì costituì la loro vita in Canaan. Tutto, a parte questo, è il resoconto dell’opera di Jahvè in ogni parte di Israele. Quanto viene descritto nell’Antico Testamento rappresenta l’operato di Jahvè in questa regione, nella quale Egli creò Adamo ed Eva. Da quando Dio iniziò ufficialmente a guidare gli uomini sulla terra dopo Noè, tutto ciò che è scritto nell’Antico Testamento è il lavoro in Israele. E perché non vi è documentata nessuna azione al di fuori di Israele? Perché questa terra è la culla del genere umano. In principio, non esistevano altri paesi a parte Israele e Jahvè non operava in nessun altro luogo. In tal senso, ciò che viene annotato nella Bibbia è soltanto l’operato in Israele a quel tempo. Le parole pronunciate dai profeti: Isaia, Daniele, Geremia e Ezechiele… predicono l’altra Sua opera sulla terra, il lavoro di Jahvè Dio. Tutto ciò venne da Dio, fu opera dello Spirito Santo e, al di là di questi libri dei profeti, ogni altra cosa è una documentazione delle esperienze umane riguardo all’opera di Jahvè in quel periodo.

… Le opere registrate nell’Antico Testamento evidenziano l’opera di Jahvè in Israele, mentre quanto è scritto nel Nuovo Testamento è l’opera di Gesù durante l’Età della Grazia; entrambi documentano l’opera compiuta da Dio in due epoche diverse. L’Antico Testamento attesta il lavoro di Dio durante l’Età della Legge e perciò si tratta di un libro storico, mentre il Nuovo Testamento è il frutto dell’opera dell’Età della Grazia. Quando ebbe inizio la nuova opera, questi libri divennero antiquati e, dunque, anche il Nuovo Testamento è un libro storico. Certamente non è così sistematico come l’Antico Testamento, né documenta così tante imprese. Tutte le molteplici parole pronunciate da Jahvè nell’Antico Testamento sono registrate nella Bibbia, laddove solo alcune delle parole di Gesù sono riportate nei quattro Vangeli. Per certo pure Gesù svolse molto operato, ma esso non venne documentato nel dettaglio. Che poco sia annotato nel Nuovo Testamento è dovuto a quanta opera Gesù compie, il cui complesso nei tre anni e mezzo sulla terra e quello degli apostoli è molto inferiore rispetto all’opera di Jahvè. E così ci sono meno libri nel Nuovo Testamento, rispetto all’Antico.

Che tipo di libro è la Bibbia? L’Antico Testamento rappresenta l’opera di Dio durante l’Età della Legge e Ne documenta tutto l’operato durante quell’età e durante la creazione. Tutto di esso racconta dell’opera realizzata da Jahvè e alla fine ne tira le fila con il Libro di Malachia. L’Antico Testamento documenta due parti dell’operato divino: una è l’opera della creazione e l’altra è l’emanazione delle leggi. Entrambe vennero realizzate da Jahvè. L’Età della Legge rivela l’opera divina sotto il Suo nome; si tratta della totalità dell’opera, compiuta, essenzialmente, nel nome di Jahvè. L’Antico Testamento mette, quindi, per iscritto la Sua opera e il Nuovo Testamento documenta l’opera di Gesù, che venne realizzata principalmente nel Suo nome. Buona parte del significato del nome di Gesù e del Suo operato sono documentati nel Nuovo Testamento. All’epoca dell’Antico Testamento, Jahvè edificò il tempio e l’altare in Israele, guidando la vita degli Israeliti sulla terra e dimostrando che essi erano il Suo popolo eletto; il primo gruppo di persone che selezionò sulla terra e che erano compatibili con il Suo cuore; il primo gruppo che Egli condusse personalmente; le dodici tribù di Israele erano, cioè, i primi eletti di Jahvè, e così Dio operò sempre in loro, fino a quando non si concluse l’opera di Jahvè dell’Età della Legge. La seconda fase fu quella dell’Età della Grazia del Nuovo Testamento, attuata in seno alla tribù di Giuda, una delle dodici tribù di Israele. Che l’ambito dell’opera sia inferiore si deve al fatto che Gesù era Dio fattoSi carne. Gesù operò unicamente nella regione della Giudea e solamente per tre anni e mezzo; in tal modo ciò che viene documentato nel Nuovo Testamento è dunque ben lungi dall’essere in grado di superare la quantità di operato annotato nell’Antico Testamento. L’opera di Gesù dell’Età della Grazia è documentata soprattutto nei quattro Vangeli. Il cammino percorso dal popolo di quest’epoca fu composto di cambiamenti molto più superficiali nella loro indole di vita, la maggior parte dei quali viene indicata nelle epistole.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola appare nella carne

