90. Dopo che il mio desiderio di benedizioni è andato in frantumi

di Li Xin, Cina

Nel 2009, una mia parente mi ha predicato il Vangelo del Regno di Dio. Mi ha detto che, negli ultimi giorni, Dio esprime la verità per purificare la nostra corruzione, salvare l’umanità dal peccato e liberarci da questa vita di sofferenza, conducendoci infine a una meravigliosa destinazione dove non ci saranno più né dolore né infelicità. Non appena ho sentito queste parole, ho pensato: “Non è forse proprio la vita a cui ho sempre anelato?” Ho quindi accettato con gioia l’opera di Dio degli ultimi giorni e ben presto ho iniziato a fare il mio dovere nella chiesa. Negli anni successivi, in famiglia andava tutto bene e la nostra vita scorreva tranquilla. Ringraziavo spesso Dio ed ero ancora più motivata a fare rinunce e a spendermi.

Poi, un pomeriggio dell’autunno del 2019, la mia figlia maggiore ha ricevuto una telefonata dalla stazione di polizia. C’era stato un incidente nel cantiere di cui mio marito era l’appaltatore. Un lavoratore migrante era morto accidentalmente sul lavoro e mio marito era stato portato in un centro di detenzione in attesa che il caso venisse gestito. All’udire la notizia, mi si è svuotata la mente. Ho pensato: “Come è potuto accadere? Quanto dovremo pagare di risarcimento? Già non abbiamo soldi: non possiamo affatto farvi fronte. Con mio marito in carcere, la nostra famiglia non andrà in rovina?” Non riuscivo nemmeno a descrivere ciò che provavo dentro di me. Mia figlia si è lamentata: “Ma non credi in Dio? Come è potuta accadere lo stesso una cosa del genere alla nostra famiglia?” Quando i nostri parenti nella nostra città lo hanno saputo, alcuni si sono lamentati: “Che sfortuna terribile che sia capitata loro questa cosa! In questi anni hanno guadagnato tutti quei soldi per nulla!” Altri hanno detto: “Chissà quanto dovranno pagare!” Nel sentirli parlare tutti insieme, senza che nessuno si offrisse di aiutarmi a raccogliere i soldi, limitandosi invece a fare osservazioni insensibili, mi sono sentita profondamente amareggiata. In aggiunta a quello, temevo che la famiglia dell’operaio defunto venisse a creare problemi. In quei giorni ero terrorizzata e in ansia. Non riuscivo a mangiare né a dormire bene. Ogni volta che pensavo al risarcimento, venivo sopraffatta dalla preoccupazione: “Tutto il denaro che mio marito ha guadagnato lavorando duramente da mattina a sera in questi anni è servito a pagare i debiti e ad acquistare macchinari e attrezzi. Non ci è rimasto un soldo. Se dovremo pagare centinaia di migliaia di yuan di risarcimento, dove prenderò una somma simile?” Tutto ciò che potevo fare era affidare queste difficoltà a Dio e pregare: “O Dio, non so che fare per questo enorme risarcimento. Non posso contare su parenti o amici. Metto tutto nelle Tue mani. Ti prego, aiutami a superare questo momento difficile”. Un paio di mesi dopo, in seguito alla mediazione del tribunale, la controparte ha richiesto un risarcimento di 280.000 yuan. L’avvocato ha detto che, se fossimo riusciti a pagare la somma e la controparte avesse firmato una lettera di perdono, mio marito non sarebbe dovuto andare in prigione. Se non fossimo riusciti a pagare, sarebbe stato condannato. Per me, 280.000 yuan erano una cifra astronomica! Come poteva una donna come me procurarsi così tanto denaro? Ma se non avessi pagato mio marito sarebbe stato condannato al carcere. Non ho avuto altra scelta che andare a chiedere soldi in prestito a tutti i nostri parenti ma, con mia sorpresa, quando ho chiesto aiuto in giro, tutti si sono rifiutati con scuse varie. Di fronte alla loro indifferenza, mi sono sentita così desolata e impotente ed ero talmente preoccupata che non riuscivo a smettere di piangere. Ho invocato Dio più e più volte, sperando che mi aiutasse a superare quel momento difficile. Ma la scadenza del pagamento si approssimava e io non ero ancora riuscita nemmeno lontanamente a raccogliere la somma. Non ho potuto fare a meno di iniziare a lamentarmi nel mio cuore: “I non credenti se la passano benissimo. Io credo in Dio, ho abbandonato tutto per la mia fede e ho perseverato nel