40. Non rimpiango di non aver sostenuto l’esame di ammissione al master
Fin da quando ero piccola, i miei genitori mi hanno insegnato l’importanza di studiare sodo, dicendomi che solo ottenendo una buona laurea avrei trovato un buon lavoro e che solo allora avrei potuto vivere il resto della mia vita senza dovermi preoccupare di cibo e vestiti ed essere tenuta in grande considerazione da tutti. Mio padre si portava spesso come esempio, dicendo di essere stato il primo del suo villaggio ad andare all’università, cosa che gli aveva permesso di andarsene e di venire in città. Ora sedeva in un ufficio con l’aria condizionata, bevendo tè, guadagnando un ottimo stipendio e godendo di buoni benefit. Tutto questo grazie alla sua laurea. In seguito, mia madre ha iniziato a credere in Dio. Mi raccontava spesso storie della Bibbia e mi faceva leggere le parole di Dio. Ho imparato che Dio è sempre stato al nostro fianco, a vegliare su di noi e a proteggerci, e che ora stava esprimendo la verità per salvarci. Mi sentivo molto felice ed ero disposta a credere in Dio. Mia madre condivideva con me sul fatto che credere in Dio è la cosa più importante nella vita e che avrei dovuto prendere la cosa sul serio. Ma non riuscivo a capire e mi ritrovavo più d’accordo con il punto di vista di mio padre, secondo cui “Ogni altro perseguimento è irrilevante rispetto a leggere libri”. Credevo che solo ottenendo un titolo di studio superiore avrei potuto avere una bella vita, distinguermi dalla massa ed essere invidiata e ammirata: studiare era la cosa più importante della mia vita. Il mio piano di vita consisteva nell’entrare all’università, poi studiare per un master, un dottorato e un post-dottorato, infine diventare una professoressa, il che mi avrebbe resa la persona più di spicco tra i miei parenti e amici e un modello per i loro figli. Allora avrei recato onore alla mia famiglia e avrei vissuto una vita senza rimpianti. Dalle elementari in poi, mi svegliavo quasi ogni mattina al suono delle cassette di inglese e, durante le vacanze, mio padre non mi lasciava mai uscire a giocare. Mi iscriveva anche a lezioni extra nei fine settimana e durante le vacanze invernali ed estive. Anche se mi sentivo molto stanca, sentivo che era ciò che dovevo fare e, ogni volta che facevo qualcosa che ritardava i miei studi, mi sentivo in colpa.
Per farmi entrare in un’università migliore, mio padre aveva speso molti soldi per trasferirmi dal liceo della città della contea a uno del capoluogo di provincia. In quella scuola, se ogni semestre rientravi nei primi duecento agli esami di ammissione diretta, potevi essere ammesso direttamente alle migliori università come la Tsinghua, la Peking e la Tongji. Ma non era facile entrare in quella scuola; bisognava superare un esame di ammissione. Perché potessi entrare in quella scuola senza problemi, mio padre aveva speso ancora una volta molti soldi per iscrivermi a lezioni private individuali. Avevo lezione dal momento in cui aprivo gli occhi al mattino fino a quando andavo a letto la sera. Sognavo persino formule e lettere che mi crollavano addosso. Mi sentivo oppressa e impotente, ma tutto ciò che potevo fare per sfogare i miei sentimenti era piangere e poi continuare ad andare avanti. Alla fine sono entrata in quella scuola, proprio come volevo. Dopo il trasferimento, ho visto che la competizione tra gli studenti in quella scuola era davvero feroce. Tutti si sforzavano di rientrare nei primi duecento per assicurarsi un posto per l’ammissione diretta. In un ambiente del genere, sentivo molta pressione e non osavo rilassarmi affatto. Stavo sveglia fino a tardi a studiare ogni sera, non osando andare a letto prima dell’una o delle due del mattino, e dormire un po’ di più nel fine settimana mi sembrava un peccato. Pensavo spesso: “Questi giorni di sfinimento finiranno mai?” Ma poi pensavo: “Se non lavoro duramente ora e non riesco a entrare in una buona università, e finisco per essere guardata dall’alto in basso per non esserci entrata, me ne pentirò ancora di più. Una volta entrata in una buona università, le cose andranno bene”. A questo pensiero, nel mio cuore si è accesa un po’ di speranza. Tuttavia, con mia sorpresa, sono riuscita a entrare solo in una normale università. Ero molto delusa. In particolare, ho provato tanta vergogna quando in quell’università ho incontrato diversi compagni di classe che avevano studiato nella città della mia contea e avevano voti peggiori dei miei. “Mi sono persino trasferita in