94. Le conseguenze di scegliere i compiti facili e di sottrarsi a quelli difficili nel proprio dovere
Nell’ottobre del 2023, i leader hanno disposto che mi occupassi della creazione di effetti speciali. All’inizio, ho imparato solo alcune operazioni di base, che non richiedevano molta abilità tecnica. Dopo aver studiato, ho creato rapidamente alcuni effetti. Per poterne produrre di migliori e maggiormente realistici, dovevo imparare più tecniche. Tuttavia, avevo delle preoccupazioni: “Queste tecniche sono piuttosto difficili e non so se riuscirò a impararle”. In seguito, mentre studiavo i tutorial, c’erano alcune operazioni che sul momento ricordavo, ma che poi dimenticavo. A volte, non capivo i concetti spiegati nel tutorial, quindi apprenderli era gravoso. Dopo aver studiato per un po’, ho pensato che fosse troppo faticoso per la mente e volevo tirarmi indietro. In quel periodo, ho visto che un fratello del gruppo stava imparando la progettazione grafica e ho pensato: “Perché il supervisore non ha disposto che fossi io a occuparmi della progettazione grafica? L’ho già studiata in passato quindi, nel caso, sarebbe più facile per me iniziare e così potrei prenderla con più semplicità”. In seguito, ho esposto al fratello i miei pensieri, ma lui mi ha detto che non c’erano abbastanza persone per svolgere il dovere degli effetti speciali, quindi mi ha suggerito di continuare a studiare gli effetti speciali. Ho pensato che fosse sensato, così ho deciso di continuare a farlo. Due o tre mesi dopo, avevo studiato alcuni tutorial e avevo iniziato a lavorare su effetti speciali più difficili. Quando incontravo una difficoltà, non mi davo la pena di fare ricerche e chiedevo direttamente al fratello con cui collaboravo. Lui mi spiegava le cose pazientemente e il problema si risolveva in fretta. Pensavo tra me e me: “La prossima volta che avrò una difficoltà, mi limiterò a chiedere aiuto al mio collaboratore. In questo modo è molto più facile e non devo preoccuparmi né scervellarmi così tanto”. In seguito, ho smesso di concentrarmi sullo studio e sull’approfondimento delle abilità tecniche, e di solito creavo solo degli effetti speciali semplici, così le mie capacità miglioravano molto lentamente. Alla fine di marzo del 2024, dovevamo creare un effetto speciale più complesso e mi sono detto: “La creazione di questo effetto sarà una bella seccatura. Dovrò impegnarmi molto per studiare i tutorial e cercare informazioni da varie fonti, sarà fisicamente estenuante. Tanto vale che lo faccia fare al mio collaboratore”. In seguito, ho visto che il mio collaboratore, realizzando questo effetto speciale, aveva migliorato le sue abilità tecniche, mentre io non avevo fatto alcun progresso, perciò mi sono sentito un po’ in colpa e pentito. “Le mie competenze non erano un granché fin dall’inizio e, se avessi lavorato a stretto contatto con il mio collaboratore per approfondire alcuni effetti speciali complessi, anche le mie abilità sarebbero potute migliorare un po’”.