fare il mio dovere anche quando mio marito e mio fratello hanno cercato di fermarmi. Sono una vera credente, quindi perché Dio non mi ha protetta? Perché ha lasciato che un simile disastro si abbattesse su di me?” Più ci pensavo, più sentivo di aver subito un torto, e ho invocato Dio: “O Dio, ho fatto il mio dovere per tutti questi anni. Perché non mi hai protetta? Questo disastro è come un’enorme montagna che mi schiaccia e riesco a malapena a respirare. Non ne posso più. Cosa dovrei fare?” Mi rendevo conto che era sbagliato lamentarmi, ma non avevo davvero dove rivolgermi e nel mio cuore semplicemente non ero in grado di sottomettermi. In quei giorni non riuscivo a mangiare né a dormire, non avevo alcuna energia e ho perso il cuore di leggere le parole di Dio. Mi sentivo così distante da Lui. In seguito, dato che la mia famiglia non è riuscita a trovare i soldi per il risarcimento, mio marito è stato condannato a un anno e mezzo di prigione. Di fronte a questo esito ero profondamente angosciata. Con mio marito in carcere, non c’era nessuno a guadagnare soldi per la famiglia. Come avremmo fatto ad andare avanti in futuro? Di fronte a queste difficoltà, ho sentito di non poter contare su nessuno se non su me stessa. Ho iniziato a pensare che non potevo più fare il mio dovere a tempo pieno e che avrei dovuto fare un lavoro part-time da mezza giornata.

Dopo che il supervisore della chiesa ha saputo della mia situazione, ha condiviso per aiutarmi e ha detto che avrei dovuto cercare le intenzioni di Dio in ciò che era accaduto alla mia famiglia e trarne delle lezioni. Così ho iniziato a pregare e a cercare da Dio. Durante le mie devozioni spirituali, ho letto alcune parole di Dio: “L’affermazione di Giobbe: ‘Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d’accettare le avversità?’ chiarisce da sola perché seppe sottomettersi a Dio, e in ciò c’è una verità da ricercare. Giobbe espresse forse lamentele o proteste quando disse questo? (No.) Vi erano forse ambiguità o implicazioni negative? (No.) Assolutamente no. Sottoponendosi a questa prova, Giobbe arrivò a comprendere che non spetta alle persone decidere il modo in cui il Creatore le tratta. Potrebbe essere un po’ spiacevole da sentire, ma questa è la realtà dei fatti. Dio ha disposto il destino di ognuno per tutta la vita; che tu lo accetti o no, questo è un fatto. Non puoi cambiare il tuo destino. Dio è il Creatore e tu dovresti sottometterti alle Sue orchestrazioni e disposizioni. Qualunque cosa Dio faccia è giusta perché Egli è la verità ed è il Sovrano di tutte le cose: le persone dovrebbero sottometterGlisi. Questo ‘tutte le cose’ include te e tutti gli altri esseri creati. Di chi è la colpa, allora, se vuoi sempre essere oppositivo? (È colpa nostra.) È un problema delle persone. Vuoi sempre accampare scuse e trovare appigli: questo è giusto? Vuoi sempre ricevere benedizioni e vantaggi da Dio: questo è giusto? Nulla di tutto ciò è giusto. Questi punti di vista sono una conoscenza e una comprensione errate di Dio. Proprio perché il punto di vista che guida la tua fede in Dio è errato, inevitabilmente sarai ostile verso Dio, contenderai con Lui e ti opporrai a Lui ogni volta che ti accade qualcosa, pensando sempre: ‘È sbagliato da parte di Dio fare questo; non riesco a comprenderlo. Il fatto che Egli agisca in questo modo non è conforme alle nozioni dell’uomo. Non è da Dio fare così!’ Non importa se ciò che Dio fa sia conforme alle tue nozioni e fantasie: qualunque cosa Dio faccia, Egli è comunque Dio. Se non possiedi questa ragione e questa comprensione, e sottoponi sempre a scrutinio e trai deduzioni sulle cose che ti accadono ogni giorno, tutto ciò che ne può derivare sarà che contenderai con Dio e ti opporrai a Lui a ogni occasione. Non sarai in grado di liberarti da questo stato. Se invece possiedi questa comprensione e sei in grado di assumere il posto che ti compete in quanto essere creato, e quando ti accadono le cose le metti a confronto con questo aspetto della verità, lo pratichi e vi entri, allora giungerai dentro di te a temere Dio sempre di più. Senza rendertene conto, arriverai a percepire: ‘Viene fuori che ciò che Dio fa non è sbagliato; tutto ciò che Dio fa è buono. Le persone non devono sottoporlo a scrutinio e analizzarlo. Mi metterò semplicemente alla mercé delle orchestrazioni di Dio!’ E quando ti ritroverai incapace di sottometterti a Dio o di accettare le Sue orchestrazioni, il tuo cuore si sentirà rimproverato: ‘Non sono stato un buon essere creato. Perché non riesco semplicemente a sottomettermi? Non sto rattristando il Creatore?’ Più desideri essere un buon essere creato, più questo aspetto della verità ti si fa chiaro e lucido(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “L’atteggiamento che l’uomo dovrebbe avere verso Dio”). In precedenza, avevo letto spesso la storia di Giobbe, ma l’avevo sempre considerata solo una storia. Mentre ci riflettevo di nuovo quel giorno, al vedere come Giobbe non avesse peccato con le parole nemmeno di fronte a prove così grandi, mi sono sentita piena di ammirazione per la sua sottomissione a Dio. Giobbe perse tutte le sue greggi e mandrie che ricoprivano le colline, la sua immensa fortuna e tutti i suoi figli; inoltre fu ricoperto da piaghe dolorose, eppure non si lamentò di Dio. Sapeva che Dio è il Creatore e che, qualunque cosa Egli faccia, l’uomo dovrebbe sottomettersi. Sapeva che questa è la ragionevolezza che un essere creato dovrebbe possedere e che non si può essere felici quando Dio benedice però lamentarsi quando Egli toglie; ciò significherebbe assumere la posizione sbagliata. Ecco perché Giobbe fu in grado di dire: “Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d’accettare le avversità?” (Giobbe 2:10). Giobbe credeva che qualunque cosa Dio facesse fosse buona e, anche se non capiva, era comunque capace di sottomettersi. Rispetto alle prove affrontate da Giobbe, cos’era mai ciò che era capitato a me? Ciononostante, non ho mostrato la minima sottomissione. Passavo le giornate a proclamare: “Dio ha la sovranità su tutte le cose e governa tutte le cose; dovremmo sottometterci alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni” ma, quando mio marito si è trovato nei guai, non ho saputo sottomettermi affatto. Ho preteso ripetutamente che Dio mi aiutasse a risolvere le mie difficoltà immediate. Quando Egli non ha soddisfatto le mie richieste, L’ho persino messo in discussione, chiedendoGli perché avesse lasciato che mi accadesse una cosa del genere. Sentivo che Dio ce l’aveva con me, che ciò che faceva era irragionevole. Ho persino pensato di abbandonare il mio dovere per trovare da sola una via d’uscita. Ho visto che non avevo alcuna comprensione della sovranità di Dio e nemmeno una traccia di un cuore che teme Dio. Pensandoci, prima che credessi in Dio, la mia famiglia ha avuto sia momenti buoni che cattivi. Anche i non credenti a volte sperimentano momenti di agio mentre altre volte affrontano disastri naturali o causati dall’uomo. In realtà, il fato che una persona ha nella vita, comprese quante avversità e battute d’arresto affronterà, è stato preordinato da Dio molto tempo fa. Ma io ero convinta che coloro che credono in Dio dovessero avere una vita migliore dei non credenti e non dovessero incontrare disastri. Non era forse una comprensione distorta e una mancanza di conoscenza della sovranità di Dio? Dio è il Creatore. Egli conosce meglio di chiunque altro i nostri bisogni e predispone ambienti adatti affinché li sperimentiamo. Ci sono sempre la sovranità e le disposizioni di Dio dietro ciò che accade a ogni persona e in quale momento le accade. Anche se in apparenza le cose non sono in linea con le nostre nozioni, sono sicuramente di beneficio per la nostra vita: avrei dovuto sottomettermi e cercare le intenzioni di Dio. Ma, sebbene avessi goduto di così tanta grazia e tante benedizioni da parte Sua e dell’irrigazione e del nutrimento delle Sue parole, non ho mostrato la minima gratitudine. Nel momento in cui è accaduto qualcosa che non era di mio gradimento, mi sono lamentata amaramente contro Dio. Ho visto quanto fossi priva di umanità! Ero colma di rimorso e ho pregato Dio pentendomi, disposta a sottomettermi alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni.

