45. Il matrimonio non è la mia destinazione
Sono nata a metà degli anni ’80 e, crescendo, adoravo guardare le fiction in TV. Ogni volta che vedevo la protagonista femminile in abito da sposa bianco percorrere la navata con l’uomo che amava, e sentivo lui dirle: “Ti proteggerò per il resto della vita e ti renderò felice”, mi riempivo d’invidia. Ero convinta che stare con la persona amata, avere un figlio adorabile e vivere insieme come una famiglia armoniosa fosse la vita più felice che ci sia. Quando sono cresciuta, ho incontrato un giovane maturo e posato. Era particolarmente premuroso nei miei confronti, tollerante verso la mia ostinazione e faceva sempre cose romantiche per me, come comprarmi piccoli regali. Mi aveva promesso che mi avrebbe sempre trattata bene e che non avrebbe mai permesso che subissi il minimo torto. Sebbene la sua famiglia fosse molto povera e i miei genitori fossero fortemente contrari al nostro matrimonio, l’ho sposato senza pensarci due volte. Dopo esserci sposati, abbiamo avuto un figlio adorabile e mio marito ha continuato a essere altrettanto premuroso. Si occupava di tutte le nostre questioni familiari, grandi e piccole, così io non dovevo quasi preoccuparmi di nulla. Rimanevo a casa a badare a nostro figlio e a sbrigare le faccende domestiche, preparando ogni giorno pasti deliziosi prima che lui rientrasse e facendo del mio meglio per essere una brava moglie. Questa vita matrimoniale mi faceva sentire molto appagata e pensavo di essere la donna più felice del mondo.
Quando nostro figlio aveva sette mesi, ho accettato il Vangelo di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Leggendo le parole di Dio, sono arrivata a conoscere l’origine della caduta dell’umanità, il modo in cui Satana corrompe le persone e come Dio opera passo dopo passo per salvarle. Ho compreso molte verità che prima non capivo. Sentivo che credere in Dio era meraviglioso e speravo che mio marito credesse in Lui insieme a me. Tuttavia, con mia sorpresa, quando mio marito ha scoperto che credevo in Dio, è andato su tutte le furie. Mi ha assolutamente proibito di credere e ha persino preteso di sapere chi mi avesse predicato il Vangelo, proclamando che gliel’avrebbe fatta pagare. Vedendo l’atteggiamento di mio marito, avevo il cuore spezzato. Temevo che avrebbe litigato con me ogni giorno a causa della mia fede, che il nostro rapporto si sarebbe rovinato e che avrei perso il mio matrimonio. Mi sentivo un po’ debole e non avevo più una grande motivazione nella fede. Qualche giorno dopo, una sorella è venuta a conoscenza del mio stato e mi ha letto un passo delle parole di Dio: “Ogni fase dell’opera che Dio compie sugli uomini appare dall’esterno come interazioni tra individui, come se venisse da disposizioni o da disturbi umani. Ma, dietro ogni fase dell’opera e ogni cosa che accade, c’è una scommessa che Satana fa con Dio e che richiede che le persone rimangano salde nella propria testimonianza per Dio. Pensate a quando Giobbe fu messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio e ciò che accadde a Giobbe fu azione e disturbo degli uomini. Dietro ogni fase dell’opera che Dio compie su di voi, vi è la scommessa di Satana con Dio; dietro, vi è una battaglia. […] Quando Dio e Satana combattono nel regno spirituale, in che modo dovresti soddisfare Dio e in che modo dovresti rimanere saldo nella tua testimonianza a Lui? Devi sapere che tutto ciò che ti accade è una grande prova ed è quello il momento in cui Dio ha bisogno che tu dia testimonianza” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio”). La sorella ha condiviso con me dicendo: “Tuo marito ostacola la tua fede in Dio, ma dietro a questo c’è in realtà il disturbo di Satana. Hai appena accettato il Vangelo di Dio degli ultimi giorni e vuoi perseguire la verità per ottenere la salvezza. Satana non vuole che le persone seguano Dio, quindi usa tuo marito per ostacolarti e perseguitarti, per farti rinunciare alla tua fede. Questo è lo stratagemma di Satana! Guarda, in principio Dio creò Adamo ed Eva. Vissero nel Giardino dell’Eden con la presenza e la fornitura di Dio ed erano molto felici. Satana voleva strappare l’uomo dalle mani di Dio, così usò le menzogne per ingannare e tentare Eva a mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Adamo ed Eva, privi di discernimento, dubitarono delle parole di Dio e le negarono. Ascoltarono Satana, mangiarono il frutto e tradirono Dio. Di conseguenza, furono scacciati dal Giardino dell’Eden e caddero