53. Lezioni apprese dai miei tre arresti

di An Xia, Cina

Nel maggio del 2011, mia madre mi ha predicato il Vangelo di Dio degli ultimi giorni. Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che i cieli, la terra e tutte le cose sono stati creati da Lui, così come anche l’umanità, e che credere in Dio e adorarLo è perfettamente naturale e giustificato. Dopo aver indagato per un po’, ho accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Poiché il PCC arresta e perseguita i credenti in Dio, mio padre e i miei nonni, temendo di venire implicati, avevano sempre osteggiato e perseguitato mia madre per la sua fede; perciò non osavo far sapere alla mia famiglia che anch’io credevo in Dio.

Alla fine del 2012 sono stata arrestata per aver predicato il Vangelo; all’epoca avevo 19 anni. Anche se la polizia non ha trovato alcuna prova della mia fede, mi ha comunque detenuta illegalmente per 32 ore. Sono stata rilasciata solo dopo che la mia famiglia ha fatto ricorso a dei contatti. Mio nonno e mio zio sono venuti a prendermi. Lungo il tragitto, mio zio ha detto: “Tuo nonno e tua nonna hanno fatto tanta fatica per crescerti e, persino alla loro età, devono ancora stare sempre in pensiero per te. Appena ha saputo che eri stata arrestata, tua nonna era così agitata che non riusciva a dormire”. Guardando i capelli bianchi di mio nonno, ho sentito una stretta al cuore. Quando sono arrivata a casa, ho visto mia nonna e le mie zie sedute in cortile. Mia nonna mi ha puntato contro un dito tremante e ha detto: “Dimmi, stai seguendo tua madre nel credere in Dio?” Mia zia ha detto in tono di scherno: “Non puoi darci tregua e smettere di farci preoccupare? La polizia è venuta proprio alla tua porta. Anche se tu non ti vergogni, mi vergogno io per te! Ora hai gettato disonore su tutta la famiglia. Come hai potuto avere così scarsa considerazione per noi?” Mia nonna ha detto con voce tremante: “Stavolta tua zia e tuo zio hanno dovuto ricorrere ai loro contatti per tirarti fuori. Altrimenti la polizia ti avrebbe mandata in prigione. Non puoi più credere in Dio!” Anche le mie zie hanno detto cose che bestemmiavano e condannavano Dio. Ascoltandole rimproverarmi, mi sembrava di aver fatto qualcosa di terribilmente sbagliato e non riuscivo a guardarle negli occhi. Sentivo anche di star subendo un gran torto. Credere in Dio è chiaramente una cosa buona, ma loro mi stavano rimproverando come se avessi commesso un crimine terribile. Ho pregato Dio senza sosta, chiedendoGli di proteggere il mio cuore. Poi ho pensato alle Sue parole: “In quanto membri del genere umano e cristiani devoti, tutti noi abbiamo l’obbligo e la responsabilità di offrire la nostra mente e il nostro corpo allo svolgimento dell’incarico da parte di Dio, poiché il nostro intero essere è venuto da Dio ed esiste grazie alla Sua sovranità. Se le nostre menti e i nostri corpi non sono dediti all’incarico da parte di Dio e alla giusta causa dell’umanità, le nostre anime proveranno vergogna davanti a coloro che hanno subito il martirio per via dell’incarico da parte di Dio, e ancor più vergogna davanti a Dio, che ci ha fornito ogni cosa(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Appendice 2: Dio regna sovrano sul destino dell’intera umanità”). Mi sono detta: “È vero, la mia vita viene da Dio. Predicare il Vangelo e testimoniare le parole di Dio a più persone affinché possano accettare la salvezza di Dio è la cosa più giusta di tutte! Invece io, poiché ero stata arrestata per la mia fede e avevo causato preoccupazione e problemi alla mia famiglia, mi sentivo come se avessi arrecato loro ansia e disonore, come se avessi fatto qualcosa di sbagliato. Non stavo affatto distinguendo tra giusto e sbagliato! Credere in Dio e predicare il Vangelo è la cosa più giusta da fare. Devo avere le mie convinzioni quando si tratta di fede”. A questo pensiero, non mi sono più sentita vincolata.