un buon liceo solo per entrare in una buona università, ma alla fine non ci sono riuscita. Staranno ridendo di me, dicendo che valgo solo questo e che non sono meglio di loro, vero?” Così, mi sono fissata un nuovo obiettivo di vita: “Non sono riuscita a entrare in una delle migliori università per la laurea, quindi entrerò in una delle migliori università per il master! Quando avrò un titolo di studio superiore, i miei amici e parenti mi ammireranno tutti. Che gloria sarà!” Il solo pensiero mi riempiva di motivazione. Dopodiché, ogni volta che avevo tempo, andavo in biblioteca a studiare. Quando a scuola c’erano corsi di preparazione per l’esame di ammissione al master, mi iscrivevo anche in anticipo. A quel tempo, partecipavo alle riunioni due volte a settimana. Potevo guadagnare qualcosa da ogni riunione e mi piaceva anche parteciparvi. Una sorella che partecipava alle riunioni con me era una mia compagna di scuola più giovane. Aveva un grande senso di fardello nel suo dovere ed era stata persino eletta leader della chiesa. Usava quanto più tempo possibile per le riunioni e il suo dovere, ma io non potevo. Sentivo che lo studio era la cosa più importante nella vita, quindi dedicavo più tempo libero alla preparazione dell’esame di ammissione al master. In seguito, sono stata eletta diacono dell’irrigazione e anche il numero di riunioni a cui partecipavo ogni settimana era aumentato un po’. Portavo a termine seriamente ogni dovere che il leader disponeva per me. Tuttavia, poiché frequentavo ancora i corsi di preparazione all’esame di ammissione al master, avevo meno tempo per il mio dovere. Durante le riunioni, se i fratelli e le sorelle avevano problemi, volevo condividere per risolverli in fretta, così da risparmiare più tempo per prepararmi all’esame. A volte, quando una riunione stava per finire, vedevo che i miei fratelli e sorelle volevano continuare a condividere e anch’io avrei voluto proseguire con la riunione ancora per un po’, ma poi mi ricordavo di essere già rimasta indietro con lo studio quel giorno; se avessi continuato la riunione, sarei rimasta ancora più indietro e questo avrebbe influito sulla riuscita dell’esame, così trovavo una scusa per andarmene. In seguito, provavo biasimo per me stessa, ma poi pensavo a come gli altri mi avrebbero guardata dall’alto in basso se avessi fallito l’esame di ammissione al master, così reprimevo quel senso di biasimo per me stessa.
Il 26 agosto del 2016 sono stata eletta leader della chiesa. Quando è stato annunciato questo risultato, nel mio cuore c’era un misto di felicità e preoccupazione. Ero felice perché essere eletta leader della chiesa significava che avrei avuto più opportunità di addestrarmi. Ero preoccupata perché nella seconda metà dell’anno sarei stata al quarto anno di università e l’esame nazionale di ammissione al master era davvero alle porte. Avevo studiato duramente per molti anni per questo esame e quegli ultimi mesi erano il momento critico per la preparazione. Se non lo avessi passato, sarei stata etichettata come una “candidata fallita” o una “ripetente”. Che vergogna sarebbe stata! Inoltre, entrare al master era un passo importante sulla via per raggiungere il mio glorioso obiettivo nella vita. Se non fossi riuscita nemmeno a entrare al master, come avrei mai potuto ottenere un titolo di studio superiore? Per cosa ero rimasta alzata fino a tardi e avevo studiato duramente per tutti quegli anni? Non era forse per ottenere un titolo di studio superiore? Se avessi accettato il dovere di leader della chiesa in quel momento, avrei dovuto partecipare a più lavoro della chiesa e non avrei avuto tempo o energie per prepararmi all’esame di ammissione al master. Si poteva dire che avrei rinunciato al mio futuro e che, di conseguenza, avrei mantenuto per sempre il titolo di “semplice laureata”. Oggi i laureati sono ovunque. Non avrei avuto alcun vantaggio nel trovare lavoro. Se non avessi trovato un buon lavoro, come avrei potuto distinguermi e recare onore alla mia famiglia? Non volevo essere guardata dall’alto in basso per sempre, così ho espresso la mia riluttanza a diventare leader. Il predicatore, dopo aver ascoltato i miei timori, mi ha letto un passo delle parole di Dio che ha commosso il mio cuore. Dio Onnipotente dice: “Se sei una persona che tiene conto delle intenzioni di Dio, svilupperai un autentico fardello per la chiesa. In realtà, invece di chiamare questo un fardello che porti per la chiesa, sarebbe meglio chiamarlo un fardello che