sotto il potere di Satana, per essere calpestati e tormentati da lui. Satana sta usando tuo marito per perseguitarti e ostacolarti. Dobbiamo capire a fondo lo stratagemma di Satana e rimanere saldi nella nostra testimonianza a Dio”. Dopo aver ascoltato la condivisione della sorella, ho capito. Siccome volevo credere in Dio e seguirLo, Satana avrebbe fatto tutto il possibile per ostacolarmi. Stava cercando di usare la persecuzione di mio marito per farmi rinunciare alla fede. Se avessi assecondato mio marito e avessi smesso di credere, avrei tradito Dio. Non potevo cadere nel tranello di Satana. Non importava quanto mio marito mi perseguitasse, non potevo rinunciare alla mia fede in Dio. In seguito, ogni volta che mio marito non era in casa, leggevo di nascosto le parole di Dio e uscivo per andare alle riunioni. Un anno dopo, sono stata eletta diacono dell’irrigazione. Attraverso la partecipazione alle riunioni, la lettura delle parole di Dio e l’ascolto dei fratelli e delle sorelle che condividevano sulla loro comprensione esperienziale delle Sue parole, mi sono convinta sempre di più che credere in Dio è il giusto cammino nella vita e sono diventata più attiva nel fare il mio dovere. Tuttavia, ero ancora vincolata da mio marito. A volte, se una riunione finiva un po’ tardi, diventavo irrequieta, preoccupata che mio marito si arrabbiasse e litigasse con me se fosse tornato a casa e non mi avesse trovata. Così, appena finite le riunioni, correvo a casa il più velocemente possibile. Una volta a casa, mi affrettavo a cucinare e a mettere la casa in ordine. Per evitare tensioni con mio marito, non facevo mai le mie devozioni spirituali quando lui era in casa. Ogni volta, aspettavo che uscisse prima di osare tirare fuori i miei libri delle parole di Dio e, non appena sentivo un rumore fuori dalla porta, li nascondevo in fretta.
In seguito, il lavoro della chiesa è diventato sempre più intenso e a volte tornavo a casa tardi. Una volta, una riunione è finita tardi e non sono riuscita ad andare a prendere nostro figlio all’asilo in tempo, così l’insegnante ha chiamato mio marito. Quando sono arrivata a casa, lui mi ha chiesto con rabbia dove fossi stata. Non volevo mentirgli e volevo anche cogliere l’occasione per dirgli cosa avevo guadagnato da quando avevo iniziato a credere in Dio. Ma con mia sorpresa, dopo avermi ascoltata, ha detto furioso: “È stato tuo padre a predicarti queste cose su Dio?” mentre iniziava a comporre il numero di mio padre. Volevo parlargli seriamente, ma lui era furioso. Gli ho chiesto: “Come credente in Dio, non fumo, non bevo e non gioco a mahjong, e di certo non faccio nulla di improprio. Perché odi così tanto la fede in Dio?” Lui ha fatto una risata sprezzante e mi ha interrogata: “Non hai imparato a scuola che gli esseri umani si sono evoluti dalle scimmie? Come può esserci un Dio? Dov’è Dio? Se c’è un Dio, che mi colpisca a morte proprio ora!” Sono rimasta completamente scioccata dalle parole di mio marito e l’ho prontamente avvertito di non parlare in modo così sconsiderato. Ma lui è scoppiato a ridere e ha detto: “La tua fede ti ha fatto impazzire! Come può esserci un Dio? Puoi fumare, bere, giocare a mahjong e fare quello che vuoi, ma non puoi credere in Dio! Te lo chiedo un’altra volta: vuoi Dio o questa famiglia?” Ho risposto: “La mia fede in Dio è salda!” Quando ha visto che ero determinata a credere in Dio, ha detto: “Allora vattene! Puoi credere in Dio e andare nel tuo paradiso, e io andrò nel mio inferno!” Guardando la sua espressione feroce, non riuscivo davvero a credere che fosse lo stesso marito che un tempo aveva promesso di amarmi per tutta la vita e di donarmi un’esistenza di felicità. Odiava Dio così tanto; era un ateo totale. Avevo il cuore spezzato. Nel profondo, non volevo accettare il fatto che si opponesse a Dio e non riuscivo a rinunciare al nostro matrimonio. Continuavo a consolarmi, pensando che probabilmente stava solo dicendo cose per rabbia e che tutto sarebbe andato bene una volta che si fosse calmato. Così, ho deciso di andare a stare a casa di mia madre per un po’. In quel modo, potevo anche fare il mio dovere normalmente. Ma inaspettatamente, qualche giorno dopo, mio marito ha portato un gruppo di amici a casa di mia madre. Parlavano tutti insieme, cercando di persuadermi a rinunciare alla mia fede. Temevo che avrebbero attirato l’attenzione del comitato di quartiere o della polizia, così, per il momento, non ho avuto altra scelta che tornare a casa con mio marito.