Pochi giorni dopo, il PCC ha iniziato a diffondere voci infondate e fallacie in televisione, sui principali organi di stampa e online per calunniare la Chiesa di Dio Onnipotente e ha cominciato ad arrestare i cristiani della Chiesa su larga scala. Dopo aver sentito queste voci infondate, i miei familiari hanno iniziato a sorvegliarmi. Mi chiamavano spesso per controllare dove fossi e tentavano frequentemente di dissuadermi dalla mia fede. Mio nonno mi ha detto: “Sai quanti ne sono stati condannati di quelli arrestati stavolta? Ad alcuni hanno dato più di dieci anni e la cosa si ripercuote anche sulle loro famiglie: gli anziani perdono i sussidi e i figli non possono andare a scuola. Cosa c’è di tanto positivo nel credere in Dio? Ti arresteranno e ti condanneranno a prescindere dalla tua età. Poco a nord da qui, una persona della tua età è stata condannata a tre anni. Pensavamo tutti che l’omicidio fosse il crimine peggiore e comportasse la condanna più pesante, ma le condanne per la fede in Dio sono più dure di quelle per omicidio!” In seguito, quando andavo a casa di mio nonno, lui mi diceva di tanto in tanto: “Non puoi credere in Dio, capito? Non hai visto la televisione? Dicono che, quando qualcuno crede in Dio Onnipotente, si ripercuoterà sulla sua famiglia per tre generazioni. Influenzerà il lavoro dei tuoi zii e causerà problemi a tuo fratello e a tua sorella minori quando cercheranno di entrare all’università. Come potrebbero non serbarti rancore? Te lo sto dicendo per il tuo bene!” Ricordo che una volta mia zia mi ha detto: “Non hai idea di quanto sia stato difficile accudirti da bambina. Ti sei ammalata diverse volte e sei quasi morta. È stata tua nonna a non lasciare mai il tuo fianco, prendendosi cura di te giorno e notte. Si è dedicata a te anima e corpo. All’epoca avevi una grave anemia e non c’era sangue alla banca del sangue. È stato tuo nonno a donartelo per una trasfusione. Ora che sei cresciuta, continuerai a farli preoccupare?” Ho provato una stretta al cuore. Erano stati mio nonno e mia nonna a crescermi; si erano presi cura di me e avevano fatto sacrifici per me. Ora ero adulta, eppure davo ancora loro preoccupazioni. Mi sentivo così priva di coscienza. Un’altra volta che sono tornata a casa, mio nonno mi ha detto: “‘Il tuo corpo ti è stato donato dai tuoi genitori’. Anche se non pensi a te stessa, devi pensare alla tua famiglia. Se un giorno venissi arrestata per la tua fede e dovessi soffrire in prigione, come potremmo non avere il cuore spezzato e non essere sconvolti?” Sentendogli dire quelle parole, sono stata sopraffatta da un turbinio di emozioni contrastanti. Mi sembrava di star dando loro così tante preoccupazioni e di avere scarsissima considerazione per i loro sentimenti, come se tutti i loro sforzi per crescermi fossero stati vani. Mi sentivo molto debole, così ho pregato Dio: “O Dio, più i miei familiari si preoccupano per me, più mi sento in debito con loro. So che credere in Te è una cosa buona, ma il mio cuore soffre ancora molto. Ti prego, guidami!”. Dopo aver pregato, ho pensato a queste parole di Dio: “Dio ha creato questo mondo e vi ha portato l’uomo, un essere vivente cui ha concesso la vita. A sua volta, l’uomo è arrivato ad avere genitori e parenti, e non è più stato solo. Fin da quando ha posato gli occhi sul mondo materiale, è stato destinato a esistere all’interno della preordinazione di Dio. È l’alito di vita di Dio che sostiene ogni singolo essere vivente per tutta la crescita, fino all’età adulta. Durante questo processo, nessuno si accorge che l’uomo esiste e cresce sotto la cura di Dio; anzi, si crede che cresca sotto la grazia delle cure e dell’educazione dei genitori e che sia il suo istinto vitale a spingerne la crescita. Questo, perché l’uomo non sa chi gli abbia concesso la vita o da dove essa sia venuta, né tantomeno come l’istinto della vita crei miracoli. Sa soltanto che il cibo è la base su cui la vita continua, che la perseveranza è la sorgente dell’esistenza della sua vita e che le convinzioni nella sua mente sono il capitale da cui dipende la sua sopravvivenza. Della grazia e della provvista di Dio, l’uomo è totalmente ignaro; in questa maniera, spreca la vita da Lui concessagli… Nemmeno una singola persona, su cui Dio veglia giorno e notte, prende l’iniziativa di adorarLo. Dio semplicemente opera sull’uomo, verso il quale non vi è alcuna aspettativa, come Egli ha pianificato. Lo fa nella speranza che, un giorno, l’uomo si svegli dal suo sogno e improvvisamente comprenda il valore e il significato della vita, il prezzo che Dio ha pagato per tutto ciò che gli ha dato, e il fervore con cui desidera disperatamente che l’essere umano torni da Lui(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Dio è la sorgente della vita dell’uomo”). Dalle parole di Dio, ho capito che la mia vita viene da Lui. Anche se mi hanno cresciuta mio nonno e mia nonna, era Dio che vegliava sempre su di me e mi proteggeva dietro le quinte. Una volta, quando ero piccola, ho ingerito accidentalmente del veleno per topi. La mia famiglia mi ha portata in tre ospedali, ma nessuno di essi ha voluto curarmi; hanno semplicemente detto alla mia famiglia di preparare il mio funerale. Mio nonno era un medico, ma neanche lui ha potuto nulla. Alla fine, un ospedale ha accettato con riluttanza di provare a salvarmi e, dopo una terapia d’emergenza, sono miracolosamente sopravvissuta. Un’altra volta ho avuto un’occlusione intestinale acuta. Il medico ha sconsigliato di massaggiarla, dicendo che avrebbe solo reso l’ostruzione più serrata. Ero sul punto di dover essere operata, ma mia nonna mi ha massaggiato lo stomaco ed è riuscita effettivamente a sciogliere il blocco. Il fatto che oggi io sia viva e stia bene è interamente dovuto alla portentosa protezione di Dio. Dovrei essere grata per la salvezza di Dio, invece di attribuire tutto ai miei nonni. Una volta capito questo, non mi sono più sentita in debito con loro. Un mese dopo, ho saputo che la chiesa aveva bisogno di persone che collaborassero al lavoro del Vangelo, così ho lasciato il lavoro e mi ci sono dedicata con tutta me stessa.

