73. Essere superficiali nel proprio dovere è davvero pericoloso
Nell’ottobre del 2024, facevo il mio dovere di montaggio dei video di testimonianze esperienziali in lingua straniera. Una volta, mentre ne montavo uno, mi sono accorto che molte inquadrature non si legavano bene. Impiegavo il triplo del tempo abituale per selezionare le clip giuste e dovevo provare costantemente inquadrature diverse per abbinarle all’audio. All’inizio, avevo la pazienza di lavorare con cura, ma a fine mattinata non avevo completato nemmeno la metà di quanto facevo di solito. Ho cominciato a spazientirmi e ho pensato: “Questo video ha parecchie inquadrature complesse. Se modifico ognuna così in dettaglio, diventerà un lavoro davvero noioso e lunghissimo. È così estenuante! Magari stavolta sarò un po’ più approssimativo. Basta che sia passabile. Probabilmente, una volta caricato il video online, nessuno neppure noterà questi piccoli difetti. Qualche transizione poco fluida non è la fine del mondo”. Con questo pensiero, ogni volta che mi imbattevo in inquadrature difficili da collegare, sceglievo semplicemente delle clip senza pensarci troppo e le montavo insieme. Nonostante potessi vedere che le transizioni non erano molto fluide, mi consolavo pensando: “Va bene così. Basta che sia passabile. Probabilmente gli altri non noteranno questi problemi minori”. Con mia sorpresa, dopo che ho consegnato il video finito, fratello Brian, che lo ha revisionato, ha segnalato oltre trenta punti da correggere. All’inizio stentavo a crederci. Sapevo di essere stato superficiale nel montaggio di quel video, ma non pensavo che ci fossero così tanti problemi. Ho esaminato con attenzione i problemi che aveva segnalato e mi sono reso conto che le sue osservazioni erano tutte valide. Ci ho messo mezza giornata per sistemare tutto. Quando stavo per riconsegnarlo, ho ricominciato a preoccuparmi e ho pensato: “Ho corretto i problemi in base ai suggerimenti di fratello Brian, ma potrebbero esserci altri problemi? Forse dovrei fare un altro controllo generale per assicurarmi di non aver tralasciato nulla”. Ma poi ho pensato: “È quasi ora di staccare per oggi. Se faccio una revisione completa adesso, finirò tardissimo e avrò meno tempo per riposarmi. Lasciamo perdere. E poi fratello Brian l’ha già controllato, quindi dovrebbe bastare aver sistemato i problemi che ha trovato lui”. Così, dopo aver apportato le modifiche suggerite, l’ho consegnato direttamente. Inaspettatamente, questa volta è stato revisionato da un’altra persona, fratello Kirk, che ha segnalato altri sette o otto punti da sistemare. Di fronte a questo risultato, mi sono reso conto di aver ritardato la messa online del video. Ho pensato: “Se ieri avessi investito un po’ più di tempo e avessi fatto un controllo completo, probabilmente mi sarei accorto di questi problemi e il video sarebbe potuto andare online oggi, nei tempi prestabiliti. Se non è stato possibile caricarlo in tempo è solo perché sono stato superficiale e non ho preso la cosa sul serio”. A questo pensiero, ho provato un po’ di auto-biasimo e mi sono detto che stavolta dovevo essere diligente nelle correzioni e smetterla di essere superficiale. Così, dopo aver risolto i problemi, ho ricontrollato l’intero video. Ho scoperto altri punti in cui le transizioni non erano fluide e li ho corretti. Anche se mi è costato tempo ed energie in più, mi sentivo sereno. Quella volta, dopo che ho consegnato il video, è stato caricato sul sito senza intoppi.