porti per la tua stessa vita, perché sviluppi un fardello per la chiesa affinché Dio possa perfezionarti attraverso tali esperienze. Pertanto, chiunque porti il fardello più grande per la chiesa, chiunque porti un fardello per l’ingresso nella vita, egli è colui che Dio perfeziona. Hai visto chiaramente questo? Se la chiesa in cui ti trovi è dispersa come sabbia, ma tu non sei preoccupato e non ti agiti, chiudi persino un occhio quando i tuoi fratelli e sorelle non riescono a mangiare e bere le parole di Dio normalmente, allora questa è una manifestazione del non avere alcun fardello. Tali persone non sono quelle che Dio ama. Coloro che Dio ama hanno fame e sete di giustizia e hanno considerazione per le intenzioni di Dio. Pertanto, dovresti cominciare a tenere conto del fardello di Dio in questo stesso istante, non dovresti aspettare che Dio riveli la Sua giusta indole alla miriade di persone prima di cominciare a tenere conto del Suo fardello. Sarebbe troppo tardi allora, non ti pare? Ora hai una buona opportunità di essere perfezionato da Dio e, se te la lasci sfuggire, lo rimpiangerai per il resto della vita, esattamente come Mosè che, non essendo riuscito ad arrivare nella buona terra di Canaan, lo rimpianse per il resto della vita, portandosi il rimorso nella tomba. Quando l’indole giusta di Dio viene rivelata alla miriade di popoli, sarai preso dai rimpianti e, anche se Dio non ti castigherà, sarai tu stesso a farlo con il tuo rimorso. Alcuni non ne sono così convinti ma, se non ci credi, aspetta e vedrai. Alcune persone sono proprio coloro che vedranno queste parole realizzarsi in sé stesse. Sei disposto a trasformarti in sacrificio per queste parole?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Avere considerazione per le intenzioni di Dio al fine di ottenere il perfezionamento”). Leggendo le parole di Dio, mi sono resa conto che ora è il momento critico in cui Dio perfeziona le persone, e Dio perfeziona le persone attraverso lo svolgimento del loro dovere. Come leader, avrei potuto interagire con più fratelli e sorelle e incontrare più problemi. Tutti questi problemi avrebbero dovuto essere risolti cercando la verità e, più problemi avessi risolto, più verità avrei compreso. Facendo il mio dovere, avrei rivelato molti tipi di indole corrotta. Cercando la verità, le prospettive erronee dietro il mio perseguimento sarebbero state corrette e la mia indole corrotta sarebbe stata gradualmente eliminata. Questo processo è anche il processo dell’essere purificati. Senza fare il dovere, non puoi guadagnare la verità e perderai anche l’opportunità di essere purificato e ottenere la salvezza. Ho capito che se non avessi colto questa opportunità e, al termine dell’opera di Dio, non mi fossi dotata di molta verità e la mia indole corrotta non fosse cambiata, alla fine sarei stata sottoposta alla distruzione e allora sarebbe stato troppo tardi per i rimpianti. Ho pensato a come, in questo periodo, dotandomi delle verità riguardanti le visioni facendo il mio dovere, avessi compreso lo scopo dell’opera di gestione di Dio e il significato della Sua opera di giudizio, e avessi guadagnato una certa conoscenza dell’opera di Dio. Inoltre, in precedenza, quando mi capitavano delle cose, non sapevo come riflettere su me stessa. Avevo sempre pensato che la mia umanità fosse buona e di essere onesta e gentile. Ma attraverso lo smascheramento delle parole di Dio e la rivelazione dei fatti, ho finalmente visto che avevo secondi fini nel pagare un prezzo e nello spendermi, che stavo cercando di fare trattative con Dio e che non ero affatto una persona onesta. Se non avessi fatto un dovere, non avrei mai ottenuto questa conoscenza né conseguito questi guadagni. Quel giorno ero stata eletta leader e Dio sperava che comprendessi più verità facendo il mio dovere. Dio voleva salvarmi, ma io non sapevo cosa fosse bene per me. Consideravo solo se in futuro avrei potuto essere tenuta in grande considerazione dagli altri, se avrei potuto distinguermi dalla massa e recare onore alla mia famiglia. Volevo respingere l’opportunità che Dio mi aveva dato di essere perfezionata. Ero davvero così miope, sciocca e ignorante! Poi mi sono ricordata di come, in quel periodo in cui facevo il dovere di irrigazione, i fratelli e le sorelle sperassero in più riunioni e condivisioni, ma io pensavo solo a rientrare precipitosamente per prepararmi agli esami e non consideravo affatto il lavoro della chiesa. Ero davvero così egoista e priva di umanità!