Nel pomeriggio del 22 ottobre del 2013, sono stata denunciata da una persona malevola mentre ero a una riunione e sono stata nuovamente arrestata. Mi hanno detenuta per 15 giorni e multata di mille yuan. È venuto a prendermi mio padre. Lungo il tragitto verso casa, aveva il volto cupo ed era completamente silenzioso. Più stava zitto, più la mia paura aumentava; sembrava la quiete prima della tempesta. Ho pregato nel mio cuore: “Dio, non so cosa sto per affrontare. Ti prego, proteggimi. Comunque la mia famiglia mi attacchi, devo rimanere salda nella mia testimonianza a Te!” Una volta arrivati a casa dei nonni, mio padre mi ha urlato contro: “La polizia mi ha detto che colui in cui credete è solo una persona! Siete stati tutti ingannati, eppure sei ancora così ossessionata!” Sentirglielo dire mi ha fatta infuriare, così ho ribattuto: “Tu credevi nel Signore Gesù. Non era anche Lui un essere umano all’apparenza? Eppure possedeva un’essenza divina ed era in grado di compiere l’opera di Dio”. Mio padre mi ha puntato il dito contro e ha detto: “Sei ossessionata! Totalmente ossessionata! La polizia ha detto che siete un’organizzazione…” L’ho interrotto chiedendo: “Che cos’è un’organizzazione? Un’organizzazione è creata dalle persone; è un gruppo che fa transazioni per i propri scopi e interessi. La Chiesa di Dio Onnipotente è nata per mezzo dell’opera di Dio. Semplicemente ci riuniamo per leggere le parole di Dio, adorarLo, parlare della conoscenza di noi stessi e condividere sulle intenzioni di Dio. Non ha nulla a che fare con un’organizzazione. Definire la chiesa di Dio un’organizzazione è nient’altro che confondere i concetti. È un discorso da persona confusa. Una persona intelligente indagherebbe per conto proprio e non ascolterebbe ciecamente queste assurdità”. Tuttavia, con mia sorpresa, anche mio nonno mi ha puntato il dito contro e ha detto: “Guardati intorno in questo villaggio! C’è qualcun altro come te? Credere in Dio alla tua giovane età! Ci hai completamente disonorati!” Anche mia nonna e mio zio si sono uniti a loro, rimproverandomi a loro volta. Mio padre ha incalzato: “Sembri saperne parecchio. Da quanto tempo credi? Dove si tengono le vostre riunioni?” Pensavo che la mia famiglia sarebbe stata terribilmente preoccupata per me dopo che ero stata rinchiusa per due settimane, ma la scena che avevo davanti mi ha fatto gelare il cuore. Come avevano fatto i miei parenti, un tempo amorevoli, a diventare così? In quella casa c’era lo stesso gelo di una prigione. Solo per la mia fede in Dio, la mia stessa famiglia mi stava isolando e stava facendo fronte comune contro di me. Nessuno mi capiva e a nessuno importava come mi sentissi. Il cammino di fede mi pareva davvero troppo difficile e sono diventata incredibilmente negativa e debole. Mio padre, vergognandosi di me, mi chiudeva in camera ogni giorno. Quando gli abitanti del villaggio hanno scoperto che ero stata arrestata per la mia fede, alcuni si mettevano fuori casa nostra per deridere e spettegolare. Addirittura dei ragazzini dispettosi gridavano: “La credente è in casa? È arrivata la polizia!” Una sera, mio padre ha ricominciato a rimproverarmi, dicendo che tutta la famiglia non poteva farsi vedere in pubblico a causa mia. Poi è rimasto a sedere nella stanza, fumando in un silenzio cupo. Poco dopo, ho sentito i suoi singhiozzi soffocati. Non avevo mai sentito mio padre piangere in tutta la mia vita e sentire piangere lui ha fatto piangere anche me. Ho pensato: “La mia fede ha avuto un tale impatto negativo sulla mia famiglia. Mio nonno e mia nonna sono già così anziani e devono ancora preoccuparsi per me. Inoltre, questa è la seconda volta che vengo arrestata. Se persisto nella mia fede e vengo arrestata di nuovo, la mia famiglia come potrebbe mai sopportarlo? Forse dovrei rinunciare alla mia fede e basta, trovarmi un lavoro e concentrarmi solo sul guadagnare soldi, così almeno li farei