52. Non sono più una persona compiacente
Nel dicembre del 2023, i leader hanno disposto che fossi responsabile del lavoro di irrigazione di alcune chiese. Fratello Lin Hai era il supervisore. Oltre a supervisionare e a seguire il nostro lavoro, era anche responsabile del lavoro di irrigazione di diverse altre chiese. Quando ho iniziato a collaborare con Lin Hai, ho visto che si assumeva un certo fardello nel suo dovere; seguiva e risolveva prontamente qualsiasi problema i nuovi arrivati avessero. Alla fine di febbraio del 2024, abbiamo inviato una lettera di comunicazione alle chiese riguardante i problemi comuni tra i nuovi arrivati e abbiamo anche fatto seguito per assicurarci che le chiese riassegnassero prontamente il personale non adatto a irrigare. In seguito, ho scoperto che non solo Lin Hai non aveva seguito la nostra attuazione del lavoro, ma non aveva nemmeno seguito le chiese di cui era responsabile, e gli irrigatori non erano stati riassegnati in tempo. Ho pensato: “Forse ultimamente non si sente bene? Gli si è alzata di nuovo la pressione? Forse sta vivendo nella malattia e non si sta assumendo alcun fardello nel suo dovere? Forse dovrei dargli un promemoria. Ma, se glielo dicessi apertamente, direbbe che non mostro considerazione per lui? Inoltre, sono solo un membro del gruppo. Se gli facessi notare direttamente i suoi problemi, perderebbe la faccia e serberebbe rancore nei miei confronti? E se si creasse tensione tra noi? Quanto sarebbe imbarazzante collaborare dopo!” Ma poi mi sono ricordata che Dio ha condiviso sul fatto che i collaboratori dovrebbero supervisionarsi e darsi promemoria a vicenda. Non mi sembrava giusto vedere i suoi problemi e non dire una parola. Così, gli ho dato un elenco dei compiti che doveva seguire e delle chiese che erano a corto di irrigatori e gli ho ricordato di seguirli. Inizialmente volevo parlargli della natura e delle conseguenze dell’essere superficiali e irresponsabili nel proprio dovere, ma temevo che farlo lo avrebbe offeso e ci avrebbe reso più difficile andare d’accordo in futuro. Così mi sono limitata a chiedergli della sua salute recente e ho trovato alcuni passi delle parole di Dio da mostrargli sulla supervisione reciproca e sui promemoria tra collaboratori. In questo modo, avrebbe saputo che stavo solo cercando di praticare in base alle parole di Dio, non cercando deliberatamente di trovare difetti in lui, così non avrebbe maturato pregiudizi nei miei confronti. Con mia sorpresa, Lin Hai ha risposto solo con due parole: “Va bene”. Non ha detto nulla riguardo al riconoscere i propri problemi. In seguito, ha continuato a non far seguito alla riassegnazione degli irrigatori nelle chiese, né ha seguito o supervisionato il nostro lavoro. Ho pensato di sollevare di nuovo la questione, ma poi mi sono ricordata di quanto fosse stata sbrigativa la sua ultima risposta. Probabilmente se l’era presa. Se avessi detto altro, di sicuro se la sarebbe presa ancora di più. Nessun altro diceva nulla, quindi, se fossi stata io l’unica a fargli notare i suoi problemi, sarebbe sembrato che me la prendessi sempre con lui. Non volevo essere io quella che lo offendeva, così ho lasciato perdere.
