65. Perseguire fama e guadagno mi ha davvero distrutto
Quando ero ancora ragazzo, i miei due cugini avevano già raggiunto il successo in giovane età e possedevano auto e case. Durante ogni Capodanno, quando andavamo a trovare i parenti, loro venivano costantemente elogiati e riempiti di sguardi di ammirazione. L’impressione straordinaria che facevano si era scolpita a fondo nel mio cuore. All’epoca, la mia famiglia era la più povera tra i nostri parenti e la gente ci guardava dall’alto in basso. Invidiavo quindi i miei cugini perché erano in grado di attirare l’attenzione altrui ovunque andassero. Sentivo che era così che si viveva con dignità e valore. In segreto, ho giurato a me stesso: “In futuro, di certo mi distinguerò e raggiungerò dei traguardi, e mi farò ammirare da parenti e amici”.
All’età di sedici anni, ancora ingenuo, ho intrapreso il mio percorso lavorativo con dei sogni nel cuore. Ho sperimentato le difficoltà di trovare lavoro da solo nella sconosciuta città di Guangzhou e ho dovuto persino dormire accanto alle aiuole vicino alla stazione ferroviaria perché non avevo soldi. I miei ideali erano meravigliosi, ma la realtà era dura e, per quanto lavorassi sodo, non riuscivo mai a guadagnare molto. All’epoca, mia madre mi ha predicato il Vangelo di Dio Onnipotente degli ultimi giorni e per un po’ ho partecipato alle riunioni ma, poiché volevo guadagnare soldi e vivere una vita superiore, continuavo ad andare altrove per lavorare. Nel 2014, sono entrato a far parte di una nota catena come addetto alle vendite e pensavo tra me e me: “Molte celebrità e persone ricche iniziano con la vendita. La vendita non solo forma le persone, ma migliora anche le capacità imprenditoriali”. Con questa idea in mente, mi sono immerso con passione nel lavoro. Per raggiungere risultati, viaggiavo spesso per lavoro in province e città, lavoravo giorno e notte, e quasi mai mangiavo a orari regolari o dormivo bene. Già soffrendo di mal d’auto, mi sentivo stordito ed esausto per via del fatto che viaggiavo ogni giorno. D’estate, mentre cercavo merci nel camion, ero inzuppato di sudore, con i pantaloni che mi si appiccicavano alle gambe come fossero stati appena lavati. Un inverno, il parabrezza della mia auto si è rotto e ho guidato per oltre cento chilometri contro il freddo pungente del vento e della neve. Dopo essere sceso dall’auto, ero così congelato che non riuscivo a camminare stabilmente. Ero fermamente convinto che “chi sopporta le avversità può comprarsi una Land Rover” e che le avversità che stavo sopportando al momento spianassero la strada per il successo futuro. Miravo a realizzare i miei sogni con i miei sforzi. In azienda interagivo con molti brand manager e invidiavo il loro status, i loro vestiti impeccabili, sperando un giorno di poter diventare anch’io un brand manager e guadagnarmi l’ammirazione e il plauso degli altri.
Due anni sono passati in un batter d’occhio e finalmente sono stato promosso brand manager. In seguito, sono stato premiato più volte come campione di vendite del reparto e giudicato un eccellente brand manager. I colleghi mi guardavano con invidia e dicevano: “Questo brand non può funzionare senza di te”. Inoltre, il direttore dello stabilimento mi portava spesso fuori per gli eventi sociali e di frequente mi faceva degli omaggi. La mia vanità era soddisfatta ed ero estremamente felice. Sentivo di possedere forti capacità lavorative e camminavo a testa alta. Per la spinta della mia ambizione, il titolo di brand manager non mi bastava più; volevo salire di un altro gradino, in modo che i miei parenti ricchi e potenti vedessero che ero migliore di loro. A causa dei frequenti viaggi di lavoro e degli eventi sociali, mi sentivo completamente esausto e logorato ogni giorno e, per quanto dormissi, non bastava comunque a recuperare. La mia malattia cutanea ha iniziato a peggiorare e potevo solo ricorrere a delle pomate per un sollievo temporaneo. Ho anche valutato di tornare a casa per prendermi cura della mia salute, ma al pensiero di quanti sforzi avevo fatto per raggiungere ciò che possedevo sapevo che, una volta preso un periodo di ferie per tornare a casa, il brand di cui ero responsabile sarebbe stato rilevato da qualcun altro, avrei perso la mia posizione manageriale e tutta la gloria e il plauso sarebbero scomparsi. Ho deciso che non potevo arrendermi così facilmente e che, per quanto le cose fossero difficili, dovevo perseverare.