stare tranquilli”. Questo pensiero mi ha provocato un dolore terribile, così ho pregato: “Dio, voglio credere in Te, ma la mia famiglia non smette di perseguitarmi e ostacolarmi e mi sento così debole. Dio, Ti prego, guidami!” Dopo aver pregato, ho letto le parole di Dio: “Tutto ciò che ti accade è una grande prova ed è quello il momento in cui Dio ha bisogno che tu renda testimonianza. Viste dal di fuori, queste potrebbero sembrare questioni insignificanti ma, quando si verificano, dimostrano se ami o meno Dio. Se Lo ami, sarai in grado di rimanere saldo nella tua testimonianza a Lui, e se non hai praticato l’amore per Dio, ciò prova che non sei una persona che mette in pratica la verità, che sei privo di verità e di vita, che sei pula!(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio”). Riflettendo sulle parole di Dio, ho capito che quelle cose mi erano accadute con il Suo permesso. Era un test a cui mi sottoponeva, per vedere se avrei mantenuto la mia fede e sarei rimasta salda nella mia testimonianza o se sarei scesa a compromessi con Satana. Di fronte agli attacchi della mia famiglia e ai pettegolezzi dei vicini, e soprattutto quando avevo sentito mio padre piangere, avevo incolpato la mia fede per aver attirato lo scherno sui miei familiari e averli fatti preoccupare per causa mia. Avevo quindi pensato di rinunciare alla mia fede: quello non era forse scendere a compromessi con Satana? Se davvero i miei familiari fossero stati preoccupati che credessi nella cosa sbagliata, avrebbero dovuto aiutarmi ad approfondire la questione e a indagare sul fatto che ciò in cui credevo fosse la vera via o no. Invece mi attaccavano e basta, indiscriminatamente. In verità avevano solo paura che la mia fede li coinvolgesse e danneggiasse i loro interessi. Non avevo capito a fondo le loro motivazioni ed ero stata ingannata dalla loro cosiddetta preoccupazione per me. Ero quasi caduta nel tranello di Satana e avevo quasi tradito Dio: un pericolo enorme! Comunque i miei familiari mi avrebbero perseguitata in futuro, dovevo rimanere salda nella mia testimonianza a Dio e non arrendermi ai loro attacchi.

Il 14 novembre del 2013, mio padre mi ha portata con la forza nel luogo in cui lavorava e mi ha messa agli arresti domiciliari. Quando andava a lavorare, mi chiudeva in casa con due serrature. Ho tentato ogni modo possibile per scappare, ma nulla ha funzionato. Un giorno, mio padre è tornato, si è seduto sul bordo del letto e mi ha rimproverata: “Guardati! Così giovane e già arrestata due volte! Non ti vergogni?” Ho detto: “In quanto credente in Dio, mi limito a leggere le Sue parole. Non ho fatto nulla di male. Di cosa dovrei vergognarmi?” Non avrei mai immaginato che poi si sarebbe arrabbiato così tanto. È scattato in piedi, mi ha afferrata per il collo e ha iniziato a prendermi ripetutamente a schiaffi in faccia, gridando: “Vuoi credere? Ti toglierò questa fede a suon di botte!” Il naso mi sanguinava copiosamente, ma lui non si è fermato finché un vicino non ha bussato alla porta. Mi ha fulminata con lo sguardo e ha ringhiato: “Se continui a credere, io continuerò a picchiarti! Ti prenderò a botte finché non ti sottometterai!” In quel momento il mio naso non smetteva di sanguinare. Mentre guardavo il cestino riempirsi di fazzoletti insanguinati, un dolore immenso mi ha riempito il cuore. “Il mio stesso padre è così brutale solo perché credo in Dio. Come può essere mio padre? È un diavolo!” Mi sono distesa a faccia in giù sul letto e ho pianto amaramente per molto tempo, sentendo che credere in Dio era davvero troppo difficile. Ho pensato: “Se continuo a credere, allora questa persecuzione non finirà mai? Forse dovrei semplicemente dirgli che ho rinunciato alla mia fede. Potrei trovarmi un lavoro qui e credere in segreto. Così smetterebbe di picchiarmi”. Ho pregato Dio: “Dio, Ti prego, illuminami e guidami affinché io possa comprendere le Tue intenzioni”.