In seguito, ripensando a come il mio atteggiamento superficiale avesse ritardato il caricamento, mi sono sentito molto in colpa. Durante le mie devozioni spirituali, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha fornito una certa comprensione del mio stato. Dio Onnipotente dice: “È un elemento di indole corrotta gestire le cose in maniera così superficiale e irresponsabile: si tratta dell’abiezione a cui le persone fanno spesso riferimento. In tutto ciò che fanno, lo fanno fino al punto di dire ‘è quasi giusto’ e ‘ci va vicino’; è un atteggiamento fatto di ‘forse’, ‘circa’ e ‘ottanta per cento’; fanno le cose in maniera superficiale, si accontentano di fare il minimo e sono soddisfatti di farcela bluffando; non vedono il motivo di prendere le cose sul serio o di essere meticolosi, vedono ancor meno senso nel ricercare le verità principi. Non è forse un elemento di indole corrotta? È forse una manifestazione di normale umanità? No. È giusto invece definirla arroganza ed è anche del tutto opportuno chiamarla indisciplinatezza, ma per coglierne il significato preciso l’unica parola adatta è ‘abiezione’. Moltissime persone hanno dentro di loro questa abiezione, solo in misura diversa. In tutte le questioni, desiderano fare le cose in modo sciatto e superficiale; in tutto ciò che fanno vi è un sentore di inganno. Imbrogliano gli altri quando possono, prendono scorciatoie quando possono e risparmiano tempo quando possono. Pensano: ‘Fintanto che evito di essere rivelato, non causo problemi e non sono chiamato a rispondere, me la caverò con l’imbroglio. Non è necessario che io faccia un lavoro eccellente, è troppo disturbo!’ Simili persone non padroneggiano mai niente e non sono disposte ad applicarsi né a soffrire e a pagare un prezzo nello studio. Vogliono soltanto scalfire la superficie dell’argomento e poi si dichiarano esperti in materia, convinti di averlo imparato con successo; poi si affidano a ciò per cavarsela alla meno peggio. Non è forse un atteggiamento che gli individui hanno verso altre persone, eventi e cose? È forse un atteggiamento valido? No. In parole semplici, è un ‘cavarsela alla meno peggio’. Tale abiezione è presente in tutta l’umanità corrotta. Le persone che nella loro umanità sono abiette adottano il punto di vista e l’atteggiamento di ‘cavarsela alla meno peggio’ in tutto ciò che fanno. Persone siffatte sono forse in grado di fare adeguatamente il loro dovere? No. Sono in grado di fare le cose con principio? Ancora più improbabile” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 8: Vogliono che gli altri si sottomettano solo a loro, non alla verità o a Dio (Parte seconda)”). Solo dopo aver letto le parole di Dio ho capito. Quando le persone trattano sempre le cose con un atteggiamento poco serio e irresponsabile, ricorrendo a mezzi superficiali e ingannevoli solo per risparmiarsi la fatica, è perché vi è abiezione in loro. Dio detesta questo costante atteggiamento di sbrigarsela alla meno peggio nel fare il loro dovere. Le parole di Dio smascheravano il mio stato preciso. Quando dovevo dedicare più tempo alla selezione delle clip per il video che stavo montando, l’ho trovato una seccatura e volevo solo risparmiarmi lo sforzo, così ho preso delle inquadrature a caso e le ho montate insieme. Anche quando ho visto che le transizioni non erano fluide, non ho voluto sistemarle. Speravo addirittura di farla franca se il fratello che avrebbe revisionato il video non se ne fosse accorto. Alla fine, il video presentava molti problemi e le ripetute revisioni ne hanno ritardato il caricamento. Stavo intralciando e disturbando il lavoro video della chiesa! Di fatto, il dovere fondamentale di un montatore è selezionare le clip più adatte possibile e poi usare certe tecniche per rendere il video fluido. Questi sono l’atteggiamento e il senso di responsabilità minimi che un montatore dovrebbe avere. Io invece cercavo sempre di risparmiarmi la fatica, prendendo scorciatoie e facendo il furbo, e trattavo il mio dovere con la mia abiezione, accontentandomi di un montaggio approssimativo che andasse “più o meno bene”. Se avessi continuato così a lungo, non solo avrei fallito nel mio dovere di montatore, ma sarei stato anche rivelato ed eliminato per aver ritardato il lavoro video. Le conseguenze sarebbero state troppo gravi! Resomene conto, mi sono sentito malissimo e ho provato profondo rimorso. Allora ho pregato Dio, disposto a invertire rotta e a non trattare più il mio dovere basandomi sulla mia abiezione.