Dopo essere tornati a casa, mio marito mi sorvegliava ogni giorno, portandomi con sé ovunque andasse e non lasciandomi restare a casa da sola. Inoltre, mi comprava cibo delizioso ogni giorno, portava me e nostro figlio nei parchi e nei centri commerciali e mi diceva sempre come essere una brava moglie e come la nostra famiglia di tre persone potesse essere felice. A poco a poco, ho smesso di discernere le sue parole. Pensavo solo: “Mio marito è così buono con me e nostro figlio è così beneducato; sarebbe bello continuare a vivere così”. Poiché mi stavo affezionando sempre di più a questo tipo di vita, non portavo più alcun fardello nel mio dovere. Non ho partecipato alle riunioni di gruppo per un mese e, in seguito, la leader mi ha destituita alla luce delle mie circostanze.
Nei giorni seguenti, sebbene mio marito non fosse più arrabbiato con me, non riuscivo a scacciare il vuoto nella mia anima. Mi lasciavo andare ogni giorno alla deriva, in trance. Spesso mi chiedevo: “Vivrò tutta la mia vita così? Qual è il senso della vita?” Poi, mi sono venute in mente alcune righe delle parole di Dio: “Dov’è la tua determinazione? Dov’è la tua ambizione? Dov’è la tua dignità? Dov’è la tua integrità?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Lavoro e ingresso (8)”). Di fronte alle domande di Dio, una dopo l’altra, mi sentivo terribile. Mi chiedevo nel cuore: “Dov’è la mia determinazione? Perché non riesco a liberarmi dai vincoli di mio marito?” Dopodiché, ho trovato quel passo delle parole di Dio da leggere. Dio Onnipotente dice: “Dio ha pronunciato una moltitudine di parole, eppure chi le ha mai prese sul serio? Pur non comprendendo le parole di Dio, l’uomo è impassibile e privo di aneliti; non ha mai davvero conosciuto l’essenza del vecchio demonio. Pur vivendo nell’Ade, all’inferno, gli uomini credono di vivere nel palazzo in fondo al mare; pur essendo perseguitati dal gran dragone rosso si credono ‘favoriti’ da questo stato; pur essendo presi in giro dal diavolo, credono di godere della superlativa maestria della carne. Che branco di squallidi, infimi miserabili! L’uomo ha incontrato la disgrazia, ma non lo sa, e in questa società di tenebra subisce una sventura dopo l’altra, senza tuttavia essersi risvegliato. Quando si libererà della sua indole di essere gentile con sé stesso e della sua indole servile? Perché tiene così poco conto del cuore di Dio? Accetta supinamente questa oppressione e avversità? Non desidera che arrivi il giorno in cui potrà sostituire le tenebre con la luce? Non desidera rimediare ai torti commessi nei confronti della giustizia e della verità? È disposto a stare a guardare senza intervenire mentre la gente rifiuta la verità e distorce i fatti? È disposto a continuare a subire questa ingiustizia? È disposto a essere uno schiavo? È disposto a perire per mano di Dio insieme agli schiavi di questo stato fallito? Dov’è la tua determinazione? Dov’è la tua ambizione? Dov’è la tua dignità? Dov’è la tua integrità? Dov’è la tua libertà? […] Viene tiranneggiato e oppresso senza scopo in questo modo e alla fine tutta la sua vita viene spesa invano; perché ha tanta foga di arrivare e tanta fretta di partire? Perché non conserva qualcosa di prezioso da offrire a Dio?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Lavoro e ingresso (8)”). Leggendo lo smascheramento di Dio dello stato attuale della vita umana, mi sono sentita come se mi fossi svegliata da un sogno. Un tempo pensavo che una famiglia di tre persone che vive insieme in armonia fosse la vita più meravigliosa, ma era davvero così? Credere in Dio è una cosa perfettamente naturale e giustificata, eppure, per non far arrabbiare mio marito, non osavo nemmeno leggere le parole di Dio a casa, per non parlare di partecipare alle riunioni o fare il mio dovere. Passavo ogni giorno occupandomi solo dei bisogni quotidiani di mio marito e di mio figlio, vivendo senza alcun