In seguito, ho riflettuto su me stessa: perché mi lamentavo di Dio ogni volta che accadeva qualcosa di spiacevole? Allora ho letto alcune parole di Dio: “Speri che la tua fede in Dio non comporti alcuna difficoltà o tribolazione, né la benché minima sofferenza. Persegui costantemente le cose prive di valore e non ne attribuisci alcuno alla vita, anteponendo invece i tuoi pensieri smodati alla verità. Sei talmente privo di valore! Vivi come un maiale; che differenza c’è tra te e i maiali e i cani? Quelli che non perseguono la verità e invece amano la carne non sono tutti delle bestie? I morti senza spirito non sono tutti dei cadaveri ambulanti? Quante parole sono state pronunciate tra di voi? È forse stata poca l’opera compiuta tra di voi? Quanto ho fornito tra di voi? Allora perché non lo hai guadagnato? Di che cosa ti lamenti? Non è forse che non hai guadagnato nulla perché sei troppo innamorato della carne? E non è che i tuoi pensieri sono troppo smodati? Non è perché sei troppo stupido? Se non guadagni queste benedizioni, puoi forse incolpare Dio per non averti salvato? Tutto ciò che persegui è essere in grado di guadagnare la pace dopo aver creduto in Dio, che i tuoi figli non si ammalino, tuo marito abbia un buon lavoro, tuo figlio trovi una buona moglie, tua figlia trovi un buon marito, i tuoi buoi e cavalli arino la terra per bene, che ci sia un anno di bel tempo per le tue colture. Questo è ciò che persegui. Persegui solo di vivere nella comodità, che nessuna disgrazia si abbatta sulla tua famiglia, che i venti ti passino accanto, che il tuo viso non sia colpito dalla polvere, che le colture della tua famiglia non vengano inondate, di non subire alcun disastro, di vivere nell’‘abbraccio di Dio’, di vivere in un nido accogliente. Un vigliacco come te che persegue costantemente la carne: hai forse un cuore, uno spirito? Non sei una bestia? Io ti dono la vera via senza chiedere nulla in cambio, ma tu non la persegui. Sei ancora uno di quelli che credono in Dio? Ti dono la vita umana vera, ma tu non la persegui. Non sei forse dello stesso tipo dei maiali e dei cani? I maiali non perseguono la vita dell’uomo né l’essere purificati, e non capiscono che cosa sia la vita. Ogni giorno, dopo aver mangiato a sazietà, si mettono semplicemente a dormire. Io ti ho donato la vera via, ma tu non l’hai guadagnata, resti a mani vuote. Sei disposto a continuare a condurre questa vita, la vita di un maiale? Quale significato ha che persone simili vivano? La tua vita è spregevole e ignobile, vivi in mezzo a sudiciume e licenziosità e non persegui alcun obiettivo, quindi la tua vita non è forse la più ignobile di tutte? Hai l’impudenza di guardare Dio in faccia? Se continui a fare esperienza in questo modo, non otterrai nulla, vero? Ti è stata donata la vera via, ma che alla fine tu la possa guadagnare o meno dipende dal tuo perseguimento(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio”). Mentre riflettevo su di esse, le parole di Dio mi hanno trafitto il cuore. Non ero forse esattamente il tipo di individuo smascherato da Dio, qualcuno che cerca sempre la pace della carne ed è privo di cuore e spirito? Il motivo per cui ho iniziato a credere in Dio è stato che la mia famiglia affrontava sempre problemi e volevo semplicemente trovare un sostegno. Quando ho udito che Dio poteva salvare le persone e donare pace e benedizioni, L’ho trattato come il mio grande salvatore. Pensavo che, fintanto che avessi creduto in Dio e fatto bene il mio dovere, Egli avrebbe benedetto la mia