Dopodiché, sono diventato un po’ più diligente nel mio dovere. Una volta stavo montando un video in lingua slovacca e, dopo che l’ho consegnato, la sorella che l’ha revisionato ha segnalato un problema nelle pause tra le battute del dialogo. In seguito, ho scoperto un metodo che poteva risolvere quel problema, così ho provato ad applicarlo al mio montaggio. Con mia sorpresa, quando ho riconsegnato il video, la sorella ha detto che era ben montato e scorreva in modo fluido. Ero molto felice di sentirlo e sembrava che in effetti quel metodo potesse in qualche modo migliorare i risultati del mio dovere. Tuttavia, quel metodo era un po’ una scocciatura da usare; richiedeva alcuni passaggi extra. Se avessi montato ogni video in quel modo, sarebbe stata una seccatura e avrei dovuto faticare di più. Così sono tornato al mio vecchio metodo di montaggio e, come si poteva prevedere, sono comparsi di nuovo molti problemi. Ero ben consapevole che, se mi fossi impegnato di più e avessi investito un po’ più di tempo, quei problemi si sarebbero potuti evitare. Pensando a questo, ho provato un profondo auto-rimprovero: “Perché non riesco semplicemente a impegnarmi di più nel mio dovere e a pagare un prezzo maggiore? Perché sono di nuovo superficiale?” Mi sono ricordato che Dio ha smascherato che chi è privo di virtù non può fare bene alcun dovere, così ho cercato quel capitolo delle parole di Dio per leggerlo. Dio Onnipotente dice: “Che tipo di persone Dio salva? Si potrebbe dire che tutti coloro che Dio salva hanno coscienza e ragione e sanno accettare la verità, poiché solo chi ha coscienza e ragione è in grado di accettare e fare tesoro della verità e, fintanto che comprende la verità, sa praticarla. Le persone prive di coscienza e di ragione sono quelle che non possiedono umanità; in parole povere, diciamo che mancano di virtù. Qual è la natura della mancanza di virtù? È il non possedere umanità, essere indegni di essere definiti umani. […] Coloro che mancano di virtù sono privi di umanità: come possono svolgere bene i loro doveri? Sono indegni di farlo e non sono capaci di svolgere bene alcun dovere. Persone del genere sono indegne di essere chiamate umane: sono bestie, bestie con sembianza umana. Solo chi ha coscienza e ragione è in grado di gestire le questioni umane, essere fedele alla parola data, degno di fiducia e definirsi un ‘gentiluomo retto’. Il termine ‘gentiluomo retto’ non è usato nella casa di Dio: essa, al contrario, richiede che le persone siano oneste, questa è la verità. Soltanto le persone oneste sono degne di fiducia, possiedono coscienza e ragione e meritano di essere chiamate umane. Se una persona è in grado di accettare la verità e di agire secondo i principi mentre svolge i propri doveri e arriva a svolgerli all’altezza degli standard, allora è onesta e degna di fiducia. E le persone in grado di ottenere la salvezza di Dio sono persone oneste. Essere una persona onesta e degna di fiducia non dipende dalle tue capacità o dal tuo aspetto, e ancor meno dalla tua levatura, dalla tua competenza o dai doni che hai. È sufficiente che tu accetti la verità, agisca in modo responsabile, sia dotato di coscienza e ragione e riesca a sottometterti a Dio. Indipendentemente dalle capacità che una persona possiede, la vera preoccupazione è che sia priva di virtù. Chi è privo di virtù non è un essere umano, ma piuttosto una bestia. Coloro che vengono eliminati dalla casa di Dio vengono eliminati perché sono sprovvisti di umanità e completamente privi di virtù. Pertanto, coloro che credono in Dio devono essere in grado di accettare la verità e devono essere persone oneste, possedere