In seguito, a causa degli arresti dei cristiani da parte del PCC, alcuni degli irrigatori nelle chiese di cui ero responsabile sono dovuti andare a nascondersi per rischi legati alla sicurezza e altri che non erano adatti dovevano essere riassegnati. Ma non riuscivamo a trovare persone adatte a subentrare, il che ha influito sul lavoro. Attraverso la riflessione e il riepilogo, ho visto che ciò era dovuto al fatto che in generale non ci eravamo concentrati sul coltivare le persone. Così, ho scritto una lettera di comunicazione alle chiese su questo problema, chiedendo ai leader e ai lavoratori di concentrarsi sul coltivare le persone in modo che potessero correggere tempestivamente quella deviazione. Poi l’ho inoltrata a Lin Hai e alla nostra collaboratrice, la sorella Wang Dan, affinché la esaminassero per individuare eventuali problemi o carenze, in modo che potessero apportare aggiunte e miglioramenti prima di inviarla alle chiese. Ho anche ricordato loro di rispondere prontamente per evitare di ritardare il lavoro. Ma erano passati alcuni giorni e Lin Hai non aveva ancora risposto. Ho pensato: “Che gli succede? Non segue il lavoro di coltivazione delle persone e ora che la lettera è scritta non vuole nemmeno fornire la sua opinione. Dovremmo inviare questa lettera o no? Se non lo facciamo, il lavoro subirà ritardi. E se invece lo facciamo e in essa c’è qualcosa di inappropriato che causa un intralcio?” Volevo scrivergli e chiedergli cosa ne pensasse e perché non avesse ancora risposto, ma mi sono ricordata che l’ultima volta non era stato molto ricettivo verso i miei suggerimenti. Temevo che fargli notare di nuovo i suoi problemi lo avrebbe solo infastidito di più e che il nostro rapporto sarebbe diventato difficile in futuro, così non ho chiesto. In seguito, Wang Dan ha risposto che la lettera andava bene, quindi, per evitare di ritardare il lavoro, l’abbiamo inviata.
Non molto tempo dopo, gli arresti del PCC si sono intensificati. Il Partito ha impiegato vari metodi per rintracciare e arrestare i credenti e ha persino iniziato a diffondere le solite vecchie dicerie inventate per fuorviare le persone. Abbiamo condiviso con i nuovi arrivati sulla verità riguardo all’aspetto del discernimento e sulla verità relativa alle visioni e la maggior parte di loro ha acquisito la capacità di discernere alcune delle voci infondate. Mi sono detta: “Chissà se gli irrigatori nelle altre chiese hanno condiviso con i nuovi arrivati sulla verità riguardo all’aspetto del discernimento di queste voci infondate. I nuovi arrivati hanno un qualche discernimento di esse?” Così ho scritto a Lin Hai, suggerendogli di far controllare agli irrigatori da lui supervisionati la capacità dei nuovi arrivati di discernere le voci infondate. Se qualcuno di loro non capiva, gli irrigatori dovevano prontamente condividere sulla verità relativa alle visioni per impedire che i nuovi arrivati venissero fuorviati dalle voci infondate e subissero perdite nella loro vita. Dieci giorni dopo che ho inviato la lettera, Lin Hai non aveva ancora risposto. Mi stavo arrabbiando un po’. Ho pensato: “Questo lavoro è così importante. Come può non prenderlo sul serio?” Volevo davvero fargli notare che non si stava assumendo un fardello nel suo dovere, ma di nuovo avevo paura di infastidirlo, quindi non l’ho detto direttamente. Invece, gli ho chiesto gentilmente se avesse ricevuto la mia lettera e ho condiviso sull’importanza di seguire quel lavoro. Con mia sorpresa, Lin Hai ha risposto: “Abbiamo fatto condividere gli irrigatori sull’argomento in precedenza. I nuovi arrivati probabilmente hanno afferrato tutto. Non c’è bisogno di far di nuovo seguito alla cosa”. Quando ho visto che stava solo dando giudizi basati sulle sue fantasie, senza cercare effettivamente di capire la situazione dei nuovi arrivati, l’ho ritenuto davvero irresponsabile. Volevo condividere con lui su quel problema, ma poi mi sono preoccupata che, se avessi continuato a fargli notare i suoi problemi, avrebbe sviluppato una cattiva opinione di me. E se il nostro rapporto si fosse incrinato? Ma la mia coscienza mi rimproverava perché vedevo i suoi problemi eppure non dicevo nulla. Poco dopo, pensavo: “Tu sei il supervisore, quindi se qualcosa va storto è tua responsabilità. Io te l’ho ricordato; sei tu quello che non ha ascoltato”. Ma poi ho percepito che pensare in quel modo era irresponsabile da parte mia… Ero così agitata e irrequieta e non riuscivo ad acquietare il mio cuore per fare il mio dovere.