Dopodiché, ho iniziato a riflettere: “Perché, nell’assolvere il mio dovere, non voglio mai impegnarmi a studiare, approfondire e superare le difficoltà?” Ho letto un passo delle parole di Dio che si rivolgeva esattamente al mio stato. Dio Onnipotente dice: “Anche bramare le comodità della carne è un problema serio. Quali sono, secondo voi, alcune manifestazioni del bramare le comodità della carne? Quali esempi potete fornire da ciò che avete visto nelle vostre esperienze personali? Godere dei vantaggi del prestigio conta? (Sì.) Altro? (Preferire i compiti facili a quelli difficili quando si svolgono i propri doveri, e voler sempre scegliere i lavori leggeri.) Quando svolgono un dovere, le persone scelgono sempre i lavori leggeri, non stancanti e che non implichino sfidare gli elementi all’aperto. Questo è scegliere gli incarichi facili ed evitare quelli difficili, ed è una manifestazione di brama per le comodità della carne. Altro? (Lamentarsi di continuo quando il loro dovere è un po’ impegnativo, un po’ faticoso, quando comporta pagare un prezzo.) (Preoccuparsi del cibo e dei vestiti e dei piaceri della carne.) Queste sono tutte manifestazioni di brama per le comodità della carne. Quando un individuo di questo tipo vede che un compito è troppo faticoso o rischioso, lo scarica su qualcun altro; dal canto suo, si limita a svolgere il lavoro comodo e accampa scuse, dicendo di possedere scarsa levatura, di non avere le capacità lavorative e di non potersi far carico del compito, mentre in realtà la ragione è che brama le comodità della carne. Non vuole soffrire, indipendentemente dal lavoro che svolge o dal dovere che assolve. […] Inoltre, quando fanno un dovere, le persone si lamentano di continuo delle difficoltà e non vogliono minimamente impegnarsi; non appena hanno un po’ di tempo libero, si riposano, chiacchierano o si concedono piaceri e svaghi. E quando il lavoro aumenta, rompendo il ritmo e la routine della loro vita, ne sono infelici e scontente. Brontolano e si lamentano, e diventano superficiali nel fare i loro doveri. Questo è bramare le comodità della carne, vero? […] Le persone che indulgono nelle comodità della carne sono adatte a svolgere un dovere? Non appena qualcuno menziona l’assolvimento del dovere o parla di pagare un prezzo e di sopportare le avversità, costoro non fanno che scuotere la testa. Manifestano troppe difficoltà, sono piene di lamentele e colme di negatività. Queste persone sono inutili, non sono qualificate per fare i loro doveri e dovrebbero essere eliminate” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori, “Le responsabilità di leader e lavoratori (2)”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono reso conto che lamentarmi sempre delle avversità, tirarmi indietro di fronte alle difficoltà nel mio dovere e pensare solo a svolgere compiti facili e comodi significa scegliere il lavoro semplice e indulgere nella comodità della carne. Le persone che non vogliono sopportare nessuna avversità né pagare alcun prezzo sono incapaci di svolgere un qualsiasi lavoro effettivo. Persone così sono inutili e possono solo essere eliminate. Ero esattamente il tipo di persona pigra smascherata da Dio. Sapevo bene che per il dovere degli effetti speciali c’era carenza di personale, ma pensavo che imparare questa abilità richiedesse troppi sforzi e fosse mentalmente troppo impegnativo; ogni volta che avevo delle difficoltà, volevo tirarmi indietro, non disposto a soffrire e a pagare il prezzo per imparare. Quando ho visto un fratello del gruppo che imparava la progettazione grafica, ho pensato che, dato che avevo una certa esperienza in quel campo e la progettazione grafica non era troppo difficile, volevo occuparmi di quello e sottrarmi ai doveri relativi agli effetti speciali. In seguito, nel realizzare effetti speciali più complessi, ogni volta che incontravo problemi tecnici difficili, chiedevo semplicemente al mio collaboratore di risolverli e non studiavo né approfondivo di mia iniziativa, con il risultato che le mie abilità miglioravano molto lentamente. Sceglievo di svolgere i doveri che erano più facili, volendo solo fare compiti semplici e facili che non richiedevano molto sforzo mentale o fisico e, ogni volta che incontravo delle difficoltà, volevo rinunciare ai miei doveri, senza alcuna intenzione di superare le sfide e soddisfare Dio. Con questo atteggiamento, non potevo imparare alcuna competenza, tanto meno adempiere bene il mio dovere, e sarei solo diventato inutile e poi eliminato da Dio. Non volevo più andare avanti così. In seguito, ho preso l’iniziativa di studiare abilità più complesse relative agli effetti speciali e ho scoperto che non erano così difficili come avevo immaginato. Dopo un po’ di tempo, le mie capacità tecniche sono migliorate notevolmente. I concetti che inizialmente non capivo sono diventati più chiari e riuscivo a risolvere la maggior parte dei problemi. Ero molto felice.