obiettivo o direzione, come un cadavere ambulante. Vivere questa vita priva di significato e senza un senso di sé non era affatto felicità. Era proprio come dice Dio: “Vivete in un tale mondo di bestie da soma eppure, a dire il vero, non vi sentite afflitti; siete pieni di gioia e vivete liberamente e serenamente. State nuotando in questa acqua lurida ma, in effetti, non vi rendete conto di essere caduti in tale situazione difficile. Ogni giorno fraternizzate con gli spiriti impuri e interagite con ‘escrementi’, la vostra vita è alquanto rozza; non ti rendi conto che non stai assolutamente vivendo nel mondo umano e che non hai il controllo di te stesso. Non sai che tanto tempo fa la tua vita è stata calpestata dagli spiriti impuri o che la tua integrità è stata insozzata dall’acqua lurida? Pensi di vivere nel paradiso terrestre, di trovarti nel bel mezzo della felicità? Non ti rendi conto di aver vissuto la tua vita a fianco degli spiriti impuri e che hai convissuto con tutto ciò che essi hanno preparato per te? Come potrebbe la tua vita avere un qualsiasi significato? Come potrebbe avere un qualsiasi valore?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Avete tutti un’integrità così spregevole!”). Più riflettevo sulle parole di Dio, più sentivo che la mia vita era pietosa. I miei fratelli e sorelle non perdevano tempo per mangiare e bere le parole di Dio e perseguire la verità, e le loro vite crescevano costantemente. Ma le mie giornate ruotavano attorno a mio marito e a mio figlio, e stavo sprecando la mia vita per il mio matrimonio. Dio Si è fatto carne per esprimere la verità per purificare e salvare le persone, affinché possano liberarsi della loro indole corrotta, ottenere la salvezza di Dio e vivere una vita significativa. Se le mie giornate avessero continuato a ruotare tutte attorno a mio marito e a mio figlio, avrei sicuramente perso questa rarissima opportunità per la salvezza di Dio e, alla fine, sarei perita insieme ai diavoli. Sarebbe stato un rimpianto per tutta la vita! Allora ho pregato Dio: “Oh Dio, non posso più tirare avanti così come in trance. Voglio perseguire la verità e fare il mio dovere, ma nel mio cuore non riesco a rinunciare a mio marito. Possa Tu guidarmi a capire a fondo gli stratagemmi di Satana, affinché non sia più vincolata da lui e possa credere in Te con tutto il cuore e fare bene il mio dovere”.
In seguito, ho letto le parole di Dio e ho visto più chiaramente l’essenza di mio marito. Dio dice: “Perché un marito ama la propria moglie? E perché una moglie ama il proprio marito? Perché i figli sono devoti ai loro genitori? E perché i genitori tengono profondamente ai loro figli? A cosa mirano davvero gli intenti delle persone? Non sono forse finalizzate a soddisfare i loro piani e i loro desideri egoistici?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme”). “Supponiamo che qualcuno si infuri e si arrabbi quando viene menzionato Dio: ha forse visto Dio? Sa chi è Dio? Non sa chi è Dio, non crede in Lui, Dio non gli ha parlato e Dio non lo ha mai provocato: allora perché dovrebbe arrabbiarsi? Potremmo dire che questa persona è malvagia? Le tendenze mondane, il mangiare, bere, cercare il piacere e adorare i personaggi famosi: nessuna di queste cose farebbe adirare una persona così. Tuttavia, non appena viene menzionata la parola ‘Dio’, o la verità delle parole di Dio, si adira. Non è forse avere una natura malvagia? Ciò basta a dimostrare la natura malvagia di costui” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico V”). Le parole di Dio mi hanno svegliata. Mio marito non provava affatto un vero amore per me; il suo cosiddetto amore era condizionato. Ho riflettuto sul perché mio marito un tempo fosse così premuroso con me. Era perché la sua famiglia era molto povera e non mi aveva dato un dono di fidanzamento quando ci eravamo sposati, mentre il mio aspetto e il mio contesto familiare