Nel mio dolore, ho pregato Dio e cercato la Sua guida. Mi sono ricordata delle Sue parole: “A prescindere dal dovere che svolgi, sia esso importante o ordinario, poiché tale dovere ti è stato affidato, se non ci metti il cuore o non sei all’altezza delle tue responsabilità, e se non lo consideri l’incarico ricevuto da Dio né lo assumi come tuo dovere e obbligo facendo sempre le cose in modo superficiale, sarà un problema” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo leggendo le parole di Dio e riflettendo sulla verità frequentemente vi può essere un cammino da seguire”). Mentre riflettevo sulle parole di Dio, mi sono resa conto che dovevo avere senso di responsabilità nel mio dovere. A prescindere dal fatto che io sia un supervisore o meno, fintanto che noto un problema nel lavoro della chiesa, devo adempiere alla mia responsabilità per salvaguardare il lavoro della chiesa. Se vedo un problema e lo ignoro, trattandolo in modo superficiale e irresponsabile, questa è un’inadempienza al dovere. Con il gran dragone rosso che arrestava freneticamente i cristiani e diffondeva voci infondate, era molto probabile che i nuovi arrivati venissero fuorviati e se ne andassero. Ricordare a Lin Hai di condividere di più con loro sulla verità riguardo all’aspetto del discernimento era mia responsabilità. Quando ho visto che non lo prendeva affatto sul serio, avrei dovuto farglielo notare e aiutarlo tempestivamente. Ma temevo che avrebbe avuto una brutta impressione di me e avevo paura di offenderlo e di rendere difficile il nostro rapporto, così mi sono comportata da persona compiacente. Vedevo i suoi problemi ma non osavo farglieli notare direttamente. Non avevo senso di responsabilità e non stavo salvaguardando gli interessi della chiesa. Ero davvero indegna di fare quell’importante dovere! Provavo un profondo auto-biasimo nel cuore, così ho scritto una lettera a Lin Hai per discutere con lui il mio punto di vista. Poi ho pensato che, dato che i nostri punti di vista erano diversi, avrei dovuto parlarne anche con gli altri fratelli e sorelle con cui collaboravamo. Ma ho esitato di nuovo, preoccupata: “Se Lin Hai lo scopre, dirà che sto cercando di metterlo in imbarazzo? Avrà una cattiva impressione di me?” Mi sono ricordata delle parole di Dio: “‘Non avrò assolutamente paura, non mi tirerò assolutamente indietro e non mi scoraggerò assolutamente!’ Voi avete questa determinazione?” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (13)”). Quando si tratta di questioni che coinvolgono gli interessi della chiesa e l’ingresso nella vita dei nostri fratelli e sorelle, non posso scendere a compromessi o tirarmi indietro solo perché ho paura di ciò che gli altri potrebbero pensare di me. Che Lin Hai lo accettasse o meno, dovevo prendere posizione e salvaguardare gli interessi della chiesa. Pertanto, ho inoltrato la lettera. In seguito, sia Lin Hai che gli altri miei collaboratori hanno risposto, concordando con il mio punto di vista. Ho tirato un sospiro di sollievo nel cuore.