Ma, dopo un po’, mi sono di nuovo accontentato della situazione. A volte, quando vedevo il mio collaboratore approfondire tecniche complesse, pensavo tra me e me: “Padroneggiare quelle tecniche sarà piuttosto difficile e tutti quei codici sconosciuti mi fanno solo venire il mal di testa. Impararle richiederebbe un grande prezzo e un notevole sforzo mentale. Sarebbe così estenuante! È già sufficiente essere arrivato a questo punto. Non c’è bisogno di complicarmi la vita. Lascerò che sia il mio collaboratore a studiare queste abilità difficili e io mi limiterò a fare ciò di cui sono capace”. Il mio collaboratore mi ha chiesto se volessi apprendere delle tecniche più complicate: a parole ho acconsentito, dicendo che le avrei imparate se avessi avuto tempo, ma in realtà non le ho mai studiate. Una volta, lui ha notato che stavo ancora studiando la stessa serie di tutorial di prima e mi ha detto: “Sono otto o nove mesi che svolgi questo dovere; com’è che non hai ancora finito questa serie?” Le sue parole mi hanno punto sul vivo, ma aveva ragione. In realtà, se avessi studiato quella serie di tutorial come si deve, avrei potuto terminarla in tre o quattro mesi, ma avevo smesso di concentrarmi sullo studio serio una volta che avevo padroneggiato alcune tecniche, quindi non l’avevo ancora finita. Come potevo fare progressi in questo modo? Vedere questo mio atteggiamento costante verso il mio dovere mi faceva stare molto male, così ho pregato, chiedendo a Dio di guidarmi a conoscere me stesso e a imparare la lezione. Ho letto le parole di Dio: “Le persone pigre non sono in grado di fare nulla. Riassumendo in due parole, sono gente inutile; hanno una disabilità di seconda classe. Per quanto buona sia la levatura delle persone pigre, non è altro che apparenza di facciata; anche se hanno buona levatura ciò non ha alcuna utilità. Sono troppo pigre, sanno cosa dovrebbero fare, ma non lo fanno, e anche se sono consapevoli che qualcosa costituisce un problema, non ricercano la verità per risolverlo, e pur sapendo quali avversità dovrebbero affrontare perché il lavoro sia efficace, non sono disposte a sopportare queste proficue avversità; quindi non sono in grado di acquisire alcuna verità né di svolgere un lavoro reale. Non vogliono sopportare le avversità che spettano alle persone; sanno solo indulgere in comodità, godere momenti di gioia e di svago, e di una vita libera e rilassata. Non sono forse inutili? Chi non sopporta le avversità non merita di vivere. Coloro che desiderano vivere sempre la vita da parassiti sono persone prive di coscienza e di ragione; sono bestie, e individui del genere sono inadatti persino a fornire manodopera. Non essendo in grado di sopportare le avversità, anche quando offrono manodopera non sono in grado di farlo bene e, se desiderano acquisire la verità, le loro speranze sono ancora più vane. Uno che non sa soffrire e non ama la verità è una persona inutile, non è nemmeno qualificato per fornire manodopera. È una bestia, senza un briciolo di umanità. Simili persone devono essere eliminate; solo questo concorda con le intenzioni di Dio” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori, “Le responsabilità di leader e lavoratori (8)”). Dio smaschera le persone pigre come inutili, parassitarie e prive di umanità, e detesta davvero persone simili. Meditando sulle Sue parole, ho riflettuto sul mio comportamento nel mio dovere: consideravo le difficoltà una seccatura, mi tiravo indietro di fronte alle avversità e non volevo soffrire neanche un po’. Vedendo il mio collaboratore studiare e approfondire nuove tecniche, sentivo che quelle tecniche erano troppo difficili e problematiche, perciò non volevo studiarle. Pensavo che fosse già sufficiente aver raggiunto il livello di competenza che avevo, e che quindi non si dovessero avere pretese troppo alte nei miei confronti. Ero davvero un caso disperato. Anche se stavo facendo il mio dovere, non mi impegnavo per migliorare le mie competenze e non approfondivo le nuove tecniche, il che significava che non ero in grado di creare effetti complessi. Una serie di tutorial che avrebbe potuto essere completata in tre o quattro mesi, a me ne aveva richiesti nove. Mangiavo il cibo provveduto dalla casa di Dio e godevo della Sua grazia, eppure mi sentivo a posto con la coscienza facendo solo quel poco lavoro, senza pensare a come migliorare le mie competenze professionali e l’efficienza lavorativa. Stavo vivendo la vita di un parassita. Mi mancava davvero ogni umanità, ed ero esattamente il tipo di bestia senza coscienza né ragione che Dio ha smascherato. Se mi fossi impegnato a studiare, le mie competenze sarebbero sicuramente migliorate rispetto a com’erano. Invece non mi ero concesso altro che la comodità della carne e non ero disposto a soffrire e a pagare un prezzo. Rimanevo sempre nella mia zona di comfort, non disposto a impegnarmi, e mi limitavo a raccogliere i frutti del lavoro altrui. Alla fine, anche se la mia carne non si era affaticata, avevo fatto pochissimi progressi nelle mie competenze e non riuscivo a svolgere un ruolo chiave nei miei doveri. Era proprio come ha detto Dio: “Le persone pigre non sono in grado di fare nulla”. Il modo in cui svolgevo il mio dovere non era intelligente, ma stupido!
