14. Riflessioni dopo aver nascosto un errore
Ho sempre svolto doveri di montaggio video nella chiesa. Nel maggio del 2022, terminate le riprese di un film, è iniziata un’intensa fase di post-produzione e il montaggio andava completato urgentemente in modo da inviare il video al leader per la revisione. Dopo aver passato tanto tempo a montare ogni scena, ho premuto per sbaglio il tasto cancella e le riprese delle prime cinque scene che avevo montato sono state eliminate all’istante. D’istinto ho provato ad annullare l’ultima azione, ma il software non ha ripristinato nulla, anzi si è completamente bloccato. Vedendo la timeline vuota, anche la mia mente si è svuotata. Quando sono tornato in me, ho cercato subito in tutti i modi di recuperare il progetto e, mentre cercavo, continuavo a pensare: “È finita. E adesso cosa faccio? Non ho fatto il backup negli ultimi giorni: il progetto deve essere andato perso. Raramente ho commesso errori nel mio dovere prima d’ora e il supervisore si fida di me. Com’è possibile che sia successo proprio nel momento cruciale prima di inviare tutto al leader per la revisione? Se gli altri scoprono che ho fatto un errore da principiante dopo così tanto tempo che mi occupo di montaggio, cosa penseranno di me? Anche un novellino sa che bisogna fare il backup ogni giorno per evitare la perdita accidentale dei dati, ma io pensavo che, non avendo mai perso un progetto in questo modo in anni di lavoro, i backup quotidiani non fossero necessari. Perché mi sono fidato tanto di me stesso?” Prima, quando altri fratelli e sorelle commettevano errori facendo operazioni sbagliate, dicevo con totale fiducia: “Questo tipo di problema si può evitare con un po’ più di attenzione”. A quel punto, mi sono sentito il viso in fiamme. Avevo fallito nel momento cruciale e avevo fatto una cosa davvero irresponsabile. Se gli altri lo avessero saputo, mi avrebbero sicuramente guardato dall’alto in basso. La mia buona reputazione e la mia buona immagine non sarebbero forse state completamente rovinate? No, a meno che non fosse assolutamente necessario, non potevo permettere che i fratelli e le sorelle lo scoprissero. Ho dato un’occhiata a un backup di qualche giorno prima e ho visto che bisognava sostituire solo due scene girate di recente. Bastava una notte in bianco per aggiustare quasi tutto; una volta sistemato, i fratelli e le sorelle non avrebbero mai saputo che avevo perso il progetto e la mia buona immagine sarebbe rimasta intatta. Con questo pensiero, mi sono affrettato a ripristinare il progetto. Tuttavia, durante il processo, mi sono accorto che bisognava rilavorare sulla calibrazione del colore e sull’audio del film. Guardando il carico di lavoro che mi aspettava, ho capito che non avrei potuto ripristinare tutto in un giorno e una notte. Mi sono sentito davvero scoraggiato. Mi era chiaro che non potevo finire quel progetto da solo e che potevo soltanto chiedere aiuto agli altri. Ho pensato tra me e me: “Se ora chiedo a qualcuno, non scopriranno forse che ho perso il progetto? Tutti mi guarderanno dall’alto in basso se lo sapranno. Se invece non dico niente, il lavoro subirà un ritardo ancora maggiore. Inoltre, la verità viene sempre a galla”. Ho capito che non era una cosa successa per caso e che c’era una lezione che dovevo imparare. Così ho pregato Dio: “Dio, non ho fatto il backup del progetto e ho avuto paura di affrontare questo errore da principiante. Ero terrorizzato all’idea che gli altri lo scoprissero e quindi ho continuato a volerlo nascondere. Non sono stato una persona onesta. Dio, Ti prego di guidarmi; permettimi di essere semplice, di aprirmi con i fratelli e le sorelle su questo problema e di cercare aiuto”. Dopo aver pregato, ho pensato a un passo delle parole di Dio: “Il Mio Regno necessita di persone oneste, persone che non sono ipocrite o propense