Tuttavia, dopo ciò, ho continuato a non condividere con Lin Hai riguardo al suo atteggiamento superficiale verso il suo dovere. Ho iniziato a riflettere su me stessa: avevo visto chiaramente i problemi di Lin Hai, eppure non osavo farglieli notare direttamente. Quale indole corrotta si nascondeva dietro questo? Ho pregato Dio di guidarmi a comprendere i miei problemi. Poi, ho letto un passo delle Sue parole che si riferiva direttamente al mio stato. Dio Onnipotente dice: “La maggior parte delle persone è disposta a perseguire la verità e vuole metterla in pratica, ma molto spesso ha solo la determinazione e il desiderio di farlo; interiormente, invece, la verità non è diventata la loro vita. Quindi, quando incontri forze malvagie che disturbano e sabotano il lavoro della chiesa, per esempio quando ti trovi di fronte a falsi leader che gestiscono le questioni violando i principi e non svolgono un lavoro reale, o a malevoli e anticristi che compiono il male e disturbano il lavoro della chiesa, causando di conseguenza danni al popolo eletto di Dio, non hai il coraggio di prendere posizione e parlare. Perché non hai questo coraggio? È perché sei pavido o poco eloquente, oppure non osi parlare perché non riesci a vedere le cose chiaramente? Non è dovuto a nessuna di queste cose; è principalmente la conseguenza del fatto che sei vincolato dalla tua indole corrotta. Una delle forme di indole corrotta che riveli è un’indole propensa all’inganno: quando succede qualcosa, la prima cosa che consideri sono i tuoi interessi, le conseguenze delle tue azioni e se saranno o meno di beneficio per te. Questa è un’indole propensa all’inganno, non è vero? Un’altra è l’indole egoista e spregevole. Tu pensi: ‘Che cosa ha a che fare con me il fatto che loro danneggino gli interessi della casa di Dio? Non sono un leader, quindi perché dovrei coinvolgermi? Non ha nulla a che fare con me e non è mia responsabilità’. Tali pensieri e parole non sono qualcosa che pensi intenzionalmente, ma sono da te prodotti inconsciamente: queste sono le forme di indole corrotta che le persone rivelano quando incontrano una questione. Queste forme di indole corrotta governano i tuoi pensieri, ti legano mani e piedi e controllano ciò che dici. Nel tuo cuore, vuoi prendere posizione e parlare, ma hai dei timori e, anche se parli, giri intorno alla questione e ti lasci spazio di manovra, oppure tergiversi e semplicemente non dici il vero. Le persone dotate di discernimento riescono a vederlo e, in realtà, anche tu nel tuo cuore sai che non hai detto tutto ciò che avresti dovuto, che non hai ottenuto risultati, che stavi solo agendo in modo meccanico e che il problema non è stato risolto. Non hai adempiuto la tua responsabilità, eppure dici sfacciatamente di averlo fatto, oppure sostieni di non aver visto le cose chiaramente in quel momento. Queste affermazioni sono in linea con i fatti? È quello che pensi veramente? Non sei forse completamente sotto il controllo della tua indole satanica?” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dio smaschera il fatto che le persone vivono in base alla loro indole corrotta egoistica e propensa all’inganno. Quando vedono qualcuno fare qualcosa che viola i principi, non osano farglielo notare, considerando solo i propri interessi e non salvaguardando minimamente il lavoro della chiesa. Alcuni, anche quando fanno notare agli altri il loro problema, ci girano intorno e lo minimizzano per evitare di offendere. Non vanno al nocciolo della questione, quindi, anche se dicono qualcosa, non ha alcun effetto. Ciò che le parole di Dio smascheravano era esattamente il mio stato. In quel periodo, avevo visto chiaramente che Lin Hai non seguiva né supervisionava il lavoro e che era irresponsabile e non si assumeva alcun fardello nel suo dovere. Questo aveva già ritardato il lavoro di irrigazione e l’ingresso nella vita da parte dei nuovi arrivati. Avrei dovuto farglielo notare per aiutarlo a invertire rotta il prima possibile, ma avevo paura di ferire il suo orgoglio e rovinare il nostro rapporto, rendendo le cose difficili tra noi in seguito. Così, ho solo elencato i compiti a cui doveva far seguito, ma non ho mai condiviso sulla natura e sulle conseguenze dell’essere superficiale nel suo dovere né le ho analizzate. In seguito, ho scoperto che Lin Hai non si concentrava sul coltivare le persone né verificava effettivamente se i nuovi arrivati fossero in grado di discernere le voci infondate diffuse dal gran dragone rosso. Si limitava ad agire in base alle proprie nozioni e fantasie e non svolgeva affatto alcun lavoro reale. Volevo smascherarlo per il suo essere irresponsabile e non assumersi alcun fardello nel suo dovere, ma di nuovo ho temuto che fargli notare ripetutamente i suoi problemi avrebbe ferito il suo orgoglio e lo avrebbe messo in imbarazzo. Se avesse maturato un pregiudizio nei miei confronti, quanto sarebbero state imbarazzanti le cose tra noi! Per evitare di offenderlo, ho scelto ancora una volta il silenzio, confortandomi persino con il pensiero: “Ho già detto quello che c’era da dire. È colpa sua se non accetta i miei suggerimenti. Se emerge un problema, è responsabilità sua, non mia”. Ma in realtà, sebbene avessi menzionato con lui alcuni problemi del lavoro, non gli avevo mai fatto notare la natura e le conseguenze del fare il suo dovere in quel modo. Di conseguenza, Lin Hai non aveva alcuna comprensione dei propri problemi, non ha apportato cambiamenti e le questioni nel lavoro di irrigazione sono rimaste irrisolte. Stavo solo facendo le cose tanto per fare, senza raggiungere alcun effetto reale. Quando ho visto che il lavoro di irrigazione era inefficace, invece di pensare a come risolvere i problemi e salvaguardare il lavoro della chiesa, ripetutamente sono scesa a compromessi e ho ceduto per mantenere il mio rapporto con Lin Hai. Non volevo esplicitare chiaramente i problemi, anche se ciò significava ritardare il lavoro della chiesa ancora e ancora. Stavo mantenendo il mio rapporto con lui a spese degli interessi della chiesa. In sostanza, mi stavo schierando con Satana e stavo intralciando il lavoro della chiesa. Ero così egoista, spregevole, viscida e propensa all’inganno!