In seguito, ho letto le parole di Dio e ho capito che essere superficiale e scegliere il lavoro facile nel mio dovere è estremamente pericoloso. Dio Onnipotente dice: “Alcuni sembrano avere sottomissione nell’assolvimento del loro dovere, fanno tutto ciò che il Supremo dispone. Ma quando viene chiesto loro: ‘Svolgi il tuo dovere in modo superficiale? Lo svolgi in linea con i principi?’, non riescono a dare una risposta precisa e si limitano a dire: ‘Faccio come il Supremo mi istruisce e non oso scatenarmi compiendo misfatti’. Quando si chiede loro se abbiano adempiuto alle loro responsabilità, rispondono: ‘Beh, faccio quello che sono tenuto a fare’. Vedi? Hanno sempre questo tipo di atteggiamento quando assolvono il loro dovere: non hanno fretta, fanno le cose lentamente e non ci mettono tutto il cuore. Non puoi davvero trovare un difetto in loro ma, se misuri il loro assolvimento del dovere in base al metro delle verità principi, esso è inefficiente e non all’altezza degli standard. Eppure costoro non se ne curano, continuano ad agire come prima e non fanno comunque le cose che dovrebbero prendere l’iniziativa di fare; non cambiano affatto. Non sono forse sfacciatamente testardi? Mantengono sempre questo atteggiamento: ‘Tu potrai anche avere mille piani brillanti, ma io ho le mie regole. Sono semplicemente fatto così. Vediamo cosa riesci a farmi. Questo è il mio atteggiamento!’ Non hanno fatto nulla di immensamente infido o malevolo, ma hanno anche compiuto poche buone azioni. Quale cammino diresti che stanno percorrendo? Questo tipo di atteggiamento nei confronti della fede in Dio e del proprio dovere è buono? (No.) Nella Bibbia, Dio dice questo: ‘Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente Io ti vomiterò dalla Mia bocca’ (Apocalisse 3:16). Essere tiepidi, né freddi né caldi, è un atteggiamento positivo? (No.) Alcune persone pensano: ‘Se faccio il male e provoco intralci, sarò presto condannato. Ma se faccio le cose in modo positivo e proattivo mi stancherò, e se commetto un errore potrei essere potato o forse sarò addirittura destituito, il che sarebbe così imbarazzante! Quindi rimango tiepido, né freddo né caldo. Qualsiasi cosa tu mi chieda di fare, la farò. Se invece non mi dici di fare qualcosa, non interverrò. In questo modo non mi stancherò e, inoltre, le persone non potranno trovare difetti in me. È un approccio fantastico!’ Questo è un buon modo di comportarsi? (No.) Sai che non è buono, quindi come dovrebbe cambiare la tua pratica? Se non cerchi mai di percorrere il cammino del perseguimento della verità e persisti ancora nel vivere secondo le filosofie di Satana, allora sei destinato a non avere speranza di ottenere la salvezza” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (11)”). Dio smaschera il fatto che le persone svolgono solo un lavoro superficiale nei loro doveri e non adempiono le loro responsabilità in modo attivo e propositivo. Questo è svolgere i propri doveri in modo superficiale e tiepido, e queste persone alla fine verranno eliminate da Dio. Sentivo che il mio stato era molto pericoloso. Mi mancava un atteggiamento attivo e propositivo nel mio dovere. Andavo sempre avanti col pilota automatico, senza essere né caldo né freddo, e mi accontentavo finché potevo tirare avanti senza causare disturbo o intralcio. Facevo pochissimi progressi nei miei doveri, limitandomi a svolgere compiti semplici e a tirare a campare. Svolgendo i miei doveri in modo così tiepido, ero svergognatamente ostinato proprio come smascherato da Dio, non volendo soffrire fisicamente e volendo solo fare il minimo sforzo con noncuranza per ottenere un esito che mi evitasse la morte. Potevo ingannare me stesso, ma non Dio, e se non mi fossi pentito, alla fine sarei stato eliminato.