all’inganno” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 33”). A Dio piacciono le persone oneste. Avevo chiaramente commesso un errore e avrei dovuto essere semplice e aprirmi, ammettere di aver sbagliato e cercare aiuto. Invece avevo continuato a pensare a un modo per insabbiarlo senza che nessuno se ne accorgesse. Il mio cuore era davvero oscuro e propenso all’inganno! In realtà, una volta commesso un errore, dovrei innanzitutto ammetterlo e non importa come mi vedano i fratelli e le sorelle, o se vengo criticato o potato: è quello che merito. Di fronte ai propri sbagli, le persone oneste sanno avere il coraggio di ammetterli e di assumersene la responsabilità. Perché non ero riuscito a praticare in questo modo? Solo allora ho iniziato a chiedere aiuto a tutti. Uno dopo l’altro, ho scritto ai fratelli che potevano sapere come risolvere il problema. Ho visto che mi ero rivolto praticamente a tutti e ancora non si riusciva a recuperare il progetto. Proprio in quel momento, il fratello responsabile della registrazione audio è entrato e ha chiesto: “L’hai trovato?” Ho risposto, sconsolato: “No”. Allora lui ha detto: “Ieri ho fatto il backup del progetto di montaggio”. Quando ho sentito le sue parole, quasi mi sono messo a piangere. Si è scoperto che io avevo finito di lavorare la sera prima e la mattina successiva il fratello che si occupava della registrazione audio era entrato in studio e aveva fatto un backup. Era proprio quello che avevo perduto. Ho guardato il progetto di backup davanti a me. Il montaggio, la calibrazione dei colori e l’audio erano tutti intatti. Non ho potuto fare a meno di ringraziare e lodare Dio nel mio cuore. Il problema del progetto perso si è quindi risolto. Dopo questo momento di sollievo, ho iniziato a riflettere su me stesso: “Perché quando commetto un errore nel mio dovere cerco sempre di nascondere le cose e non voglio che gli altri lo sappiano?”
Durante la mia riflessione, ho letto un passo delle parole di Dio: “Gli esseri umani corrotti sono bravi a fingere. Non importa cosa facciano o quale corruzione rivelino, cercano sempre di fingere. Se qualcosa va male o se fanno qualcosa di sbagliato, vogliono attribuire la colpa agli altri. Desiderano avere per sé il merito delle cose positive e che la colpa di quelle negative ricada sugli altri. Non c’è molta finzione di questo tipo nella vita reale? Se ne trova fin troppa. Commettere un errore o fingere: quale delle due ha a che fare con l’indole corrotta? Fingere è una questione di indole corrotta, implica un’indole arrogante, malvagità e propensione all’inganno; è estremamente detestato da Dio. In realtà, quando fingi, tutti lo capiscono, ma tu sei convinto che gli altri non se ne rendano conto, e fai di tutto per argomentare e giustificarti nel tentativo di salvare la faccia e persuadere tutti che non hai fatto nulla di male. Non è stupido? Come valutano questo gli altri? Cosa provano? Disgusto e ribrezzo. Se, dopo aver commesso un errore, sei in grado di trattarlo correttamente e di permettere a tutti gli altri di parlarne, di commentarlo e di discernerlo, e sai analizzarlo e metterlo a nudo affinché gli altri lo vedano, che opinione avranno gli altri di te? Diranno certamente che sei una persona onesta, perché il tuo cuore è aperto a Dio, e loro possono vedere il tuo cuore mediante le tue azioni e il tuo comportamento. Ma se invece tenti di fingere e di ingannare tutti, avranno scarsa stima di te e diranno che sei uno stupido e una persona poco saggia. Se non cerchi di simulare o di giustificarti, se sei in grado di ammettere il tuo errore, tutti diranno che sei onesto e saggio. E cosa ti rende saggio? Tutti commettono errori. Tutti hanno manchevolezze e difetti. E tutti posseggono la medesima indole corrotta. Non pensare di essere più nobile, perfetto e gentile degli altri; pensare in questo