24. Il difficile cammino di fede di una ragazza indiana
Sono nata in una famiglia cristiana. Mio padre è un pastore e anche mia madre presta servizio in chiesa. Ho creduto nel Signore insieme a loro fin da piccola. I miei genitori erano credenti nel Signore molto devoti ed erano inoltre molto amichevoli con gli altri. La nostra famiglia era molto armoniosa. Tutti i miei amici d’infanzia mi invidiavano perché avevo una famiglia felice e anch’io mi sentivo piuttosto fortunata. Crescendo, ho visto che le persone intorno a me peccavano spesso, e anch’io vivevo nella schiavitù del peccato. Per proteggere i miei interessi, mentivo e agivo con irruenza, e inoltre provavo invidia e odio verso gli altri. Ero molto angosciata. Nemmeno a me piaceva quella versione di me, quindi come potevo piacere a Dio? Spesso piangevo e confessavo i miei peccati a Dio, ma dopo continuavo a peccare involontariamente. Ero molto preoccupata: se avessi continuato così senza pentirmi e cambiare, alla fine sarei riuscita a entrare nel Regno dei Cieli? Così ho chiesto a mio padre: “Pecco così spesso: il Signore mi perdonerà? Cosa posso fare per raggiungere il vero pentimento?” Mio padre mi ha detto: “Non preoccuparti. Fintanto che ci confessiamo e ci pentiamo davanti al Signore, Egli perdonerà i nostri peccati. Il Signore non ci abbandonerà”. La risposta di mio padre non è affatto riuscita a risolvere la mia confusione.
Nel marzo del 2020, la pandemia si è aggravata sempre più ed è stata ordinata la chiusura di tutte le strutture. All’epoca, stavo studiando per la laurea in infermieristica e anche io sono tornata a casa perché la mia università era chiusa. Ad aprile, su Facebook ho ricevuto dalla mia amica Ella un invito a partecipare a una riunione online della Chiesa di Dio Onnipotente. Dopo un periodo di indagine, sono arrivata a comprendere la verità dell’incarnazione di Dio e ho scoperto che Dio ha compiuto tre fasi dell’opera di salvezza dell’umanità e che l’opera di giudizio di Dio degli ultimi giorni è volta a purificare e trasformare l’indole satanica delle persone, a liberarle dal vincolo del peccato e a salvarle completamente. Quello era esattamente il cammino per liberarsi dal peccato che stavo cercando. Le parole espresse da Dio Onnipotente hanno dissipato la confusione che mi perseguitava da anni e nel cuore ho avuto la certezza che Dio Onnipotente è il Signore Gesù ritornato. In seguito, partecipavo spesso alle riunioni. Riuscivo a comprendere alcune verità da ogni riunione e il mio cuore ne era davvero rifornito. In seguito, ho condiviso su Facebook degli inni delle parole di Dio della Chiesa di Dio Onnipotente e un pastore li ha visti. Allora ha parlato a mio padre della mia fede in Dio Onnipotente. Mio padre mi ha chiesto: “Stai partecipando alle riunioni online della Chiesa di Dio Onnipotente? Qualcuno mi ha detto che stai credendo in un’eresia. Lo sai? La via predicata dalla Chiesa di Dio Onnipotente non è conforme alla Bibbia. Non ti è più permesso crederci! Come può mia figlia disobbedirmi e credere in un’altra via?” Mio padre era molto preoccupato di salvare la propria faccia e ha persino detto: “Neanche mia figlia vuole ascoltare i miei insegnamenti. Come posso continuare a insegnare agli altri?” Gli ho detto: “Papà, anche tu sai che tutti noi viviamo nel peccato, spesso pecchiamo involontariamente e non riusciamo a liberarci neanche se lo vogliamo. Questo perché la natura peccaminosa che abbiamo in noi non è stata eliminata. Negli ultimi giorni, Dio Onnipotente esprime la verità e compie l’opera di giudizio proprio per eliminare la nostra natura peccaminosa, per purificarci e salvarci dal peccato”. Dopo aver sentito questo, mio padre ha detto infuriato: “È impossibile che Dio compia una nuova opera! Anche se non siamo ancora stati purificati, se preghiamo e ci confessiamo con il Signore, Egli ci perdonerà. Non c’è affatto bisogno di alcuna opera di giudizio e purificazione”. Ho detto a mio padre: “Molte profezie nelle Scritture menzionano che il Signore compirà un’altra fase dell’opera quando ritornerà. Il Signore Gesù disse: ‘Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto Lui, lo Spirito della verità, Egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di Suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire’ (Giovanni 16:12-13). ‘Santificali nella verità: la Tua parola è verità’ (Giovanni 17:17). Questo ci dice che Dio negli ultimi giorni viene per esprimere la verità e purificare le persone dai loro peccati. L’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni adempie completamente queste profezie. Il Signore è santo. ‘Senza la santificazione nessuno vedrà il Signore’ (Ebrei 12:14). Tutti noi viviamo nel peccato ora: siamo egoisti, avidi, arroganti e presuntuosi e spesso ci mettiamo in mostra; mentiamo, imbrogliamo, competiamo per fama e guadagno, e così via. Se non ci liberiamo di questi peccati, semplicemente non siamo qualificati per entrare nel Regno dei Cieli!” Ma mio padre non ha affatto ascoltato le mie parole. Per farmi rinnegare Dio Onnipotente, mi ha raccontato tutte le voci infondate che il PCC usa per infangare la Chiesa di Dio Onnipotente e ha detto con una faccia triste: “È tutta colpa mia. Non mi sono preso adeguatamente cura di te e loro ti hanno fuorviata”. Sentire queste parole mi ha molto rattristata e ne sono stata un po’ influenzata. Ho pregato silenziosamente Dio nel mio cuore, implorandoLo di guidarmi. Ho pensato a come, nei due mesi da quando credevo in Dio Onnipotente, avessi letto molte parole di Dio e visto che tutte le parole di Dio Onnipotente sono la verità. Mi stavano guidando a liberarmi della mia indole corrotta