La Bibbia viene anche denominata Antico e Nuovo Testamento. Sapete a cosa si riferisce la parola “testamento”? Il “testamento” contenuto nell’“Antico Testamento” deriva dal patto di Jahvè con il popolo di Israele, quando Egli uccise gli Egiziani e salvò gli Israeliti dal Faraone. Naturalmente la prova di questo patto fu il sangue dell’agnello, sparso sugli architravi, per mezzo del quale Dio stabilì un patto con l’uomo, in cui si affermava che tutti coloro che avevano il sangue di agnello sopra e ai lati del telaio della porta, erano Israeliti, il popolo eletto da Dio, e sarebbero stati tutti risparmiati da Jahvè (poiché allora Egli stava per uccidere tutti i primogeniti d’Egitto e degli ovini e bovini). Questo patto aveva due livelli di significato. Nessuno degli uomini o del bestiame d’Egitto sarebbe stato salvato da Jahvè; Egli avrebbe ucciso tutti i loro figli primogeniti e degli ovini e bovini. Di conseguenza, in molti libri di profezie, è stato predetto che gli Egiziani sarebbero stati castigati severamente in seguito al patto di Jahvè. Questo è il primo livello di significato. Jahvè uccise i figli primogeniti d’Egitto e tutti i primogeniti del bestiame, e risparmiò tutti gli Israeliti, il che stava a significare che tutti coloro che erano della terra di Israele erano amati da Jahvè e sarebbero stati tutti risparmiati; era Suo desiderio intraprendere un’opera a lungo termine su di loro, ed Egli stabilì l’alleanza con loro per mezzo del sangue dell’agnello. Da allora in poi, Jahvè non avrebbe più ucciso gli Israeliti e disse, anzi, che sarebbero stati per sempre i Suoi eletti. Egli avrebbe intrapreso la Sua opera tra le dodici tribù d’Israele per tutta l’Età della Legge, rendendo note tutte le Sue leggi agli Israeliti, scegliendo tra di loro giudici e profeti, ed essi sarebbero stati al centro della Sua opera. Egli istituì un patto con loro: a meno che non fosse cambiata l’era, Egli avrebbe operato solo tra gli eletti. L’alleanza di Jahvè era immutabile, poiché fatta con il sangue e stabilita con il Suo popolo eletto. Soprattutto, Egli aveva scelto un campo d’applicazione e un obiettivo appropriati, tramite i quali intraprendere la Sua opera per tutta l’era, e così il popolo guardò al patto come a qualcosa di speciale importanza. Questo è il secondo livello di significato dell’alleanza. Con l’eccezione della Genesi, che esisteva da prima che venisse stabilito il patto, tutti gli altri libri dell’Antico Testamento narrano l’opera tra il popolo di Israele dopo la stipula dell’alleanza. Certo, ci sono racconti sporadici dei Gentili ma, nel complesso, l’Antico Testamento documenta soprattutto l’opera di Dio in Israele. A causa del patto di Jahvè con gli Israeliti, i libri scritti durante l’Età della Legge sono chiamati “Antico Testamento” e ne prendono il nome.

Il Nuovo Testamento si chiama così a causa del sangue versato da Gesù sulla croce e del Suo patto con tutti quelli che credevano in Lui. L’alleanza di Gesù è la seguente: gli uomini non avevano che da credere in Lui e i loro peccati sarebbero stati perdonati con il Suo sangue versato, e così si sarebbero salvati, sarebbero rinati per mezzo di Lui e non sarebbero più stati peccatori; l’umanità doveva solo credere in Lui per ricevere la Sua grazia, e, dopo la morte, non avrebbe sofferto all’inferno. Tutti i libri scritti durante l’Età della Grazia seguono questo patto, e documentano l’opera e le espressioni in esso contenute. Non vanno oltre la salvezza per mezzo della crocifissione del Signore Gesù o dell’alleanza; sono tutti libri scritti dai fratelli nel Signore che lo testimoniarono. Quindi, anche questi libri prendono il nome da un patto: vengono chiamati “Nuovo Testamento”. Questi due “testamenti” incorporano solo l’Età della Grazia e l’Età della Legge e non hanno alcun collegamento con l’epoca finale.