modo è così privo di ragione! Una volta che vedi chiaramente l’indole corrotta delle persone e il vero volto della loro essenza corrotta e non tenti di coprire i tuoi errori, né usi gli errori degli altri contro di loro e sei capace di affrontare correttamente entrambe le situazioni, solo allora vedrai le cose in profondità, non farai cose stupide e sarai una persona saggia. Tutti coloro che sono privi di ragione non sono persone sagge, sono persone stupide. Ogni volta che commettono un errore o fanno qualcosa di assurdo e vengono potate, ci rimuginano sopra e cercano sempre di giustificarsi e difendersi mentre si aggirano furtivamente dietro le quinte. È disgustoso assistere a questo. Infatti, quello che stanno facendo appare immediatamente ovvio agli altri, eppure stanno ancora platealmente fingendo. Per gli altri sembra l’esibizione di un clown. Non è stupidità? Lo è davvero. Le persone stupide non posseggono la minima saggezza. Per quanti sermoni ascoltino, non capiscono comunque la verità e non vedono nulla per ciò che è veramente. Non scendono mai dal loro piedistallo, pensando di essere diverse da tutti gli altri e più nobili di loro; questa è arroganza e presunzione, questa è stupidità. Le persone stupide mancano di comprensione spirituale, non è così? Le questioni in cui sei stupido e imprudente sono quelle in cui manchi di comprensione spirituale e non riesci a comprendere facilmente la verità. Questa è la realtà della questione” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “I principi che dovrebbero guidare la propria condotta”). Attraverso le parole di Dio, ho capito che è inevitabile che si verifichino errori o deviazioni nei nostri doveri, ma ciò che Egli richiede è che le persone affrontino correttamente i propri sbagli e non cerchino di nasconderli e camuffarli. Nascondere e camuffare è un’indole satanica di malvagità e propensione all’inganno: qualcosa che Dio detesta e odia. Attraverso lo smascheramento delle Sue parole, ho compreso che, quando facevo degli sbagli nel mio dovere, il mio primo pensiero era insabbiarli: questo era spinto da un’indole satanica malvagia e propensa all’inganno. Pensando che svolgevo doveri di montaggio video da un po’ di tempo, che avevo una certa esperienza e che tutti avevano un’opinione piuttosto buona di me, sentivo di non poter commettere errori, soprattutto non nei momenti cruciali. Pensavo di dover essere più affidabile e degno di fiducia degli altri. Così, quando si verificavano degli errori, temevo di perdere la faccia e il prestigio e facevo di tutto per nasconderli e impedire che gli altri ne venissero a conoscenza. Soprattutto quando si trattava di sviste da principiante come in questo caso, avevo ancora più paura che, se gli altri lo avessero scoperto, mi avrebbero guardato dall’alto in basso e che il mio prestigio ai loro occhi sarebbe crollato. Più pensavo in questo modo, più non riuscivo ad affrontare correttamente il mio errore. Volevo camuffarmi da persona impeccabile e non osavo ammettere di aver sbagliato né cercare aiuto. Volevo persino sistemare la cosa in silenzio senza farlo sapere a nessuno, così da poter salvare la faccia. La verità era che l’errore si era già verificato e avrei dovuto semplicemente aprirmi, riconoscere la mia responsabilità e imparare da esso. E invece avevo fatto di tutto per insabbiarlo e ricorrere all’inganno. Dio sottopone ogni cosa a scrutinio: anche se magari posso ingannare le persone, posso davvero ingannare Lui? Non stavo forse mettendo la testa sotto la sabbia? Ero stato davvero sciocco! Tutti sbagliano: non c’è nulla di cui vergognarsi; inoltre, questo era davvero un campanello d’allarme per me e mi avrebbe permesso di essere più attento la prossima volta che avessi svolto il mio dovere. Invece, quando sbagliavo, mi scervellavo per trovare modi per nasconderlo. Agli occhi di