e a vivere un’umanità normale. Mi hanno anche fornito una certa conoscenza dell’indole giusta di Dio. Anelavo davvero alle parole di Dio nel mio cuore e ogni volta che me ne nutrivo potevo godere della presenza dello Spirito Santo. Il mio cuore era rifornito e provava pace e gioia. Questo era ciò che avevo sperimentato di persona. Sapevo chiaramente che solo le verità espresse da Dio Onnipotente potevano purificare la mia indole corrotta e salvarmi dal vincolo del peccato. Qualsiasi cosa dicesse mio padre, dovevo perseverare nel credere in Dio Onnipotente. Volevo far leggere a mio padre le parole di Dio Onnipotente sul mio telefono ma lui non mi ha permesso di tirarlo fuori e mi ha urlato: “Qualsiasi cosa tu voglia sapere, leggi la Bibbia. Se non capisci, vieni a chiedere a me. Non ascoltare altri insegnamenti così sconsideratamente!” Ero molto avvilita dal fatto che mio padre si aggrappasse alle parole della Bibbia alla lettera e non accettasse la verità. In quel momento mio padre mi ha preso il telefono e non sapevo se me lo avrebbe restituito e se avrei potuto continuare a partecipare alle riunioni online. Sapevo che essere perseguitata dalla mia famiglia non era una cosa facile da sperimentare ed ero preoccupata di non riuscire a rimanere salda a causa della mia scarsa statura. Ho pregato Dio in silenzio nel mio cuore, implorandoLo di guidarmi e proteggermi.
Dopo un po’ di tempo, mio padre mi ha di nuovo chiesto di lasciare la Chiesa di Dio Onnipotente. Vedendo il mio silenzio, si è arrabbiato molto e mi ha chiesto: “Ubbidirai ai miei insegnamenti o seguirai quei cinesi che predicano il ritorno del Signore Gesù?” Ho risposto: “Seguirò Dio”. Appena l’ho detto, mio padre mi ha dato uno schiaffo sul viso. Mi ha ripetuto la domanda altre due volte ed entrambe la mia risposta è rimasta la stessa. Ogni volta che rispondevo, mi dava uno schiaffo. Mio fratello minore ha detto: “Sorella, perché sei così testarda? Dai semplicemente ascolto a papà e mantieni la nostra famiglia armoniosa come era prima”. Io non ho detto nulla e mio padre se n’è andato in un’altra stanza infuriato. Ho ricordato che il Signore Gesù disse: “Non pensate che Io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettere pace, ma spada. Perché sono venuto a mettere l’uomo contro suo padre, la figlia contro sua madre e la nuora contro sua suocera” (Matteo 10:34-35). Sapevo che il Signore era tornato e che alcuni erano in grado di riconoscere la Sua voce e di seguirLo, mentre altri che non Lo riconoscevano Gli avrebbero opposto resistenza. Anche se eravamo un’unica famiglia, saremmo stati divisi per questo motivo. Era una cosa che dovevo affrontare. Dopo due o tre minuti, mio padre mi ha chiamata nell’altra stanza. Tenendo in mano un bastone lungo e spesso, mi ha chiesto: “Dimmi! A chi darai ascolto?” Ho risposto: “Io ascolto Dio!” Lui è andato su tutte le furie, mi ha colpita alla spalla con la punta del bastone provocandomi un livido sulla spalla. Anche mio fratello urlava da un lato, dicendomi di non credere in Dio Onnipotente. Mio padre ha detto: “In questo momento, io sono Satana! Se non mi ascolti, ti uccido!” In quel momento ero molto sorpresa. Non avrei mai pensato che mio padre, di cui un tempo mi fidavo e che rispettavo, un uomo che sembrava così amichevole e umile nella sua fede nel Signore, potesse dire cose del genere. Era un credente da molti anni ed era un grande pastore che aveva predicato in ogni tipo di luogo. Era stato completamente rivelato nell’opera di Dio degli ultimi giorni. Quando ha saputo la notizia del ritorno del Signore Gesù, non ha avuto alcun desiderio di cercare. In essenza, era un miscredente! All’inizio avevo pensato che mi avrebbe ascoltata testimoniare Dio, ma in quel momento ho capito che, sebbene fosse un pastore, non aveva affatto un cuore che teme Dio. Era un falso pastore che serviva Dio ma Gli opponeva resistenza. Non amava la verità; ciò che gli interessava era la sua reputazione. Sembrava devoto solo in superficie, ma nel profondo odiava la verità. Gli ho detto: “Non rinuncerò alla vera via”. Mio padre si è arrabbiato molto e mi ha ordinato di cancellare dal telefono le informazioni di contatto di tutti i miei fratelli e sorelle. Ha inoltre continuato a minacciarmi e ha iniziato a colpirmi in faccia. Vederlo così mi ha fatta sentire molto spaventata e un po’ debole. Non avrei mai pensato che avrei subito una tale persecuzione per la mia fede in Dio. Non sapevo cos’altro avrei affrontato. Se in futuro avessi dovuto soffrire altro dolore o affrontare la morte, sarei riuscita a rimanere salda nella mia testimonianza? In quel momento, ho pensato alle esperienze dei fratelli e delle sorelle in Cina che hanno subito la persecuzione del PCC. Sono riusciti a rimanere saldi nella loro testimonianza a Dio in mezzo a ogni tipo di tortura. Cos’era mai quella minima persecuzione che stavo subendo io? Dio mi ha donato grazia portandomi dinanzi a Sé e fornendomi la verità. Avrei dovuto rimanere salda nella mia testimonianza. Non potevo rinunciare alla vera via solo per codardia. Vedendo il mio atteggiamento fermo, mio padre mi ha improvvisamente colpita forte alla testa con il bastone. Mio fratello, preoccupato che la testa mi si spaccasse, è intervenuto per fermare mio padre e mi ha urlato: “Vuoi morire per mano di papà? Perché sei così testarda? Perché non puoi semplicemente ammettere di essere in errore?” Mio padre mi ha afferrata per i capelli e strattonata, continuando a colpirmi alla spalla con la punta del bastone. Non si è fermato finché la mia spalla non è diventata nera e blu per i lividi. Vedere mio padre così mi ha fatta sentire un po’ debole nel cuore.