In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio e ho acquisito un’ulteriore comprensione dei miei problemi. Dio Onnipotente dice: “C’è un principio nelle filosofie per le interazioni mondane che dice ‘Tacere sui difetti dei buoni amici consente una lunga e grande amicizia’. Significa che, per preservare questa buona amicizia, si deve tacere sui problemi dell’amico, anche se li si vede chiaramente. Ci si attiene al principio del non colpire le persone in faccia e non mettere a nudo le loro manchevolezze. Gli amici di questo tipo si ingannano a vicenda, nascondono cose l’uno dall’altro e tramano l’uno alle spalle dell’altro. Anche se sanno con chiarezza cristallina che tipo di persona sia l’altro, non lo dicono apertamente, impiegando invece metodi astuti per preservare il loro rapporto. Perché si vogliono preservare relazioni simili? Si tratta di non volersi fare dei nemici in questa società, all’interno del proprio gruppo, cosa che spesso significherebbe sottoporsi a situazioni pericolose. Sapendo che qualcuno diventerà tuo nemico e ti danneggerà dopo che avrai messo a nudo le sue manchevolezze o l’avrai ferito, e non volendo metterti in una situazione del genere, ti attieni al principio delle filosofie per le interazioni mondane che recita: ‘Se colpisci gli altri, non colpirli in faccia; se li metti a nudo, non mettere a nudo le loro manchevolezze’. Alla luce di ciò, se due persone hanno un rapporto di questo tipo, si possono considerare veri amici? (No.) Non sono veri amici, tanto meno sono l’uno il confidente dell’altro. Allora, di che tipo di relazione si tratta esattamente? Non è una relazione sociale basilare? (Sì.) In una simile relazione sociale, le persone non possono intraprendere conversazioni cuore a cuore, né avere connessioni profonde, né parlare di ciò che vogliono. Non possono dire ad alta voce ciò che hanno nel cuore, o i problemi che vedono negli altri, o parole che possano giovare agli altri. Al contrario, scelgono cose carine da dire per ingraziarsi gli altri. Non osano dire la verità né sostenere i principi, evitando così che gli altri sviluppino pensieri ostili nei loro confronti. Quando nessuno costituisce per loro una minaccia, non vivono forse in relativa tranquillità e pace? Non è forse questo l’obiettivo delle persone nel promuovere il detto ‘Se colpisci gli altri, non colpirli in faccia; se li metti a nudo, non mettere a nudo le loro manchevolezze’? (Sì.) È chiaro che si tratta di un modo di sopravvivere disonesto e propenso all’inganno, con un elemento di diffidenza, il cui obiettivo è l’autoconservazione. Vivendo in questo modo, le persone non hanno confidenti, né amici intimi a cui poter dire tutto quello che vogliono. Tra le persone ci sono solo diffidenza reciproca, sfruttamento reciproco e reciproche macchinazioni, e ciascuno prende dalla relazione ciò che gli serve. Non è forse così? Alla radice, l’obiettivo del ‘Se colpisci gli altri, non colpirli in faccia; se li metti a nudo, non mettere a nudo le loro manchevolezze’ è quello di evitare di offendere gli altri e di farsi dei nemici, quello di proteggersi evitando di ferire qualcuno. Si tratta di una tattica e di un metodo che si adottano per evitare di essere feriti. Guardando a queste diverse sfaccettature della sua essenza, la richiesta fatta alla condotta morale delle persone del ‘Se colpisci gli altri, non colpirli in faccia; se li metti a nudo, non mettere a nudo le loro manchevolezze’ è forse nobile? È una richiesta positiva? (No.) Allora cosa insegna alle persone? Che non devi