In seguito, mi sono messo a riflettere: “Perché sono così pigro e perché indulgo nell’agio? Qual è la causa originaria di questo problema?” In seguito, ho letto le parole di Dio: “Per molti anni, i pensieri sui quali gli uomini hanno fatto affidamento per la loro sopravvivenza ne hanno corroso i cuori al punto da farli diventare infidi, codardi e spregevoli. Non solo non possiedono forza di volontà né determinazione, ma sono anche diventati avidi e arroganti e fanno di testa loro. Manca del tutto in loro la determinazione a trascendere il loro io e, ancor più, non hanno un briciolo di coraggio per liberarsi dai vincoli di questi oscuri influssi. I pensieri e la vita degli uomini sono talmente corrotti che i loro punti di vista dietro la fede in Dio sono rimasti insopportabilmente orribili e sono persino completamente offensivi da ascoltare. Gli uomini sono tutti codardi, impotenti, spregevoli e fragili. Non detestano le forze delle tenebre e non provano amore per la luce e la verità, ma al contrario fanno di tutto per espellerle” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Perché non vuoi essere un contrasto?”). Dopo essere state corrotte da Satana, le persone vivono secondo veleni satanici come: “La vita è tutta incentrata sul mangiare e vestirsi bene”, “La vita è breve, quindi goditela finché puoi” e “Trattati bene”. Fanno del perseguimento del godimento della carne il loro obiettivo; pensano che vivere una vita facile e spensierata sia la felicità e che questo significhi godersi la vita, quindi, in tutto ciò che fanno, non vogliono soffrire né pagare un prezzo. Ripensandoci, quando lavoravo in una piccola città con un ritmo meno sostenuto, il lavoro era relativamente facile, e mi piaceva quel tipo di vita lenta e tranquilla. Sebbene la paga fosse un po’ bassa, non mi importava. Pensavo che, se fossi stato parsimonioso, sarebbe andata bene. Dopo aver iniziato a credere in Dio, sono rimasto lo stesso. Svolgevo i miei doveri senza sforzarmi di progredire ed ero sempre tiepido e soddisfatto dello status quo. Quando avevo visto che il mio dovere negli effetti speciali richiedeva di imparare tecniche difficili, mi ero crogiolato nella difficoltà senza sforzarmi di progredire e non volevo apprendere quelle tecniche anche se avrei potuto padroneggiarle pagando un prezzo. Mi accontentavo di restare a galla e di mantenere lo status quo, e non avevo alcun desiderio di soddisfare Dio o di mostrarGli considerazione. Dio mi aveva concesso la grazia di avere l’opportunità di assolvere i doveri, con l’intenzione che, nel loro svolgimento, io perseguissi la verità, mi liberassi della mia indole corrotta e li adempissi bene. Io, invece, avevo sempre ceduto alla comodità della carne e non ero disposto a soffrire o a pagare un prezzo per adempiere il mio dovere. Dopo tanti anni passati a svolgere i miei doveri, non avevo ancora padroneggiato alcuna competenza professionale e non avevo imparato alcuna tecnica. Non ero in grado di gestire le cose da solo, ero un vero e proprio buono a nulla. Ho visto che stavo vivendo secondo i pensieri e i punti di vista di Satana, senza dignità né integrità, e non solo non adempivo bene i miei doveri, ma, cosa più importante, non avrei ottenuto la verità e non sarei stato salvato da Dio! I veleni satanici sono cose negative che fuorviano le persone, facendole cadere nella depravazione. Non volevo più vivere in quel modo. Ho pregato Dio, disposto a cambiare il mio atteggiamento verso i miei doveri, a ribellarmi alla mia carne e a svolgere il mio dovere con tutto il cuore.