In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha dato fede e forza. Dio Onnipotente dice: “Devi raggiungere un punto in cui, a prescindere dalle circostanze in cui ti troverai, la tua determinazione a perseguire e guadagnare la verità non potrà cambiare. Solo allora sarai qualcuno che ama e persegue realmente la verità. Se, quando ti capita qualcosa e affronti una minima difficoltà, ti tiri indietro, diventi negativo e demoralizzato e abbandoni la tua determinazione, questo non va bene. Devi avere la spinta per mettere in gioco la tua vita e dire: ‘Qualunque cosa accada, anche se significasse morire, non abbandonerò la verità né il mio obiettivo di perseguirla’. Allora nessuna difficoltà potrà fermarti. Se davvero avrai delle difficoltà e sarai messo alle strette, Dio agirà. Inoltre, devi acquisire questa comprensione: ‘Non importa quali situazioni mi trovi ad affrontare, sono tutte state disposte da Dio e all’interno di esse ci sono delle lezioni che dovrei imparare. Potrò forse essere debole ma non negativo, e sono grato a Dio per avermi dato l’opportunità di apprendere le lezioni. Gli sono riconoscente perché ha predisposto questa situazione per me. Non posso abbandonare la mia determinazione a seguire Dio e ad acquisire la verità. Se lo facessi, sarebbe come cedere a Satana, rovinarmi e tradire Dio’. Questo è il tipo di determinazione che devi avere. Tutte le situazioni che affronti sono piccoli episodi nella crescita della tua vita. Non devi permettere che cambino la direzione verso la quale stai avanzando. Quando affronti delle difficoltà puoi ricercare e aspettare, ma la direzione verso la quale stai avanzando non deve cambiare; giusto? (Sì.) Non importa cosa dicono gli altri o come ti trattano, e neanche come ti tratta Dio: la tua determinazione non deve cambiare” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo vivendo spesso dinanzi a Dio si può avere una normale relazione con Lui”). Dalle Sue parole, ho capito che Dio sperava che fossi in grado di perseverare nel seguirLo. Anche se nessuno mi sosteneva e tutti mi rifiutavano, non potevo tradire Dio. Dovevo rimanere salda nella mia testimonianza. In passato, quando sentivo i fratelli e le sorelle condividere sul fatto che le avversità e le prove sono benedizioni di Dio, non capivo cosa significasse. Ma grazie a quell’esperienza ho acquisito una certa comprensione. Attraverso la persecuzione della mia famiglia, ho visto la bruttezza e la malvagità di Satana. Satana voleva usare la mia famiglia per costringermi a tradire Dio e a perdere la possibilità di ottenere la salvezza, ma Dio mi ha sempre protetta, mi ha dato fede e mi ha guidata a superare una difficoltà dopo l’altra. Dio permetteva che la persecuzione della mia famiglia mi colpisse per perfezionarmi, affinché potessi comprendere la verità e acquisire discernimento. Ho percepito che solo Dio ama massimamente le persone. Ero decisa: “Per quanto debole possa essere la mia carne, non rinuncerò mai a perseguire la verità”. In seguito, sono riuscita a riavere il telefono perché dovevo sostenere un esame di infermieristica online. Ma i miei genitori, preoccupati che continuassi a partecipare alle riunioni online della Chiesa di Dio Onnipotente, mi tenevano sotto stretta sorveglianza. Venivo spesso rimproverata e i miei familiari mi parlavano con freddezza e durezza. Mi sentivo molto addolorata e debole e pregavo spesso Dio di darmi fede e di rafforzare il mio cuore.