Dio, questo occultamento propenso all’inganno era molto più grave degli errori stessi. Più insabbiavo i miei errori, più dimostravo quanto la mia indole fosse malvagia e propensa all’inganno. Più ci pensavo, più sentivo di essere ipocrita e davvero disgustoso e detestabile agli occhi di Dio. Ho anche pensato a come, se quella volta fossi riuscito a recuperare il progetto da solo, non lo avrei detto assolutamente a nessuno né avrei cercato aiuto dagli altri e, se avevo detto la verità ai fratelli e alle sorelle, era stato solo perché non avevo modo di sistemare la cosa. Quindi, per gli errori comuni che di solito riuscivo a insabbiare, non li avrei forse insabbiati ancora di più? Non ho potuto fare a meno di richiamare alla mente immagini di quando svolgevo i miei doveri in passato. A volte, quando montavo video brevi, davo priorità alla velocità e alla quantità solo per farmi ammirare e, di conseguenza, si verificavano problemi nei piccoli dettagli che portavano spesso a dover rifare e correggere i lavori. Quando gli altri mi chiedevano perché si verificavano questi problemi, avevo paura che gli altri mi dicessero che ero disattento e negligente. Quindi, inventavo motivi oggettivi: dicevo che la causa era da ricercare nella fase di ripresa oppure che il mio software aveva avuto dei problemi, e lo facevo soltanto per trovare giustificazioni per me stesso. Queste cose si erano sempre rivelate in me. Pensando a tutto ciò, mi sono reso conto di quanto mi camuffassi e ingannassi gli altri. Non potevo continuare a vivere secondo questa indole propensa all’inganno e dovevo iniziare a praticare e a entrare nello standard di una persona onesta. Quello che è successo dopo mi ha fatto riflettere ancora più profondamente e mi ha portato ad acquisire una maggiore conoscenza di me stesso.
Di lì a poco, il film è stato consegnato al leader per la revisione. Ma poi un fratello ha notato che in una scena l’audio era fuori sincrono di tredici fotogrammi e non era sicuro che non fosse necessario rifare il rendering. Il mio cuore ha iniziato ad agitarsi: “Perché non me ne sono accorto? Guardando bene, in realtà, era piuttosto evidente. Il video e l’audio sono fuori sincrono di mezzo secondo. Ho anche chiesto a una sorella di controllare quella parte. Com’è possibile che non se ne sia accorta nemmeno lei? Rifare il rendering richiederebbe diverse ore: rallenterebbe davvero tutto! Forse è meglio che non dica niente. Comunque non è un problema grave: la maggior parte delle persone non se ne accorgerebbe nemmeno. Inoltre, se tutti scoprono che il video ha un problema del genere, cosa penseranno di me? Diranno che sono inaffidabile o irresponsabile? Ultimamente sto facendo più volte questi errori da principiante; se continuo così, chi si fiderà più di me?” Non mi sentivo tranquillo e provavo un senso di accusa dentro di me. Tuttavia, dopo averci pensato e ripensato, ho comunque deciso di non dire nulla. Dopo aver preso quella decisione, mi è sembrato di essere seduto sulle spine mentre ero davanti al computer; avevo una forte agitazione nel cuore e sentivo una grande oscurità dentro di me. Ho capito che stavo di nuovo insabbiando un errore, così ho pregato Dio nel mio cuore: “Dio, solo ora sento davvero quanto sia difficile dire la verità ed essere una persona onesta. Ogni volta che entrano in gioco il mio orgoglio o la mia vanità, non posso fare a meno di proteggermi, volendo mentire e ingannare. Non voglio vivere così. Ti prego, dammi il coraggio e l’audacia di praticare l’essere onesto secondo le Tue parole”. Dopo aver pregato, il mio cuore si è un po’ rafforzato e mi sono aperto con i fratelli e le sorelle in merito alla questione. Successivamente, ci sono stati ancora altri problemi nel video, pertanto li ho sistemati tutti insieme, ho controllato ogni cosa e poi ho inviato di nuovo il video al leader.