Tre giorni dopo, ho trovato un vecchio cellulare, ho tirato fuori una scheda di memoria con le parole di Dio che avevo nascosto e ce l’ho inserita. Ho acceso il telefono e ho letto le parole di Dio: “Mentre subiscono le prove è normale che gli uomini siano deboli, dentro di loro siano negativi, non comprendano le intenzioni di Dio o manchino di chiarezza riguardo al cammino di pratica. Ma, in ogni caso, devi avere fede nell’opera di Dio e, come Giobbe, non rinnegarLo. Sebbene fosse debole e maledicesse il giorno in cui era nato, Giobbe non negò che tutte le cose che le persone possiedono dalla nascita in poi siano elargite da Jahvè e che Jahvè sia anche Colui che le toglie. Non importa che tipo di prove dovette sostenere: egli continuò a crederlo. […] A che cosa si riferisce la fede? La fede è il credere veramente e il cuore sincero che gli esseri umani dovrebbero possedere quando non possono vedere o toccare qualcosa, quando l’opera di Dio non è in linea con le nozioni umane, o quando va oltre l’umana portata. È questa la fede di cui parlo. Gli uomini necessitano di avere fede nei momenti di sofferenza e in quelli di raffinamento e, quando hanno fede, allora affrontano il raffinamento; raffinamento e fede sono inscindibili. Se, comunque Dio operi o qualunque sia il tuo ambiente, sei in grado di perseguire la vita e ricercare la verità, di perseguire la conoscenza dell’opera di Dio, di cercare di conoscere le Sue azioni e sai agire in armonia con la verità, questo è avere una fede autentica e dimostra che non hai perso la fede in Dio(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento”). “Qualunque sia la tua vera statura, devi in primo luogo possedere la determinazione a soffrire e vera fede, come pure la determinazione a ribellarti alla carne. Dovresti essere disposto a soffrire e a sperimentare perdite nella sfera dei tuoi interessi personali, al fine di soddisfare le intenzioni di Dio. Devi anche avere la capacità di provare rimorso nel cuore: in passato non sei stato in grado di soddisfare Dio e ora puoi essere pieno di rimorso. Non devi essere manchevole in alcuno di questi aspetti: è attraverso queste cose che Dio ti perfezionerà. Se non soddisfi queste condizioni, non puoi essere perfezionato(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento”). “Avete mai accettato le benedizioni che erano state preparate per voi? Avete mai perseguito le promesse che vi sono state fatte? Sotto la guida della Mia luce romperete la stretta delle forze dell’oscurità. Nel mezzo delle tenebre, non perderete la guida della luce. Sarete i padroni di tutte le cose. Sarete vincitori davanti a Satana. Alla caduta della nazione del gran dragone rosso, vi leverete tra le miriadi di genti come prova della Mia vittoria. Rimarrete saldi e incrollabili nella terra di Sinim. Per le sofferenze che sopportate, erediterete le Mie benedizioni e irradierete la Mia luce di gloria dentro l’intero universo(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Parole di Dio all’intero universo, Cap. 19”). Ho riletto questi passi più volte. Ho pensato a Giobbe. Quando fu sottoposto alle sue prove, perse tutte le ricchezze e i figli, gli si ricoprì il corpo di piaghe dolorose e venne persino attaccato dalla moglie e dagli amici. Ma egli non rinnegò il nome di Dio. Invece, si sottomise alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio, lodò il nome di Jahvè e rimase saldo nella sua testimonianza nel mezzo delle prove, svergognando Satana. Tutto quello che avevo sopportato io era essere rinchiusa e picchiata da mio padre, solo una piccola sofferenza fisica, e già credere in Dio mi sembrava troppo difficile e doloroso, e avevo persino pensato di rinunciare alla mia fede. Quello non era forse tradire Dio e piegarsi a Satana? La mia fede in Dio era così scarsa! Partecipare attivamente alle riunioni e fare il mio dovere in un ambiente confortevole non significava che avessi vera fede. La vera fede è essere in grado di seguire Dio anche quando si soffre in ambienti avversi. Mio padre mi aveva portata in quel luogo sconosciuto, mi aveva tagliata fuori dai miei fratelli e sorelle e mi aveva picchiata, tutto con il permesso di Dio. Dio stava usando tutto ciò per perfezionare la mia fede e la mia determinazione a soffrire. Questa era la Sua benedizione! Quando ho compreso le intenzioni di Dio, ho pregato, chiedendo a Dio di guidarmi affinché potessi rimanere salda nella mia testimonianza. Durante i circa venti giorni in cui mio padre mi ha tenuta prigioniera, leggevo le parole di Dio ogni volta che lui usciva per andare al lavoro. Il mio cuore si avvicinava a Dio sempre di più e non sentivo più di stare soffrendo.