offendere né ferire nessuno, altrimenti sarai tu che finirai per soffrire; e anche che non devi fidarti di nessuno. Se fai del male a uno dei tuoi buoni amici, l’amicizia inizierà silenziosamente a cambiare. Egli passerà dall’essere un buon amico familiare all’essere un estraneo o un tuo nemico. Quali problemi si risolvono, in effetti, con un tale genere di insegnamento? Anche se, agendo in questo modo, non ti fai dei nemici e anzi ne perdi qualcuno, porterai forse le persone ad ammirarti, ad approvarti e a considerarti sempre come un amico? Questo raggiunge pienamente lo standard della condotta morale? Nel migliore dei casi, si tratta soltanto di una filosofia per le interazioni mondane” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Cosa significa perseguire la verità (8)”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che avevo assunto come miei principi di condotta filosofie sataniche per le interazioni mondane come “Tacere sui difetti dei buoni amici consente una lunga e grande amicizia” e “Se colpisci gli altri, non colpirli in faccia; se li metti a nudo, non mettere a nudo le loro manchevolezze”. Credevo che per andare d’accordo con gli altri dovessi imparare a proteggermi. Pensavo che far notare a qualcuno i suoi problemi potesse facilmente offenderlo, creandomi dei nemici; così, anche se vedevo un problema, non lo esplicitavo. In quel modo, non avrei danneggiato il rapporto con l’altra persona né causato problemi a me stessa. È venuto fuori che ciò che stavo seguendo erano i modi di sopravvivenza viscidi e propensi all’inganno e le filosofie per le interazioni mondane che Satana instilla nelle persone. Vivendo secondo quelle filosofie per le interazioni mondane, le persone non riescono ad aprirsi l’una con l’altra; sono costantemente sulla difensiva, diventando sempre più false, viscide e propense all’inganno. Sapevo benissimo che Lin Hai aveva già ritardato il lavoro della chiesa essendo superficiale e non svolgendo un lavoro reale e che avrei dovuto fargli notare chiaramente i suoi problemi per aiutarlo a conoscere se stesso. Ma avevo paura di ferire il suo orgoglio, metterlo in imbarazzo, offenderlo e rovinare il nostro rapporto, così ho scelto di scendere a compromessi e tirarmi indietro. In apparenza, sembrava che stessi aiutando lui a salvare la faccia e mantenendo la pace, ma non lo stavo aiutando sinceramente e genuinamente. Non solo questo non era di alcun beneficio per il suo ingresso nella vita ma, peggio ancora, ritardava il lavoro di irrigazione. Dio ci richiede di essere aperti e onesti nel modo in cui trattiamo i nostri fratelli e sorelle. Quando scopriamo un problema in qualcuno, dovremmo farglielo notare e condividere per aiutarlo con un cuore amorevole. Anche se sul momento non riesce ad accettarlo, fintanto che è una persona che accetta la verità, in seguito cercherà e rifletterà su sé stesso. Se dopo che gli è stato fatto notare continua a rifiutarlo, dobbiamo riferirlo ai leader il prima possibile per impedire danni al lavoro della chiesa. Questo è ciò che una persona dotata di coscienza e ragione dovrebbe fare e questo è il senso di giustizia che una persona dovrebbe possedere. A Dio piacciono le persone oneste e rette ed Egli detesta quelle propense all’inganno. Se avessi continuato a essere una persona compiacente, ad adottare la via di mezzo, sarei stata detestata ed eliminata da Dio. Rendermene conto mi ha generato un senso di paura persistente. Ho anche pregato Dio, disposta a pentirmi e a non vivere più in base alla mia indole corrotta.