Tempo dopo, mi ha chiamato il manager provinciale di una fabbrica di spaghetti di riso, che voleva affidarmi l’attività della vendita di spaghetti di riso di due città. Ho pensato tra me e me: “Se vado bene, in futuro potrei diventare un manager provinciale. Per emergere, devo avere il coraggio di accettare la sfida di una posizione più elevata”. Così mi sono dimesso dal lavoro che avevo avuto per molti anni e sono diventato il responsabile cittadino della fabbrica di spaghetti di riso. Quando al villaggio hanno saputo che ero diventato manager cittadino, mi hanno detto con invidia: “Quando ti sarai affermato, ti prego, prendi mio figlio a lavorare con te”. Sentirlo mi ha compiaciuto e la mia vanità era soddisfatta. Speravo solo di poter diventare un giorno un manager provinciale; a quel punto, ovunque fossi andato, gli altri mi avrebbero considerato di status superiore e i miei parenti mi avrebbero guardato sotto una nuova luce. Questi pensieri mi entusiasmavano molto. Ma inaspettatamente è accaduto qualcosa di imprevisto. All’inizio del 2021, le vendite complessive della fabbrica sono calate notevolmente e io guardavo con ansia un lotto dopo l’altro di spaghetti di riso in procinto di scadere. Inoltre, tutti i viaggi di lavoro, le notti in bianco e i pasti irregolari mi hanno causato disfunzioni gastrointestinali e diarrea quotidiana. Peggio ancora, la mia psoriasi è peggiorata notevolmente e mi prudeva la pelle in modo insopportabile. Il mio cuoio capelluto si è ricoperto di spesse croste e bruciava da morire, si è talmente indurito che avevo difficoltà persino a sbattere le palpebre. Mi sono recato in molti centri di cura, ma nessuno dei farmaci e delle iniezioni ha funzionato. La mia condizione mi ha torturato fino allo sfinimento. Ma tutto lo strazio, il dolore e la debolezza erano cose che non potevo condividere con gli altri, perché temevo che mi avrebbero deriso o sminuito. Quando proprio non riuscivo a sopportarlo, chiamavo mia madre per sfogare le mie frustrazioni e ogni volta lei mi diceva: “Smetti di lavorare e torna a casa!” Ma avevo lavorato così duramente per arrivare a quella posizione: come potevo abbandonare tutto? Non potevo sopportare di farlo. Nel mio cuore avevo ancora fede e mi sono ricordato dell’aforisma: “Si vive come formiche ma bisogna avere l’ambizione di un cigno e, anche se la vita può essere sottile come carta, si deve avere uno spirito indomito”. Ho pensato: “Poiché voglio distinguermi e realizzare grandi cose, di certo soffrire è inevitabile”. Così ho resistito fino a giugno, ma i risultati della fabbrica non sono migliorati. Dopo un po’ di tempo, la mia psoriasi è ulteriormente peggiorata e si è estesa a tutto il viso. Quando visitavo i negozi e organizzavo eventi, indossavo una mascherina e il personale mi evitava quando mi vedeva. Ero molto angosciato e pensavo: “Ho lottato duramente ogni giorno e sopportato una pressione così grande, eppure questo è il risultato. I miei sforzi valgono davvero la pena?” Qualche giorno dopo, un collega mi ha chiamato per dirmi che alla nostra manager era stato diagnosticato un cancro e che era in cura in ospedale. Dopo aver riattaccato, non sono riuscito a calmarmi per molto tempo. In piedi davanti allo specchio, guardando il mio viso coperto di macchie rosse, mi sono immerso in profondi pensieri: “La manager provinciale ha solo poco più di quarant’anni; com’è possibile che così all’improvviso si ritrovi a rischio di morire? Ha guadagnato molti soldi e ha avuto la sua parte di gloria ma, per quanto denaro guadagni o quanto diventi famosa, non può usarlo per riacquistare la salute. Io ho solo trent’anni e il mio corpo è già afflitto da tanti problemi. Se continuo così, finirò come lei? Se rischio la mia salute per raggiungere questi risultati, che significato hanno il denaro e l’alta considerazione?” Nei giorni successivi, mi sono sentito completamente confuso e impotente, come se non potessi andare avanti nella vita. Sotto la duplice pressione del dolore fisico e della tensione mentale, mi sono dimesso dal lavoro e, con il cuore pesante, ho scelto di tornare a casa per curare la mia malattia.