Quella esperienza mi ha fatto iniziare a riflettere: “Perché voglio sempre insabbiare gli errori? Qual è la radice di questo problema?” Ho letto due passi delle parole di Dio: “Supponi che Dio ti richieda ora di essere una persona onesta e di dire la verità su qualcosa che riguarda i fatti, o il tuo futuro e il tuo destino. Le conseguenze di una tale azione potrebbero non essere a tuo vantaggio: potrebbe darsi che gli altri non abbiano più un’alta considerazione di te e che tu senta che la tua reputazione è stata distrutta. In tali circostanze, saresti capace di essere sincero e di dire la verità? Saresti capace di essere onesto? Questa è la cosa più difficile da fare, molto più difficile che rinunciare alla tua vita. Potresti dire: ‘Potrei morire per Dio, ma se Dio volesse che dicessi la verità, non ci riuscirei. Non voglio affatto essere una persona onesta. Preferirei morire piuttosto che lasciare che tutti mi guardino dall’alto in basso, piuttosto che lasciare che tutti vedano che sono solo una persona comune’. Da questo si può vedere che ciò che le persone hanno più a cuore sono ancora il prestigio e la reputazione: hanno queste cose più a cuore delle loro stesse vite. È evidente che vivono ancora nell’indole satanica e che i loro cuori sono ancora controllati da Satana. Se incontrano un grande pericolo, potrebbero essere in grado di rischiare la vita con uno slancio improvviso, ma non è facile per loro rinunciare al prestigio e alla reputazione. Per coloro che credono in Dio dare la propria vita non è della massima importanza. Dio richiede alle persone di accettare la verità, di essere persone veramente oneste che dicono tutto ciò che hanno nei loro cuori, aprendosi e mettendosi a nudo con tutti. Questo è facile da fare? (No, non lo è.) Dio non ti chiede, infatti, di rinunciare alla tua vita. La tua vita non ti è stata forse data da Dio? Che utilità avrebbe la tua vita per Dio? Dio non la vuole. Vuole che tu parli sinceramente, che dica che tipo di persona sei e cosa pensi in cuor tuo. Sei in grado di farlo? In questo caso, le cose diventano difficili e tu potresti dire: ‘Fatemi fare un po’ di duro lavoro e avrò la forza di farlo. Fatemi sacrificare tutti i miei beni, e riuscirei a farlo. Potrei rinunciare con facilità ai miei genitori e ai miei figli, al mio matrimonio e alla mia carriera. Ma farmi dire una cosa che viene dal cuore o pronunciare una frase onesta, è l’unica cosa che non posso fare’. Qual è il motivo per cui non puoi farlo? Perché, una volta che l’avrai fatto, tutti coloro che ti conoscono o che hanno familiarità con te ti vedranno in modo diverso. Non ti guarderanno più con ammirazione. Avrai perso la faccia e sarai stato completamente umiliato, e la tua integrità e la tua dignità non esisteranno più. Il tuo prestigio e la tua fama elevati nei cuori degli altri non ci saranno più. Ecco perché in tali circostanze, a prescindere da tutto, non dirai la verità. Quando alle persone capita di affrontare questo, nei loro cuori imperversa una battaglia. Quando questa battaglia è finita, alcuni alla fine riescono a superare le loro difficoltà, mentre altri non hanno tuttora superato la schiavitù e i vincoli della loro indole satanica e restano dominati dal loro prestigio, dall’orgoglio, dalla vanità e dalla cosiddetta dignità. Questa è una difficoltà, non è vero?” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Adempiere bene il proprio dovere richiede un’armoniosa collaborazione”). “Vuoi diventare una persona onesta, ma non riesci a rinunciare all’orgoglio, alla vanità e agli interessi personali. Per preservare queste cose, non puoi far altro che ricorrere alle menzogne usando falsità. Se sei una persona che ama la verità, sarai in grado di sopportare diversi tipi di sofferenza per praticarla. Anche se ciò significa perdere la tua reputazione e il tuo prestigio, affrontare l’umiliazione e la derisione da parte degli altri, non ti importa: penserai che, fintanto che riesci a praticare la verità e a soddisfare Dio, ciò è sufficiente. Chi ama la verità sceglie di praticarla e di essere una persona onesta. Questa è la via corretta ed è benedetta da Dio. Se una persona non ama la verità, cosa sceglie? Sceglie di ricorrere alla menzogna per salvaguardare la propria reputazione, il proprio prestigio, la propria dignità e una parvenza di integrità. Preferisce essere una persona propensa all’inganno, nonché detestata e respinta da Dio, piuttosto che praticare la verità. Persone di questo genere sono quelle che provano avversione per la verità e respingono Dio. Privilegiano la reputazione e il prestigio; vogliono essere persone propense all’inganno. Non importa loro se Dio è contento o se le salverà. Costoro possono ancora essere salvate da Dio? Certamente no, perché hanno scelto il cammino sbagliato. Possono solo vivere mentendo e imbrogliando; possono solo trascorrere giornate dolorose in cui dicono menzogne, le nascondono e si scervellano per giustificarsi giorno dopo giorno. Se credi che le menzogne possano salvaguardare la reputazione, il prestigio, la vanità e l’orgoglio che desideri, ti sbagli di grosso. In realtà, mentendo non solo non riesci a preservare la tua vanità e il tuo orgoglio, la tua dignità e la tua integrità, ma quel che è ancora peggio è che perdi l’opportunità di praticare la verità e di essere una persona onesta. Anche se in quel momento riesci a salvaguardare la tua reputazione, il tuo prestigio, la tua vanità e il tuo orgoglio, hai scartato la verità e hai tradito Dio. Questo significa che hai del tutto perso la possibilità di essere salvato e perfezionato da Lui, e questa è la perdita più grande e un rimpianto eterno. Le persone propense all’inganno non lo capiranno mai a fondo” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo essendo una persona onesta si può vivere una vera sembianza umana”). Le parole di Dio mi hanno trafitto il cuore. Avevo ritenuto che il mio prestigio nel cuore delle persone fosse più importante di ogni altra cosa e, per proteggerlo, non riuscivo nemmeno a pronunciare una parola onesta. Preferivo essere propenso all’inganno e insabbiare i miei sbagli piuttosto che essere una persona onesta, che è semplice, si apre e pratica la verità. Questo dimostrava che non amavo affatto la verità. Le persone oneste sanno affrontare direttamente le proprie carenze e i propri problemi e, per praticare la verità, sono disposte a sopportare ogni tipo di umiliazione e dolore. Ma l’unica cosa che dovevo fare era essere semplice e aprirmi riguardo ai miei errori e problemi e, anche senza affrontare l’umiliazione o lo scherno altrui, non riuscivo comunque a farlo. Quando emergevano problemi, trovavo sempre scuse per giustificarmi e difendermi, cercando di nascondere i miei problemi. Davo la colpa ai problemi sorti durante le prime fasi delle riprese, oppure all’attrezzatura o al software. Questa volta, quando c’era stato un problema con il film, volevo persino scaricare la responsabilità e dentro di me mi lamentavo della sorella che non aveva notato l’errore. Ero davvero privo di ragione e propenso all’inganno! Ho capito che, per proteggere orgoglio e prestigio, potevo inventare qualsiasi scusa. Mi sono reso conto di essere stato corrotto e influenzato da veleni satanici come “Le persone hanno bisogno dell’orgoglio proprio come un albero della corteccia” e “La reputazione non ha prezzo”. Avevo sempre creduto che la mia esistenza avesse valore solo se gli altri mi ammiravano e mi approvavano e che, senza l’ammirazione altrui, la vita non avesse significato. Per tutto il tempo avevo pensato costantemente all’orgoglio e al prestigio nel mio dovere e, non appena era emerso un errore, ero terrorizzato che gli altri lo