Avevo sempre creduto che avere un alto livello di istruzione e un titolo di studio superiore mi avrebbero garantito un buon futuro e una vita agiata. Ma questo punto di vista è davvero sostenibile? Un giorno, ho letto queste parole di Dio: “Alcune persone scelgono un buon corso di studi all’università e finiscono per trovare un posto d’oro dopo la laurea; si può dire che partono alla grande sul cammino della vita. Altre imparano e padroneggiano molte abilità diverse e tuttavia non trovano mai un lavoro adatto a loro o la posizione per loro, tanto meno si costruiscono una carriera propria; si può dire che il primo passo di queste persone nella vita è segnato da battute d’arresto e asperità, le loro prospettive sono cupe e le loro vite incerte. Altre ancora si applicano diligentemente agli studi, eppure mancano di un soffio ogni possibilità di ricevere un’istruzione superiore; sembrano condannate a non raggiungere mai il successo: si può dire che le loro primissime speranze sul cammino della vita vanno in fumo. Non sapendo se la strada che hanno davanti sia piana o accidentata, sentono per la prima volta quanto sia imprevedibile il destino umano, così affrontano la vita con un misto di paura e aspettativa. Altre non sono molto istruite, eppure riescono a scrivere libri, raggiungendo una certa fama. Altre sono quasi completamente analfabete, eppure riescono a fare soldi negli affari e sono così in grado di mantenersi… Quale occupazione uno scelga, come ci si guadagni da vivere, se le scelte che si fanno siano buone o cattive: le persone hanno forse qualche scelta in queste cose? Si basano forse sui desideri e sulle decisioni delle persone? La maggior parte delle persone desidera lavorare meno e guadagnare di più, non adoperarsi sotto il sole e la pioggia, vestire in modo rispettabile, fare un figurone ovunque vada, primeggiare e recare onore ai propri antenati. Le persone hanno tali desideri ‘perfetti’, ma quando muovono il primo passo nel cammino della vita, arrivano gradualmente a capire quanto sia imperfetto il destino umano e si rendono veramente conto per la prima volta che, sebbene si possano fare piani audaci per il proprio futuro e nutrire sfrenatamente ogni sorta di sogni, nessuno ha la capacità o il potere di realizzare i propri sogni, né la capacità di controllare il proprio futuro. Ci sarà sempre un divario tra i propri sogni e le realtà che si devono affrontare; le cose non possono mai andare come uno le immagina e, di fronte a tali realtà, le persone non riescono mai a trovare soddisfazione o appagamento. Ci sono persino alcune persone che cercano ripetutamente di escogitare ogni sorta di approccio ed esplorare ogni canale possibile, fanno ogni sorta di sforzo e sacrificio, per garantirsi i mezzi di sostentamento e le prospettive e per cambiare il proprio fato. Ma alla fine, anche se riescono a realizzare i propri sogni e desideri per mezzo del proprio duro lavoro, non possono mai cambiare il proprio fato e, per quanto lottino, non possono mai andare oltre il proprio destino. A prescindere dalle differenze nelle loro capacità e nella loro intelligenza, e dal fatto che abbiano o meno risolutezza, le persone sono tutte uguali davanti al fato, dove non si fa distinzione tra grandi e piccoli, alti e bassi, nobili e umili. Quale occupazione uno svolga, cosa faccia per vivere e quanta ricchezza abbia nella vita non dipende dai suoi genitori, dai suoi talenti o dai suoi sforzi e ambizioni: dipende dalla preordinazione del Creatore” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”). Dopo aver letto questo passo delle parole di Dio, mi sono resa conto che il tipo di prospettive e destino che una persona ha non è determinato dalla sua specializzazione o dal titolo di studio che possiede, ma piuttosto dalla preordinazione di Dio. Ho guardato le persone intorno a me. Molti avevano studiato bene e ottenuto titoli di studio superiori, ma alla fine non avevano trovato un buon lavoro. Alcuni miei compagni di scuola avevano voti scarsi ma, quando si sono laureati, hanno avuto la fortuna di beneficiare di riforme politiche e sono finiti presso buoni datori di lavoro. Altri compagni erano entrati al master, ma alla fine svolgevano lo stesso lavoro di chi aveva un semplice diploma. Inoltre, non sta a te decidere se riuscirai a entrare in una buona scuola. Prendiamo me, per esempio. Per entrare in una buona università, mi ero appositamente trasferita in un buon liceo e studiavo ogni giorno fino a notte fonda. Pensavo che, con molto impegno, avrei potuto varcare la soglia di un’università prestigiosa e, da quel momento in poi, distinguermi dalla massa e recare onore alla mia famiglia. Ma non mi sarei mai aspettata che, alla fine, sarei entrata solo in un’università ordinaria. Ora era lo stesso. Se fossi stata destinata a entrare in un master prestigioso, ci sarei entrata. Se non fossi stata destinata