Tornato a casa, trascorrevo le mie giornate accigliato e angosciato, pensando: “Dopo tutti questi anni di sforzi, mi sembra di essere di nuovo al punto di partenza. Ho perso tutta la mia fama e i miei guadagni e mi ritrovo con un corpo pieno di malattie. Come posso andare avanti?” Mia madre mi ha visto infelice e mi ha fornito una guida, condividendo sul fatto che non possiamo controllare il nostro destino e che tutto è stabilito da Dio. Poi mi ha letto alcune parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Quale professione si intraprende, come ci si guadagna da vivere: le persone hanno qualche controllo sul fatto di fare una scelta buona o cattiva riguardo a queste cose? Queste cose rispecchiano i loro desideri e le loro decisioni? La maggior parte degli uomini nutre questi desideri: lavorare di meno e guadagnare di più, evitare di faticare sotto il sole o la pioggia, vestirsi bene, brillare e splendere ovunque, torreggiare sugli altri e rendere onore agli antenati. Le persone sperano nella perfezione ma, quando compiono i primi passi nel viaggio della vita, arrivano gradualmente a rendersi conto di quanto sia imperfetto il destino umano e, per la prima volta, capiscono davvero che, per quanto si possano fare progetti audaci per il futuro e per quanto si possano nutrire fantasie ardite, nessuno ha la capacità o il potere di realizzare i propri sogni, e nessuno è nella posizione di controllare il proprio futuro. Ci sarà sempre una certa distanza tra i propri sogni e le realtà che si devono affrontare; le cose non sono mai come si vorrebbero e, di fronte a tali realtà, le persone non riescono mai a raggiungere la soddisfazione o l’appagamento. Alcune faranno qualunque cosa immaginabile, compiranno grandi sforzi e notevoli sacrifici per il proprio sostentamento e il proprio futuro, nel tentativo di cambiare il proprio destino. Alla fine, tuttavia, anche se riuscissero a realizzare sogni e desideri attraverso il duro lavoro, non saranno mai in grado di cambiare il proprio fato e, per quanto ci provino con determinazione, non riusciranno mai a superare ciò che il destino ha riservato loro. A prescindere dalle differenze di capacità, di intelligenza e di forza di volontà, gli uomini sono tutti uguali davanti al destino, che non fa distinzione tra il grande e il piccolo, l’alto e il basso, il nobile e l’umile. Quale professione si intraprende, cosa si fa per guadagnarsi da vivere e quanta ricchezza si accumula nella vita sono aspetti che non vengono decisi dai genitori, dai talenti, dagli sforzi o dalle ambizioni, bensì prestabiliti dal Creatore” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”). Le parole di Dio sono così vere. Tutti vogliono vivere una bella vita e lavorano duramente per ottenerla, ma in definitiva una persona non può decidere il proprio destino. Ho pensato ai miei cugini. Non avevano lavorato così duramente, eppure erano riusciti a diventare leader in qualsiasi settore in cui lavorassero e a godere di buoni vantaggi. Io ho lottato per oltre dieci anni per raggiungere il loro stesso successo, ma tutto ciò che ho ottenuto è stato un corpo pieno di malattie, e ho finito per spendere in terapie ospedaliere tutti i soldi che avevo guadagnato. Poi mi sono ricordato di un dipendente avuto in passato. I suoi risultati nelle vendite non erano impressionanti, ma aveva ricevuto più di dieci case come compenso per il trasferimento. Ciò mi ha fatto rendere conto che quel che è destinato a essere sarà e che, per quanto duramente lavoriamo, se qualcosa non è destinato a noi, è tutto inutile. Il destino di una persona non è nelle sue mani e nessuno sforzo può cambiarlo. In seguito, i fratelli e le sorelle hanno saputo della mia situazione e hanno condiviso con me, dicendo che anche quella malattia era permessa da Dio e che senza quella sofferenza forse non sarei tornato a Lui. Ero molto commosso. Ho rammentato che in passato avevo creduto in Dio, ma mi ero allontanato a metà strada per perseguire ricchezza, fama e guadagno. Se non mi fossi ammalato, forse ora sarei stato ancora in giro a vagare smarrito in questo mondo. Dopo tutti quegli anni, Dio non mi aveva ancora abbandonato e attraverso quella malattia mi aveva riportato nella Sua casa perché riprendessi a credere in Lui. Quella malattia era davvero la salvezza di Dio per me e Gli ero veramente grato. In seguito, ho partecipato attivamente alle riunioni e mi sono nutrito delle parole di Dio.