Poco più di venti giorni dopo, la polizia del mio villaggio è venuta e mi ha riportata al centro di detenzione. Alla fine di maggio del 2014, il PCC mi ha accusata di “utilizzo di un’organizzazione xie jiao per minare l’applicazione della legge” e mi ha condannata a tre anni di prigione con la sospensione della pena per quattro anni in libertà vigilata. La mia famiglia ha dovuto pagare alla polizia oltre centomila yuan per farmi rilasciare. Durante la libertà vigilata, dovevo presentarmi all’ufficio giudiziario locale ogni settimana ed essere reperibile in ogni momento. Se non fossero riusciti a contattarmi, avrei ricevuto un ammonimento; dopo tre chiamate perse, sarei stata rispedita direttamente in prigione. Sebbene fossi stata rilasciata, non avevo alcuna libertà personale. Mio zio aveva usato il suo lavoro come garanzia per il mio rilascio e dopo quel fatto la mia famiglia mi ha perseguitata ancora più severamente. Dovevo riferire loro ogni mio movimento. Una volta sono rimasta fuori per poco più di tre ore e ho trovato 14 chiamate perse da mia zia. Di notte, se andavo a letto un po’ presto, mia nonna entrava a controllare se stessi pregando e non mi lasciava nemmeno chiudere la porta quando dormivo. Mi seguiva persino al negozio di mia zia quando andavo a lavorarci. Di fronte a questa sorveglianza 24 ore su 24, mi sentivo incredibilmente debole e non avevo idea di come affrontarla. Pregavo spesso, chiedendo a Dio di aprirmi una via. Un giorno, mentre andavo all’ufficio giudiziario, ho incontrato una sorella. Mi ha detto che tutti i fratelli e le sorelle stavano pregando per me, che avrei dovuto pregare di più e che Dio mi avrebbe guidata. Le sue parole mi hanno commossa profondamente. Mi ha anche dato di nascosto un lettore MP5 e una scheda di memoria con dei video delle parole di Dio. In seguito, ho letto le parole di Dio: “Devi possedere nell’intimo il Mio coraggio, e quando si tratta di affrontare parenti non credenti devi avere dei principi. Ma per amor Mio devi anche fare in modo di non cedere a nessuna forza oscura. Devi confidare nella Mia saggezza per percorrere la via della perfezione, e non permettere mai alle macchinazioni di Satana di avere successo(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 10”). Dalle Sue parole, ho capito che Dio stava usando quell’ambiente per accrescere il mio coraggio e la mia fede, per aiutarmi a vedere chiaramente la malvagità di Satana affinché non soccombessi alla sua influenza e fossi invece in grado di usare la saggezza per sconfiggerlo. Potevano controllare il mio corpo, ma non potevano controllare il mio cuore. Mi sorvegliavano costantemente per impedirmi di pregare, ma io potevo comunque riflettere sulle parole di Dio nel mio cuore e acquietarmi davanti a Dio per avvicinarmi a Lui. A poco a poco, dal mio cuore è svanito lo sconforto.

In un’occasione, ho detto alla mia famiglia che volevo sostenere un esame da autodidatta e sono tornata a vivere da sola nella mia vecchia casa. È stato così che sono finalmente sfuggita alla loro sorveglianza. Poiché ero stata arrestata tre volte per la mia fede, la gente del mio villaggio mi stava alla larga. A volte, se c’era un gruppo che parlava per strada, si separava non appena passavo. Altri mi fissavano da lontano come se fossi una specie di fenomeno da baraccone, bisbigliando e indicandomi alle spalle. La mia famiglia, vergognandosi di me, non voleva farsi vedere in pubblico con me. Mi sentivo una completa emarginata, rifiutata da tutti, e la trovavo una profonda ingiustizia. Molte volte ho gridato nel mio cuore: “Tutto ciò che sto facendo è credere in Dio e adorarLo e perseguire l’essere una persona dotata di coscienza e ragione. Cosa ho fatto di male? Perché non godo nemmeno dei diritti umani di base? Perché devo sopportare il rifiuto da parte della mia famiglia e la discriminazione dei miei vicini?” Mi sentivo incredibilmente oppressa e addolorata. In quel periodo, spesso pregavo e cercavo come avrei dovuto sperimentare quell’ambiente.

In seguito, ho letto le parole di Dio e ne sono stata molto incoraggiata. Ho acquisito conoscenza di come sperimentarlo. Dio Onnipotente dice: “I trentatré anni e mezzo di permanenza sulla terra di Dio incarnato sono stati di per sé una cosa estremamente dolorosa, per non menzionare il fatto che nessuno riusciva a capirLo. […] La principale sofferenza che Egli sopporta è la convivenza con un’umanità corrotta all’estremo; deve tollerare lo scherno, gli insulti, il giudizio e la condanna da parte di ogni genere di persone, nonché l’essere braccato dal diavolo malvagio e il rifiuto e l’ostilità da parte del mondo religioso. Nessuno può porre rimedio alle ferite del Suo cuore. Questa è una cosa dolorosa. Egli salva l’umanità corrotta con immensa pazienza e ama le persone nonostante le Sue ferite; questa è l’opera più dolorosa. La ferocia, l’opposizione, la condanna, le calunnie, le accuse false, la persecuzione, il fatto che viene braccato e ucciso da parte degli uomini; tutto ciò fa sì che Dio incarnato corra grandi rischi nel compiere la Sua opera. Chi può capire la sofferenza che ha patito, e chi può confortarLo?