erano entrambi migliori dei suoi. Si sentiva orgoglioso di farsi vedere con me. Inoltre, dopo esserci sposati, facevo il bucato, cucinavo per lui e gli avevo dato un figlio, ero premurosa e mi prendevo cura di lui in ogni aspetto della vita. Dopo che ho iniziato a credere in Dio, poiché il PCC arrestava i cristiani, lui temeva che se fossi stata arrestata gli avrei fatto perdere la faccia, così era diventato freddo nei miei confronti, si arrabbiava spesso con me e tentava persino ogni modo possibile per impedirmi di credere in Dio. In che modo quello era amarmi? Era chiaramente solo controllarmi e usarmi. Ero stata accecata dal cosiddetto amore, pensando che mio marito mi amasse davvero. Ero così sciocca! Non appena si menzionava Dio, mio marito non ci vedeva più dalla rabbia e andava su tutte le furie, dicendo persino cose che negavano e disprezzavano Dio. Era un diavolo che odiava Dio e Gli opponeva resistenza! Per farmi rinunciare alla mia fede, usava sia le maniere forti che quelle dolci, e diceva persino che potevo mangiare, bere, divertirmi e giocare a mahjong: tutto tranne credere in Dio e percorrere il giusto cammino. I diavoli sono proprio così aberranti! In passato, lo vedevo come maturo, posato e tollerante con me in ogni modo, pensavo che fosse un uomo a cui potevo affidare tutta la mia vita. Ma ora vedevo chiaramente: era tutta solo un’illusione. Non possedevo la verità e non riuscivo a discernere le persone. Ero stata ingannata per tutto il tempo dalle sue dolci parole. Ero così cieca! Poi, ho pensato alle parole di Dio: “I credenti e i non credenti sono per natura incompatibili; anzi, sono opposti gli uni agli altri” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme”). Mio marito è un ateo che persegue le tendenze mondane e ama mangiare, bere e divertirsi. Io credo in Dio e perseguo la verità e la salvezza. Non percorriamo lo stesso cammino. Lui non può cambiare la mia fede e io non posso cambiare la sua essenza. Anche se restassimo insieme, non saremmo felici. Mio marito mi teneva sotto controllo, cercando ogni giorno di convincermi con le buone a unirmi a lui nel perseguire le tendenze malvagie, impedendomi di credere in Dio e di fare il mio dovere. Quello non era amore; quello era trascinarmi all’inferno con lui. Non potevo più scendere a compromessi con questo diavolo. Dovevo credere in Dio con tutto il cuore e fare bene il mio dovere.
Dopodiché, sono uscita e ho fatto il mio dovere normalmente. Quando mio marito ha visto che non poteva controllarmi, mi ha riservato il trattamento del silenzio. Sebbene questo tipo di vita matrimoniale mi lasciasse fisicamente e mentalmente esausta, nel mio cuore speravo ancora che un giorno mio marito smettesse di ostacolare la mia fede e che la nostra famiglia potesse vivere insieme in armonia come prima. In seguito, ho riflettuto: “Perché nel mio cuore non riesco a rinunciare a questo matrimonio?” Poi ho letto le parole di Dio: “Le deleterie influenze e il pensiero feudale profondamente impressi nel cuore umano durante migliaia di anni di ‘nobile spirito di nazionalismo’ hanno legato e incatenato le persone, lasciandole senza un minimo di libertà, senza alcuna ambizione o perseveranza, senza alcun desiderio di progredire, facendole invece restare negative e regressive, radicate in una mentalità da schiavi, e via dicendo. Questi fattori oggettivi hanno trasmesso un indelebile aspetto brutto e sudicio alle prospettive ideologiche, alle aspirazioni, alla moralità e all’indole dell’umanità. Sembra quasi che gli esseri umani vivano in un mondo tenebroso di terrorismo e che nessuno tra loro pensi di trascenderlo o pensi di progredire verso un mondo ideale; piuttosto, trascorrono i propri giorni con un senso di appagamento verso la propria sorte nella vita: generare e crescere figli, sforzarsi, sudare, svolgere il proprio lavoro e sognare di avere una famiglia agiata e felice, affetto