scoprissero. Il mio comportamento prudente e guardingo dimostrava che davo valore al prestigio e alla reputazione più di ogni altra cosa. Avevo abbandonato la famiglia e la carriera per svolgere il mio dovere, facendo anche gli straordinari e pagando un prezzo. Tuttavia, quando arrivava il momento di ammettere le mie colpe, di parlare con sincerità, aprirmi e mettere a nudo la mia corruzione e le mie manchevolezze, non riuscivo proprio a farlo. Tra preservare orgoglio e prestigio ed essere una persona onesta, sceglievo puntualmente la prima opzione. Ho visto con quale forza l’orgoglio e il prestigio mi vincolassero e controllassero. Potevo anche aver insabbiato i miei errori, ma avevo ingannato i miei fratelli e sorelle, avevo vissuto senza integrità e dignità e vivevo ancora sotto il potere di Satana. Ero chiaramente stato corrotto da lui, riempito di tutti i tipi della sua indole e di ogni suo veleno, eppure cercavo ancora di presentarmi come un santo impeccabile e senza difetti. Ero così falso e ipocrita! Anche se riuscivo a nascondere le mie colpe, cosa avrei realmente ottenuto? Ricorrevo ripetutamente a trucchi e inganni solo per salvare la faccia, rinunciando alla possibilità di praticare la verità e di essere una persona onesta. Agli occhi di Dio, un comportamento simile è inganno e ipocrisia e, se fossi andato avanti senza liberarmi di questa indole corrotta di propensione all’inganno e di camuffamento, sarei stato sicuramente sdegnato ed eliminato da Dio e questa sarebbe stata una perdita enorme! Pensando a tutto ciò, non ho più voluto vivere per amore dell’orgoglio e sono diventato disposto a cercare la verità per risolvere il mio camuffarmi e ingannare.
In seguito, ho letto altre parole di Dio e ho trovato un cammino di pratica. Dio Onnipotente dice: “A prescindere dai problemi che incontri, devi cercare la verità per risolverli; non devi assolutamente camuffarti o presentare una falsa immagine agli altri. Che si tratti delle tue carenze, delle tue inadeguatezze, dei tuoi difetti o della tua indole corrotta, devi aprirti e condividere su tutte queste cose. Non tenerle nascoste. Imparare ad aprirti è il primo passo verso l’ingresso nella vita ed è il primo ostacolo, che è il più difficile da superare. Una volta che avrai superato questo ostacolo, sarà facile entrare nella verità. Quando farai questo passo, cosa significherà? Significherà che stai aprendo il tuo cuore, mettendo a nudo e aprendoti su ogni parte di te, che sia buona o cattiva, positiva o negativa, e portandola alla luce affinché gli altri e Dio la vedano, senza nascondere o celare nulla a Dio, senza ricorrere a camuffamenti, inganni o raggiri nei confronti di Dio ed essendo altrettanto schietto con le altre persone. In questo modo, vivrai nella luce; non solo Dio ti sottoporrà a scrutinio, ma anche gli altri vedranno che nelle tue azioni vi sono principi e trasparenza. Non hai bisogno di usare alcun metodo per proteggere la tua reputazione, la tua immagine e il tuo prestigio, né hai bisogno di nascondere o coprire i tuoi errori. Non hai bisogno di impegnarti in questi sforzi inutili. Se riesci ad abbandonare queste cose, la tua vita diventerà molto rilassata, libera da vincoli e dolore, e vivrai completamente nella luce” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dalle parole di Dio ho capito che il primo passo per diventare una persona onesta è essere semplici e aprirsi. Bisogna avere il coraggio di parlare apertamente delle proprie manchevolezze e della propria corruzione. Soprattutto quando si commette un errore e non si vuole che gli altri lo sappiano, è proprio in quel momento che occorre mettersi a nudo ed essere onesti in merito. Ciò a cui Dio dà valore è un cuore che ama la verità e un atteggiamento di impegno a essere onesti, anche a costo di perdere la faccia. Ho visto che ero ancora lontano