(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “L’essenza di Cristo è amore”). Ho pensato al Signore Gesù, perseguitato dal governo fin dal momento della Sua nascita. Quando iniziò la Sua opera, fu deriso, condannato e bestemmiato e infine inchiodato alla croce dai farisei e dal governo romano. Negli ultimi giorni, Dio Onnipotente è venuto a operare e a salvare l’umanità, e anche Lui è condannato e ricercato dal governo del PCC. Dio soffre così tanto per salvarci, eppure nessuno ha considerazione per Lui o Lo comprende. Come deve sentirsi il Suo cuore? Ho pensato anche a Noè. Dio lo incaricò di costruire l’arca. Noè investì i propri averi nell’impresa, trasmettendo al contempo l’intenzione di Jahvè Dio e dicendo alle persone di salire a bordo. Le sue azioni furono derise, ma Noè non si indebolì né si lamentò per questo. Rimase saldo nel seguire la volontà di Dio. Io, invece, stavo diventando così negativa e infelice solo perché affrontavo un po’ di discriminazione e scherno per aver seguito Dio. Ero così fragile. Non ero nulla in confronto a Noè! Mi sono anche ricordata di ciò che disse il Signore Gesù: “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano(Matteo 7:13-14). Il Signore Gesù disse molto tempo fa che ci sono due cammini che una persona può intraprendere. Uno conduce attraverso la porta larga, è il cammino del perseguimento del mondo, alla ricerca di vantaggi visibili come i godimenti della carne, la fama, il guadagno e il denaro; molte persone percorrono questo cammino. L’altro conduce attraverso la porta stretta, il cammino del credere in Dio e del seguirLo. Questo è un cammino di sofferenza, su cui si affrontano derisione, scherno e persino calunnie e insulti; un ostacolo dopo l’altro. Pochissimi sono in grado di intraprendere questo cammino. Io tenevo troppo alla mia reputazione e al mio prestigio; questi erano tutti fardelli sul mio cammino di fede. Sapevo di dover abbandonare tutto ciò e di dovermi aggrappare alla vera fede in Dio per andare avanti e infine guadagnare la vita. Inoltre, ottenere l’approvazione di questi non credenti è completamente privo di significato e di valore. Nella mia fede, dovrei perseguire il guadagnare la verità ed essere apprezzata da Dio. Comunque mi vedano gli altri, devo perseverare nel credere in Dio e nel seguirLo. A questo pensiero, non mi sono più sentita vincolata.

In seguito, ho scoperto che mio padre e mia nonna erano andati più di una volta sul mio posto di lavoro alle mie spalle per controllare se mi presentassi al lavoro come al solito. Ho sentito di non avere alcuna privacy né alcun diritto umano. Una volta, ho letto le parole di Dio e ho acquisito un po’ di discernimento sulla mia famiglia. Dio Onnipotente dice: “Le persone che possiedono una buona coscienza ma non accettano la vera via, sono demoni; la loro essenza è una che oppone resistenza a Dio. Coloro che non accettano la vera via sono coloro che si oppongono a Dio, e anche se tali persone patiscono molta sofferenza, verranno comunque distrutte. Tutti coloro che non sono disposti a rinunciare al mondo, che non sopportano di separarsi dai propri genitori e che non sopportano di liberarsi dei propri piaceri della carne sono ribelli a Dio, e saranno tutti oggetto di distruzione. Chiunque non creda nel Dio incarnato è un demone e, inoltre, sarà oggetto di distruzione. Coloro che credono ma non praticano la verità, coloro che non credono nell’incarnazione di Dio e coloro che non credono affatto nell’esistenza di Dio saranno tutti oggetto di distruzione. Tutti coloro che possono rimanere sono persone che hanno patito la sofferenza dell’affinamento e sono rimaste salde; sono persone che hanno davvero sostenuto prove. Chiunque non riconosca Dio è un nemico; vale a dire, chiunque all’interno o al di fuori di questa corrente non riconosca l’incarnazione di Dio è un anticristo! Chi sono dei satana, chi sono demoni e chi sono nemici di Dio se non coloro che si oppongono a Dio, che non credono in Lui?(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme”). Leggere le parole di Dio mi ha fatto pensare ai membri della mia famiglia che ostacolavano la mia fede. Mia madre aveva testimoniato loro il Vangelo di Dio Onnipotente degli ultimi giorni, ma nessuno di loro ha cercato o indagato in merito. Nel momento in cui la mia fede ha intaccato i loro interessi, hanno usato ogni sorta di metodo per perseguitarmi e ostacolare la mia fede in Dio, rimproverandomi con il pretesto di “farlo per il mio bene”. Mi hanno messa agli arresti domiciliari e mi hanno picchiata per costringermi a tradire Dio e, fino a quel giorno, hanno continuato a seguirmi e sorvegliarmi. Ho visto che la loro natura essenza è di odio e opposizione nei confronti di Dio. Ho pensato a Giobbe, che quando era sottoposto alle prove fu attaccato da sua moglie. Egli non se ne lasciò irretire né divenne negativo; invece, la rimproverò definendola una donna sciocca. Giobbe aveva dei principi nel modo di trattare la sua famiglia e mantenne la sua fede. Dovevo seguire il suo esempio, respingere i membri della mia famiglia che si opponevano a Dio e tracciare una linea netta tra me e loro.