a farlo, non importava quanto impegno ci mettessi, non avrei superato l’esame. Tutto ciò che potevo fare era sottomettermi alle orchestrazioni e disposizioni di Dio e sperimentare le cose lasciando che seguissero il loro corso mentre facevo bene il mio dovere. Pensando a questo, mi sono sentita sollevata nel cuore e ho accettato il dovere di leader. Dopo essere diventata leader, ho visto che tutte le questioni della chiesa, grandi e piccole, dovevano essere risolte con attenzione. Mi stavo addestrando da poco tempo, non afferravo i principi e non sapevo come gestire molte cose. Così, dovevo impegnarmi a cercare i principi e a condividere con i fratelli e le sorelle. Praticamente non avevo tempo né energie per studiare le conoscenze. Allo stesso tempo, sentivo sempre più che memorizzare le nozioni dei libri di testo era tedioso e noioso, e che quelle conoscenze non avevano alcuna utilità concreta. Dovevo sempre costringermi a memorizzare quelle cose. Ma fare il mio dovere era diverso. Fare il mio dovere poteva portarmi guadagni concreti e il mio cuore provava gioia. Per esempio, nell’attuare il lavoro di allontanamento nella chiesa, dovevo cercare la verità nell’aspetto del discernimento e metterla in relazione con le manifestazioni delle persone, il che poteva migliorare la mia capacità di discernimento. Incontravo anche spesso difficoltà nello svolgere il lavoro della chiesa. Mi rivolgevo a Dio per pregare e cercare, e ricevevo la Sua illuminazione e la Sua guida. Anche la mia fede in Lui cresceva. Sebbene non vedessi Dio con i miei occhi come Giobbe, potevo sentire che Lui era al mio fianco in ogni momento e in ogni luogo, ed era il mio unico sostegno. Il mio cuore era incredibilmente sereno e quel senso di appagamento nel cuore era qualcosa che non si poteva ottenere dallo studio delle conoscenze. Ma ogni volta che tornavo all’università e vedevo i miei compagni tutti impegnati a prepararsi per l’esame di ammissione al master, e sentivo anche insegnanti, studenti e genitori parlarne, mentre io ero occupata con il lavoro della chiesa e avevo sempre meno tempo per prepararmi all’esame, mi preoccupavo di cosa avrebbero pensato di me. Avrebbero pensato che non mi impegnavo negli studi e che non mi occupavo del lavoro che mi spettava? Poi pensavo a come, fin da piccola, avessi lavorato sodo per ottenere un titolo di studio superiore. Stavo per rinunciare così? Allora non avrei mai avuto la possibilità di distinguermi dalla massa. Pensando a queste cose, il mio cuore non riusciva ancora a rinunciare, così ho pregato Dio: “O Dio, voglio costantemente perseguire un titolo di studio superiore e nel mio cuore voglio ancora sostenere l’esame di ammissione al master. Non riesco a rinunciare del tutto. Ti prego, guidami a comprendere la verità affinché io non sia condizionata dalla questione dell’esame di ammissione al master e possa fare bene il mio dovere”.
Dopo aver pregato, ho cercato le parole di Dio relative a fama e guadagno. Ho letto queste parole di Dio: “Durante il processo di apprendimento della conoscenza da parte delle persone, impiegando ogni sorta di metodo, che sia raccontare storie, semplicemente fornire loro una parte di conoscenza, o permettere loro di soddisfare i propri desideri e le proprie aspirazioni, su quale strada Satana vuole condurle? Le persone pensano che non ci sia niente di sbagliato nell’apprendimento della conoscenza, che sia perfettamente naturale e giustificato. Per dirla in modo che suoni nobile, stabilire nobili aspirazioni o avere ambizioni significa avere determinazione, e questa dovrebbe essere la strada giusta da seguire nella vita. Se uno riesce a realizzare le proprie aspirazioni o a costruirsi una carriera di successo nel corso della vita, non è forse un modo più glorioso di vivere? In questo modo, non solo si possono onorare i propri antenati, ma si ha anche la possibilità di lasciare il segno per le generazioni a venire: non è forse una buona cosa? È una cosa buona agli occhi della gente mondana e per loro dovrebbe essere appropriato e positivo. Tuttavia, Satana, con le sue sinistre motivazioni, conduce le persone lungo questo tipo di strada e poi basta? No di certo. In effetti, per quanto grandi siano le aspirazioni umane, per quanto realistici siano i desideri dell’uomo o per quanto appropriati possano essere, tutto ciò che l’uomo vuole realizzare, tutto ciò che l’uomo persegue è inestricabilmente connesso a due parole. Queste due parole sono di vitale importanza per ogni persona nel corso della sua vita e sono cose che Satana intende instillare nell’uomo. Quali sono queste due parole? Sono ‘fama’ e ‘guadagno’. Satana usa un metodo molto morbido, molto in linea con le nozioni delle persone e che non è molto aggressivo, per far sì che le persone inconsapevolmente accettino i suoi mezzi e le sue leggi di sopravvivenza, sviluppino obiettivi e direzioni