In seguito, ho trovato un cammino di pratica nelle parole di Dio e ho guadagnato chiarezza nel cuore. Dio Onnipotente dice: “A volte, armonia significa sopportazione e tolleranza, ma significa anche rimanere saldi nella propria posizione e sostenere i principi. L’armonia non significa calmare le acque, o cercare di essere compiacenti, o adottare un approccio compromissorio, e certamente non significa ingraziarsi qualcuno. Questi sono principi. Una volta che avrai afferrato questi principi, senza rendertene conto il tuo parlare e le tue azioni diventeranno in linea con le intenzioni di Dio; avrai dei principi nel modo in cui tratti le persone e diventerai capace di trattare gli altri equamente. In questo modo, sarai in grado di andare d’accordo amichevolmente con i fratelli e le sorelle e sarà facile raggiungere l’unità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Sulla collaborazione armoniosa”). “Se hai l’intenzione e la prospettiva di una persona compiacente, allora, in tutte le questioni, non praticherai la verità né ti atterrai ai principi, e quindi fallirai e cadrai sempre. Se non ti risvegli e non cerchi mai la verità, allora sei un miscredente e non otterrai mai la verità e la vita. Che cosa dovresti fare, allora? Di fronte a queste questioni che coinvolgono gli interessi della casa di Dio, devi pregare Dio e invocarLo, chiedendoGli di darti fede e forza, in modo che tu sia in grado di attenerti ai principi, di fare ciò che dovresti fare, di gestire le cose secondo i principi, di mantenere saldamente la posizione che dovresti mantenere, proteggere gli interessi della casa di Dio e impedire che il lavoro della casa di Dio subisca perdite. Se sei in grado di ribellarti ai tuoi interessi personali, al tuo orgoglio e al tuo punto di vista di persona compiacente, e se fai ciò che dovresti fare con un cuore onesto e indiviso, allora avrai sconfitto Satana e avrai guadagnato questo aspetto della verità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Ho capito che la collaborazione armoniosa non consiste nell’essere una persona compiacente o nell’adottare la via di mezzo, né nel mantenere un’armonia superficiale e non offendere nessuno. Invece, consiste nell’essere in grado di sostenere i principi e salvaguardare gli interessi della chiesa nelle questioni che coinvolgono il lavoro della chiesa e l’ingresso nella vita dei nostri fratelli e sorelle. Vedendo che il mancato svolgimento di un lavoro reale da parte di Lin Hai stava già ritardando il lavoro della chiesa, dovevo condividere con lui e aiutarlo per amore. Se necessario, avrei anche potuto potarlo e, se neanche allora lo avesse accettato, dovevo segnalarlo ai leader per una tempestiva modifica all’assegnazione del dovere o la destituzione. Questo è praticare la verità; questo è vero amore. Ma avevo la convinzione distorta che far notare al supervisore i suoi problemi fosse portare alla luce le sue manchevolezze e metterlo in imbarazzo. La mia comprensione era così assurda! Dalle parole di Dio ho anche capito che, quando mi accade qualcosa e sono disposta a ribellarmi alla carne ma non riesco a superarla, devo pregare Dio e implorarLo di darmi forza. Dovevo far notare e smascherare il fatto che Lin Hai non svolgesse un lavoro reale. Non potevo più essere una persona compiacente o adottare la via di mezzo. Anche se fargli notare i suoi problemi lo avesse offeso, dovevo praticare la verità. Così gli ho scritto e l’ho invitato a incontrarci per una riunione. Prima di incontrarlo, ho pregato affinché Dio mi guidasse in modo che fossi in grado di praticare la verità.