famiglia con la pace e ci avrebbe preservati da disastri o calamità. Quando mio marito ha ottenuto l’appalto di costruzione e le condizioni di vita della nostra famiglia sono migliorate, ho ringraziato Dio profusamente e sono diventata ancora più attiva nel mio dovere. Ma, quando è accaduto l’incidente nel suo cantiere, non potevamo permetterci il risarcimento e lui è stato condannato al carcere, allora mi sono lamentata del fatto che Dio non mi avesse protetta e non volevo nutrirmi delle Sue parole né pregare. Ho persino ritenuto che non si potesse fare affidamento su Dio e ho pensato di trovare da sola una via d’uscita cercando un lavoro part-time per guadagnare soldi. Basta pensare che Dio negli ultimi giorni Si è fatto carne ed è venuto sulla terra per donare all’uomo abbondanti verità, permettendo alle persone di sperimentare la Sua opera, perseguire la verità e raggiungere un cambiamento di indole, affinché possano infine essere salvate ed entrare nel Suo Regno. Questi sono il grande amore e la grande salvezza di Dio per l’umanità. Invece, nella mia fede in Dio, gli obiettivi del mio perseguimento erano errati; volevo solo godere delle comodità della carne e nutrivo persino la fantasia che, se una persona crede in Dio, tutta la sua famiglia è benedetta. Non è forse lo stesso punto di vista sulla fede che hanno le persone religiose? Negli ultimi giorni, Dio compie l’opera di giudizio e castigo, esprimendo la verità per purificare l’indole corrotta delle persone. Dio spera che tutti siano in grado di perseguire e guadagnare la verità e di vivere una vita significativa. Io invece ho sempre perseguito solo grazia e benedizioni, cercando le comodità della carne come un animale. Questo è il genere di vita più patetico e privo di valore. Se avessi continuato a perseguire in questo modo, non avrei guadagnato la verità e non avrei raggiunto alcun cambiamento nella mia indole. Non mi sarei ritrovata con un pugno di mosche, senza nulla in mano? Alla fine, sarei stata comunque eliminata da Dio. Ho visto quanto ero sciocca e ignorante!

In seguito, ho letto un altro passo delle parole di Dio e acquisito una certa comprensione della mia natura. Dio Onnipotente dice: “Uno degli intenti e degli atteggiamenti principali degli anticristi nei confronti del loro dovere è usarlo come un’opportunità per condurre una transazione con Dio e guadagnare i benefici che desiderano. Credono inoltre: ‘Quando le persone abbandonano le loro famiglie e rinunciano alle loro prospettive mondane per fare il loro dovere nella casa di dio, va da sé che dovrebbero guadagnare qualcosa, ricevere qualcosa in cambio, solo questo è giusto e ragionevole. Se si fa il proprio dovere e non si ottiene nulla, anche se si ricevono delle verità, non ne vale la pena. Nemmeno il cambiamento d’indole è un vantaggio così tangibile: anche se si è ricevuta la salvezza, nessuno sarà in grado di vederlo!’ Questi miscredenti chiudono gli occhi di fronte a qualsiasi richiesta che Dio ponga all’umanità. Non la riconoscono e non ci credono, adottano un atteggiamento di negazione. A giudicare dagli atteggiamenti e dalle intenzioni con cui gli anticristi trattano il loro dovere, è chiaro che non sono persone che perseguono la verità e che sono invece miscredenti e opportunisti; provengono da Satana. Avete mai sentito dire che Satana è capace di assolvere lealmente un dovere? (No.) Se Satana è capace di assolvere il suo ‘dovere’ davanti a Dio, allora questo dovere deve essere messo tra virgolette, perché Satana lo sta facendo passivamente