In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio su come Noè avesse trattato l’incarico ricevuto da Dio, e ho trovato alcuni cammini di pratica. Dio Onnipotente dice: “Di fronte a problemi, situazioni difficili e sfide di ogni genere, Noè non si tirò indietro. Anche quando di frequente alcuni dei suoi compiti ingegneristici più difficili fallivano e le cose subivano dei danni, sebbene nel cuore Noè si sentisse afflitto e ansioso, quando pensava alle parole di Dio, quando pensava a ogni parola dell’ordine impartitogli da Lui e alla sua esaltazione da parte di Dio, spesso si sentiva estremamente motivato: ‘Non posso arrendermi, non posso abbandonare ciò che Dio mi ha ordinato e affidato; questo è l’incarico da parte di Dio e, poiché l’ho accettato, poiché ho ascoltato le parole pronunciate da Dio e la Sua voce, e poiché ho accettato tutto questo da Lui, devo assolutamente sottomettermi, cosa che ogni essere umano dovrebbe raggiungere’. Così, malgrado le difficoltà da affrontare, malgrado la derisione e la calunnia a cui andava incontro, malgrado lo sfinimento del suo corpo, la sua stanchezza, Noè non rinunciò a ciò che Dio gli aveva affidato e tenne continuamente presente ogni singola parola che Dio aveva detto e ordinato. Per quanto il suo ambiente si modificasse, per quanto grandi fossero le difficoltà da affrontare, Noè confidava nel fatto che niente di tutto questo sarebbe andato avanti per sempre, che solo le parole di Dio non sarebbero mai passate e solo quanto Dio aveva ordinato di fare sarebbe di certo stato realizzato. Noè possedeva in sé una vera fede in Dio e la sottomissione che doveva avere, e continuò a costruire l’arca che Dio gli aveva chiesto di costruire. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, Noè invecchiava, ma la sua fede non diminuiva, non vi era alcuna variazione nel suo atteggiamento e nella sua determinazione di portare a termine l’incarico da parte di Dio. Anche se vi furono momenti in cui nel corpo si sentiva stanco ed esausto e si ammalava, e nel cuore provava debolezza, la sua determinazione e la sua perseveranza nel portare a termine l’incarico da parte di Dio e nel sottomettersi alle parole di Dio non diminuirono. Durante gli anni in cui costruì l’arca, Noè mise in pratica l’ascolto e la sottomissione alle parole di Dio, nonché l’importante verità che un essere creato e una persona comune devono portare a termine un incarico ricevuto da Dio” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Terzo excursus: Come Noè e Abramo obbedirono alle parole di Dio e Gli si sottomisero (Parte seconda)”). Pensandoci, per quanto grandi fossero le difficoltà che Noè ha affrontato nel costruire l’arca, non si è mai lamentato, tanto meno si è tirato indietro. Non ha mai dimenticato l’incarico ricevuto da Dio, ha perseverato per centoventi anni e alla fine ha completato l’arca, adempiendo l’incarico ricevuto da Dio. La determinazione e la perseveranza di Noè nell’adempiere l’incarico di Dio e nel sottomettersi alle Sue parole hanno ottenuto la Sua approvazione. Poi ho guardato di nuovo me stesso. Di fronte a piccole difficoltà nei miei doveri, volevo tirarmi indietro, e mi mancava la determinazione di soffrire e pagare un prezzo, e la volontà di svolgere bene i miei doveri per soddisfare Dio. In effetti, avevo dei tutorial già pronti per imparare le tecniche e potevo anche consultare il mio collaboratore, quindi non ero incapace di imparare queste cose ma, siccome avrei dovuto soffrire e pagare un prezzo, non volevo studiare. Ho visto che mi mancava qualsiasi lealtà verso i miei doveri e che, se fossi stato coinvolto nella costruzione dell’arca, sarei scappato via molto tempo fa, e l’arca non sarebbe mai stata completata. Dio ha condiviso sull’esempio di Noè in modo così dettagliato, sperando che potessimo emulare l’atteggiamento di Noè verso l’incarico ricevuto da Dio. Di fronte alle difficoltà future nei miei doveri, non dovevo più fuggire né tirarmi indietro, dovevo smettere di volere solo fare i compiti più facili e di indulgere nella comodità della carne e dovevo adempiere le responsabilità che mi spettavano. Inoltre, dovevo pagare un prezzo maggiore per imparare le competenze professionali e svolgere bene i miei doveri.
