17. Il rimorso dopo aver perso il mio dovere
Svolgo il mio dovere di attrice da anni. Nel maggio del 2022, i leader mi hanno chiesto di formarmi come regista e di lavorare part-time al controllo video. A quel tempo, anche se ero un po’ sotto pressione, ero disposta a impegnarmi per migliorare e a dare il meglio di me per farlo bene. Ero occupata ogni giorno e tutto mi sembrava molto appagante.
Nell’agosto del 2022, abbiamo iniziato a girare un nuovo film e i registi hanno chiesto a me e a sorella Judith di fare un’audizione per il ruolo da protagonista, però non ero particolarmente disposta. Sentivo che due doveri mi tenevano già abbastanza occupata e che, se avessi passato l’audizione e ottenuto il ruolo di protagonista, sarei sicuramente stata sopraffatta da tre doveri. In seguito, il ruolo principale è stato assegnato a Judith e il terzo a me. Non essere stata selezionata come protagonista non mi ha delusa, anzi in realtà mi ha dato un segreto piacere. Siccome il mio personaggio aveva meno battute ed era piuttosto secondario, sarebbe stato relativamente più facile, quindi l’ho accettato volentieri. Successivamente, i registi hanno notato che Judith era piuttosto tetra e che questo non si adattava molto alla personalità positiva e forte della protagonista, perciò mi hanno suggerito di fare di nuovo l’audizione per il ruolo principale. Quando mi hanno comunicato questa cosa, i miei primi pensieri sono stati: “Questi tre doveri mi tengono già abbastanza occupata; se mi fanno protagonista, non sarò ancora più impegnata? Inoltre, il ruolo principale prevede alcune scene di pianto, quindi sarebbe una performance piuttosto difficile. Per farla bene, servirebbe parecchia energia”. Dopo averci pensato, ho detto ai registi: “La protagonista è parecchio composta; io, invece, sono piuttosto giovane, non sono composta come lei: non sono tagliata per questo ruolo. Judith si è già impegnata tanto per questo ruolo e anche la sua età e il suo temperamento sono più adatti. L’unico problema è che le sue espressioni non sono del tutto adeguate e un po’ di aiuto in più dovrebbe migliorare questo aspetto. Quindi non sento ci sia alcuna necessità di rifare l’audizione”. In seguito, dopo qualche discussione, tutti hanno convenuto che Judith fosse sicuramente più adatta al temperamento della protagonista e che un piccolo aiuto in più le sarebbe stato utile. Anche se la questione si è conclusa, sapevo in cuor mio di non voler essere la protagonista perché temevo di soffrire. Mi sono sentita un po’ in colpa, ma non ho cercato la verità per risolvere la situazione.
Dopo di ciò, ogni giorno era pieno di impegni e mi sentivo in qualche modo riluttante. A volte, i registi si incontravano di notte per discutere del film e io mi sentivo restia e poco disposta; mi dicevo: “Fate presto a finire la discussione. Quando avete finito, voi potete riposare, mentre io devo ancora controllare i video. Quando ci saranno meno video da controllare?” A volte, per completare questi compiti più in fretta, mentre esaminavo i video, li mandavo avanti velocemente così da finire presto e andare a dormire prima. Il dovere di regista richiede di pensare a cose come le inquadrature e la presentazione e sentivo che certe questioni richiedevano un’eccessiva energia, quindi non volevo impegnarmici. Quando l’attrice protagonista aveva difficoltà nella sua performance, gli altri registi la aiutavano a interpretare bene la parte, mentre io volevo solo battere la fiacca e non riflettere sul ruolo. Mi limitavo a parlare alla sorella di un po’ di esperienza che avevo accumulato, ma questo non adempiva veramente il ruolo di regista. Per quanto riguarda il terzo ruolo che interpretavo, usavo il fatto di essere occupata come scusa e non mettevo impegno nel rifletterci sopra; di conseguenza, la mia performance era molto scarsa.
Un giorno, una sorella ha condiviso con me, dicendo che nei miei doveri ero riluttante a pagare un prezzo, che indulgevo nella comodità fisica e che usavo piccoli trucchi, ero elusiva e battevo la fiacca. Sapevo che stava facendo notare i miei problemi in maniera esatta, però non ne comprendevo la gravità. Pensavo: “In ogni caso, non riesco a stare al passo con così tanti doveri e, dato che non sto dando il mio contributo come regista, prima o poi sarò destituita; se così dovesse essere, pazienza. Un dovere in meno significherebbe minore sofferenza fisica e più tempo libero. Sarebbe bello fare un dovere a mansione singola”. Poiché non ho cambiato atteggiamento mentale, sono diventata ancora più passiva nei miei doveri. Durante le riprese ci sono stati numerosi problemi, quindi si avanzava in modo particolarmente lento, mentre io ero concentrata solo sul ridurre i miei doveri e quindi rimanevo indifferente a tali questioni. In seguito, poiché non avevo senso del fardello nei miei doveri, i leader hanno deciso che smettessi di essere una regista e mi hanno chiesto di concentrarmi completamente sul ruolo che interpretavo. Anche se avevo meno doveri, non riuscivo comunque a trovare motivazione e c’erano ancora molti problemi con la mia performance. Alla fine, a causa delle difficoltà legate alle riprese e al fatto che l’interpretazione di noi attori principali non era all’altezza degli standard, il progetto è fallito. Per alcune ragioni particolari, non ho potuto più continuare come attrice né revisionare i video. Perdere i miei doveri uno dopo l’altro non ha comunque risvegliato il mio cuore intorpidito e ho continuato a non riflettere su me stessa come avrei dovuto. Al contrario, sentivo di aver perso i miei doveri per delle ragioni oggettive. Successivamente, la chiesa mi ha assegnato la responsabilità del lavoro del Vangelo e volevo fare tesoro di quel dovere, ma dopo un po’ sono ricaduta nelle mie vecchie abitudini. Di fronte alle difficoltà incontrate dai fratelli e dalle sorelle nel predicare il Vangelo, ai problemi di collaborazione tra i lavoratori del Vangelo, a quelli dei suoi potenziali destinatari e così via, sentivo che il lavoro non finiva mai e sono tornata elusiva e ho ricominciato a battere la fiacca. Ogni volta che andavo ad attuare il lavoro, mi limitavo a riferire le istruzioni e basta. Ogni giorno pensavo a finire presto i compiti dati dai leader così da potermi riposare prima e, quando ero stanca, mi chiedevo: “C’è un dovere più leggero che potrei fare? Questo lavoro è sempre così impegnativo. Quando potrò riposare? Quando finirà questa stanchezza?” Non immaginavo che i miei “desideri” si sarebbero presto avverati.
