6. Ho finalmente capito il significato delle prove di Dio

di Lu Yi, Cina

Un giorno di luglio del 2024, io e le sorelle con cui collaboravo stavamo valutando degli articoli, quando sorella Zhen ha detto improvvisamente che non si sentiva bene, che aveva dei capogiri e avvertiva un’oppressione al petto. Oscillava sulla sedia e sembrava sul punto di svenire da un momento all’altro. All’inizio pensavamo che fosse solo per l’afa e lo scarso ricircolo d’aria nella stanza. Ma in seguito questi episodi sono diventati sempre più frequenti. Quando erano gravi, lei non aveva nemmeno la forza di parlare e ansimava dopo aver fatto solo pochi passi. Non riusciva nemmeno a prendersi cura di sé nella vita quotidiana, figuriamoci a fare il suo dovere. Ho iniziato a preoccuparmi: “Potrebbe avere qualche malattia grave?” Ma poi mi sono detta: “Stiamo tutte facendo un dovere basato sui testi, una cosa molto importante. Inoltre, sorella Zhen è capace di sopportare le sofferenze e pagare un prezzo nel fare il suo dovere e in esso ha ottenuto dei risultati. Dio di certo la proteggerà e non permetterà che si ammali gravemente. Probabilmente la sta mettendo alla prova. Forse la guarirà dalla malattia una volta che lei avrà imparato la lezione”. Poi, sorella Zhen è andata in ospedale per un controllo. Il medico ha detto che tutti i risultati degli esami erano normali, ma lei aveva il battito cardiaco lento e scarso afflusso di sangue al cuore. Le ha prescritto dei farmaci per il cuore e la circolazione e le ha detto di riposare molto e di riguardarsi. Visto l’esito del controllo, abbiamo tutte pensato che sorella Zhen sarebbe stata bene dopo un po’ di riposo e convalescenza. Continuavo a ringraziare Dio nel mio cuore e mi sono convinta ancora di più che noi siamo diversi dai non credenti: noi credenti abbiamo la cura e la protezione di Dio e, una volta che avremo imparato le nostre lezioni, guariremo dalle malattie. Ma inaspettatamente, dopo che sorella Zhen è tornata dall’ospedale ed è stata in convalescenza per un certo periodo, la sua malattia è tornata e gli episodi sono diventati più frequenti.

Una mattina, mentre riposava nella sua stanza perché non si sentiva bene, è in qualche modo caduta dal letto. Abbiamo sentito il rumore e ci siamo precipitate nella stanza: l’abbiamo trovata stesa a terra, incapace di muoversi. Aveva gli occhi serrati, ansimava, aveva mani e piedi gelidi, gli arti rigidi e tutto il suo corpo tremava in modo incontrollabile. Sembrava che non riuscisse a respirare e che potesse morire da un momento all’altro. Eravamo terrorizzate. La nostra sorella ospitante ha trovato rapidamente delle pillole per il cuore ad azione rapida e gliele ha date, e solo allora lei ha iniziato lentamente a riprendersi. Quando ripensavo a quel momento, mi batteva ancora forte il cuore. Se avessimo agito anche solo un po’ più lentamente, ho il terrore di pensare a cosa sarebbe successo. Vedendo sorella Zhen stesa a letto, con la mano premuta sul cuore e il viso contorto dal dolore, mi si stringeva il cuore. “Come è potuto succedere? Il dottore non aveva detto che stava bene? Invece è evidente che ha un grave problema cardiaco. Ho sentito dire che, se hai una cardiopatia grave, potresti non riuscire a riprendere fiato e morire improvvisamente. Ha appena poco più di trent’anni: come ha fatto ad ammalarsi così?” È stato un duro colpo quando l’ho sentita dirmi debolmente: “Mi sento davvero male in questo momento, come se il mio cuore potesse smettere di battere da un momento all’altro. Se muoio, devi dire a mia madre di non avere incomprensioni su Dio. Qualsiasi cosa Egli faccia è giusta…” Diceva qualcosa e poi si fermava, parlando a scatti brevi e urgenti. Vederla così mi terrorizzava. Non avevo mai visto qualcuno così vicino alla morte e, per un momento, non ho saputo cosa dire per confortarla. In seguito, in considerazione della sua salute, la leader ha avvisato i suoi familiari e ha chiesto loro di portarla a casa per farla rimettere.