Dopodiché, ho programmato del tempo per imparare nuove competenze. All’inizio di ottobre del 2024, dovevamo creare un nuovo effetto speciale. Questo tipo di effetto era sempre stato creato dal mio collaboratore, quindi ho pensato che se l’avessi creato io, nel caso avessi incontrato delle difficoltà, avrei dovuto dedicare molto tempo e sforzo mentale per rifletterci su, e sarebbe stata una vera seccatura! Mi sono reso conto che stavo di nuovo tenendo conto della mia carne, quindi ho pensato che questa volta non potevo tirarmi indietro solo perché sembrava una seccatura. Allora ho detto: “Creerò io questo effetto speciale”. Ho pensato alle parole di Dio: “Se riesci a pregare Dio, a cercare la verità e a metterci tutto il tuo cuore e la tua mente, se riesci a collaborare in questo modo, allora Dio preparerà tutto in anticipo per te, così che ogni cosa vada al suo posto e dia dei buoni risultati quando gestisci le questioni. Non ti servirà impiegare una gran quantità di energia; quando ti impegni al massimo per collaborare, Dio dispone tutto per te” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dio guarda all’atteggiamento delle persone verso i doveri che si presentano loro. Se le persone hanno un cuore disposto a cooperare, Dio aprirà loro una via, quindi, nonostante non avessi mai creato quel tipo di effetto speciale prima, dovevo fare affidamento su Dio per cooperare. In seguito, ho pregato Dio e ho chiesto la Sua guida, e mentre lavoravo, ho cercato informazioni e mi sono venute subito delle idee. Sebbene in seguito abbia incontrato alcune difficoltà durante la creazione degli effetti speciali, studiando ed esplorando, alla fine i problemi si sono risolti, e io mi sono sentito piuttosto sereno. Inoltre, per quanto riguarda le mie competenze, ho fatto dei miglioramenti.
A dicembre, volevo studiare un nuovo metodo per creare effetti speciali. Se avesse funzionato, avrebbe migliorato l’efficienza. All’inizio le cose sono andate piuttosto lisce, ma lungo il percorso ho incontrato una sfida tecnica. Ho provato ogni genere di metodo, ma non riuscivo proprio a risolverla. Anche il mio collaboratore è venuto ad aiutarmi a esaminarla, ma sul momento non ci è venuta in mente una buona soluzione. Mi sono detto: “Questo problema non può essere risolto con le mie tecniche attuali, quindi forse dovrei riprenderlo in mano una volta che le mie competenze saranno migliorate”. Ma poi ho pensato a come in passato, nello svolgere i miei doveri, mi tirassi sempre indietro al primo segno di difficoltà, perciò questa volta non volevo arrendermi facilmente, e ho pregato Dio per avere la Sua guida. Il giorno dopo, ho continuato la mia ricerca e, dopo ripetuti test, inaspettatamente, il problema si è risolto. Ero molto felice e ho ringraziato Dio per la Sua guida. Ho capito che, se mettiamo il cuore nei nostri doveri e paghiamo un prezzo, saremo in grado di svolgerli bene e, se saremo disposti a cooperare con Dio, Lui ci guiderà. Ora ho ancora molte lacune nelle mie competenze tecniche e ho iniziato ad apprenderne di più difficili. Quando imparo nuove tecniche, non mi crogiolo più nella difficoltà, ma prego e faccio affidamento su Dio per adempiere bene il mio dovere. Sento che svolgere i miei doveri in questo modo, con la guida di Dio, è davvero meraviglioso! Grazie a Dio!