Durante una riunione, una sorella ha letto due passi delle parole di Dio. Dio dice: “Dopo aver ottenuto fama e guadagno, le persone pensano di poterli capitalizzare per usufruire di uno prestigio elevato e di grandi ricchezze, e godersi così la vita. Pensano che fama e guadagno siano una sorta di capitale che possono utilizzare per una vita improntata alla ricerca del piacere e al godimento sfrenato della carne. Per questa fama e questo guadagno tanto bramati dall’umanità, le persone consegnano volentieri, seppure inconsapevolmente, i loro corpi, le loro menti, tutto ciò che possiedono, il loro futuro e il loro destino, a Satana. Lo fanno genuinamente e senza neppure un attimo di esitazione, sempre ignare della necessità di recuperare tutto ciò che hanno consegnato. Possono le persone mantenere un qualche controllo su di sé dopo essersi rifugiate in Satana ed essergli diventate leali in questo modo? Certo che no. Sono completamente e assolutamente controllate da Satana. Sono completamente e assolutamente sprofondate in un pantano e sono incapaci di liberarsi. Una volta impantanate nella fama e nel guadagno, le persone non cercano più ciò che è luminoso, ciò che è giusto o le cose belle e buone. Questo perché il potere seduttivo che fama e guadagno esercitano sulle persone è troppo grande, ed essi divengono cose da perseguire nel corso della vita e persino per tutta l’eternità, senza fine. Non è vero?” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). “Satana usa fama e guadagno per controllare i pensieri dell’uomo, finché le persone non riescono a pensare ad altro che non sia fama e guadagno. Lottano per fama e guadagno, patiscono avversità per fama e guadagno, sopportano umiliazioni per fama e guadagno, sacrificano tutto ciò che hanno per fama e guadagno, ed esprimeranno ogni giudizio o prenderanno ogni decisione per fama e guadagno. In tal modo, Satana lega le persone con catene invisibili ed esse, indossandole, non hanno la forza né il coraggio di liberarsene. Portano inconsapevolmente queste catene e continuano ad arrancare con grande difficoltà. Per amore di tale fama e guadagno, l’umanità evita Dio e Lo tradisce e diventa sempre più malvagia. In questo modo, quindi, una generazione dopo l’altra viene distrutta nella fama e nel guadagno di Satana. Guardando ora alle azioni di Satana, le sue sinistre motivazioni non sono forse del tutto abominevoli? Forse oggi non riuscite ancora a capire a fondo le sinistre motivazioni di Satana perché pensate che non si possa vivere senza fama né guadagno. Pensate che se le persone si lasciano alle spalle fama e guadagno non saranno più in grado di vedere la strada davanti a loro, né le proprie mete, e che il loro futuro si farà oscuro, scarsamente illuminato e cupo. Pian piano, però, un giorno vi renderete conto che fama e guadagno sono enormi catene che Satana usa per soggiogare l’uomo. Quando quel giorno verrà, resisterai in tutto e per tutto al controllo di Satana e alle catene con cui ti tiene legato. Quando verrà il momento in cui desidererai liberarti di tutte le cose che Satana ha instillato in te, allora taglierai i ponti con Satana e aborrirai veramente tutto ciò che Satana ti ha portato. Solo allora l’umanità avrà autentico amore e desiderio di Dio” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). Le