Non riuscivo a capacitarmi della malattia di sorella Zhen. “È una credente sincera. Suo marito l’ha cacciata di casa perché faceva il suo dovere e negli ultimi anni ha fatto doveri importanti nella chiesa, ottenendo dei risultati. Perché si è ammalata così gravemente? Perché Dio non l’ha protetta? Anche se questa è una prova, non dovrebbe essere così grave, giusto? Se muore, come può essere salvata? Posso capire che ai non credenti e a coloro che si oppongono a Dio capiti ogni tipo di disgrazia, ma sorella Zhen è diversa. Lei crede sinceramente in Dio. Come è potuta accaderle una disgrazia così terribile?” La mia mente era in subbuglio e non riuscivo a capire quale fosse l’intenzione di Dio. Questo mi ha portato a pensare a me stessa. Ero convinta che, siccome da oltre dieci anni avevo abbandonato la famiglia e la carriera per fare il mio dovere e avevo sempre fatto doveri importanti e ottenuto dei risultati, sarei stata sicuramente salvata e sarei entrata nel Regno di Dio purché continuassi a perseguire in questo modo. Ma la situazione di sorella Zhen mi ha fatto improvvisamente percepire che nemmeno la mia salvezza era garantita. E se un giorno mi capitasse improvvisamente una grande disgrazia, proprio come a sorella Zhen, o addirittura affrontassi la morte? Se morissi, come potrei essere salvata? Tutti i miei anni passati a pagare un prezzo e a spendermi non andrebbero forse in fumo? Questo pensiero mi ha in qualche modo sconfortata. Non mettevo più il cuore nel mio dovere e facevo solo quanto riuscivo per arrivare a fine giornata, accontentandomi semplicemente di portare a termine il lavoro. Mi sembrava che ci fosse un muro tra me e Dio. Non potevo fare a meno di chiedermi: “Cosa c’è che non va in me? Perché, da quando sorella Zhen si è ammalata, non riesco a trovare alcuna motivazione per il mio dovere?”

Nella mia ricerca, ho guardato un video di testimonianza esperienziale intitolato “Subire un disastro deve essere per forza una cosa negativa?” Due passi delle parole di Dio in esso citati si riferivano direttamente al mio stato. Dio Onnipotente dice: “Quando alcuni vedono altri imbattersi in malattie o avversità, le collegano subito a sé stessi: ‘E se succedesse a me? Dio non è forse un Dio misericordioso e amorevole? Perché chi crede in Dio va ancora incontro a queste avversità? Forse anch’io dovrò soffrire in questo modo? Allora, esattamente che tipo di Dio è Lui? Se Dio è così privo di considerazione verso l’uomo, predisponendo, in qualsiasi momento e luogo, situazioni inaspettate per far soffrire le persone, allora sembra che Dio non sia affatto affidabile!’ Hanno paura che, se smettono di credere, non riusciranno a ottenere benedizioni, ma temono anche che, se continuano a credere, andranno incontro ad avversità. Di conseguenza, quando si presentano dinanzi a Dio per pregare, chiedono soltanto la protezione e la benedizione di Dio e non osano chiederGli prove o disciplina. Non osano dire: ‘O Dio, Ti chiedo di far sì che le cose vadano secondo i Tuoi desideri. Sono disposto a sottomettermi alle Tue orchestrazioni e disposizioni’. Non osano pregare in questo modo. Ora, quando vedono altri imbattersi in prove e avversità, la loro determinazione e il loro coraggio diminuiscono. Sviluppano una diversa ‘comprensione’ dell’indole giusta di Dio, del Suo castigo e giudizio e della Sua sovranità, e nel cuore si mettono anche sulla difensiva nei confronti di Dio. In questo modo, tra le persone e Dio c’è un muro, una separazione. È un bene per le persone trovarsi in questi stati? (No.) Dunque, questi stati insorgono in voi? Vivete in questi stati? (Sì.) Come si dovrebbero risolvere tali problemi? Va bene non cercare la verità? Se non comprendete la verità e non avete fede, sarà difficile per voi seguire Dio fino alla fine e, quando a un certo punto vi imbatterete in disastri, siano essi naturali o provocati dall’uomo, cadrete(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Cosa significa perseguire la verità (11)”). “Chiunque inizi a credere in Dio è pronto soltanto a ricevere la Sua grazia, le Sue benedizioni e le Sue promesse e disposto solamente ad accettare la Sua gentilezza