e per costrizione; Satana è manovrato da Dio e Dio lo sta sfruttando. Pertanto, a causa della loro essenza da anticristo e poiché non amano la verità e provano avversione per essa; ancor più, a causa della loro natura malvagia, non sono in grado di svolgere i loro doveri di esseri creati incondizionatamente o senza compenso, né di perseguire la verità o di acquisirla mentre assolvono i loro doveri, o di svolgerli in base alle richieste delle parole di Dio(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte settima”). Dio smaschera che gli anticristi hanno una natura egoistica e spregevole e provano avversione per la verità. Nel fare il loro dovere, cercano soltanto di stringere accordi con Dio. Credono che, poiché hanno pagato un prezzo rinunciando alle cose e spendendosi nel loro dovere, Dio debba donare loro grazia e benedizioni a richiesta e che questa sia l’unica via equa e ragionevole; altrimenti, Dio non sarebbe giusto. La mia natura essenza era brutta e malvagia proprio come quella di un anticristo. In tutti quegli anni, sono stata capace di perseverare nel mio dovere nonostante l’ostacolo da parte di mio marito e la derisione dei miei parenti solamente al fine di ricevere maggiori benedizioni da Dio. Avevo sempre creduto che, se mi fossi spesa per Dio e avessi fatto il mio dovere, Egli mi avrebbe benedetta e protetta, donandomi una vita libera da preoccupazioni, una vita di pace in cui tutto filasse liscio. Non avrei mai immaginato che sarebbe accaduto un incidente nel cantiere di mio marito e che lui sarebbe stato condannato al carcere perché non potevamo permetterci il risarcimento. Lo trovavo insopportabile, così ho usato le mie rinunce e il mio spendermi come leva per discutere con Dio, chiedendoGli perché non mi avesse protetta e perché avesse lasciato che quel grande disastro si abbattesse su di me. Vivevo secondo leggi di sopravvivenza sataniche come “Non fate nulla senza un tornaconto”, “Lottate per ogni briciola” e “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”. Con chiunque interagissi, se pagavo un prezzo, mi aspettavo qualcosa in cambio. Dopo aver iniziato a credere in Dio, ho cercato naturalmente di stringere accordi anche con Lui. Credevo che, fintanto che avessi sofferto e mi fossi spesa per Dio, Egli avrebbe dovuto benedirmi; altrimenti, non era giusto. Un vero credente fa il proprio dovere senza accordi né pretese. Proprio come Noè, che diede tutto sé stesso per costruire l’arca, perseverando per centoventi anni, giorno dopo giorno. Egli soffrì e pagò un prezzo solo per portare a termine l’incarico ricevuto da Dio, senza mai considerare guadagni o perdite personali. Invece la mia fede in Dio è consistita dall’inizio alla fine solo nell’usarLo per raggiungere il mio obiettivo di essere benedetta. Non ero affatto una vera credente; stavo cercando di ingannare e usare Dio. La mia natura era malvagia e propensa all’inganno come quella di un anticristo. Ero esattamente il tipo di miscredente e opportunista smascherato da Dio. Vedendo che le mie azioni erano così ribelli e che avevano ferito così profondamente il cuore di Dio, mi sono sentita piena di rimorso e di biasimo verso me stessa. Allora ho pregato di nuovo Dio: “O Dio, sono così priva di umanità e ragione. La mia fede in Te e lo svolgimento del mio dovere sono stati tutti tentativi di stringere accordi con Te e di ingannarTi. Ti ho deluso così tanto! Sono disposta a pentirmi. Mi sottometterò alle circostanze da Te predisposte e non mi ribellerò più né Ti spezzerò il cuore.”