parole di Dio mi hanno profondamente commosso. Era come se mi fossi appena destato da un sogno. Mi sono reso conto che la fama e il guadagno che avevo perseguito fin dall’infanzia erano trappole tese da Satana. Prima pensavo che perseguire fama e guadagno fosse giustificato, che vivere non significasse solo accontentarsi di riempirsi la pancia, ma perseguire fama e guadagno, e che solo in questo modo si potesse vivere con dignità e valore. Ora capivo che perseguire ricchezza, fama e guadagno è come quando una falena vola verso la fiamma: tutto ciò che vedi sembra essere luminoso ma, quando ti ci immergi davvero, rischi di perdere la vita. Guardando indietro, mi sono reso conto di aver assorbito fin da giovane varie ideologie sataniche come “L’uomo lascia il proprio nome ovunque vada, così come l’oca emette il suo grido ovunque voli”, “Mentre l’uomo si affanna verso l’alto, l’acqua scorre verso il basso”, “Un brav’uomo mira ai quattro angoli del mondo” e così via. Influenzato da queste opinioni, mi sono posto fin da piccolo ideali e aspirazioni elevati e ho iniziato a viaggiare fin dall’adolescenza, alla ricerca di opportunità per realizzare i miei sogni. Nonostante i numerosi fallimenti, non mi sono mai arreso. Soprattutto quando ho sentito il detto popolare “Si vive come formiche ma bisogna avere l’ambizione di un cigno e, anche se la vita può essere sottile come carta, si deve avere uno spirito indomito”, ero determinato a farmi un nome, a diventare una persona nota e a guadagnarmi l’ammirazione della gente. Guardando indietro, ero profondamente tormentato dalla malattia e potevo contare solo sui farmaci per sopravvivere, ma per ottenere l’ammirazione che cercavo ho superato molte difficoltà e, dopo diversi anni di sforzi, sono finalmente diventato un brand manager e mi sono guadagnato l’ammirazione degli altri. Tuttavia, non ero ancora soddisfatto. Per diventare un manager provinciale e far sì che i miei parenti mi vedessero sotto una nuova luce, mi sono licenziato dal lavoro che avevo svolto per molti anni e sono diventato manager cittadino. Quando le vendite sono calate, ho pensato a tutte le soluzioni possibili, affrontando ogni giorno la pressione e il dolore della mia malattia mentre cercavo strategie di marketing. Mi sentivo esausto e logorato, ma ho lasciato temporaneamente il lavoro solo quando il mio corpo ha ceduto del tutto. Mi sono speso interamente e ho esaurito la mia salute nel disperato perseguimento di fama e guadagno, ma tutto ciò che ho ottenuto è stata la sofferenza. Perseguire denaro, fama e guadagno mi ha veramente danneggiato! Anche se sapevo che Dio esprime la verità negli ultimi giorni per compiere l’opera di salvezza delle persone, mi lasciavo trascinare dalla fama e dal guadagno come un cane alla catena e non avevo alcun desiderio di presentarmi davanti a Dio. Ho trascorso oltre un decennio a perseguire fama e guadagno, allontanandomi sempre di più da Dio. Se non fosse stato per quella malattia, avrei continuato con quel perseguimento, che alla fine mi avrebbe portato alla distruzione. Sono state le parole di Dio ad aiutarmi a vedere chiaramente la sofferenza causata dal perseguire fama e guadagno, ed ero disposto a rinunciare di cuore a quelle cose e a sottomettermi alla sovranità e alle disposizioni di Dio.