e la Sua misericordia, tuttavia nessuno aspetta o si prepara ad accettare il castigo e il giudizio di Dio, le Sue prove, il Suo affinamento o le Sue privazioni. Nessuno si prepara ad accettare il Suo giudizio e il Suo castigo, le Sue privazioni o le Sue maledizioni. Questo rapporto tra le persone e Dio è normale o anormale? (Anormale.) Perché dite che è anormale? Cosa lo fa andare storto? Ciò che lo fa andare storto è che le persone non possiedono la verità. E nutrono troppe nozioni e fantasie, fraintendono costantemente Dio e non sanno come risolvere queste cose ricercando la verità: ciò rende più probabile che si verifichino dei problemi. In particolare, gli individui credono in Dio solo per poter ricevere benedizioni. Vogliono solo stringere un accordo con Dio e avanzarGli delle pretese, ma non perseguono la verità. Questo è molto pericoloso. Non appena si imbattono in qualcosa che è in contrasto con le loro nozioni, sviluppano immediatamente nozioni, fraintendimenti e lamentele nei confronti di Dio, e possono persino arrivare a tradirLo. Le conseguenze di ciò non sono forse gravi? Quale cammino percorre in realtà la maggior parte delle persone nella propria fede in Dio? Sebbene ascoltino sermoni da diversi anni e sappiano pronunciare alcune parole e dottrine, di fatto non comprendono realmente la verità. Sebbene affermino di essere disposte a perseguire la verità, poche di loro sono in grado di pagare un prezzo per guadagnarla(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Cosa significa perseguire la verità (11)”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che il motivo ultimo per cui ero sconfortata era che c’era un problema nel mio punto di vista sulla fede in Dio. Credevo in Dio solo perché volevo ottenere da Lui benedizioni. Nel momento in cui non vedevo alcuna speranza di essere benedetta, avevo incomprensioni e lamentele su Dio e perdevo la mia fede in Lui. Quando sorella Zhen si è ammalata la prima volta, anche se ero un po’ preoccupata, ho pensato che, dato che stavamo facendo doveri importanti e lei era una credente sincera, Dio l’avrebbe sicuramente protetta e guarita. Inoltre, quando il controllo ospedaliero ha mostrato che tutti i risultati degli esami erano normali, mi sono convinta ancora di più che Dio è fedele e che coloro che si spendono sinceramente per Lui riceveranno sicuramente le Sue benedizioni e la Sua protezione. Ma, quando la sua malattia è tornata e lei si è trovata addirittura di fronte alla morte, ho iniziato ad avere incomprensioni e lamentele su Dio: “Perché le è capitata una disgrazia così terribile? Perché Dio non l’ha protetta?” Ho persino ritenuto che i credenti non fossero diversi dai non credenti e che non avessero alcuna garanzia di salvezza. Ho pensato subito a me stessa, preoccupandomi che una disgrazia potesse improvvisamente capitare anche a me, proprio come a sorella Zhen. Se mi fosse venuta una malattia terminale e fossi morta, come avrei potuto essere salvata? Non appena ho iniziato a preoccuparmi del mio futuro e della mia destinazione, il mio cuore si è allontanato da Dio e sono diventata passiva e negativa nel mio dovere. Ho visto che nella mia fede in Dio volevo solo ricevere da Lui benedizioni e grazia. Nel momento in cui i miei desideri sono andati in frantumi, non ho potuto fare a meno di avere incomprensioni e lamentele su di Lui, addirittura sprofondando nello sconforto ed essendo superficiale nel mio dovere. Mi stavo opponendo a Dio; era un tradimento nei Suoi confronti! Il mio comportamento non era diverso da quello di coloro che nel mondo religioso cercano solo di mangiare pane a sazietà. Quando Dio mi benediceva, ero piena di entusiasmo, disposta a fare rinunce, a spendermi e a pagare qualsiasi prezzo. Ma, nel momento in cui le mie speranze di essere benedetta sono svanite, mi sono immediatamente spenta. Ho visto che per anni avevo creduto in Dio solo per le benedizioni e la grazia e che ero una miscredente che voleva solo mangiare pane a sazietà. Ho iniziato a detestare e a odiare me stessa. Mi sentivo anche piena di rimprovero verso me stessa e in colpa per aver avuto incomprensioni tanto gravi su Dio.