da “In merito alla Bibbia (2)” in La Parola appare nella carne

Non è altro che un documento storico dell’opera divina, un testamento delle due fasi precedenti dell’opera di Dio, e non ti offre nessuna conoscenza degli obiettivi della stessa. Chiunque abbia letto la Bibbia sa che documenta le due fasi dell’opera divina durante l’Età della Legge e l’Età della Grazia. L’Antico Testamento documenta la storia d’Israele e l’opera di Jahvè dalla creazione fino al termine dell’Età della Legge. Il Nuovo Testamento mette per iscritto l’opera di Gesù sulla terra, che è narrata nei quattro Vangeli, come pure l’operato di Paolo; non sono forse documenti storici? … Leggendo la Bibbia, al massimo capirai un po’ della storia di Israele, conoscerai la vita di Abramo, di Davide e di Mosè, scoprirai come temevano Jahvè, come quest’ultimo bruciò coloro che Gli si opponevano e come parlò agli uomini di quell’epoca. Scoprirai solo l’opera divina nel passato. Gli scritti della Bibbia si riferiscono a come il popolo antico d’Israele temeva Dio e viveva sotto la guida di Jahvè. Poiché gli Israeliti erano il popolo eletto da Dio, nell’Antico Testamento puoi osservare la fedeltà di tutto il popolo israelita nei confronti di Jahvè e come Egli Si prendeva cura e benediceva tutti coloro che Gli obbedivano; puoi apprendere che quando Dio operò in Israele era colmo di misericordia e di amore, come pure dotato di fiamme ardenti, e che tutti gli Israeliti, dal più umile al più potente, temevano Jahvè, e così tutto il paese riceveva la Sua benedizione. Questa è la storia di Israele scritta nell’Antico Testamento.

da “In merito alla Bibbia (4)” in La Parola appare nella carne

Se desideri comprendere il lavoro dell’Età della Legge e vedere come gli Israeliti seguirono la via di Jahvè, devi leggere l’Antico Testamento; se vuoi capire l’opera dell’Età della Grazia, invece, devi leggere il Nuovo. Ma come fai a scorgere l’operato degli ultimi giorni? Devi accettare la guida del Dio odierno ed entrare nell’opera attuale, perché questo è il nuovo compito mai annotato da nessuno, in precedenza, nella Bibbia. Attualmente, Dio Si è fatto carne e ha scelto altri eletti in Cina. Egli agisce in queste persone, prosegue il Suo operato sulla terra, continua l’opera dell’Età della Grazia. Il lavoro odierno è un cammino che l’uomo non ha mai percorso e una via che nessuno ha mai visto. È un compito che non è mai stato svolto prima: è l’ultima opera di Dio sulla terra. Perciò, l’opera che non è mai stata compiuta prima non può essere storia, perché il presente è il presente, e deve ancora diventare passato. Le persone ignorano il fatto che Dio ha realizzato un’opera più grande e più recente sulla terra, al di fuori di Israele; che è già andato oltre l’ambito di Israele, al di là delle predizioni dei profeti; che è un’opera nuova e meravigliosa, distante dalle profezie, più attuale e lontana da Israele; si tratta di un’opera che le persone non possono né percepire né immaginare. Come potrebbe la Bibbia contenerne espressa annotazione? Chi avrebbe potuto documentare ogni singolo tratto dell’operato attuale, senza omissioni, in anticipo? Chi potrebbe mettere per iscritto in un vecchio libro ammuffito quest’opera più potente, più saggia, che sfida le convenzioni? Il lavoro odierno non è storia e, come tale, se desideri percorrere il nuovo cammino attuale, devi allontanarti dalla Bibbia, andare oltre i libri di profezie o la storia biblica. Solo in quel momento potrai percorrere il nuovo cammino adeguatamente, ed entrare nel nuovo regno e nella nuova opera.

da “In merito alla Bibbia (2)” in La Parola appare nella carne