perlomeno coscienza e ragione, riuscire a svolgere bene i propri doveri e adempiere l’incarico da parte di Dio. Solo queste persone possono raggiungere la salvezza di Dio: sono coloro che credono sinceramente in Lui e si spendono sinceramente per Lui. Queste sono le persone che Dio salva” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito. Dio salva coloro che possiedono coscienza e ragione, perché solo le persone dotate di coscienza e ragione possono accettare e praticare la verità e fare bene i propri doveri. Chi è privo di umanità, coscienza e ragione non può accettare la verità; anche se la capisce, non è in grado di metterla in pratica. Agli occhi di Dio, tali persone non sono esseri umani ma bestie e saranno solo eliminate da Lui. Lo smascheramento delle parole di Dio mi ha trafitto il cuore. Ero esattamente il tipo di individuo che Dio stava smascherando, qualcuno senza coscienza né ragione. Credevo in Dio da oltre dieci anni e avevo letto molte delle Sue parole riguardo al fare i doveri con devozione e non essere superficiali. Eppure ora, solo per risparmiare alla mia carne un po’ di sofferenza, continuavo a prendere scorciatoie e a fare il furbo, ritardando il lavoro. Non ero affatto qualcuno che accettava la verità, né una persona dotata di coscienza e ragione. Il fatto è che, quando mi imbattevo in video difficili, avrei potuto montarli bene se solo ci avessi investito più impegno e tempo. Ma non volevo quella scocciatura. Per l’agio della mia carne, mi limitavo a scegliere a caso alcune inquadrature e a montarle insieme. Anche quando vedevo che le transizioni non erano fluide, non le sistemavo, cosa che portava il video a essere più volte rimandato indietro per le revisioni, ritardandone il progresso. Sapevo chiaramente che c’erano modi migliori per gestire i problemi del video e ottenere un risultato migliore ma, siccome avevo paura di soffrire nella carne, sceglievo il metodo che richiedeva il minimo sforzo, causando problemi al video e ritardando il processo con revisioni e reinvii continui. In realtà, montare bene un video non richiede competenze tecniche avanzate; lo si può fare con cura, diligenza e un po’ di impegno in più. Ma io non riuscivo a fare nemmeno quello. Non avevo davvero alcuna coscienza! Mi preoccupavo solo dell’agio della mia carne, non avevo il minimo riguardo per il lavoro della chiesa e non tutelavo affatto gli interessi della chiesa. Ero così inaffidabile, così privo di virtù e così sprovvisto di umanità! Se quel video fosse stato montato da una persona responsabile, avrebbe potuto essere caricato rapidamente e iniziare a fare la sua parte nel lavoro di diffusione del Vangelo un giorno prima. Ero io ad aver ritardato il caricamento del video. Stavo intralciando e disturbando il lavoro video; mi stavo opponendo a Dio! Se non avessi invertito rotta, alla fine sarei stato sdegnato, rivelato ed eliminato da Dio. Non potevo andare avanti così. Dovevo praticare in base alle parole di Dio, perseguire l’essere una persona onesta, adempiere le mie responsabilità e fare del mio meglio per risolvere ogni problema che individuavo. Ho anche pregato Dio nel mio cuore: “O Dio, sono stato superficiale e irresponsabile nel mio dovere. Non ho fatto ciò che ero capace di fare bene e ho ritardato il caricamento del video. Sono davvero privo di coscienza e ragione e sono inaffidabile. O Dio, sono disposto a pentirmi. Anche se significa investire più tempo ed energie, soffrire di più e pagare un prezzo più alto, fintanto che può portare a buoni risultati, sono disposto a farlo. Se mai sarò di nuovo superficiale, Ti prego di disciplinarmi e castigarmi”.