In seguito, ho letto alcune parole di Dio e ho trovato in esse un cammino di pratica. Dio Onnipotente dice: “Egli considerava l’ottenere benedizioni come un obiettivo legittimo da perseguire. In che maniera è sbagliato questo? È in totale contrasto con la verità e non è in linea con l’intenzione di Dio di salvare le persone. Dato che ottenere benedizioni non è un obiettivo legittimo da perseguire per le persone, qual è un obiettivo legittimo? Perseguire la verità e un cambiamento dell’indole per diventare capaci di sottomettersi a tutte le orchestrazioni e disposizioni di Dio: questo è l’obiettivo che le persone dovrebbero perseguire. […] Quando abbandoni il desiderio di benedizioni e percorri il sentiero del perseguimento della verità, ti senti sollevato da un peso. Potresti essere ancora negativo, allora? Anche se ci saranno ancora momenti in cui sarai negativo, non ne sarai vincolato. Continuerai a pregare e a combattere nel cuore, spostando l’obiettivo del tuo perseguimento dalla ricerca di guadagnare benedizioni e di avere una certa destinazione al perseguimento della verità. Penserai tra te e te: ‘Perseguire la verità è il dovere di un essere creato. Sono arrivato a comprendere alcune verità, e questo è il raccolto più grande, la benedizione più grande di tutte. Anche se Dio non mi volesse, se non ottenessi una buona destinazione e le mie speranze di ottenere benedizioni andassero in frantumi, svolgerei comunque bene il mio dovere. Questa è una responsabilità cui non posso sottrarmi. Qualunque sia la ragione, non posso assolutamente permettere che incida sull’adempimento del mio dovere, né posso permettere che influisca sul mio completamento dell’incarico ricevuto da Dio. Questo è il principio secondo cui mi comporto’. Questo non è forse trascendere i vincoli della carne?(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Praticare la verità è l’unico modo per guadagnare l’ingresso nella vita”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che per credere in Dio si dovrebbe perseguire la verità e un cambiamento di indole e cercare la verità e sottomettersi alle orchestrazioni e disposizioni di Dio negli ambienti da Lui predisposti. Indipendentemente dal fatto che riceviamo benedizioni o incontriamo avversità, dobbiamo adempiere il nostro dovere. Questo è il cammino corretto che un credente deve percorrere. In passato, il mio cuore era colmo di desiderio di benedizioni. Quando un disastro si abbatteva, volevo sempre sfuggirvi. Vivevo in uno stato di ribellione nei confronti di Dio, una cosa troppo straziante e dolorosa. Oggi sono arrivata a capire la verità. A prescindere dal fatto che in futuro riceverò o meno benedizioni, desidero solo attenermi al mio dovere e perseguire adeguatamente la verità e un cambiamento nella mia indole. In seguito, il mio stato si è normalizzato e sono riuscita a fare il mio dovere con cuore sereno. Sebbene le difficoltà della mia famiglia esistessero ancora, ero disposta ad affidarmi a Dio per sperimentarle. Non ho più avanzato richieste irragionevoli a Dio né ho più pensato di cercare di sfuggire alla mia situazione difficile attraverso le mie capacità. Senza nemmeno rendermene conto, ho iniziato a vedere la guida di Dio. Durante l’anno circa in cui mio marito è stato in prigione, la mia figlia maggiore si è presa cura delle necessità quotidiane e degli studi della minore, così non ho dovuto preoccuparmi. Per quanto riguarda il risarcimento, la famiglia della vittima ha visto che non eravamo davvero in grado di pagare e non ha perseguito ulteriormente la questione. Ho davvero percepito che Dio mi aveva segretamente aiutata per tutto il tempo, guidandomi attraverso il periodo più difficile della mia vita.

Anche se ho attraversato un po’ di dolore e tormento in quell’anno e poco più, sono arrivata a conoscere la mia natura egoistica e spregevole e il cammino sbagliato che avevo percorso nella mia fede. Ho anche acquisito la corretta comprensione dell’indole giusta di Dio. Ho visto che tutto ciò che Dio orchestra e dispone è buono e di beneficio per la mia vita. Sono davvero giunta a comprendere che incontrare avversità non è una cosa negativa. Qualsiasi sofferenza si sperimenti, se si è capaci di comprendere la verità e di crescere nella vita, quello è ricevere la benedizione di Dio. Grazie a Dio!

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