Un giorno, nel novembre del 2020, stavo partecipando a una riunione online e mia madre è entrata di colpo nella stanza dicendo: “Qualcuno sa che credi in Dio Onnipotente e sta chiedendo a tuo padre in merito”. Allora mio padre mi ha chiamata in cucina e mi ha chiesto se stessi ancora partecipando alle riunioni della Chiesa di Dio Onnipotente. Ho risposto: “Sì”. Lui ha detto con tono gentile: “Figlia mia cara, perché partecipi ancora alle riunioni della Chiesa di Dio Onnipotente? Ti ho già avvertita, quella non è la vera via. Ho detto ai miei colleghi che avevi già lasciato la Chiesa di Dio Onnipotente, ma tu continui a partecipare alle riunioni. Mi deludi davvero molto!” Ho tentato di spiegare, ma mio padre mi ha sputato in faccia e mi ha dato un pugno in un occhio. Mia madre è intervenuta per fermarlo e lui ha cercato di tirarmi i capelli, dicendo che, se non lo avessi seguito nel credere nel Signore all’interno della chiesa, mi avrebbe uccisa. In quel momento ero molto spaventata e ho pregato silenziosamente Dio nel mio cuore. Vedendo che non rinnegavo Dio Onnipotente, mio padre ha provato con un’altra tattica. Ha detto: “Ho predicato per così tanti anni e nessuno ha mai trovato alcun problema nei miei sermoni, ma ora la mia stessa figlia si oppone a me. Dato che non ascolti i miei sermoni e pensi che quelli degli altri siano corretti, mi dimetterò da pastore. Prepara le tue cose, stasera torniamo alla nostra città natale!” Mia madre e i miei fratelli piangevano, implorandomi di cambiare idea. Mio padre era furioso; non solo mi minacciava e cercava di picchiarmi, ma prendeva anche a pugni il muro con rabbia. Ha detto che quella sera stessa sarebbe uscito in macchina per porre fine alla sua vita. Ero terrorizzata. Se davvero gli fosse successo qualcosa, avrei sentito di averlo terribilmente deluso. Sebbene mi rendessi conto che quell’ambiente era per me un test, ero comunque molto spaventata. Mia madre mi ha costretta ad andare a scusarmi con lui, dicendo che se gli fosse successo qualcosa sarebbe stata tutta responsabilità mia e che né lei né i miei fratelli e le mie sorelle mi avrebbero perdonata. Ha detto anche che ero molto intransigente e che non tenevo conto dei loro sentimenti. Vedendo la mia famiglia così ferita e turbata, mi sono sentita molto debole. In quel momento, ho pensato alle parole di Dio che descrivevano i metodi usati da Satana per corrompere le persone: “Il primo è controllo e coercizione, cioè Satana farà tutto il possibile per assumere il controllo del tuo cuore. Che cosa significa ‘coercizione’? Significa usare tattiche di minaccia e di costrizione perché tu gli dia ascolto, facendoti temere le conseguenze se non obbedisci. Ne sei spaventato e non osi sfidarlo, così ti arrendi” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). Ho capito che dietro a tutto ciò c’era il raggiro di Satana. Satana usa vari metodi e mezzi per controllare e costringere le persone, portandole a tradire Dio. Nella mia vita, i miei familiari sono molto preziosi per me. Se accadesse loro qualcosa di brutto a causa mia, non riuscirei mai a perdonarmelo. Quando mio padre ha detto che sarebbe uscito in macchina per uccidersi e mia madre che non mi avrebbe perdonata, ho sentito che, se avessi perseverato nel credere in Dio Onnipotente, tutta la mia famiglia mi avrebbe biasimata e cacciata di casa. Questo mi ha fatta sentire debole. Ma le parole di Dio mi hanno fatta rendere conto che Satana stava usando l’affetto familiare per minacciarmi nel tentativo di farmi tradire Dio. Una volta obbedito a mio padre e tradito Dio, non avrei avuto alcuna testimonianza. Ho deciso che dovevo assolutamente seguire Dio Onnipotente e che non potevo obbedire alla mia famiglia.
Quella sera, mio padre mi ha di nuovo tolto il telefono e mia madre ha dormito con me per sorvegliarmi. Hanno inoltre detto che mi avrebbero rimandata all’università il prima possibile, perché lì non mi sarebbe stato consentito usare il telefono e difficilmente mi sarebbe stato permesso di uscire, cosa che mi avrebbe reso molto difficile partecipare alle riunioni o incontrare i miei fratelli e sorelle. Sdraiata a letto, non riuscivo a smettere di piangere. Ho pregato Dio, chiedendoGli di darmi forza e coraggio. Sapevo che, se volevo continuare a credere in Dio e a fare il mio dovere, la mia unica scelta era quella di andarmene di casa. Altrimenti, mi avrebbero sicuramente rimandata all’università per limitare la mia fede in Dio. Ma ero solo una ragazza: dove potevo andare? Non avevo soldi, quindi come avrei vissuto in futuro? Tuttavia, se fossi rimasta a casa, non mi avrebbero permesso di seguire Dio. Cosa avrei dovuto fare? In quei giorni non riuscivo a dormire e il mio cuore era in tumulto. A volte pensavo al fatto che, essendo la figlia maggiore, avrei dovuto assumermi la responsabilità di aiutare i miei genitori a prendersi cura dei miei fratelli minori. Stavo seguendo una formazione professionale all’università e dopo la laurea sarei stata in grado di trovare un lavoro. I miei genitori avevano riposto tante speranze in me. Come potevo abbandonare i miei studi? Ma, in quanto essere creato, Dio mi aveva dato la grazia dell’opportunità di fare il mio dovere nella Sua casa. Questa era un’esaltazione da parte Sua e, ancor di più, era la responsabilità che avrei dovuto adempiere. Cosa avrei dovuto scegliere tra gli studi e la mia fede? Mentre ci rimuginavo su, mi sentivo molto combattuta e addolorata. In quel momento, ho pensato a un passo delle parole di Dio: “Svegliatevi, fratelli! Svegliatevi, sorelle! Il Mio giorno non tarderà; il tempo è vita e reclamare il tempo perduto significa salvare la vita! Il tempo non è lontano! Se non superate l’esame d’ammissione all’università potete studiare per sostenerlo nuovamente quante volte volete. Il Mio giorno, invece, non subirà ulteriori ritardi. Ricordate! Ricordate! Queste sono le Mie amorevoli parole di esortazione. La fine del mondo si è dispiegata davanti ai vostri occhi e le grandi catastrofi giungeranno presto. Cosa conta di più? La vostra vita o il sonno, il cibo, le bevande e gli abiti? È giunto il momento di soppesare queste cose! Non abbiate più dubbi! Avete troppa paura per prendere queste cose seriamente, non è così?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 30”). Dalle parole di Dio ho appreso che i disastri sono già iniziati. Nel 2016, dove vivevo c’è stato un terremoto di magnitudo 6,7 e nel 2020 è scoppiata la pandemia globale di COVID-19. I disastri stanno diventando sempre più grandi. L’arrivo nascosto di Dio per compiere l’opera di salvezza dell’umanità sta per concludersi e il tempo è ormai estremamente limitato. Proseguire con gli studi per terminarli avrebbe ritardato il mio perseguimento della verità e la mia crescita nella vita, quindi non volevo proseguirli. Sapevo che in futuro avrei affrontato molte difficoltà, ma credevo che Dio mi avrebbe aperto una via.