coniugale e figli devoti, una vecchiaia all’insegna della gioia e una vita serena… Per decine, migliaia e decine di migliaia di anni fino a oggi, gli uomini hanno sperperato il proprio tempo in questo modo e nessuno di essi ha costruito la più splendida delle vite umane, tutti quanti tesi solo a massacrarsi a vicenda, a fare a gara per accaparrarsi fama e guadagno e a tramare l’uno contro l’altro in questo mondo tenebroso. Chi ha mai cercato le intenzioni di Dio? Qualcuno ha mai prestato attenzione all’opera di Dio? Ogni aspetto delle persone occupato dall’influenza delle tenebre è divenuto ormai da tempo parte integrante della natura umana, ed è perciò molto difficile eseguire l’opera di Dio; inoltre, le persone hanno ancor meno cuore di prestare attenzione a quanto Dio ha affidato loro oggigiorno” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Lavoro e ingresso (3)”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito. Dopo essere state corrotte da Satana, le persone sono vincolate e incatenate da svariate idee culturali tradizionali e pensieri feudali. Fanno di un matrimonio amorevole e del crescere i figli l’obiettivo del loro perseguimento di tutta la vita, e questo è stato tramandato di generazione in generazione. Inoltre, ogni sorta di programmi TV, film e opere letterarie promuove idee come “L’amore è supremo” e “Tenersi per mano e invecchiare insieme”. Di conseguenza, le persone credono che perseguire un matrimonio felice sia la cosa più importante. Anch’io avevo preso a cuore queste idee e avevo fatto dell’avere un matrimonio felice l’obiettivo della mia vita. Dopo esserci sposati, mio marito creava sempre piccoli momenti romantici ed era sia premuroso che attento nei miei confronti, quindi mi sentivo incredibilmente appagata. Pensavo che poter trascorrere tutta la mia vita con lui rendesse la vita degna di essere vissuta. Per mantenere il nostro matrimonio felice, ho imparato a cucinare, sono rimasta a casa a crescere nostro figlio e ho fatto del mio meglio per essere una brava moglie e madre, riversando tutto il mio tempo e le mie energie nel nostro matrimonio e nella nostra famiglia. Vedevo il matrimonio come la mia destinazione nella vita e sentivo che dare tutto per esso fosse ciò che dovevo fare. Dopo aver iniziato a credere in Dio, ho compreso molte verità e misteri dalle Sue parole. Sapevo anche che, come essere creato, dovevo adorare il Creatore e compiere il mio dovere. Tuttavia, temevo che credere in Dio avrebbe fatto arrabbiare mio marito e che avrei perso il mio matrimonio, così ero spesso distratta durante le riunioni e non osavo leggere le parole di Dio o ascoltare inni a casa. Per mantenere il rapporto con mio marito, ho messo da parte il mio dovere e mi sono persino pentita di averlo fatto. Ero strettamente vincolata da idee sataniche come “Il matrimonio di una donna è la sua destinazione per tutta la vita”, “Un matrimonio felice è la più grande felicità” e “Tenersi per mano e invecchiare insieme”. Non riuscivo a distinguere tra cose positive e negative e avevo facilmente rinunciato al mio dovere per perseguire un matrimonio felice. Se avessi continuato così, alla fine sarei perita insieme a Satana. Pensandoci, anche se avessi potuto vivere una vita armoniosa con mio marito, che senso avrebbe avuto? Non avrei compiuto il mio dovere di essere creato, né avrei compreso le verità che avrei dovuto comprendere. Vivere tutta la mia vita nella confusione non sarebbe stato solo uno spreco di tempo? Poi ho pensato alle parole di Dio: “Per decine, migliaia e decine di migliaia di anni fino a oggi, gli uomini hanno sperperato il proprio tempo in questo modo e nessuno di essi ha costruito la più splendida delle vite umane”. La vita che perseguivo era priva di significato e non potevo fare a meno di riflettere: qual è la vita più bella? Come dovrebbe vivere davvero una persona affinché la sua vita abbia significato?