nella vita e arrivino a possedere aspirazioni di vita. Per quanto altisonanti possano essere le descrizioni delle aspirazioni di vita delle persone, queste ruotano sempre intorno alla fama e al guadagno. Tutto ciò che qualsiasi persona illustre o famosa o, di fatto, qualsiasi persona, insegue nella sua vita, si riferisce unicamente a queste due parole: ‘fama’ e ‘guadagno’. Le persone pensano, dopo aver ottenuto fama e guadagno, di possedere il capitale per godere di un prestigio elevato e di grandi ricchezze, e godersi così la vita. Pensano che, una volta ottenuti fama e guadagno, abbiano il capitale per cercare il piacere e per dedicarsi al godimento sfrenato della carne. Per questa fama e questo guadagno che desiderano, le persone consegnano felicemente, seppure inconsapevolmente, i loro corpi, i loro cuori e perfino tutto ciò che hanno, inclusi le loro prospettive e i loro destini, a Satana. Lo fanno senza riserve, senza neppure un attimo di dubbio e senza mai saper reclamare ciò che avevano una volta. Possono le persone mantenere un qualche controllo su di sé dopo essersi consegnate a Satana ed essergli diventate leali in questo modo? Certo che no. Sono completamente e assolutamente controllate da Satana. Sono completamente e assolutamente sprofondate in questo pantano e sono incapaci di liberarsi. Una volta impantanate nella fama e nel guadagno, le persone non cercano più ciò che è luminoso, ciò che è giusto o le cose belle e buone. Questo perché la lusinga della fama e del guadagno è troppo grande per le persone e queste sono le cose che le persone possono perseguire senza fine nel corso della vita e persino per tutta l’eternità. Non è questa la situazione reale? Alcune persone diranno che acquisire conoscenza non è altro che leggere libri e imparare alcune cose che non sai ancora, per non essere in ritardo con i tempi e non essere lasciato indietro dal mondo. La conoscenza si apprende solo per mettere del cibo sulla tua tavola, per il tuo futuro o per le necessità indispensabili. C’è qualcuno che sopporterebbe un decennio di duro studio solo per le necessità indispensabili, solo per il bisogno di procurarsi il cibo? No, non ci sono persone così. Allora perché una persona sopporterebbe tante avversità per tutti questi anni? Per la fama e il guadagno: fama e guadagno attendono in lontananza, esercitano il loro richiamo, e quella persona crede che solo tramite la propria diligenza, le proprie avversità e le proprie battaglie sia possibile mettere piede sulla strada che la porta a ottenere fama e guadagno e così ottenere tali cose. Una persona siffatta deve patire tali avversità per il proprio cammino futuro, per il proprio godimento futuro e per ottenere una vita migliore. […] Queste idee e affermazioni influenzano una generazione dopo l’altra; molte persone accettano tali idee, e perseguono, lottano e sono persino disposte a sacrificare la propria vita pur di realizzare queste ‘grandi aspirazioni’. Questi sono il mezzo e il metodo con cui Satana usa la conoscenza per corrompere le persone. Quindi, dopo che Satana ha condotto le persone su questa strada, esse sono in grado di sottomettersi a Dio e di adorarLo? E sono in grado di accettare le parole di Dio e di perseguire la verità? Assolutamente no, poiché sono state sviate da Satana. Ora consideriamo questo: all’interno della conoscenza, delle idee e dei punti di vista instillati nelle persone da Satana, ci sono le verità della sottomissione a Dio e dell’adorazione di Dio? Contengono le verità del temere Dio e dell’evitare il male? Contengono parole di Dio? Qualcosa in esse proviene dalla verità? Niente affatto: tutto questo è totalmente assente” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). “Per amore di tale fama e guadagno, l’umanità si allontana da Dio, Lo tradisce e diventa sempre più malvagia. In questo modo, una generazione dopo l’altra viene distrutta nella fama e nel guadagno di Satana. Guardando ora alle azioni di Satana, le sue insidiose motivazioni non sono forse del tutto odiose? Forse oggi non riuscite ancora a capire a fondo le insidiose motivazioni di Satana perché pensate che, senza fama né guadagno, la vita non avrebbe significato, che le persone non sarebbero più in grado di vedere la strada davanti a loro, né le proprie mete, e che il loro futuro si farebbe oscuro, scarsamente illuminato e cupo. Pian piano, però, tutti un giorno vi renderete conto che fama e guadagno sono enormi catene che Satana mette all’uomo. Quando quel giorno verrà, ti opporrai del tutto al controllo di Satana e alle catene che ti ha portato. Quando desidererai liberarti da tutte queste cose che Satana ha instillato in te, allora taglierai completamente i ponti con Satana e odierai veramente tutto ciò che Satana ti ha portato. Solo allora avrai autentico amore e desiderio di Dio” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”).