In seguito, ho letto altri due passi delle parole di Dio e il mio cuore è diventato ancora più luminoso. Dio Onnipotente dice: “Grazie alla sovranità e alla predestinazione del Creatore, un’anima solitaria che all’inizio non possedeva assolutamente nulla acquisisce dei genitori e una famiglia, la possibilità di diventare un membro della razza umana e di sperimentare la vita umana e di viaggiare nel mondo umano; quest’anima ha anche l’opportunità di fare esperienza della sovranità del Creatore, di arrivare a conoscere le meraviglie del Suo creato e, ancor più, di arrivare a conoscere la Sua autorità e di arrendervisi. La maggior parte delle persone, tuttavia, non coglie davvero questa occasione rara e fugace. Le persone esauriscono l’energia di una vita intera a combattere contro il destino e spendono tutta la loro vita ad affaccendarsi per provvedere alla propria famiglia e ad affannarsi avanti e indietro per la fama e il profitto. Le cose di cui le persone fanno tesoro sono l’amore della famiglia, i soldi, la fama e il guadagno e le considerano ciò che di più prezioso c’è nella vita. Tutti si lamentano di avere un destino avverso, eppure continuano a relegare in un angolo della mente le questioni che le persone dovrebbero maggiormente capire ed esplorare: perché l’uomo è vivo, come dovrebbe vivere e qual è il valore e il significato della vita umana. Per tutta la vita, a prescindere dalla sua durata, le persone non fanno che correre qua e là in cerca di fama e guadagno, finché la giovinezza non passa e diventano grigie e rugose, finché non si rendono conto che la fama e il guadagno non possono impedire loro di invecchiare, che il denaro non può riempire il vuoto del loro cuore, e finché non capiscono che nessuno può sfuggire alle leggi della nascita, dell’invecchiamento, della malattia e della morte e che nessuno può liberarsi delle disposizioni del destino. Soltanto quando devono affrontare l’ultimo momento della vita colgono davvero che, anche se si è ricchi e si possiedono molti beni, anche se si è privilegiati e di alto rango, non si può comunque sfuggire alla morte e si deve far ritorno alla propria posizione originaria: un’anima solitaria che non possiede nulla” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”). “Gli uomini passano la vita a inseguire il denaro e la fama; si aggrappano a questi fili di paglia pensando che siano i loro unici mezzi di sostegno, come se, possedendoli, potessero continuare a vivere, potessero esonerarsi dalla morte. Soltanto quando stanno per morire, tuttavia, si rendono conto di quanto queste cose siano distanti da loro, di quanto essi siano deboli davanti alla morte, di quanto facilmente vadano in pezzi, di quanto siano soli e inermi, senza nessuno a cui rivolgersi. Si accorgono che la vita non si può comprare con il denaro o con la fama, che per quanto una persona sia facoltosa, per quanto alta sia la sua posizione, tutti sono parimenti poveri e insignificanti dinanzi alla morte. Si rendono conto che il denaro non può comprare la vita, che la fama non può cancellare la morte, che né l’uno né l’altra possono allungare l’esistenza di una persona anche solo di un minuto o di un secondo. Più gli uomini percepiscono in questo modo, e più desiderano continuare a vivere; più percepiscono in questo modo, e più temono l’avvicinarsi della morte. Solo a questo punto si rendono davvero conto che la vita non appartiene a loro, che non ne hanno il controllo e che non hanno voce in capitolo sul fatto di vivere o di morire, che tutto ciò va oltre il loro controllo” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”). Le parole di condivisione di Dio sono così chiare. Il denaro, la fama e il guadagno non possono comprare la vita di qualcuno né risparmiargli la morte, e alla fine il perseguimento di queste cose è vuoto. Ero solito pensare che avere fama e guadagno potesse dare valore alla mia vita, che queste cose fossero significative, e quindi ho sempre considerato il fare carriera come il mio ideale. Nel corso degli anni, ho sofferto molto per ottenere fama e guadagno. In apparenza guadagnavo soldi, vestivo abiti eleganti e ottenevo l’ammirazione degli altri, ma è stato solo quando mi sono ammalato che ho capito che il denaro, la fama e il guadagno, così come le lodi degli altri, non potevano fare nulla per alleviare la mia sofferenza né restituirmi la salute. Ho pensato alla manager provinciale che si è ammalata di cancro a poco più di quarant’anni e al presidente che è morto per malattia. Entrambi avevano fama e guadagno, ma alla morte non hanno potuto portare nulla di tutto questo con sé. Nonostante abbiano guadagnato freneticamente ingenti somme di denaro, sono morti a mani vuote. Che significato ha allora perseguire fama e guadagno? Proprio come disse il Signore Gesù: “Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Matteo 16:26).