In quel periodo, a volte usavo il telefono di mia sorella minore per accedere al mio account Facebook e controllare i messaggi. I fratelli e le sorelle mi inviavano spesso le parole di Dio Onnipotente per aiutarmi. Ho letto le parole di Dio: “Coloro che Dio definisce ‘vincitori’ sono persone che riescono ancora a rimanere salde nella propria testimonianza, a conservare la propria fede e la propria lealtà a Dio e, qualunque cosa accada, a mantenere un cuore puro dinanzi a Dio e a conservare il proprio amore autentico per Lui, mentre sono sotto l’influenza di Satana e mentre sono assediate da lui, vale a dire mentre si trovano in mezzo alle forze delle tenebre. In questo modo, sono rimaste salde nella propria testimonianza dinanzi a Dio. Tali persone sono coloro che Dio definisce ‘vincitori’. Se il tuo perseguimento è eccellente quando Dio ti benedice, ma ti tiri indietro senza le Sue benedizioni, è purezza questa? Dal momento che sei certo che questa via è vera, devi seguirla fino alla fine; devi mantenere la tua lealtà a Dio. Dal momento che hai visto che Lui è venuto sulla terra per perfezionarti personalmente, dovresti donare il tuo cuore interamente a Lui. Se, a prescindere da ciò che Dio fa, magari dandoti un esito sfavorevole proprio alla fine, riesci ancora a seguirLo, questo significa che hai mantenuto la tua purezza dinanzi a Lui. L’offerta a Dio di un corpo spirituale santo e di una vergine pura, di cui si è parlato, significa conservare un cuore sincero dinanzi a Lui. La sincerità dell’uomo è purezza, e coloro che riescono a essere sinceri verso Dio hanno mantenuto la purezza. Questo è ciò che devi mettere in pratica” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Dovresti mantenere la tua lealtà a Dio”). Dalle Sue parole, ho capito che coloro che Dio intende rendere dei vincitori sono quelli in grado di donarGli il loro cuore sincero quando sono sottoposti a prove. Più grandi sono le prove che sperimentano, più forte diventa il loro cuore che ama Dio. Ho visto che Dio usa le prove per perfezionare le persone. Pensandoci, è proprio vero. Ogni volta che sperimentavo una persecuzione, la mia fede in Dio diventava un po’ più salda. Quella ripetuta persecuzione era Dio che predisponeva concretamente degli ambienti in base alla mia statura per perfezionare la mia fede e permettere alla mia statura di crescere. L’ho ringraziato dal profondo del cuore. Le Sue parole mi hanno dato la fede e il coraggio per attenermi alla vera via. Ho pregato Dio, chiedendoGli di aiutarmi, di mettermi in condizione di sottomettermi a Lui e rimanere salda nel testimoniarLo, e di non lamentarmi di Lui, indipendentemente dal dolore che avrei potuto affrontare in futuro. Una sera, ho ripensato alle esperienze di Pietro, sulle quali avevamo condiviso in precedenza durante una riunione. che a 18 anni rinunciò ai genitori, alla famiglia e le prospettive mondane per percorrere il cammino della fede in Dio. In seguito, quando sentì la chiamata del Signore, Lo seguì, trascurando tutto il resto. Questo mi ha fatta riflettere molto. Sapevo che Dio Onnipotente era il vero Dio, il Signore Gesù ritornato, ma non avevo pagato alcun prezzo per seguire Dio. Non ero in grado di seguire Dio con determinazione totale. Provavo enorme vergogna. A questo pensiero, il mio cuore si è illuminato e ho sentito che Dio mi stava guidando a fare una scelta. Dovevo persistere nel seguirLo e nel fare il mio dovere. Così, ho usato il telefono di mia sorella per contattare i fratelli e le sorelle, dicendo loro che volevo rinunciare agli studi e seguire Dio e che, se i miei genitori avessero di nuovo tentato di fermarmi, sarei scappata di casa. Una sorella ha condiviso con me, dicendo: “Sei una ragazza e se scappi così la tua famiglia si preoccuperà. È perfettamente naturale e giustificato che noi seguiamo Dio. Puoi spiegare chiaramente le cose ai tuoi genitori, dicendo loro che stai scegliendo di seguire Dio. Se cercheranno ancora di fermarti, allora dovrai scegliere il cammino di vita che sei tenuta a percorrere”. Ho percepito che ciò che la sorella aveva detto era giusto e ho iniziato a pensare a come esporre la mia posizione a mio padre.