In seguito, ho letto un altro passo delle parole di Dio e ho acquisito una certa comprensione della Sua indole giusta. Dio Onnipotente dice: “Se sei davvero disposto nel cuore a perseguire la verità, dovresti impegnarti ad accettare il giudizio e il castigo delle parole di Dio, riflettere rapidamente su te stesso e cercare di conoscerti, prepararti mentalmente alle prove e al raffinamento che stanno per venire da te. A prescindere da quanto ti spendi per Dio e da quanto prezzo paghi nello svolgimento del tuo dovere, se alla fine ti imbatti in prove come quelle di Giobbe e Dio ti priva di tutti i tuoi averi, e persino la tua vita sta per finire, come dovresti affrontare questo? Come dovresti trattare la sovranità e le disposizioni di Dio? Come dovresti trattare il tuo dovere? Come dovresti trattare ciò che Dio ti ha affidato? Hai la comprensione corretta e il giusto atteggiamento? È facile rispondere a queste domande o no? Questo è un grande ostacolo posto davanti a voi. Poiché è un ostacolo e un problema, non dovrebbe essere risolto? (Sì.) Come risolverlo? È facile da risolvere? Credi in Dio da così tanti anni, hai letto così tante parole di Dio, ascoltato così tanti sermoni e compreso così tante verità. Supponiamo che tu sia già pronto a lasciare che Dio orchestri ogni cosa, sia che si tratti di ottenere benedizioni o di subire avversità. E supponiamo che, nonostante le tue rinunce e il tuo spenderti, il prezzo che hai pagato e l’energia di una vita che hai speso, tutto ciò che alla fine ottieni in cambio sia che Dio pronunci una maledizione contro di te o ti privi di qualcosa. Se, anche allora, non hai parole di lamentela, né desideri o pretese tuoi, ma cerchi solo di sottometterti a Dio, di metterti alla mercé delle Sue orchestrazioni e senti che avere anche solo una piccola comprensione della sovranità di Dio e una piccola sottomissione a essa rende la tua vita degna di essere vissuta: se hai un atteggiamento così corretto, allora, quando insorgono delle difficoltà, non è forse facile risolverle? […] Dio tratta tutti equamente e, quando si tratta di un qualsiasi essere creato, la Sua indole è fatta di misericordia e amore, ma è anche maestà e ira. Nei rapporti che Dio intrattiene con ogni individuo, la misericordia, l’amore, la maestà e l’ira nella Sua indole giusta sono immutabili. Dio non mostrerà mai misericordia e amore solo ad alcune persone e maestà e ira soltanto ad altre. Non lo farà, perché è un Dio giusto ed è equo con tutti. Per qualsiasi persona, la misericordia, l’amore, la maestà e l’ira di Dio esistono tutti. Egli può concedere agli uomini grazia e benedizioni e dare loro protezione, e allo stesso tempo può anche giudicarli e castigarli, maledirli e togliere loro tutto ciò che ha concesso. Dio può concedere tutto alle persone e può anche togliere loro tutto. Tale è l’indole di Dio e questa è anche l’opera che Egli intende compiere su ogni persona. Perciò, se tu pensi: ‘Sono prezioso per Dio, come la pupilla dei Suoi occhi. Egli non può assolutamente tollerare di castigarmi e giudicarmi, e non avrà assolutamente il cuore di togliermi tutto ciò che mi ha concesso, così da risparmiarmi turbamento e tormento’, questo pensiero non è forse sbagliato? Non è forse una nozione riguardo a Dio? (Sì.) Quindi, prima di arrivare