Il 9 giugno del 2023, a causa di alcune questioni particolari che si erano verificate nella mia zona, sono rimasta isolata, non ho potuto contattare la chiesa o i fratelli e le sorelle e sono stata costretta a smettere di fare i miei doveri. Questa situazione si è verificata in maniera piuttosto improvvisa e ci ho messo parecchio per riacquisire la mia lucidità. All’improvviso ero passata dall’essere occupata a non avere nulla da fare e mi sono trovata smarrita, senza sapere cosa fare. Per quanto ci pensassi, non riuscivo a farmene una ragione: ora il lavoro del Vangelo era così intenso e tutti quelli che svolgevano i doveri avevano tanti compiti da eseguire. Perché i miei doveri si erano di colpo arrestati? Tutto ad un tratto, mi sono tornate in mente le parole di Dio: “Se sei viscido e batti la fiacca, se non ti occupi del tuo dovere in modo appropriato, e vai sempre fuori strada, allora Dio non opererà in te; perderai l’occasione, e Dio dirà: ‘Non c’è modo di servirMi di te. Fatti da parte. Ti piace essere scaltro e battere la fiacca, vero? Ti piace essere pigro e indulgere nelle comodità, non è così? Bene, allora indulgi nelle comodità per l’eternità!’ Dio offrirà questa grazia e questa occasione a qualcun altro. Che dite: è una perdita o un guadagno? (Una perdita.) È una perdita enorme!” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Il giudizio delle parole di Dio mi ha risvegliata all’istante. Non avevo sempre desiderato prendermi una pausa? Non avevo sempre disprezzato la fatica, temuto la stanchezza, agito in modo elusivo e battuto la fiacca, preoccupandomi solo della mia carne? Ebbene, ora ero completamente a riposo, impossibilitata a svolgere alcun dovere! La mia mente si è svuotata e le parole di Dio continuavano a risuonarmi nella testa: “Bene, allora indulgi nelle comodità per l’eternità!” Ho provato un sentimento inesprimibile nel cuore. Non sentivo altro che un senso di vuoto. Ho ripensato a come avessi svolto i miei doveri in precedenza e ho avvertito un’ondata di rimorso e ho passato i giorni a crogiolarmi nel senso di colpa e accusandomi: “Perché non ho mai apprezzato i miei doveri come avrei dovuto? Perché mi sono limitata ad agire in modo meccanico?”
In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio e ho guadagnato una certa comprensione della natura e delle conseguenze dell’essere superficiale. Dio Onnipotente dice: “Essere superficiali nell’assolvere il proprio dovere è un grande tabù. Se nel fare il tuo dovere sei sempre superficiale, allora non hai modo di svolgerlo all’altezza degli standard. Se vuoi svolgere il tuo dovere con devozione, prima devi risolvere il tuo problema dell’essere superficiale. Dovresti prendere provvedimenti per porre rimedio alla situazione non appena ne noti i segni. Se sei confuso, se non sei mai in grado di notare i problemi, se fai sempre le cose per pura formalità e agisci in maniera superficiale, allora non avrai modo di svolgere bene il tuo dovere. Pertanto, devi metterci il cuore. È difficile che alle persone capiti l’occasione di svolgere il loro dovere! Quando Dio offre questa possibilità e non la si coglie, l’occasione è perduta; e, anche se in seguito si desidera trovare una tale occasione, forse non si ripresenterà. L’opera di Dio non aspetta nessuno, né lo fanno le possibilità di svolgere il proprio dovere. Alcuni dicono: ‘In precedenza non ho svolto bene il mio dovere, ma adesso voglio ancora svolgerlo. Semplicemente, mi rimetterò in carreggiata’. È meraviglioso avere una tale determinazione, ma bisogna essere chiari su come svolgere bene il proprio dovere: devi adoperarti per la verità. Solo chi comprende la verità può svolgere bene il proprio dovere. In caso una persona non comprenda la verità, nemmeno la sua manodopera sarà all’altezza degli standard. Più hai chiarezza sulla verità e più diventerai efficace nel tuo dovere. Se riesci a vedere la questione per quella che è, allora ti impegnerai verso la verità e avrai una speranza di svolgere bene il tuo dovere. Al momento non vi sono molte occasioni di svolgere un dovere, quindi devi tenerle strette quando puoi. È proprio quando ti trovi di fronte a un dovere che devi compiere un vero sforzo; è allora che devi offrire te stesso e spenderti per Dio, ed è allora che devi pagare un prezzo. Non lesinare nulla, non nutrire alcuna trama, non lasciare nessun margine d’azione e non crearti una via d’uscita. Se lasci margini di azione e sei ingannatore oppure evasivo e batti la fiacca, sei destinato a svolgere male il lavoro. Supponiamo che tu dica: ‘Nessuno mi ha visto agire in modo evasivo e battere la fiacca. Ottimo!’ Che modo di pensare è questo? Credi di avere imbrogliato gli altri e anche Dio? In realtà, però, Dio sa che cosa hai fatto? Lo sa. In effetti, chiunque interagisca con te per un po’ verrà a conoscenza della tua corruzione e della tua bruttezza; semplicemente, potrebbe non dirlo apertamente; farà le sue valutazioni su di te in cuor suo. Numerose persone sono state rivelate ed eliminate perché la maggior parte della gente ha capito a fondo la loro essenza e quindi le ha smascherate per ciò che erano ed espulse dalla chiesa. Quindi, che perseguano o meno la verità, le persone dovrebbero svolgere bene il loro dovere, al meglio delle loro capacità; dovrebbero essere guidate dalla loro coscienza e fare alcune cose pratiche. Potrai avere delle mancanze, ma se riesci a essere efficiente nell’assolvere il tuo dovere non sarai eliminato. Se pensi sempre che vada tutto bene e che di certo non sarai eliminato, se non rifletti mai né cerchi di conoscere te stesso, continui a ignorare i compiti che ti spettano e sei costantemente superficiale, allora, quando il popolo eletto di Dio perderà davvero la pazienza con te, ti smaschererà per quello che sei e sarai eliminato. Allora sarà troppo tardi per pentirsi, perché tutti ti avranno capito a fondo e tu avrai perso tutta la tua dignità e integrità. Se nessuno si fida di te, Dio lo farebbe? Dio sottopone a scrutinio le profondità del cuore dell’uomo: non Si fiderebbe assolutamente di una persona del genere. […] nell’assolvere il proprio dovere bisognerebbe sempre esaminare sé stessi: ‘Ho svolto questo dovere all’altezza degli standard? Ci ho messo tutto il cuore? Oppure sono stato superficiale?’ Se sei sempre superficiale, sei in pericolo. Come minimo, significa che non hai credibilità e che non ci si può fidare di te. Più seriamente, se sei sempre superficiale e inganni sempre Dio, allora sei in grave pericolo! Quali sono le conseguenze dell’essere sfacciatamente dedicati all’inganno? Tutti sono in grado di vedere che stai facendo del male in maniera consapevole. Vivi completamente secondo la tua indole corrotta, sei superficiale nel tuo dovere e non pratichi affatto la verità: questo significa che sei privo di umanità! Se ciò si manifesta in te in ogni momento, se eviti gli errori gravi ma ne commetti costantemente di minori e per tutto il tempo non te ne penti, allora sei una persona malevola, un miscredente, e dovresti essere allontanato: questa è una conseguenza seria. Vieni totalmente rivelato ed eliminato come miscredente e malevolo” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “L’ingresso nella vita inizia con l’assolvimento del proprio dovere”). Avevo letto questo passo delle parole di Dio molte volte prima, però nel cuore non avevo mai sentito un dolore tanto profondo come in quel momento. Facendo i miei doveri in modo superficiale, ricorrendo a trucchi, potevo ingannare le persone, ma non Dio e, se avessi continuato senza pentirmi, sarei stata eliminata. Ho ripensato ai momenti in cui svolgevo i miei doveri: quando erano aumentati e richiedevano più tempo ed energia, avevo cominciato a lamentarmi, sentivo di non avere tempo per rilassarmi e di non riuscire a riposare quando era il momento; ero riluttante e poco disposta e speravo sempre in una pausa. Quando controllavo i video, li guardavo superficialmente per poter riposare prima. Anche se ciò non causava alcuna perdita, stavo battendo la fiacca ed ero elusiva e superficiale nei miei doveri: Dio vedeva tutto questo. Ero davvero piena di malizia e inaffidabile! La chiesa mi aveva dato l’opportunità di formarmi come regista, ma non ne avevo fatto tesoro. Non avevo messo impegno nel riflettere sulla sceneggiatura o sulle inquadrature e mi ero limitata a lamentarmi di essere mentalmente esausta. Quando aiutavo gli attori con i loro ruoli, ero viscida e battevo la fiacca, affidandomi a quella poca esperienza recitativa che avevo per guidarli, ma senza alcun beneficio effettivo. Ero solo un ornamento, occupavo una posizione però non facevo nulla di sostanziale. Nel mio dovere di attrice, sapevo che il ruolo principale richiedeva energia, quindi avevo rifiutato l’opportunità di fare l’audizione. Per non parlare del fatto di venire scelta o meno, quando ero necessaria per il lavoro della casa di Dio, non mi ero fatta avanti in modo attivo per collaborare. Al contrario, avevo prima tenuto conto della comodità della mia carne e, non appena avevo visto che questo non sarebbe stato benefico per la mia carne, non avevo voluto fare l’audizione e avevo usato l’inganno per trovare scuse e sottrarmi alle responsabilità. Ero così egoista! Anche quando poi avevo interpretato il terzo ruolo, l’ho trattato con superficialità. Non mi ero preparata adeguatamente e i risultati delle riprese erano stati tutt’altro che buoni. In realtà, a quel tempo, anche se svolgevo tre diversi tipi di doveri, se avessi gestito bene il mio tempo e fatto i miei doveri in modo concreto, sarei riuscita a svolgerli tutti bene. Per quanto fossero impegnativi, richiedevano solo mezz’ora o un’ora in più rispetto alle altre persone. Ma non ero disposta a pagare neanche quel piccolo prezzo, disprezzavo sempre le avversità e temevo di sfinirmi; non mi ero pentita nemmeno nel momento in cui avevo perso i miei doveri uno dopo l’altro. Alla fine, quando ero responsabile del lavoro del Vangelo, avevo continuato a ricadere nelle stesse cattive abitudini. Per amore della comodità della mia carne, ero sempre elusiva e battevo sempre la fiacca, ed ero superficiale ogni volta che potevo. Avevo dissipato la mia integrità e dignità. Ero inaffidabile e completamente indegna di fare i miei doveri. Dio mi aveva da tempo sdegnata.