Un giorno ho sentito un inno della chiesa intitolato “Grazie Dio per avermi salvato” e la seconda strofa mi ha davvero commosso. “Un tempo mi adoperavo e correvo qua e là per ottenere fama, guadagno e prestigio, mi mettevo sempre in mostra e cercavo l'ammirazione degli altri nel mio dovere. In competizione per la fama e il guadagno, ero caduto nelle tentazioni di Satana. Tante volte mi sono preoccupato e ho vacillato, perdendo la via. Solo grazie al giudizio e al castigo di Dio mi sono risvegliato e ho visto che perseguire la fama, il guadagno e il prestigio è completamente vano. Non ero migliore dello sterco, eppure desideravo essere al di sopra degli altri: quanto ero ignorante e arrogante, completamente privo di ragione! Oh Dio! Ero così ribelle, e Ti ho spezzato il cuore. Solo grazie al giudizio ho visto quanto sia prezioso acquisire la verità. Ti chiedo di giudicarmi e di purificare la mia corruzione, affinché io possa vivere la sembianza umana e raggiungere la salvezza” (Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi). Quell’inno mi ha riportato alla mente ricordi dolorosi e mi sono passate davanti le immagini del mio perseguimento di fama e guadagno. Correvo in giro a perseguirli, allontanandomi sempre di più da Dio sotto la tentazione da essi esercitata. Ho sopportato tante sofferenze e avversità per ottenere fama e guadagno e il mio viaggio è stato pieno di sofferenza e di dolore. Ma l’amore di Dio mi ha raggiunto ancora una volta e, nonostante tutti i miei anni di ribellione a Lui, Egli non aveva ancora rinunciato a me, e mi ha permesso di tornare nella Sua casa. Il solo pensare a questo mi ha fatto venire le lacrime agli occhi e nel cuore mi sentivo profondamente in debito con Dio. Ho pensato che da quel momento in poi avrei dovuto credere in Dio in modo appropriato e ripagare il Suo amore.
In seguito, ho assolto i miei doveri nella chiesa. Una volta, ho letto un passo delle parole di Dio: “Gli esseri creati vivono sotto il dominio del Creatore e accettano tutto ciò che è fornito da Dio e tutto ciò che proviene da Lui, pertanto dovrebbero assolvere le loro responsabilità e i loro obblighi. Questo è perfettamente naturale e giustificato ed è stato decretato da Dio. Da ciò si può vedere che, per le persone, svolgere il dovere di un essere creato è più giusto, bello e nobile di qualsiasi altra cosa si faccia vivendo sulla terra; niente tra gli esseri umani è più significativo o degno e niente apporta maggiore significato e valore alla vita di una persona creata che svolgere il dovere di un essere creato. […] A condizione che gli esseri creati assolvano i loro doveri, il Creatore ha svolto un’opera ancora più grande tra gli uomini e ha compiuto un ulteriore passo della Sua opera nelle persone. E di quale opera si tratta? Egli fornisce agli esseri umani la verità, permettendo loro di acquisirla da Dio mentre svolgono i loro doveri, e quindi di liberarsi della loro indole corrotta e di essere purificati. In tal modo, essi giungono a soddisfare le intenzioni di Dio e a intraprendere il giusto cammino nella vita e, infine, sono in grado di temere Dio e fuggire il male, di ottenere la completa salvezza e di non essere più soggetti alle afflizioni di Satana. Questo è l’effetto che Dio intende raggiungere in definitiva quando fa sì che l’umanità svolga i propri doveri. Perciò, mentre assolvi il tuo dovere, Dio non ti fa solamente vedere chiaramente una singola cosa e capire una piccola parte di verità, né Si limita a permetterti di godere della grazia e delle benedizioni che ricevi svolgendo il tuo dovere di essere creato. Piuttosto, Egli ti consente di essere purificato e salvato e, in definitiva, di giungere a vivere nella luce del volto del Creatore” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte settima”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che, in quanto essere creato, dovrei svolgere i miei doveri, e che ciò è la responsabilità e l’obbligo di un essere umano. Solo assolvendo i miei doveri posso avere l’opportunità di guadagnare la verità e la vita, di liberarmi della mia indole corrotta, di essere purificato e trasformato e, infine, di ricevere la salvezza da parte di Dio. Svolgere bene i propri doveri è la cosa più importante e preziosa nella vita. Da quel momento in poi, mi sono nutrito delle parole di Dio ogni giorno e il mio cuore si è colmato di pace e gioia. Nel fare i miei doveri, ogni volta che rivelavo la mia corruzione, leggevo le parole di Dio per riflettere su me stesso e conoscermi, eliminando così la mia indole corrotta. Questi erano tutti frutti dell’assolvimento dei miei doveri. Dopo qualche tempo, anche la mia salute è migliorata.