Leggendo le parole di Dio, mi sono resa conto che in superficie non c’è nulla di sbagliato nel perseguire la conoscenza, ma dietro di essa si celano le sinistre intenzioni di Satana. Dio ha creato l’uomo. È perfettamente naturale e giustificato che le persone credano in Dio e Lo adorino, e che facciano il loro dovere; queste sono cose positive. Ma Satana, per contendere le persone a Dio, usa la conoscenza per fuorviarle, portandole sul cammino del perseguimento di fama e guadagno, inducendo le persone a considerare il perseguimento di fama e guadagno come una cosa positiva, cosicché spendono tutto il loro tempo ed energie per fama e guadagno e non hanno alcuna intenzione di fare i propri doveri o adorare Dio, allontanandosi così da Lui, tradendoLo e finendo per essere divorate da Satana. Mi sono ricordata di come, fin dalla giovane età, avessi accettato il punto di vista instillatomi da mio padre, secondo cui “Ogni altro perseguimento è irrilevante rispetto a leggere libri”. Credevo che, per evitare di essere guardata dall’alto in basso, dovessi studiare sodo e ottenere un titolo di studio superiore. In vista degli esami di ammissione, mi ficcavo le nozioni nel cervello come un robot dalla mattina alla sera, ogni giorno. Mi sentivo come se la testa stesse per esplodermi. Oppressa e addolorata, non avevo altro modo per sfogare i miei sentimenti se non piangere. Ciononostante, non ho mai pensato di arrendermi, perché credevo che ottenere fama e guadagno equivalesse ad avere un futuro radioso. Distinguermi dalla massa e recare onore alla mia famiglia era come un’esca appesa davanti a me, che mi induceva a spendere tutto il mio tempo ed energie. In seguito, sebbene partecipassi anche alle riunioni e facessi il mio dovere, ciò a cui pensavo nella mia mente era come ricavare più tempo per lo studio. Non avevo cuore di risolvere le difficoltà e i problemi dei fratelli e delle sorelle, temendo che ciò avrebbe portato via tempo al mio studio. I fratelli e le sorelle mi avevano eletta leader, il che era un’opportunità data da Dio per addestrarmi, affinché potessi guadagnare la verità e crescere nella vita. Ma io volevo rifiutare. Consideravo il perseguimento di fama e guadagno come una cosa positiva ed ero disposta a pagare qualsiasi prezzo per ottenerli. Eppure, quando non facevo bene il mio dovere, non sentivo alcun rimprovero da parte della mia coscienza. Non distinguevo davvero il giusto dallo sbagliato! Ho visto che perseguire fama e guadagno mi avrebbe solo allontanata da Dio e mi avrebbe portata a tradirLo e, alla fine, avrei perso completamente la salvezza di Dio e sarei stata divorata da Satana. Negli ultimi giorni, Dio Si è fatto carne per esprimere parole per salvare l’umanità. Questo è il momento critico per la salvezza dell’uomo, eppure stavo sprecando gli anni migliori della mia vita a studiare queste conoscenze inutili, perdendo la migliore opportunità di essere salvata da Dio. Quando l’opera di Dio terminerà e arriveranno le grandi catastrofi, non importa quante conoscenze o denaro io abbia o quanto grande sia la mia reputazione, nulla potrà salvarmi la vita. Che senso avrebbe? Pensando a questo, mi sono resa conto delle gravi conseguenze del perseguire fama e guadagno, e ho sentito sempre più che prepararmi per l’esame di ammissione al master avrebbe solo sprecato la mia giovinezza. Non potevo più farmi ingannare da Satana. Dovevo rinunciare al perseguimento di fama e guadagno e dedicare più tempo ed energie a fare il mio dovere.
Nel dicembre del 2016, mentre la data dell’esame si avvicinava sempre più, guardavo i libri di preparazione all’esame di ammissione al master sulla mia scrivania, che non aprivo da diversi giorni, e il mio cuore era ancora un po’ combattuto: “Dovrei andare a sostenere l’esame o no? Dopo tutto, ho lavorato sodo per più di dieci anni. E se lo passassi? Ma, se lo passo, dovrò iniziare un nuovo ciclo di faticosi studi, ci saranno altre lotte palesi e segrete tra i compagni di classe e una ricerca infinita di vari certificati. Il solo pensiero mi fa sentire oppressa e soffocata! Inevitabilmente toglierà anche tempo al fare il mio dovere. Ma se non sostengo l’esame di ammissione al master, cosa potrò fare in futuro? La società dà così tanto valore ai titoli di studio ora. Se non ho un titolo di studio elevato, non sarà facile trovare lavoro. In fin dei conti, ne va del mio futuro!” Pensando a questo, camminavo avanti e indietro nell’aula studio. Cosa dovevo scegliere? Mi sono ricordata di uno degli ultimi undici requisiti richiesti da Dio all’uomo: “Saprai mai rinunciare a considerare, programmare o preparare il tuo cammino futuro di sopravvivenza per amor Mio?