Riflettendo su come avevo svolto i miei doveri, mi sono rimproverata nel profondo del mio cuore e ho pianto mentre pregavo Dio: “Dio, vedo che non ho svolto i miei doveri in modo che sia all’altezza degli standard. Tutto questo è stato dovuto ai miei modi superficiali e al mio indulgere nella comodità fisica. Oggi, la brusca interruzione dei miei doveri è il Tuo castigo e la Tua disciplina su di me. Dio, voglio pentirmi. Ti prego, illuminami e guidami a riflettere su me stessa e a conoscere me stessa”. In seguito, ho cercato consapevolmente la verità riguardante i miei problemi e ho letto le parole di Dio: “Le persone pigre non sono in grado di fare nulla. Riassumendo in due parole, sono gente inutile; hanno una disabilità di seconda classe. Per quanto buona sia la levatura delle persone pigre, non è altro che apparenza di facciata; anche se hanno buona levatura ciò non ha alcuna utilità. Sono troppo pigre, sanno cosa dovrebbero fare, ma non lo fanno, e anche se sono consapevoli che qualcosa costituisce un problema, non ricercano la verità per risolverlo, e pur sapendo quali avversità dovrebbero affrontare perché il lavoro sia efficace, non sono disposte a sopportare queste proficue avversità; quindi non sono in grado di acquisire alcuna verità né di svolgere un lavoro reale. Non vogliono sopportare le avversità che spettano alle persone; sanno solo indulgere in comodità, godere momenti di gioia e di svago, e di una vita libera e rilassata. Non sono forse inutili? Chi non sopporta le avversità non merita di vivere. Coloro che desiderano vivere sempre la vita da parassiti sono persone prive di coscienza e di ragione; sono bestie, e individui del genere sono inadatti persino a fornire manodopera. Non essendo in grado di sopportare le avversità, anche quando offrono manodopera non sono in grado di farlo bene e, se desiderano acquisire la verità, le loro speranze sono ancora più vane. Uno che non sa soffrire e non ama la verità è una persona inutile, non è nemmeno qualificato per fornire manodopera. È una bestia, senza un briciolo di umanità. Simili persone devono essere eliminate; solo questo concorda con le intenzioni di Dio” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori, “Le responsabilità di leader e lavoratori (8)”). “Fin dal principio, Dio ha detto: ‘Ciò che voglio è l’eccellenza delle persone, non un gran numero di persone’. Questo è lo standard richiesto da Dio per il Suo popolo eletto, nonché un requisito e un principio riguardante il numero di persone all’interno della chiesa. ‘Ciò che voglio è l’eccellenza delle persone’: qui ‘eccellenza’ si riferisce ai buoni soldati del Regno o ai vincitori? Nessuna delle due è accurata. ‘Eccellenza’, per dirla con precisione, si riferisce a coloro che possiedono un’umanità normale, a coloro che sono veramente umani. Nella casa di Dio, se sei in grado di svolgere i doveri che un essere umano dovrebbe svolgere, se puoi essere usato come essere umano, se sai adempiere le responsabilità, i doveri e gli obblighi di un essere umano senza che altri ti tirino, ti trascinino o ti spingano, e se non sei spazzatura inutile, non sei un parassita e non sei un fannullone, sai assumerti le responsabilità e gli obblighi di un essere umano e farti carico della missione di un essere umano: solo questo è essere all’altezza degli standard come essere umano! I fannulloni e coloro che non svolgono i compiti che spettano loro sono forse in grado di farsi carico della missione di un essere umano? (No.) Alcuni non sono disposti ad assumersi responsabilità; altri non ne sono capaci, sono spazzatura inutile. Chi non è in grado di assumersi le responsabilità di un essere umano non può essere definito umano. […] Chi non è in grado di farsi carico del proprio dovere nella casa di Dio non è un essere umano normale e Dio non lo vuole. Che tu sia un leader o un lavoratore, o che tu svolga un lavoro specifico che richiede competenze professionali, devi essere in grado di farti carico del lavoro di cui sei responsabile. Oltre all’essere in grado di gestire la tua vita e la tua sopravvivenza, la tua esistenza non consiste semplicemente nel respirare, mangiare, bere e divertirti, ma nell’essere in grado di farti carico della missione che Dio ti ha affidato. Solo le persone di questo genere sono degne di essere chiamate esseri creati e degne di essere chiamate umane. Coloro che nella casa di Dio vogliono sempre comportarsi da parassiti e cercano sempre di andare avanti per mezzo di tranelli, sperando di cavarsela fino alla fine con l’inganno e di guadagnare benedizioni, non sono in grado di assumersi alcun lavoro né alcuna responsabilità, e tantomeno una missione. Costoro devono essere eliminati e non è un peccato. Questo perché ciò che viene eliminato non è umano: non sono qualificati per essere chiamati umani. Potresti definirli persone inutili, fannulloni o nullafacenti; in ogni caso, non sono degni di essere chiamati umani. Quando assegni loro un lavoro, non sono capaci di portarlo a termine in modo indipendente e, quando assegni loro un compito, non sono in grado di assumersi la propria responsabilità o di adempiere gli obblighi che spettano loro: queste persone sono finite. Sono indegne di vivere; meritano la morte. Che Dio risparmi loro la vita è già una grazia da parte Sua, è un favore