Dopodiché, ho cambiato il mio precedente atteggiamento sbagliato verso il dovere. Sebbene investissi tempo ed energie extra nel montaggio dei video, i video montati apparivano molto più fluidi e il processo di caricamento è diventato un po’ più rapido. Facendo il mio dovere in quel modo, mi sentivo più sereno. Dopo un po’ di tempo, il supervisore mi ha mandato un messaggio dicendo che diversi fratelli e sorelle avevano commentato che i video che montavo erano piuttosto fluidi e mi ha chiesto se avessi dei buoni metodi da condividere con tutti. Questo mi ha fatto sentire profondamente commosso e indotto a riflettere. Avevo semplicemente seguito ciò che dice Dio, mettendo più impegno nel mio dovere e pagando un prezzo maggiore. Non mi aspettavo che i risultati del mio dovere migliorassero così tanto. In seguito, ho condiviso la mia esperienza e il mio metodo di montaggio con fratelli e sorelle e tutti l’hanno trovato abbastanza utile.
Durante le mie devozioni spirituali, ho letto un passo delle parole di Dio e ho acquisito una certa comprensione delle conseguenze dell’essere superficiali. Dio Onnipotente dice: “Per svolgere bene i propri doveri, è molto importante che le persone facciano la loro parte; la loro mentalità è cruciale, e dove concentrano i loro pensieri e le loro idee è molto importante. Dio sottopone a scrutinio e può vedere quale mentalità hanno le persone e quanto cuore ci mettono mentre svolgono i propri doveri. Metterci tutto il proprio cuore e la propria forza è fondamentale, e fare la propria parte è cruciale. Le persone dovrebbero sforzarsi di non avere rimpianti per i doveri che hanno completato e le cose che hanno fatto, e di non essere in debito con Dio. Questo è veramente ciò che significa dare tutto il proprio cuore e la propria forza. Se non metti mai tutto il tuo cuore e la tua forza nel tuo dovere e sei costantemente superficiale, causando enormi perdite al lavoro e rimanendo ben lontano dai risultati richiesti da Dio, allora puoi solo essere eliminato. Allora ci sarà ancora tempo per provare rimorso? Non ce ne sarà. Questo sarà un rimpianto eterno, una macchia! Essere costantemente superficiali è una macchia, una grave trasgressione, non è vero? (Sì.) Devi sforzarti di fare bene ciò che ti spetta e tutto ciò che dovresti fare, con tutto il tuo cuore e la tua forza, e di non essere superficiale o lasciarti dei rimpianti. In questo modo, il dovere che fai sarà ricordato da Dio. Quelle cose ricordate da Dio sono buone azioni. Che cosa sono, allora, le cose che non vengono ricordate da Dio? (Sono trasgressioni e malefatte.) Potresti non essere in grado di accettare che ora le chiamiamo malefatte, ma quando verrà il giorno in cui queste cose causeranno gravi conseguenze e daranno origine a un’influenza negativa, ti renderai conto che queste trasgressioni non sono semplici trasgressioni comportamentali, ma malefatte. Quando arriverai a questa consapevolezza, proverai rimpianto: ‘Se solo avessi saputo allora quello che so adesso! Se solo ci avessi messo un po’ più di pensiero e impegno allora, queste conseguenze avrebbero potuto essere evitate’. Nulla cancellerà questa macchia eterna dal tuo cuore e, se ti lascia con un senso di colpa duraturo, significa che sono guai. Quindi, nello svolgere il tuo dovere ora, devi concentrarti sul cercare la verità e agire secondo i principi, sforzandoti di mettere tutto il tuo cuore e la tua forza nel tuo incarico ricevuto da Dio, e tutto ciò che fai deve lasciarti con la coscienza pulita e senza rimpianti, ed essere ricordato da Dio. Evita a tutti i costi di essere superficiale. Se commetti un errore d’impulso ed è una grave trasgressione, questa diventerà una macchia eterna. Una volta che avrai dei rimpianti, non sarai in grado di rimediare: saranno permanenti. Dovresti vedere chiaramente questi due cammini. Quale dovresti scegliere per ottenere l’approvazione di Dio? Svolgere il tuo dovere con tutto il tuo cuore e la tua