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Un problema gravissimo: il tradimento (2)”). Poi ho letto le parole di Dio: “Ciò che l’uomo spera e persegue sono cose che anela durante il suo perseguimento di desideri stravaganti della carne, piuttosto che la destinazione che gli spetta. Quello che Dio ha preparato per lui, intanto, sono le benedizioni e le promesse che gli spettano una volta che egli sia stato purificato, quelle che Egli ha preparato per lui dopo la creazione del mondo e che non sono inquinate dalle scelte, dalle nozioni, dall’immaginazione o dalla carne umane. Questa destinazione non è preordinata per una persona in particolare, ma è il luogo di riposo di tutta l’umanità. Dunque, tale destinazione è quella più opportuna per il genere umano” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Ristabilire la vita normale dell’uomo e condurlo a una destinazione meravigliosa”). “Questo è il tempo in cui il Mio Spirito compie una grande opera, e in questo tempo Io avvio la Mia opera fra le nazioni dei Gentili. Inoltre, è il tempo in cui classifico tutti gli esseri creati, per inserirli nelle loro rispettive categorie, in modo che la Mia opera possa procedere più velocemente e sia più in grado di ottenere risultati. Per cui vi chiedo ancora che offriate tutto il vostro essere per la Mia intera opera e che, ancor di più, discerniate chiaramente e vediate con accuratezza tutta l’opera che ho fatto in voi e che spendiate tutte le vostre energie in modo che la Mia opera possa ottenere risultati più grandi. Questo è ciò che devi comprendere. Smettila di competere con gli altri, di cercare un piano d’emergenza o di cercare comodità per la tua carne, così da evitare di ritardare la Mia opera e ostacolare il tuo meraviglioso futuro. Fare questo, ben lungi dal proteggerti, potrebbe solo portarti alla distruzione. Non sarebbe sciocco da parte tua? Quello in cui oggi indulgi è proprio ciò che rovinerà il tuo futuro, mentre il dolore che sopporti oggi è proprio ciò che ti protegge. Devi essere chiaramente consapevole di queste cose, in modo da evitare di cadere preda di tentazioni da cui faticherai a liberarti e da evitare di ritrovarti in una fitta nebbia, incapace di trovare mai più il sole. Quando la fitta nebbia si dissiperà, ti ritroverai nel bel mezzo del giudizio del gran giorno” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “L’opera di diffusione del Vangelo è anche l’opera di salvezza dell’uomo”). Riflettevo ripetutamente sulle parole di Dio e, più ci riflettevo, più il mio cuore si illuminava. L’intenzione di Dio è che le persone possano tornare dinanzi al Creatore e fare il loro dovere, accettare il giudizio e il castigo di Dio e far purificare la loro indole corrotta, ottenendo così la bellissima destinazione che Dio ha preparato per loro. Al contrario, ciò che perseguivo io – distinguermi dalla massa e recare onore alla mia famiglia – in apparenza sembrava conforme agli interessi della mia carne, ma in sostanza mi stava allontanando da Dio e portando a tradirLo, e alla fine sarebbe stato la mia rovina. Ho pensato a come tutti e quattro noi della famiglia avessimo creduto in Dio in passato, ma poi mio padre e mia sorella, temendo che la loro fede in Dio venisse scoperta dai datori di lavoro e influisse sul loro futuro, avevano gradualmente smesso di partecipare alle riunioni e alla fine avevano smesso del tutto di credere in Dio. Sebbene in seguito avessero ottenuto un prestigio elevato e una buona vita materiale, stavano sempre in guardia contro le persone, non avevano veri amici e temevano di essere vittime di complotti; passavano le giornate a macchinare e intrigare, così preoccupati da non riuscire a dormire la notte. Erano presi in giro e tormentati da Satana e vivevano in grande dolore. Le conseguenze del loro perseguimento di fama e guadagno sono servite anche da monito per me sul fatto che perseguire fama e guadagno non porta alcun beneficio: è un vicolo cieco. Non potevo seguire il loro cammino fallimentare. Dovevo cercare di fare bene il dovere di un essere creato e perseguire il vero futuro che Dio ha preparato per l’uomo. Riflettendo su questo, non sentivo più il freddo dell’inverno. Sebbene avessi pagato la tassa di iscrizione per l’esame di ammissione al master e mi fosse stata assegnata l’aula d’esame, ho deciso di non sostenerlo, perché anche se lo avessi passato, non è il giusto cammino di vita e quella fama è priva di significato.
Dopo aver preso questa decisione, mi sono sentita pervasa da un senso di sollievo. Quando sono tornata a scuola e ho visto i miei compagni preoccuparsi per l’esame di ammissione al master, sapevo che era Satana a tormentarli e il mio cuore non è più stato attratto dall’esame. Da quel momento in poi, mi sono dedicata completamente a fare il mio dovere. Un anno dopo, a mio padre è stato diagnosticato un cancro allo stomaco in fase terminale ed è morto sei mesi dopo. Vedendo che la conoscenza, la fama e il guadagno non servivano a nulla di fronte alla morte, sono diventata ancora più certa nel cuore che credere in Dio e perseguire la verità sia l’unico modo di vivere per le persone. Ora faccio il mio dovere a tempo pieno, lontano dal clamore e dalle lotte del mondo, e mi sento molto in pace e serena nel cuore. Ogni giorno interagisco con i miei fratelli e sorelle e facciamo i nostri doveri e condividiamo sulla verità insieme. Mi concentro anche sullo sperimentare il giudizio e il castigo delle parole di Dio e ho acquisito una certa conoscenza della mia indole corrotta. Questi guadagni sono qualcosa che anni di scuola e l’ottenimento di grande fama e guadagno non avrebbero mai potuto portarmi. Ringrazio la guida delle parole di Dio per avermi permesso di capire cos’è un vero futuro e di fare una scelta saggia.