eccezionale” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (5)”). Dio smaschera che la caratteristica principale delle persone pigre e oziose è che non si occupano del lavoro che spetta loro. Per riassumere in una frase, “tirano avanti”. Passano le giornate pensando solo a mangiare, bere, divertirsi e godere della comodità fisica, e non alle questioni vere e proprie. Ogni volta che possono, queste persone svolgono i loro doveri in modo meccanico, si riposano ed evitano le responsabilità. Non riescono a fare bene nessun dovere e non sono né disposte ad assumersi alcun lavoro né capaci di farlo. Vogliono solo svago e agio, eppure alla fine si aspettano comunque delle benedizioni. Tali persone non sono degne di essere chiamate umane, sono inutili e detestate da Dio. Quando ho riflettuto sul mio comportamento, ho visto che ero proprio come loro. Non facevo il lavoro che potevo fare e mi sottraevo alle responsabilità e ai fardelli che avrei dovuto assumermi. Desideravo solo la comodità fisica e temevo le sofferenze e la stanchezza. Il mio desiderio ogni giorno era finire in fretta il lavoro e riposarmi presto. Volevo solo essere come un maiale, mangiare, bere e dormire bene. La chiesa mi aveva affidato l’importante dovere di revisionare i video ma, per andare a letto prima, li guardavo mandandoli avanti velocemente. Se, a causa della mia irresponsabilità, avessi permesso che venisse caricato un video non all’altezza degli standard, non solo ciò non avrebbe reso testimonianza a Dio, ma Lo avrebbe anche disonorato e questa era una conseguenza che non potevo sopportare. Inoltre, il regista è il leader del lavoro sui film e poter essere formata a svolgere un dovere così importante è un’elevazione di Dio; invece, io ero stata irresponsabile, viscida e avevo battuto la fiacca. Come regista e attrice, avevo una responsabilità innegabile per il grande ritardo nelle riprese e per la loro scarsa qualità. Questa era una grave trasgressione nel mio dovere! La chiesa mi coltivava come attrice da molti anni, eppure, quando avevo visto che non si riusciva a trovare un attore protagonista idoneo per il nuovo film, ero rimasta indifferente, senza sentirmi ansiosa o preoccupata, e mi ero persino rifiutata di fare l’audizione per il ruolo principale per amore della mia comodità fisica. Non avevo mostrato alcuna considerazione per le intenzioni di Dio e non avevo protetto gli interessi della Sua casa. Ero completamente priva di umanità! Ripensando alle mie diverse azioni e al danno che avevo arrecato al lavoro della casa di Dio, sentivo di essere proprio come Egli ha descritto quando ha detto: “Sono indegne di vivere; meritano la morte. Che Dio risparmi loro la vita è già una grazia da parte Sua, è un favore eccezionale”. La casa di Dio mi aveva dato più volte l’opportunità di fare i miei doveri, permettendomi di acquisire la verità e fare ulteriori progressi facendo i miei doveri. Nonostante ciò, ero sempre stata superficiale e me l’ero cavata alla bell’e meglio. Ero completamente inutile. Mi mancavano coscienza e ragione! Non avevo adempiuto bene nessuno dei doveri che mi erano stati affidati. Ero semplicemente una nullità. La mia vita non aveva valore e nessuno avrebbe sentito la mia mancanza nemmeno se fossi morta! Ora, il fatto che Dio mi abbia dato l’opportunità di riflettere è già la Sua grazia per me.
In seguito, ho riflettuto su ciò che mi faceva sempre agire in modo superficiale. Ho letto le parole di Dio: “Prima che le persone sperimentino l’opera di Dio e comprendano la verità, è la natura di Satana che prende il controllo e le domina da dentro. Quali elementi specifici fanno parte di quella natura? Ad esempio, perché sei egoista? Perché proteggi il tuo prestigio? Perché sei così influenzato dai tuoi sentimenti? Perché ti piacciono quelle cose inique e malvagie? Su cosa si basa il tuo gradimento di simili cose? Da dove vengono? Perché ti piacciono e le accetti? Ormai siete arrivati tutti a comprendere: la ragione principale è che i veleni di Satana sono nell’uomo. Dunque, cosa sono i veleni di Satana? Come possono essere espressi? Per esempio, se chiedi: ‘Come si dovrebbe vivere? Per cosa si dovrebbe vivere?’, tutti risponderanno: ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’. Solo questa singola frase esprime la radice vera e propria del problema. La filosofia e la logica di Satana sono diventate la vita delle persone. Qualsiasi cosa perseguano, lo fanno effettivamente per sé stesse, e dunque vivono tutte per sé stesse. ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’ – questa è la filosofia di vita dell’uomo, e rappresenta anche la natura umana. Queste parole sono già diventate la natura dell’umanità corrotta e sono il vero ritratto della natura satanica dell’umanità corrotta. Questa natura satanica è interamente diventata il fondamento dell’esistenza dell’umanità corrotta. Per diverse migliaia di anni, l’umanità corrotta ha vissuto in base a questo veleno di Satana, fino ai giorni nostri” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Come percorrere il cammino di Pietro”). Dalle parole di Dio, sono arrivata a capire che ogni volta che venivo messa davanti ai miei doveri, disprezzavo sempre le avversità e temevo di sfinirmi, pertanto non riuscivo a spendermi sinceramente per Lui. Ciò non era dovuto