Durante la riunione, ho fatto notare a Lin Hai i suoi problemi. All’inizio non voleva accettarlo e ha cercato di controbattere e difendersi, e anche un altro fratello è intervenuto per sostenerlo. Ho capito che quel fratello stava proteggendo Lin Hai, così l’ho interrotto e l’ho smascherato senza mezzi termini per il suo tentativo di appianare le cose. L’atmosfera è diventata un po’ tesa e l’espressione sul volto di Lin Hai si è fatta spiacevole. Temevo che, se avessi detto altro, il nostro rapporto si sarebbe incrinato, così volevo scendere a compromessi e lasciar perdere la questione. Ma poi ho pensato a come Lin Hai avesse già danneggiato il lavoro essendo superficiale e non svolgendo un lavoro reale. Nemmeno accettava quando gli venivano fatti notare i suoi problemi. Se la cosa fosse andata avanti, avrebbe causato danni ancora maggiori al lavoro della chiesa. Ho ricordato alcune parole di un inno: “Nella chiesa, rimanete saldi nella testimonianza che Mi rendete e difendete la verità. Quel che è giusto è giusto e quel che è sbagliato è sbagliato; non confondete il bianco con il nero. Dovete lottare contro Satana e sconfiggerlo definitivamente affinché non si rialzi mai più” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 41”). Le parole di Dio mi hanno dato fede e forza. Non potevo più essere una persona compiacente; dovevo sostenere i principi. Così, attingendo alle parole di Dio, ho fatto notare a Lin Hai i suoi problemi e ho condiviso sulle conseguenze del non supervisionare né seguire il lavoro e del non concentrarsi sul coltivare le persone. Dopo le mie parole, Lin Hai ha un po’ cambiato atteggiamento e si è detto disposto ad accettarlo. Solo praticando in questo modo mi sono sentita in pace nel cuore.
In seguito, ho visto che Lin Hai non era ancora cambiato molto, così ho elencato i suoi problemi uno per uno e li ho riferiti ai leader. Dopo aver raccolto le valutazioni su Lin Hai, i leader hanno visto che aveva una scarsa levatura, mancava di capacità lavorative e non si assumeva alcun fardello nel suo dovere. Era un falso lavoratore che non svolgeva alcun lavoro reale e doveva essere destituito. I leader mi hanno poi promossa a supervisore e mi hanno chiesto di andare a condividere con Lin Hai e di destituirlo. Mi sentivo un po’ titubante. “Se gli smaschero i suoi problemi in faccia, serberà rancore e nutrirà pregiudizi nei miei confronti?” Mi sono resa conto che la mia mentalità da persona compiacente stava riaffiorando e ho ricordato le parole di Dio: “[…] anche se ciò che fai offende le persone o ti porta a ricevere un insulto alle tue spalle, questo non ha molta importanza;” Ho cercato rapidamente quel passo per leggerlo. Dio ha detto: “Se si tratta di un’azione che si allinea con i principi, allora anche se ciò che fai offende le persone o ti porta a ricevere un insulto alle tue spalle, questo non ha molta importanza; se invece si tratta di un’azione che non è in linea con i principi, anche se compiendola guadagni approvazione e supporto da tutti e vai d’accordo con tutti, ma c’è il fatto che non riesci a darne conto a Dio, allora hai subito una perdita. Se mantieni i rapporti con la maggior parte delle persone, rendendole felici e soddisfatte e ne guadagni gli elogi, ma offendi Dio, il Creatore, allora sei un grandissimo sciocco. Pertanto, qualunque cosa tu faccia, devi capire chiaramente se la tua azione è in linea con i principi, se compiace Dio, qual è l’atteggiamento di Dio nei suoi confronti, quale posizione le persone dovrebbero assumere, quali principi dovrebbero sostenere, in che modo Dio ha istruito e come dovresti agire: dovrebbe prima esserti chiaro questo” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori, “Le responsabilità di leader e lavoratori (24)”). Dopo che ho letto le parole di Dio, il mio cuore si è improvvisamente illuminato. Nel fare il mio dovere, devo avere un cuore che teme Dio e cercare le intenzioni di Dio e i principi per fare le cose. Fintanto che qualcosa è in linea con le verità principi, devo persistere a farla. Purché io sia in grado di soddisfare Dio, non importa se offendo le persone o se loro parlano male di me. Se conosco la verità ma non la pratico solo per mantenere i miei rapporti con gli altri, anche se non offendo nessuno, sarò condannata da Dio per aver commesso una trasgressione non salvaguardando il lavoro della chiesa. Sarebbe davvero sciocco! Così, sono andata a condividere con Lin Hai, ho smascherato le sue manifestazioni del non svolgere un lavoro reale e l’ho destituito. Lui ha detto che avrebbe riflettuto a fondo su sé stesso. Attraverso questa esperienza, sono arrivata a rendermi conto che solo praticando la verità e interagendo con gli altri in base alle verità principi si può vivere con una sembianza umana. D’ora in poi, non posso più essere una persona compiacente, danneggiando gli altri e me stessa.