Inaspettatamente, nei giorni successivi, l’atteggiamento dei miei genitori nei miei confronti si è fatto di colpo buono. Mi hanno detto quanto avessero lavorato duramente per prendersi cura di me fin da quando ero nata. Mio padre diceva spesso: “Figlia mia cara, sai quanto ti amiamo? Da bambina avevi l’asma e la notte facevi fatica a respirare. Tua madre e io ti tenevamo sulle ginocchia e ti davamo le medicine. Di notte, facevamo i turni per tenerti, aiutandoti a cambiare posizione per dormire. Se non ci fossimo presi cura di te in quel modo, come avresti fatto a guarire? Abbiamo fatto economie e risparmiato per darti la migliore istruzione affinché in futuro potessi distinguerti dagli altri. Abbiamo speso tutti i nostri soldi per te. Non puoi dimenticare la nostra amorevolezza!” All’udire le parole dei miei genitori, ho provato dolore al cuore e mi sono sentita in debito con loro. In seguito, in una riunione, mi sono aperta in condivisione riguardo al mio stato. Una sorella mi ha letto un passo delle parole di Dio Onnipotente: “Le nostre vite e le nostre anime provengono tutte da Dio e sono state create da Lui, non provengono dai nostri genitori e non certo dalla natura. È Dio che ce le ha donate; è solo che la nostra carne è nata dai nostri genitori e i nostri figli sono nati da noi, ma i loro destini sono interamente nelle mani di Dio. Credere in Lui è un’opportunità che Dio ci ha dato; è preordinato da Lui ed è la Sua grazia. Pertanto, non c’è alcun bisogno di adempiere obblighi o responsabilità nei confronti di chiunque altro; dovresti solamente svolgere il dovere che devi svolgere, in quanto essere creato, nei confronti di Dio. Questo è ciò che si dovrebbe fare al di sopra di tutto il resto ed è la questione principale che si deve maggiormente portare a compimento nella propria vita. Se non fai bene il tuo dovere, non sei un essere creato all’altezza degli standard. Agli occhi degli altri, potrai anche essere una brava moglie e una madre amorevole, un’abile massaia, una figlia devota e un buon membro della società, ma davanti a Dio sei una persona che si ribella contro di Lui, una persona che crede in Dio eppure non adempie bene il dovere e l’obbligo di un essere creato, una persona che crede in Dio eppure non persegue la verità, non si sottomette veramente a Dio e che sarà rivelata ed eliminata. È possibile che una persona simile ottenga l’approvazione di Dio? Le persone di questo genere non valgono nulla” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Soltanto conoscendo le proprie opinioni sbagliate ci si può realmente trasformare”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono resa conto che sbagliavo a credere che i miei genitori avessero dato così tanto per me e fossero quelli che tenevano di più a me, e che scegliere di seguire Dio significasse essere in debito con loro. In realtà, è Dio che mi ha donato tutto questo. La mia vita e tutto ciò di cui ho bisogno per crescere mi sono stati donati da Dio. Anche il fatto che i miei genitori mi abbiano cresciuta è stato dovuto alla sovranità e alle disposizioni di Dio. È con Dio che sono in debito, non con loro. Ho pensato a come i miei genitori mi dicessero di avermi donato tutte le belle cose di cui godere e una buona istruzione, e di amarmi molto. In realtà, erano buoni con me solo in superficie. Di fronte alla grande questione del ritorno del Signore, avevano sempre cercato di impedirmi di accettare la vera via. Che amore era mai questo? Dicevano quelle cose per tentarmi a tradire Dio! Ho ringraziato la guida delle parole di Dio per avermi permesso di capire a fondo le macchinazioni di Satana. Dopo ho passato una notte intera a scrivere una lettera a mio padre, nella quale gli ho testimoniato ancora una volta l’opera di Dio Onnipotente. Ho scritto anche di come mi facesse sentire non poter leggere le parole di Dio Onnipotente e ho espresso la mia ferma determinazione a seguire Dio Onnipotente. Alla fine della quale dicevo: “Le profezie del ritorno del Signore si sono già adempiute. Dio Onnipotente è il Signore Gesù ritornato. Ho condiviso molto con te, ma tu rifiuti di ascoltare e addirittura mi perseguiti e mi ostacoli. Ora esigo che tu mi lasci libera di credere e mi permetta di partecipare alle riunioni. Se continui a ostacolarmi, un giorno me ne andrò di casa. Viviamo in un Paese democratico, eppure tu mi hai tolto il diritto alla libertà di credo. Sono decisa a seguire sempre Dio Onnipotente; non puoi fermarmi”. Poi ho mostrato la lettera a mio padre. Dopo averla letta, mi ha detto: “Ti proibisco di continuare a credere in Dio Onnipotente. Ti ho avvertita tre volte. Perché insisti ancora a credere? Perché tiri fuori questo argomento di continuo? Perché vuoi ancora unirti alla loro chiesa?” Gli ho risposto: “Ti ho già detto ciò che andava detto. Qualunque cosa accada, non rinuncerò a seguire Dio Onnipotente!” Mio padre è rimasto in silenzio per un attimo e poi ha detto: “Ti ho fatta studiare perché tu potessi aiutarmi in vari modi, ma la tua conoscenza ora supera la mia e non solo non mi aiuti, ma dici addirittura che i miei insegnamenti sono sbagliati. Come posso ancora predicare agli altri? Come posso essere un pastore? Se ami tuo padre, devi fare quello che ti dico. La Bibbia dice che i figli devono obbedire ai genitori. Solo obbedendomi potrai dimostrare che la via in cui credi è corretta”. Sapevo che mio padre temeva che il fatto che seguissi Dio Onnipotente avrebbe influenzato il suo prestigio di pastore e danneggiato la sua reputazione tra i credenti. Ho detto: “Sono molto fortunata a essere nata in una famiglia cristiana e ad aver saputo dell’esistenza di Dio fin dall’infanzia. Ma non tutti i tuoi insegnamenti sono corretti. Obbedirò alle cose corrette che dici, ma non posso obbedire a quelle sbagliate. Ho accettato l’opera di Dio degli ultimi giorni e accolto il ritorno del Signore Gesù. Ostacolandomi, mi impedisci di udire la voce di Dio e di sottomettermi a Lui. Come posso darti ascolto?” Vedendo che non scendevo a compromessi, mio padre ha continuato: “Non ti costringerò. Puoi scegliere il tuo cammino. Ma devi sapere che, se mi dai ascolto, potremo vivere insieme in armonia. Se scegli di seguire Dio Onnipotente, la nostra famiglia sarà distrutta, perché seguiamo vie diverse. Ciò significa che d’ora in poi dovremo prendere strade separate!” Ero un po’ spaventata e ho pensato: “Se mi separassi dalla mia famiglia, dove andrei? Come vivrei da sola?” Ma sapevo che non potevo tradire Dio, neanche se avessi perso tutto. Così ho di nuovo detto con fermezza a mio padre: “Voglio seguire Dio Onnipotente e percorrere il giusto cammino!”