solo alla mia grave pigrizia, ma anche al fatto che i veleni di Satana avevano preso il controllo dentro di me, veleni come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, “La vita è tutta incentrata sul mangiare e vestirsi bene”, “Oggi bevi il vino di oggi; di domani, preoccupatene domani”, “Vivi nel presente e impara a essere gentile verso te stesso” e “Il piacere fisico è la felicità”. Avevo vissuto seguendo queste idee e opinioni, diventando sempre più egoista e spregevole. Non ero disposta a soffrire o a pagare un prezzo per nessuna cosa e mettevo la comodità fisica sopra ogni cosa. Proprio come quando ero bambina e vedevo alcuni compagni che frequentavano le medie: si svegliavano prima dell’alba per andare a scuola e dopo le lezioni erano pieni di compiti da fare. Pensavo che vivere così sarebbe stato troppo faticoso e inoltre mi dicevo che, nonostante le loro grandi sofferenze, forse non sarebbero nemmeno riusciti ad accedere all’università. Volevo solo godermi il presente e vivere comodamente, e pensavo che questo sarebbe stato sufficiente. Così ho abbandonato la scuola appena finite le elementari. Anche dopo il matrimonio, non ero disposta a preoccuparmi di tutte le faccende di casa, grandi e piccole, e se ne occupava mio marito. La mia famiglia diceva che ero fortunata e che conducevo una vita spensierata; io credevo che proprio così dovesse vivere una persona e che un’esistenza priva di preoccupazioni o di sforzi, trascorrendo i giorni in libertà e tranquillità, fosse la più felice in assoluto. Ho visto che quei veleni satanici erano già diventati la mia natura e i criteri in base a cui agivo e mi comportavo. Vivere seguendo queste cose mi aveva resa sempre più indulgente nella carne e vivevo in una maniera davvero spregevole. Dopo essere arrivata alla casa di Dio per svolgere i miei doveri, mettevo ancora i miei interessi fisici al primo posto, disposta a pagare solo un piccolo prezzo nei miei doveri purché la mia comodità fisica non fosse compromessa; tuttavia, una volta che c’erano di mezzo gli interessi della mia carne, mi scervellavo per trovare una via d’uscita e trattavo i miei doveri con superficialità. Proprio come dice un inno: “Le persone sono disposte a dare la vita per la carne, ma non vogliono sacrificare nulla per la verità” (Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi, “Lamento per un mondo desolato e tragico”). Anche quando mi rimproveravo dentro di me dopo aver svolto i doveri superficialmente e quando sapevo chiaramente come ottenere buoni risultati, restavo comunque riluttante a soffrire o a pagare il prezzo. Avevo sempre pensato che quel tipo di impegno mi avrebbe svantaggiata, quindi bramavo costantemente la comodità, il che ha comportato che i miei doveri non ottenessero alcun risultato. Durante il mio periodo come regista e attrice, avevo causato perdite talmente grandi al lavoro della casa di Dio, eppure non provavo nulla al riguardo, non sentivo alcun disagio e pensavo addirittura che ci fossero ragioni oggettive per questo. Riflettendo su tutto ciò, mi sono sentita un po’ spaventata. Quei veleni satanici mi avevano resa egoista e spregevole. Anche se la mia carne godeva della comodità, avevo completamente perso la mia dignità e integrità come persona e ora non avevo nemmeno l’opportunità di svolgere i miei doveri. Questi rimpianti per i miei doveri passati erano ormai diventati una macchia sulla mia fede in Dio. Ho pensato a come Egli, per salvare l’umanità, Si fosse incarnato e fosse sceso sulla terra, sperimentando personalmente la sofferenza umana, e a come avesse espresso ogni genere di verità per fornire, guidare, giudicare e purificare le persone. Dio ha speso così tanto del sangue del Suo cuore per l’umanità, invece io non ero disposta nemmeno a svolgere il dovere che spetta a un essere creato. In che modo avevo coscienza o ragione? Ero davvero indegna di essere una seguace di Dio!
Durante il mio isolamento, non potevo contattare la chiesa. Potevo solo guardare i video fatti dai fratelli e dalle sorelle su YouTube. Vedevo aumentare il numero di film, di testimonianze esperienziali di vita, di inni e video di danza che venivano prodotti dalla casa di Dio e nuovi video caricati ogni giorno. Sentivo che quei fratelli e quelle sorelle avevano l’opera dello Spirito Santo, le benedizioni e la guida di Dio, quindi provavo tanta invidia. Mi mancavano i giorni in cui svolgevo i doveri con i fratelli e le sorelle. Ho pensato a come un tempo fossi una di loro, ma, poiché non avevo fatto tesoro dei miei doveri e li avevo svolti superficialmente più e più volte, avevo perso l’opportunità di svolgerli. Mi sentivo molto turbata. I miei rimorsi e le mie trasgressioni erano come spine che mi trafiggevano il cuore e mi tormentavano enormemente. È stato quello il momento in cui ho davvero capito che la vera felicità non dipende dalla quantità di comodità fisica di cui godiamo, ma da quante buone azioni prepariamo e da quante cose facciamo per soddisfare Dio. Riflettendoci, non avevo fatto assolutamente nulla per soddisfarLo e, ogni volta che ci pensavo, ero piena di rimorsi e mi sentivo in debito. In quel periodo, ho ascoltato un inno delle parole di Dio intitolato “Solo compiendo bene il tuo dovere puoi vivere il valore della vita umana” e il mio cuore si è illuminato.