Una volta ho ricevuto una chiamata dalla polizia, ma non l’ho sentita. Qualche giorno dopo, mio nonno è venuto da me e mi ha detto: “Perché non hai risposto alla chiamata della polizia? Non dimenticare di rispondere al telefono!” Ho provato un’ondata di risentimento. In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio e ho guadagnato un po’ di discernimento sull’essenza malvagia del PCC di opposizione a Dio. Dio Onnipotente dice: “Questa terra che è stata sudicia per migliaia di anni è insopportabilmente sporca, la miseria abbonda, i fantasmi dilagano ovunque in modo incontrollato, illudendo e ingannando, muovendo accuse prive di fondamento, impiegando spietatamente mezzi feroci, calpestando questa città fantasma disseminandola di cadaveri; il puzzo di putrefazione copre la terra e pervade l’aria, e la sorveglianza è strettissima. Chi riesce a vedere il mondo al di là del cielo? Il diavolo si avvinghia stretto a tutto il corpo dell’uomo, gli cala un velo su entrambi gli occhi e gli sigilla ermeticamente le labbra. Il re dei diavoli imperversa da diverse migliaia di anni e ancora oggi tiene sotto stretta sorveglianza la città fantasma, come se fosse un impenetrabile palazzo di demoni; questo branco di cani da guardia, nel frattempo, lancia sguardi rabbiosi, col terrore che Dio lo colga di sorpresa e lo spazzi via, lasciandolo privo di un luogo dove vivere felice e in pace. Come potrebbe la popolazione di una città fantasma come questa aver mai visto Dio? Avrebbero mai potuto godere dell’amabilità e dell’adorabilità di Dio? Avrebbero mai potuto capire le questioni del mondo umano? Chi di loro è in grado di comprendere le intenzioni più impellenti di Dio? Desta poca meraviglia, allora, che Dio incarnato rimanga completamente nascosto: in una società di tenebra come questa, dove i demoni sono spietati e disumani, come potrebbe il re dei diavoli, che uccide gli uomini senza battere ciglio, tollerare l’esistenza di un Dio che è adorabile, amorevole e anche santo? Come potrebbe applaudire e festeggiare l’avvento di Dio? Sono dei lacchè! Ripagano l’amorevolezza con l’odio, da lungo tempo hanno iniziato a trattare Dio come un nemico, Lo maltrattano, sono feroci oltre ogni limite, non hanno il minimo riguardo per Dio, assalgono e devastano, hanno perso ogni coscienza, contrastano ogni coscienza e con la tentazione inducono l’umanità innocente al torpore. Quali antenati dei tempi antichi? Quali amati leader? Sono tutti miserabili che si oppongono a Dio! La loro intromissione ha lasciato tutto ciò che è sotto il cielo in uno stato di tenebra e caos! Quale libertà religiosa? Quali diritti e interessi legittimi dei cittadini? Sono tutti trucchi per coprire il male!(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Lavoro e ingresso (8)”). Dalle parole di Dio, ho visto ancor più chiaramente l’essenza demoniaca e ostile a Dio del PCC. In superficie, esso sventola la bandiera della libertà religiosa, ma in realtà scambia il giusto con lo sbagliato e diffonde ogni sorta di eresie e fallacie per fuorviare le persone ignoranti e portarle a schierarsi dalla sua parte nell’attaccare Dio e opporGlisi e nel perseguitare i cristiani. Mira a far sì che tutti si uniscano a esso nell’opporsi a Dio e nel dirigersi verso la distruzione. Il PCC è un diavolo in terra, un nemico di Dio; è assolutamente spregevole e malvagio! In soli tre anni di fede, ero stata arrestata tre volte. Anche dopo il mio rilascio, non avevo alcuna libertà personale. Il PCC ha usato la minaccia del fatto che il lavoro e i vantaggi dei miei familiari sarebbero stati compromessi per tre generazioni al fine di istigare la mia famiglia a ostacolare la mia fede. Per i propri interessi, la mia famiglia mi ha perseguitata ciecamente, ha condannato e bestemmiato Dio e mi ha costantemente pedinata e sorvegliata. Anche gli abitanti del villaggio mi hanno evitata e discriminata perché ero stata arrestata. Tutto questo era il risultato della persecuzione da parte del PCC. Il PCC ha usato ogni mezzo per ostacolare la mia fede, ma non avrebbe mai immaginato che la sua messa in scena mi avrebbe aiutata a guadagnare discernimento non solo della sua essenza di opposizione a Dio, ma anche della natura essenza della mia famiglia. Ha solo reso più forte la mia fede nel seguire Dio. Il PCC poteva controllare il mio corpo, ma non poteva controllare il mio cuore. Non rinuncerò alla mia fede o al mio dovere.

Alla fine di maggio del 2015, ho colto l’occasione di accompagnare mia sorella al suo nuovo lavoro per andarmene finalmente di casa e fare il mio dovere. Nel momento in cui sono uscita di casa, mi sono sentita come se mi fossi liberata dalle catene; il mio corpo e la mia anima erano completamente liberi. Senza le parole di Dio a darmi fede e a illuminarmi per comprendere la verità, non sarei mai riuscita a superare gli attacchi incessanti della mia famiglia. Dio mi ha guidata a liberarmi dalle catene della mia “famiglia”, dandomi l’opportunità di fare finalmente il mio dovere. Grazie a Dio!

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