Dopo di che, sono andata a stare da un’amica in un’altra zona. Sebbene la mia amica non credesse in Dio, è riuscita a capirmi quando le ho raccontato la mia esperienza di persecuzione. In seguito, ho chiesto aiuto a un’organizzazione per i diritti umani. Il personale, dopo aver ascoltato la mia dichiarazione, mi ha detto che, se la mia famiglia interferiva con la mia libertà di credo, l’organizzazione poteva intentare una causa ed emettere un avvertimento rivolto ai miei genitori. Poi mi hanno portata in un rifugio. Lì avevo ciò che mi serviva per sopravvivere, ma non potevo vivere la vita della chiesa né leggere le parole di Dio e il mio cuore era ancora molto addolorato. In seguito, ho usato il telefono di un’altra persona per contattare i fratelli e le sorelle. Sorella Sylvia mi ha detto che i miei genitori, per trovarmi, si erano messi in combutta con la polizia, la quale aveva arrestato tre fratelli e sorelle che erano stati in contatto con me. Ero sconvolta. Non avrei mai pensato che la polizia avrebbe fatto una cosa del genere. Così sono andata a chiedere aiuto all’organizzazione per i diritti umani. Inaspettatamente, quel pomeriggio, i miei genitori hanno portato molti agenti di polizia alla sede dell’organizzazione. Mia madre ha pianto e mi ha implorata di tornare a casa, dicendomi che non avrebbero interferito con la mia fede. Abbiamo quindi raggiunto un accordo e l’organizzazione per i diritti umani lo ha fatto firmare a mia madre. La polizia mi ha ingannata, dicendo che aveva già rilasciato i fratelli e le sorelle. Ma, quando arrivai al commissariato, i fratelli e le sorelle erano ancora rinchiusi nel centro di detenzione ed erano stati picchiati brutalmente. Una sorella era stata addirittura picchiata fino a perdere i sensi. Ho detto alla polizia perché me ne ero andata di casa e come la mia famiglia mi avesse perseguitata, e ho spiegato che l’India è un Paese democratico dove la libertà di credo è protetta dalla legge e che i ripetuti tentativi dei miei genitori di costringermi a rinunciare alla mia fede non erano conformi alla legge indiana. Un agente di polizia mi ha urlato contro ferocemente: “Quale fede? Smettila! Per la tua fede hai tradito i tuoi genitori. Qualunque cosa accada, devi obbedire ai tuoi genitori!” Ero terrorizzata dalle urla dell’agente. Prima sapevo solo che il governo del PCC si opponeva a Dio. Ora, lì vedevo che anche molti agenti di polizia si opponevano a Dio e Lo odiavano. Infine, il capo della polizia ha detto: “Dobbiamo raggiungere un accordo. Tornerai a casa e vivrai con i tuoi genitori e loro non potranno più perseguitarti né impedirti di credere in Dio. Secondo gli articoli 25-28 della Costituzione indiana, gli indiani hanno la libertà di credo religioso. Dovete ricordarvelo tutti”. Mia madre ha acconsentito.