forza, preparare sufficienti buone azioni e sforzarti di guadagnare la verità: solo in questo modo puoi evitare di avere rimpianti. Qualunque cosa accada, non fare il male e non disturbare lo svolgimento del dovere delle altre persone, non commettere alcun atto di violazione della verità e di opposizione a Dio, e non procurarti rimpianti per tutta la vita. Qual è la conseguenza del commettere troppe trasgressioni? È che accumulerai per te stesso l’ira di Dio alla Sua presenza! Più trasgressioni commetti, più accumuli l’ira di Dio: alla fine, verrai punito” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Leggere le parole di Dio mi ha profondamente commosso. Ho riflettuto ripetutamente su queste parole: “Essere costantemente superficiali è una macchia, una grave trasgressione” e mi sono reso conto che, essendo sempre superficiale nel mio dovere, non solo non stavo preparando alcuna buona azione, ma stavo in realtà accumulando azioni malvagie. Se un giorno ciò avesse portato a gravi conseguenze, sarei stato completamente rivelato ed eliminato. Se i video che montavo fossero andati direttamente online senza che nessuno li controllasse, tutti i problemi in essi contenuti avrebbero gravemente disonorato Dio! Avevo goduto di così tanta irrigazione e tanta provvista della verità da parte di Dio, quindi avrei dovuto adempiere il mio dovere e montare bene i video. E invece ero superficiale e irresponsabile. C’era forse qualche differenza tra me e coloro che, nell’Età della Legge, offrivano a Dio bovini, pecore e colombe zoppi e ciechi? Io stavo godendo della grazia e delle benedizioni di Dio senza pensare a ripagare il Suo amore e ciò che offrivo era l’offerta più scadente. Questo era palesemente prendere in giro e ingannare Dio; era accumulare la Sua ira! Se avessi continuato senza pentirmi, come minimo sarei stato privato dell’opportunità di fare il mio dovere e, se la cosa fosse stata grave, sarei stato punito da Dio. Ho pensato a un tale di nome Matias, che era stato costantemente superficiale nel suo dovere. In tutto ciò che faceva, cercava solo di sbrigarsela e gli altri dovevano costantemente correggere i suoi errori e sistemare i suoi pasticci, cosa che causava grave intralcio e disturbo al lavoro della chiesa. Dopo essere stato potato più volte, non si è comunque pentito ed è stato mandato in una chiesa comune. In seguito ho saputo che neanche lì ha invertito rotta; ha persino smesso di fare dei doveri e alla fine è stato allontanato dalla chiesa. Pensando ai fallimenti altrui, non ho potuto fare a meno di provare paura. Sono anche giunto a sperimentare che l’indole giusta di Dio non tollera offesa. Il fatto che potessi ancora fare un dovere nella chiesa era la misericordia di Dio e un’opportunità per pentirmi. Dovevo subito cercare la verità per risolvere il mio problema di essere superficiale nel dovere.
In seguito, ho trovato nelle parole di Dio il cammino per eliminare il mio atteggiamento superficiale. Dio Onnipotente dice: “Quando svolgi il tuo dovere, stai in effetti facendo ciò che devi fare. Se lo fai dinanzi a Dio, se svolgi il tuo dovere e ti sottometti a Dio con un atteggiamento di onestà e col cuore, questo atteggiamento non sarà molto più giusto? Come puoi allora applicare questo atteggiamento alla tua vita reale? Devi fare di ‘adorare Dio col cuore e con onestà’ la tua realtà. Quando vuoi essere superficiale, quando vuoi agire in maniera evasiva e pigra, e quando ti distrai o vuoi divertirti, devi domandarti: ‘Comportandomi così, sono forse inaffidabile? Questo significa mettere il mio cuore nel fare il mio dovere? Facendo così, sono forse privo di devozione? Sto forse mancando di essere all’altezza dell’incarico affidatomi da Dio?’ Ecco come devi riflettere su te stesso. Se vieni a sapere di essere sempre superficiale nel tuo dovere, di non essere devoto, e di aver ferito Dio, cosa dovresti fare? Dovresti dire: ‘In quel momento, ho percepito che c’era qualcosa che non andava, ma non l’ho considerato un problema; ci sono passato sopra con noncuranza. Solo ora mi rendo conto di essere stato davvero superficiale, di non avere adempiuto le mie responsabilità. Sono davvero privo di coscienza e di ragione!’ Hai individuato il problema e acquisito una qualche conoscenza di te stesso: ora, quindi, devi cambiare rotta! Avevi un atteggiamento sbagliato verso l’assolvimento del tuo dovere. Lo trattavi come un lavoro addizionale e facevi soltanto uno sforzo distratto, e non ci mettevi il cuore. Se sarai di nuovo così superficiale, dovrai pregare Dio e permettere che Lui ti disciplini e castighi. Solo se hai questa determinazione nell’assolvere il tuo dovere puoi davvero pentirti. Avrai invertito rotta quando avrai la coscienza in pace e il tuo atteggiamento verso il tuo dovere sarà trasformato” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo leggendo le parole di Dio e riflettendo sulla verità frequentemente vi può essere un cammino da seguire”). “Poiché le persone hanno un’indole corrotta, sono spesso superficiali nello svolgimento del loro dovere. Questo è il problema più grave. Se le persone devono svolgere bene i propri doveri, devono prima risolvere il problema della superficialità. Fintanto che hanno una mentalità superficiale, non saranno in grado di svolgere bene i propri doveri, il che significa che risolvere il problema della superficialità è la cosa più importante. Quindi, come dovrebbero praticare? Per prima cosa, devono risolvere la questione della loro mentalità: devono trattare i propri doveri correttamente, fare le cose seriamente e responsabilmente, ed evitare di avere un cuore propenso all’inganno e superficiale. Il proprio dovere viene svolto per Dio, non per una persona qualsiasi; se le persone sono in grado di accettare lo scrutinio di Dio, avranno la mentalità corretta. Inoltre, dopo aver fatto qualcosa, le persone devono riesaminarlo e rifletterci sopra. Se in cuor loro si sentono un po’ inquieti e, con un attento riesame, scoprono che c’è davvero un problema, allora devono correggerlo e, dopo averlo corretto, si sentiranno a proprio agio nel cuore. Sentirsi inquieti dentro di sé prova che c’è un problema. Ciò richiede un attento riesame e nulla dovrebbe essere trascurato nei punti critici. Questo è un atteggiamento responsabile nello svolgimento del proprio dovere. Se uno riesce a essere coscienzioso, ad assumersi la responsabilità e a dare tutto il proprio cuore e la propria forza, il lavoro sarà fatto bene” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Le parole di Dio mi hanno illuminato il cuore. Sapevo di dover fare tesoro dell’opportunità di fare il mio dovere e accettare lo scrutinio da parte di Dio mentre lo facevo. Ogni volta che pensavo a essere superficiale, dovevo pregare Dio e ribellarmi a me stesso, sforzandomi di ottenere i migliori risultati possibili nel mio dovere. Inoltre, dovevo impegnarmi ed essere serio in tutto ciò che facevo, e non tirarmi indietro di fronte alla fatica o alla sofferenza per ottenere buoni risultati. Dopodiché, ho praticato in conformità alle parole di Dio nel mio dovere e ho montato ogni video con cura. Quando mi imbattevo in video difficili che richiedevano molto tempo per la selezione delle clip e la trovavo una seccatura, pregavo consapevolmente Dio per ribellarmi alla mia carne, facendo del mio meglio per trovare buone clip da abbinare. Dopo aver finito il montaggio, lo ricontrollavo due volte, correggendo e ritoccando ogni problema che riuscivo a trovare. Inoltre riassumevo frequentemente i problemi che emergevano nel mio dovere e, se c’era qualcosa che non ero in grado di gestire, chiedevo al fratello con cui collaboravo. Col tempo, le mie abilità tecniche sono un po’ migliorate, il fratello che revisionava i miei video segnalava meno problemi e molti video venivano caricati direttamente dopo una sola revisione. Vedere questi risultati mi ha reso molto felice e tranquillo.