1 In cosa risiede il valore della vita di un individuo? Da una parte, si tratta di compiere bene il dovere di un essere creato. Inoltre, durante la tua vita, devi compiere la tua missione; questa è la cosa più importante. Non parleremo di portare a termine una missione, un dovere o una responsabilità grandiosi, ma dovresti almeno realizzare qualcosa. Nella vita di una persona, dopo aver trovato il suo posto, questa rimane saldamente nella sua posizione, la mantiene, spende tutto il sangue del suo cuore e tutta la sua energia, fa bene e porta a termine il lavoro che le spetta compiere. Quando alla fine si presenta davanti a Dio per rendere conto, si sente relativamente soddisfatta, senza alcun senso di colpa o rimpianto nel cuore. Si sente confortata e sente di aver guadagnato qualcosa, di aver vissuto una vita di valore.
2 Quindi, per vivere una vita di valore e ottenere alla fine questo tipo di raccolto, vale la pena subire un minimo di sofferenza fisica e pagare un minimo prezzo, anche se per lo sfinimento ci si ammala o si hanno dei problemi di salute. Quando si viene al mondo, non è per il piacere della carne, né per mangiare, bere e divertirsi. Non si dovrebbe vivere per queste cose; questo non è il valore della vita umana e non è la retta via. Il valore della vita umana e la retta via da seguire si trovano nel realizzare qualcosa di valore e nel compiere uno o svariati lavori di valore. Questa non si può chiamare una carriera; si tratta della retta via e anche del giusto compito. Per una persona vale la pena pagare qualsiasi prezzo per portare a termine un lavoro di valore, vivere una vita significativa e di valore, e perseguire e guadagnare la verità.
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La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (6)”
Questo inno mi ha aperto gli occhi sul valore e sul significato della vita. La comodità fisica è solo temporanea e una vita veramente significativa si trova soltanto quando adempiamo bene i nostri doveri e troviamo conforto nel cuore. Mi sono resa conto che, se la mia indole corrotta non fosse stata eliminata, la mia pigrizia e l’indulgere nella comodità fisica mi avrebbero sempre impedito di adempiere bene i miei doveri. Così ho pregato Dio, cercando un cammino di pratica.
Successivamente, ho trovato un cammino di pratica da un passo delle parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Quando hai voglia di fare le cose in modo superficiale, di essere subdolo e battere la fiacca e cerchi di evitare lo scrutinio di Dio mentre fai il tuo dovere, dovresti affrettarti a venire dinanzi a Dio per pregare e riflettere se sia giusto agire così. Poi, fai qualche riflessione: ‘Qual è il mio scopo nel credere in Dio? La mia superficialità potrebbe ingannare le persone, ma ingannerà Dio? Inoltre, la mia fede in Dio e il fare il mio dovere non sono per poter essere viscido e battere la fiacca, ma per poter ottenere la salvezza. Agire in questo modo dimostra che non ho una normale umanità e non è qualcosa di cui Dio Si compiace. Non va bene. Una cosa sarebbe se fossi subdolo, battessi la fiacca e seguissi la mia volontà nel mondo, ma ora sono nella casa di Dio, sono sotto la Sua sovranità, sotto lo scrutinio degli occhi di Dio e sono un essere umano, quindi devo agire secondo la mia coscienza e le parole di Dio, non posso seguire la mia volontà, essere superficiale o essere subdolo e battere la fiacca. Quindi, come dovrei agire per non essere subdolo e battere la fiacca, per non essere superficiale? Devo impegnarmi un po’. Poco fa sentivo che era troppo faticoso agire in quel modo, quindi volevo evitare la difficoltà, ma ora capisco: potrebbe essere più faticoso farlo così, ma porta risultati, quindi è così che dovrei fare’. Quando lo stai facendo e non sei ancora disposto a sopportare la difficoltà, in quei momenti devi pregare Dio: ‘Caro Dio! Sono una persona pigra e subdola. Ti prego, disciplinami e rimproverami, affinché io possa acquisire la consapevolezza della coscienza e avere un senso di vergogna. Non voglio essere superficiale. Ti prego, guidami e illuminami, affinché io possa vedere la mia ribellione e la mia bruttezza’. Quando preghi in questo modo, rifletti e cerchi di conoscere te stesso in questo modo, ciò farà nascere un sentimento di rimorso; sarai in grado di odiare la tua bruttezza e il tuo stato sbagliato inizierà a cambiare. Sarai in grado di riflettere: ‘Perché riesco a essere superficiale? Perché cerco sempre di essere subdolo e di battere la fiacca? Agire in questo modo è così privo di coscienza e ragione: sono ancora qualcuno che crede in Dio? Perché non riesco a fare le cose coscienziosamente? Non devo forse solo impiegare un po’ più di tempo e impegno? Cosa c’è di così difficile in questo? Questo è ciò che dovrei fare; se non riesco nemmeno a fare questo, sono degno di essere chiamato un essere umano?’ Di conseguenza, prenderai una determinazione e farai un giuramento a Dio: ‘Caro Dio! Ti ho deluso, sono davvero troppo profondamente corrotto, sono privo di coscienza e ragione e non ho umanità. Sono disposto a pentirmi. Ti prego, perdonami. Cambierò sicuramente. Se non mi pento, possa Tu punirmi’. In seguito, la tua mentalità cambierà e inizierai a cambiare. La prossima volta che farai il tuo dovere, sarai in grado di agire coscienziosamente, con meno superficialità, e sarai in grado di soffrire e pagare un prezzo. Percepirai che svolgere il tuo dovere in questo modo è meraviglioso, e avrai il cuore colmo di pace e gioia. Quando le persone sono capaci di accettare lo scrutinio di Dio, quando sono capaci di pregarLo e di affidarsi a Lui, il loro stato cambierà rapidamente. Quando il tuo stato negativo avrà fatto inversione e ti sarai ribellato alle tue intenzioni e ai desideri egoistici della carne, quando sarai in grado di rinunciare alle comodità e ai piaceri della carne e di agire conformemente alle richieste di Dio, e non agirai più in modo arbitrario e avventato, allora avrai pace nel cuore e sarai libero dal rimprovero della tua coscienza. È facile ribellarsi alla carne e agire in questo modo conformemente alle richieste di Dio? Fintanto che hai un anelito enorme verso Dio, riesci a ribellarti alla carne e a mettere in pratica la verità. E, purché tu pratichi in questo modo, entrerai nella verità realtà senza nemmeno accorgertene. Non è affatto difficile” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Fare tesoro delle parole di Dio è il fondamento della fede in Dio”). Dopo aver letto le parole di Dio ho capito che, quando credo in Dio e faccio il mio dovere, devo avere un enorme desiderio per Dio e mettere il mio dovere al primo posto. Quando volevo essere superficiale nel mio dovere, dovevo pregare rapidamente Dio, chiedendoGli di darmi la determinazione per sopportare la sofferenza e dovevo anche accettare il Suo scrutinio. Perseverando in questa pratica, il mio problema di essere superficiale avrebbe cominciato a migliorare gradualmente. Ho capito che, nell’aver perso i miei doveri, c’era l’intenzione di Dio di farmi riflettere sui miei problemi e questo è stato un punto di svolta nel mio cammino di fede. Dovevo perseguire la verità, ribellarmi alla mia carne, adempiere bene il mio dovere e vivere una sembianza umana. Mi sono inginocchiata e ho pregato: “Dio, ora vedo chiaramente la radice del mio fallimento. Non voglio più vivere secondo un’indole satanica. Voglio impegnarmi a migliorare e, se avrò la possibilità di svolgere di nuovo il mio dovere, lo metterò al primo posto e farò del mio meglio per cercare di soddisfarTi”.
Nell’agosto del 2024, sono finalmente riuscita a contattare la chiesa e ho potuto riprendere a svolgere i miei doveri. Ero così emozionata che non riuscivo a esprimere ciò che sentivo. Per un momento, ho provato un misto di felicità, gratitudine e senso di colpa. Sapevo che era Dio che mi dava un’opportunità di pentirmi e ho deciso segretamente nel mio cuore che, nei miei doveri, non avrei più dovuto indulgere nella comodità fisica come un tempo e che dovevo ricordarmi di mettere il dovere al primo posto e accettare lo scrutinio di Dio.
Successivamente, la chiesa ha disposto che fossi un’attrice e mi sono formata nella recitazione nei video di testimonianza esperienziale; inoltre, ho assunto anche altri doveri part-time. Stavolta non ho più percepito questi ultimi come superflui e li ho svolti ogni volta che avevo tempo. Ho visto che, nell’arco dell’ultimo anno o giù di lì, i fratelli e le sorelle che conoscevo in precedenza avevano tutti fatto grandi progressi nei loro doveri. I progressi delle riprese dei video di testimonianze esperienziali erano particolarmente veloci e non c’era molto tempo per le prove. Mi sono resa conto di avere molte carenze e di non essere del tutto all’altezza. Ricordo di aver avuto pochissimo tempo per prepararmi per il primo video di testimonianza esperienziale in cui ho recitato, perciò ho pensato: “Sto appena iniziando a formarmi, non potrebbero essere più comprensivi? Datemi più tempo per prepararmi. Dobbiamo davvero correre così tanto?” Ho condiviso i miei pensieri con il regista e lui ha detto: “Va bene, ci affideremo a Dio; dobbiamo solo fare del nostro meglio”. In quel momento, ho capito che stavo di nuovo cercando di soddisfare la mia carne volendo svolgere i doveri in modo facile e comodo. Pensando ai miei fallimenti passati, mi sono data l’avvertimento che non potevo più tenere conto della mia carne e che, anche se il tempo era poco, avrei fatto del mio meglio per collaborare. Dopo di ciò, sono andata subito a prepararmi. Presto, le riprese del mio primo video esperienziale sono state terminate con successo. In seguito, quando recitavo in video di testimonianze esperienziali più lunghi, a volte avvertivo ancora molta pressione e, quando il tempo era limitato, ho avuto dei pensieri sul detestare le avversità e sul temere di stancarmi troppo; tuttavia, una volta emersi questi pensieri, riuscivo a prenderne coscienza in maniera tempestiva e a pregare rapidamente, chiedendo a Dio di proteggere il mio cuore e di impedirmi di pensare di nuovo alla mia carne. Mi esercitavo duramente, più e più volte, e mi impegnavo al massimo per collaborare. Anche se le mie performance nei video in cui recito ora non sono così naturali e rilassate come quelle degli altri, il mio cuore non si sente più sotto autoaccusa, ma tranquillo e in pace.
Dall’avere molti doveri senza apprezzarli, al perderli per poi vederli ripristinati, ho davvero avvertito le intenzioni scrupolose di Dio e ho capito che, a prescindere da quello che fa Dio, ciò serve a permettermi di liberarmi dalla mia indole corrotta e diventare una persona con coscienza e umanità. Ringrazio Dio per avermi dato una simile opportunità di conoscermi e acquisire la verità. Sono disposta a fare tesoro del tempo a venire, a fare i miei doveri con serietà e a non venire meno alle aspettative di Dio.