Il terzo giorno dopo che ero tornata dalla stazione di polizia, i miei cugini, in combutta con i miei genitori, mi hanno ingannata facendomi tornare alla mia città natale e andare in una chiesa lì. Hanno fatto pregare il pastore per me così che scacciasse i miei cosiddetti “demoni”. Ho tentato di oppormi ad andare, ma non potevo nulla contro di loro. Così ho osservato attentamente cosa intendessero fare. Cantavano insieme, con un tono che sembrava molto triste, chiudendo gli occhi, alzando le mani e versando lacrime. Una ragazza è svenuta e l’hanno portata a una panca, dicendo che era morta ma che si sarebbe svegliata. Credevano che avrebbe portato delle notizie dal cielo. Poi hanno iniziato a dire assurdità, affermando che ero stata fuorviata. Dalle loro azioni, ho visto come queste persone religiose si prendono gioco gli altri e ho anche capito che Dio mi aveva permesso di sperimentare quelle cose affinché potessi crescere in discernimento e vedere chiaramente la malvagità di Satana e come queste persone religiose imbrogliano e fuorviano gli altri. In poche ore, avevano ingannato molti dei presenti. Mi sono detta: “Qualunque cosa dicano, qualsiasi cosa accada, devo rimanere salda nella mia posizione”. Alla fine, anche quando si sono coalizzati tutti contro di me, non mi sono fatta influenzare. Vedendo che la mia fede in Dio Onnipotente era ancora salda, la mia famiglia ha fatto qualcosa di ancora più incredibile. La mattina dopo, i miei cugini e i miei genitori mi hanno portata con la forza in un luogo dove si praticava la stregoneria. Era qualcosa che non avrei mai immaginato: proprio i miei genitori, che credevano nel Signore Gesù da così tanti anni, facevano una cosa del genere! Avevo sentito dire che, quando uno stregone lancia un incantesimo su qualcuno, questi potrebbe impazzire. Ero un po’ spaventata nel cuore. Ma poi ho rammentato un film intitolato “Una nuova vita fuori dalle torture” che era sul sito web della Chiesa di Dio Onnipotente. Nel film, la polizia droga una sorella per costringerla a tradire Dio, nel tentativo di farla impazzire. Ma lei si affida alle parole di Dio per superare le vessazioni e le torture della polizia e alla fine rimane salda nella sua testimonianza, svergognando Satana. Pensando a questo, ho guadagnato un po’ di coraggio. Ho inviato un messaggio a sorella Sylvia, raccontandole tutto ciò che era successo. Lei mi ha detto di affidarmi a Dio e mi ha anche inviato alcune parole di Dio. Un passo delle parole di Dio mi ha dato forza e maggiore fede per affrontare ciò che sarebbe accaduto. Dio Onnipotente dice: “Quando Dio sceglie una persona, la sottrae dal potere di Satana e la porta dentro la Sua casa, Satana osa forse porre a Dio delle condizioni? Non osa porre alcuna condizione e nemmeno si azzarda a dire nulla. Se Dio dice: ‘Questa persona è Mia, non puoi più toccarla’, Satana rinuncia obbediente a quella persona. Vitto, vestiario, alloggio, trasporto e ogni altro movimento di questa persona sono tutti sotto la cura e lo sguardo di Dio e Satana non oserà più toccarla senza il Suo permesso. Cosa implica questo? Che la persona vive completamente sotto la cura e la protezione di Dio, senza essere ostacolata o erosa da parte di qualsiasi forza esterna, e che la sua gioia, la sua tristezza e il suo dolore quotidiani sono tutti sotto lo scrutinio dello sguardo di Dio e sotto la Sua cura e la Sua protezione” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo svolgere bene il proprio dovere di essere creato dà valore alla vita”). Dalle parole di Dio, ho capito che anche Satana è nelle mani di Dio e che senza il permesso di Dio Satana non osa fare nulla. Non avevo più paura di nessuno dei modi in cui i miei familiari potessero cercare di spaventarmi, né di nessuna tattica che potessero usare per costringermi a tradire Dio. Vedendo che loro, dei cristiani, erano capaci di andare ad adorare spiriti maligni e che, dopo aver creduto nel Signore per così tanti anni, erano in grado di fare cose che tradivano e disonoravano Dio, mi sentivo particolarmente delusa da loro. Solo perché avevo accettato Dio Onnipotente, ricorrevano a quei metodi per disturbarmi e costringermi a tradire la vera via. Odiavano così tanto la verità! Ho detto a mia madre: “Perché stai facendo questo? Non sai che questa è stregoneria, che si tratta di Satana e di spiriti maligni? Voi credete nel Signore, eppure, per impedirmi di accettare la nuova opera di Dio, vi siete addirittura rivolti a Satana e agli spiriti maligni!” Lei ha risposto: “Lo facciamo per il tuo bene. Le nostre preghiere a Dio non sono riuscite a cambiarti, ma Satana può essere d’aiuto in questo. Non siamo qui per adorarli”. Vederli per ciò che erano veramente mi ha molto intristita. Non erano diversi dai miscredenti. Ciò che non mi sarei aspettata era che lo stregone, conoscendo lo scopo per il quale la mia famiglia mi aveva portata lì, mi dicesse: “Mia cara, prega il Dio in cui credi. C’è un solo Dio e il Dio in cui credi tu è quello giusto”. Ne sono stata felicissima e ho veramente visto la protezione di Dio. Dio governa ogni cosa. Dopo tutti i loro tentativi, i miei genitori hanno visto che non potevano nulla con me, così hanno acconsentito a non limitare più la mia partecipazione alle riunioni, a smettere di interferire con la mia fede e a smettere di curarsi del fatto che andassi all’università o no. Il 12 gennaio del 2021, ho potuto finalmente partecipare apertamente alle riunioni online a casa. Sebbene a volte i miei genitori, quando mi vedevano partecipare alle riunioni, ancora mi rimproverassero e cercassero di persuadermi a tornare all’università per finire i miei studi, non ne ero più influenzata. In seguito, me ne sono andata di casa e ho iniziato a svolgere il mio dovere nella chiesa a tempo pieno.
Dopo quell’esperienza, ho davvero percepito che tutto è nelle mani di Dio. Egli ha usato quelle difficili circostanze per perfezionare la mia fede e permettermi inoltre di crescere nel discernimento della mia famiglia e delle persone religiose. I miei familiari credono nel Signore da generazioni e molti di loro sono pastori. Una volta pensavo che prestassero servizio a Dio e Lo amassero sinceramente, ma l’opera di Dio degli ultimi giorni li ha rivelati tutti. Ora vedo chiaramente la loro essenza di odio nei confronti della verità. Non credono affatto in Dio con sincerità. Gli oppongono resistenza. Sono state la guida e la direzione delle parole di Dio a permettermi di rimanere salda nel mezzo degli attacchi ricevuti dalla mia famiglia su tutti i fronti. Grazie a Dio! Non rimpiangerò mai di seguire Dio Onnipotente.