Poi ho letto due passi delle parole di Dio e in essi ho trovato una direzione per la mia vita. Dio Onnipotente dice: “Alcune persone, tuttavia, fanno erroneamente del perseguimento della felicità coniugale, dell’adempimento delle proprie responsabilità nei confronti del partner, del prendersi cura di lui, assisterlo e averlo a cuore e proteggerlo, la loro missione di vita, e considerano il partner come il loro mondo intero, la loro vita: questo è sbagliato. Il tuo destino ricade sotto la sovranità di Dio e non è governato dal tuo partner. Il matrimonio non può cambiare il tuo destino, né può cambiare il fatto che è Dio a regnare sovrano su di esso. Dovresti cercare il tipo di visione della vita che dovresti avere e il cammino che dovresti seguire negli insegnamenti e nelle richieste delle parole di Dio; non devi dipendere dal tuo partner nè lasciare che sia lui a deciderle. A parte adempiere alle sue responsabilità nei tuoi confronti, il tuo partner non dovrebbe avere il controllo sul tuo destino, né pretendere che tu cambi direzione di vita, né decidere quale cammino tu debba seguire o quale visione della vita tu debba avere, e tanto meno dovrebbe vincolarti o ostacolarti nel perseguimento della salvezza. Per quanto riguarda il matrimonio, tutto ciò che le persone possono fare è accettarlo da Dio e aderire alla definizione di matrimonio che Egli ha stabilito per l’uomo, ossia di un marito e una moglie che adempiono entrambi alle loro responsabilità e ai loro obblighi reciproci. Ciò che non si può fare è determinare il destino, la vita precedente, quella attuale o quella successiva del proprio partner, per non parlare dell’eternità. Solo il Creatore può stabilire la tua destinazione, il tuo destino e il percorso che segui. Pertanto, in quanto essere creato, che il tuo ruolo sia quello di moglie oppure di marito, la felicità che dovresti perseguire in questa vita deriva dal fare il dovere di un essere creato e dal portare a termine la missione che spetta a un essere creato. Non deriva dal matrimonio in sé, e tanto meno dall’adempimento delle tue responsabilità di moglie o di marito all’interno della struttura del matrimonio. Naturalmente, il cammino che scegli di seguire e la visione della vita che adotti non dovrebbero assumere come fondamento la felicità coniugale, e tanto meno dovrebbero essere determinati dal tuo coniuge: questo è qualcosa che dovresti capire. Quindi, coloro che si sposano, che perseguono solo la felicità coniugale e che considerano soltanto tale perseguimento come la loro missione, dovrebbero abbandonare questi pensieri e punti di vista e cambiare il loro modo di praticare e la loro direzione di vita” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (11)”). “Tutte le persone devono cercare di vivere una vita significativa e non dovrebbero essere soddisfatte delle proprie circostanze attuali. Devono arrivare a vivere l’immagine di Pietro e devono possedere la conoscenza e le esperienze di Pietro. Devono perseguire cose che sono più elevate e più profonde. Devono perseguire un più profondo, più puro amore per Dio e una vita che abbia valore e significato. Solo questa è la vita; solo allora saranno uguali a Pietro. Devi concentrarti sull’accedere in modo proattivo dal lato positivo e non devi essere passivo e tirarti indietro perché ti accontenti di un agio temporaneo, ignorando allo stesso tempo più profonde, più dettagliate e più concrete verità. Devi possedere amore concreto e devi trovare ogni modo possibile per liberarti da questa vita decadente, spensierata, che non è affatto diversa da quella di un animale. Devi vivere una vita di significato, una vita di valore, e non devi prenderti gioco di te stesso o trattare la tua vita come un giocattolo con cui trastullarti. Per tutti coloro che hanno determinazione e amano Dio, non ci sono verità irraggiungibili e non c’è giustizia per la quale non possano rimanere saldi. Come dovresti vivere la tua vita? Come dovresti amare Dio e utilizzare questo amore per soddisfare le Sue intenzioni? Non c’è questione più grande nella tua vita. Soprattutto, devi avere questo tipo di determinazione e perseveranza, e non dovresti essere un pappamolle senza spina dorsale. Devi imparare come sperimentare una vita di significato e sperimentare verità significative, e non dovresti trattare te stesso con tale superficialità. Senza che tu te ne renda conto, la tua vita passerà; dopo avrai ancora questo genere di opportunità di amare Dio? Può l’uomo amare Dio dopo essere morto? Devi avere la stessa determinazione e la stessa coscienza di Pietro; devi vivere una vita significativa e non prenderti gioco di te stesso. Come essere umano e come persona che persegue Dio, devi valutare e trattare la tua vita con attenzione, considerando come dovresti offrire te stesso a Dio, come dovresti avere una fede più significativa in Dio e come, dal momento che ami Dio, dovresti amarLo in un modo che sia più puro, più bello e più buono. […] Devi patire avversità per la verità, devi sacrificarti per la verità, devi sopportare umiliazioni per la verità e devi subire ulteriori sofferenze per guadagnare più verità. Questo è ciò che dovresti fare. Non devi gettare via la verità per godere dell’armonia familiare, e non devi perdere un’esistenza di dignità e integrità per un temporaneo godimento. Dovresti perseguire tutto ciò che è bello e buono, e perseguire un cammino di vita che sia più significativo. Se conduci un’esistenza così mondana e terrena e non hai alcun obiettivo da perseguire, non stai sprecando la tua vita? Che cosa puoi guadagnare da una vita del genere? Dovresti rinunciare a tutti i piaceri della carne per una singola verità, e non dovresti gettare via tutte le verità per un po’ di godimento. Persone simili non hanno alcuna integrità né dignità; non vi è alcun significato nella loro esistenza!” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio”). Dopo aver letto le parole di Dio, il mio cuore si è riempito improvvisamente di luce e ho sentito come se Dio mi stesse guidando personalmente verso la direzione che la mia vita avrebbe dovuto prendere. Ho capito che il matrimonio non è la mia destinazione e che, nell’ambito di un matrimonio, marito e moglie stanno solo adempiendo le loro responsabilità l’uno verso l’altro e offrendosi compagnia e cure. Nella nostra vita matrimoniale, avevo fatto il bucato, cucinato e partorito un figlio; avevo adempiuto le mie responsabilità e non dovevo nulla a mio marito. Se non avesse interferito con la mia fede, avremmo potuto continuare a vivere insieme, a condizione che ciò non ostacolasse il mio dovere. Ma se ostacola la mia fede, allora dovrei scegliere di compiere bene il mio dovere di essere creato. Non dovrei vedere il matrimonio come la mia destinazione né riporre in esso la felicità di una vita. Questo è un punto di vista sbagliato. Per anni avevo trattato mio marito come il mio tutto. Quando si è opposto alla mia fede, sono scesa ciecamente a compromessi e ho ceduto, rinunciando alle riunioni e persino al mio dovere. Sono caduta completamente nelle tenebre, sentendomi vuota e addolorata. Avevo speso tutto il mio tempo e le mie energie per mantenere un matrimonio felice, quindi non avevo letto molte parole di Dio e non comprendevo molte verità. Avevo persino commesso trasgressioni mentre facevo il mio dovere e sprecato diversi anni della mia vita. Ora, mentre faccio il mio dovere, partecipo alle riunioni e condivido sulla parola di Dio con i miei fratelli e sorelle, sento pace e serenità nel cuore. Capisco anche che, come essere creato, dovrei perseguire la verità e compiere bene il mio dovere. Questa è la vita che dovrei perseguire. Ho pensato a come Pietro affrontò la persecuzione da parte dei suoi genitori per la sua fede, ma rifiutò di essere vincolato dalla sua famiglia e scelse risolutamente di seguire Dio. Alla fine, completò l’incarico ricevuto da Dio e ottenne la Sua approvazione. C’erano anche molti cristiani che rinunciarono a tutto per seguire il Signore, propagarono il Suo Vangelo e spesero tutta la loro vita per Lui. Il mio cuore ne ha tratto grande ispirazione e ho pregato Dio: “Oh Dio, voglio anch’io lasciare la mia casa per fare il mio dovere e spendere tutta la mia vita per Te. Ti chiedo di preparare un’opportunità per me”.
Un anno dopo, quando mio marito ha visto che ero ancora determinata a credere in Dio e a fare il mio dovere a prescindere da quanto cercasse di fermarmi, ha chiesto il divorzio. Ho detto con calma: “Allora prendiamo strade diverse e lasciamoci amichevolmente”. Quando mio marito ha visto che facevo sul serio, ha fatto marcia indietro. Ha acconsentito a lasciarmi andare via di casa per fare il mio dovere, ma non ha voluto divorziare da me. Quando sono andata via di casa, mi sono sentita come un uccello liberato dalla gabbia, finalmente libero di volare. Posso cantare inni ogni volta che voglio, mangiare e bere le parole di Dio ogni volta che voglio, e non devo preoccuparmi di nulla anche se torno tardi dopo aver finito il mio dovere. Ogni giorno, trovo grande gioia nel cuore partecipando alle riunioni e facendo il mio dovere con i miei fratelli e sorelle. Questo tipo di vita mi sembra particolarmente appagante e felice.
Ora, faccio il mio dovere a tempo pieno ogni giorno, mi addestro in vari doveri e ho una comprensione maggiore e più concreta delle verità principi rispetto a prima. Ho anche ottenuto dei guadagni nel mio ingresso nella vita. Sono arrivata sinceramente a comprendere che la vera felicità non deriva da un matrimonio felice. Invece, conoscere il Creatore, compiere bene il dovere di un essere creato per portare a termine la propria missione e le proprie responsabilità e comprendere la verità per percorrere il cammino verso la salvezza: questa è la vera felicità. Allo stesso tempo, mi sento particolarmente fortunata per il fatto che, in questo vasto mare di umanità, Dio mi abbia donato la grazia di riportarmi nella Sua casa, guidandomi a comprendere la verità e salvandomi dal vortice del matrimonio. Dal profondo del cuore, ringrazio Dio per la Sua salvezza e decido di spendermi seriamente per Dio d’ora in poi e di vivere una vita significativa!