In seguito, è accaduto qualcosa che ho percepito come un test a cui venivo sottoposto. Avevo già consegnato un video che avevo montato ma, inaspettatamente, due giorni dopo una sorella mi ha d’un tratto inviato la ri-registrazione di un file audio. Ha detto che c’erano stati dei problemi tecnici con la registrazione precedente, quindi la qualità del suono non era molto buona ed era stato registrato di nuovo. Dovevo rimontare il video per abbinarlo al nuovo audio. All’inizio non riuscivo ad accettarlo e ho pensato: “Neanche per idea: rimontarlo? Non significa forse che gran parte del mio lavoro precedente è stato sprecato?” Il pensiero di dover passare un’altra mezza giornata a fare revisioni mi faceva passare la voglia di farlo; mi sembrava una scocciatura troppo grande. Allora sono andato a chiedere al supervisore e lei ha detto che, sebbene la qualità dell’audio precedente non fosse un granché, rientrava comunque nei limiti accettabili, quindi andava bene non sostituirlo. A queste sue parole, ho pensato: “Perfetto! Così posso evitarmi la scocciatura di rimontare il video”. In seguito, ho confrontato il nuovo audio che la sorella mi aveva inviato con quello vecchio e ho scoperto che il nuovo era in effetti molto migliore. A quel punto ho esitato: “Dovrei sostituire l’audio o no? Se non lo faccio, mi risparmierò la fatica e il video potrà comunque essere caricato normalmente, ma la qualità ne risentirà. La sorella ha già ri-registrato l’audio e, inserendolo al posto di quello vecchio, i risultati del video saranno migliori. Non dovrei dedicare un po’ di tempo a sostituire l’audio e a rimontare il video?” Proprio in quel momento, mi è venuto in mente un passo delle parole di Dio: “Devi sforzarti di fare bene ciò che ti spetta e tutto ciò che dovresti fare, con tutto il tuo cuore e la tua forza, e di non essere superficiale o lasciarti dei rimpianti. In questo modo, il dovere che fai sarà ricordato da Dio” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Le parole di Dio sono state per me un richiamo tempestivo. Investire un po’ di tempo extra per revisionare quel video avrebbe portato a un risultato migliore e questa è una cosa significativa e preziosa. Inoltre, questi video di testimonianze esperienziali verranno preservati per l’eternità. Se in quel momento potevo investire un po’ più di tempo per migliorare quel video, allora avrei dovuto fare del mio meglio per renderlo il migliore possibile. Questo è ciò che significa adempiere la mia responsabilità e non avere rimpianti. A questo pensiero, ho detto al supervisore: “L’audio ri-registrato è di fatto migliore. Sostituire l’audio migliorerà i risultati del video, quindi vale la pena investire del tempo extra per montarlo”. Il supervisore era d’accordo. Quando ho consegnato il video dopo averlo rimontato con il nuovo audio, ho provato un particolare senso di serenità e piacere. Anche se sostituire l’audio e rimontare il video ha richiesto tempo ed energie, migliorare i risultati del video di testimonianza esperienziale è valso la pena ed è stato significativo.
Ho ripensato a tutte le volte in cui ero stato superficiale nel mio dovere, a come, per la brama di un momentaneo agio della carne, avevo ritardato il normale caricamento di così tanti video e commesso numerose trasgressioni. Mi sono sentito pieno di rimorso e in debito. Da allora in poi, non potevo più essere superficiale nel modo in cui trattavo il mio dovere; dovevo investirci tutto il mio cuore e tutta la mia forza. In seguito, nel mio dovere, ho iniziato a concentrarmi sull’esaminare il mio atteggiamento. A volte, quando mi imbattevo in video difficili, il pensiero che fosse una seccatura e il non voler soffrire affioravano ancora. Ma poi pensavo che si trattava del mio dovere, della mia responsabilità, e che dovevo dare priorità ai risultati e non aver paura della fatica. A poco a poco, sono riuscito a ribellarmi a questi pensieri e a praticare in conformità alle parole di Dio. Grazie a Dio!