Nel 2022, dopo la Festa di Primavera, mio cugino mi ha chiamato e mi ha detto che il manager della mia vecchia azienda era stato trasferito e il vicepresidente voleva che tornassi e assumessi il ruolo. Quando mio cugino me l’ha detto, ho pensato: “Ho lavorato duramente in quest’azienda per molti anni. Se non torno, tutti i miei contatti andranno persi. Inoltre, questo brand è in un settore dal grande potenziale di sviluppo per l’azienda e si tratta di una posizione manageriale. Non solo mi porterà fama, ma interagirò anche con i manager intermedi e superiori e mi procurerò fama e guadagno. È una posizione che molti invidiano e, se non l’accettassi, potrei non avere più un’opportunità del genere. Ma è un lavoro molto impegnativo e non avrei tempo per leggere le parole di Dio o per svolgere i miei doveri”. Allora ho ricordato il dolore che perseguire fama e guadagno mi aveva procurato in passato e non volevo tornare nel mondo secolare e continuare a essere danneggiato da Satana. Così ho rifiutato il posto. Mio cugino era stupito, continuava a ripetermi che una simile opportunità era rara e mi ha detto di rifletterci bene e di rispondere il giorno successivo. In quel momento, ho pensato: “Sono già stato lontano dall’azienda per più di un anno, come mai all’improvviso vogliono che torni a fare il manager dopo che ho appena iniziato a svolgere i miei doveri?” Mi è diventato chiaro che si trattava della tentazione di Satana e ho pensato a ciò che ha detto Dio: “In ogni fase dell’opera che Dio compie sugli uomini, da fuori sembra che ciò che accade sia dovuto a un’interazione tra individui, che venga da disposizioni o da disturbi umani. Ma dietro ciò che appare, dietro ogni fase dell’opera e dietro ogni cosa che accade vi è una scommessa che Satana fa con Dio e che richiede che le persone rimangano salde nella propria testimonianza a Dio. Pensate a quando Giobbe fu messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio e ciò che accadde a Giobbe fu dovuto alle azioni e al disturbo degli uomini. Dietro ogni fase dell’opera che Dio compie in voi, vi è la scommessa di Satana con Dio; dietro ogni cosa vi è una battaglia” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio”). In apparenza mio cugino mi stava chiedendo di tornare come manager, ma in realtà si trattava di un tranello di Satana. Satana stava cercando di usarlo per riportarmi sul cammino del perseguimento di fama e guadagno. In quel momento, stavo facendo il mio dovere di irrigare gli altri e c’erano alcuni nuovi arrivati che avevano bisogno di essere irrigati e sostenuti. Non potevo abbandonare il mio dovere solo a causa del lavoro. Ora l’opera di Dio sta per terminare e per me è un’occasione unica nella vita per poter credere in Lui e svolgere il mio dovere. Devo dedicare il mio tempo a fare il mio dovere e a perseguire la verità. Questo è più prezioso che essere un manager. Il giorno seguente, ho rifiutato l’offerta di mio cugino e ho provato un grande senso di agio nel cuore. Anche se ora non sono un manager e la mia vita non è così sfavillante, è tuttavia stabile. Ho cibo e vestiti e riesco a tirare avanti. Sono disposto a dedicare tutti i miei giorni a fare il mio dovere e a perseguire seriamente la verità per soddisfare Dio.