dall’essere una persona onesta, ma ero disposto a formarmi e a praticare in questo ambito. Da quel momento in poi, se ho commesso errori o sbagli nel mio dovere, mi sono consapevolmente aperto con gli altri al riguardo e, quando l’ho fatto, non sono stato guardato dall’alto in basso dai fratelli e dalle sorelle. Anzi, ho ricevuto il loro aiuto sincero. Pian piano, non mi sono più sentito in ansia o spaventato né ho cercato di insabbiare i miei sbagli come prima. Ripensando a quando non osavo aprirmi dopo aver commesso errori, ero come un topo nascosto in un angolo buio, spaventato di uscire alla luce. Ora, dopo essermi aperto con i fratelli e le sorelle, mi sono sentito liberato, come se mi fossi tolto un peso. In seguito, ho riflettuto su vari problemi, ad esempio i file di quel progetto che erano andati persi e l’errata sincronizzazione audio-video. Questo era accaduto principalmente perché ero stato disattento nel mio dovere e mi ero affidato all’esperienza, e perché avevo troppa fiducia in me stesso. Per evitare che queste situazioni si ripresentassero, ho iniziato a fare regolarmente il backup dei progetti e a non fidarmi più così tanto di me stesso, anzi trattavo il mio dovere con attenzione.
Una volta, a causa di una gestione impropria, ho cancellato diversi progetti video che erano già stati caricati. I fratelli e le sorelle hanno detto che si trattava di una questione seria e che doveva essere riferita al leader. Ma ero davvero preoccupato che il leader pensasse male di me quando l’avesse scoperto, quindi volevo minimizzare il problema. Avevo trascorso un po’ di tempo a ripristinare i progetti, credendo che risolvere il problema sarebbe stato sufficiente, quindi non ne ho parlato subito con il leader. Tuttavia, dopo mi sono sentito abbastanza in colpa. Durante una riunione, volevo aprirmi con lui riguardo al mio errore, ma ero ancora troppo preoccupato per il mio orgoglio per parlare. Proprio in quel momento, ci è capitato di leggere un passo delle parole di Dio che mi ha profondamente commosso. Dio Onnipotente dice: “L’umanità corrotta ha un altro difetto: ama descriversi come particolarmente nobile e grande, specialmente sagace e facoltosa, particolarmente dotata di un certo prestigio e di una certa estrazione sociale. Non menziona mai le cose sordide o sciocche che ha fatto in segreto, gli errori che ha commesso o i difetti e le mancanze che ha; non ne fa parola né si lascia sfuggire il minimo dettaglio, nel timore che gli altri vengano a sapere tali cose, che gli altri la vedano per quello che è veramente. Non è forse questa una finzione? Non è forse menzogna e inganno? (Sì.)” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (25)”). Mentre riflettevo sulle parole di Dio, ho capito che stavo di nuovo cercando di insabbiare il mio errore per proteggere il mio orgoglio e il mio prestigio. Anche se avevo ripristinato tutti i progetti e il lavoro della chiesa non aveva subìto alcun danno, stavo ancora mostrando la tendenza a occultare i miei sbagli in questa faccenda e non volevo che gli altri vedessero le mie manchevolezze. Questa era un’indole corrotta e il problema era sorto durante lo svolgimento del mio dovere, quindi dovevo riferire tutti i dettagli al leader in modo chiaro e onesto. Così ho pregato in silenzio nel mio cuore: “Dio, non voglio vivere secondo la mia indole corrotta e propensa all’inganno. Ti prego di sottoporre il mio cuore a scrutinio. Sono disposto a essere semplice, ad aprirmi e a essere una persona onesta”. Dopo aver pregato, ho condiviso sulla corruzione che avevo rivelato in quella circostanza e sulla comprensione che avevo di me stesso. Appena finito di parlare, ho provato un enorme sollievo. Anche se ero un po’ in imbarazzo in quel momento, nel mio cuore mi sono sentito molto più tranquillo quando mi sono aperto e ho condiviso. Grazie a Dio!