a comprendere queste verità, non vuoi solo godere della grazia, della misericordia e dell’amore di Dio? Dimentichi sempre che Dio possiede anche il Suo giudizio e castigo, e un’indole giusta, maestosa e iraconda. Sebbene a voce dichiari che Dio è giusto e sei in grado di ringraziarLo e lodarLo quando ti mostra misericordia e amore, ogni volta che Egli ti castiga e ti giudica, mostrando la Sua maestà e ira, ne sei veramente turbato: ‘Se solo un Dio di questo tipo non esistesse, se solo non fosse Dio ad aver fatto questo, se solo Dio non mi avesse preso di mira, se solo questa non fosse la Sua reale intenzione, se solo queste cose fossero state fatte ad altri e non a me. Dal momento che sono una persona di buon cuore, che non ho fatto nulla di male e che ho pagato molti prezzi durante i miei numerosi anni di fede in Dio, Lui non dovrebbe essere così spietato. Dovrei avere il diritto e la qualifica per godere da parte Sua di misericordia e amore, nonché di grazia e benedizioni in abbondanza. Dio non mi giudicherà né castigherà, né avrebbe il cuore di farlo’. Non si tratta soltanto di un pensiero illusorio ed errato? (Sì.) Cos’ha di sbagliato? L’errore sta nel fatto che non ti consideri un essere creato, un membro dell’umanità creata. Ti separi erroneamente dall’umanità creata e ti consideri parte di un gruppo o di una categoria speciale di esseri creati, attribuendoti una particolare identità. Ciò non è forse essere arrogante e presuntuoso? Non è forse essere privo di ragione? Chi fa questo è una persona che si sottomette veramente a Dio? (No.) Assolutamente no(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Cosa significa perseguire la verità (11)”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che Egli è giusto ed equo con tutti. Non proteggerà e benedirà una persona sempre, preservandola da ogni disgrazia, solo perché il suo dovere è importante o perché nel suo dovere ha dato dei contributi speciali. Io invece avevo sempre pensato che le disgrazie capitassero solo ai non credenti o a coloro che non erano sinceri verso Dio e non perseguivano la verità. Credevo che, siccome sorella Zhen stava facendo un dovere importante nella chiesa e aveva ottenuto dei risultati, Dio avrebbe dovuto proteggerla da gravi malattie e disgrazie. Questa era meramente una mia nozione e una mia fantasia e non era affatto conforme alla verità. L’essenza di Dio è giusta. Che Egli benedica le persone o permetta che subiscano disgrazie, Dio è sempre giusto. Non commette errori. Ciò che un essere creato dovrebbe fare è accettare e sottomettersi. Questa è la ragione che dovremmo possedere. Ho pensato a una sorella che era sempre stata una leader, responsabile di diversi compiti importanti. In seguito, ha sviluppato una grave ipertensione e altre malattie che hanno persino messo a rischio la sua vita. Sebbene si sentisse debole, si è concentrata sulla ricerca della verità per imparare le sue lezioni ed è stata in grado di sottomettersi. Dopo quell’esperienza, ha acquisito una certa comprensione della propria indole corrotta e dell’indole giusta di Dio e ha persino scritto un articolo sulla propria comprensione esperienziale. Dio ha permesso che le malattie la colpissero per purificare la corruzione e le impurità che vi erano in lei; Egli la stava salvando e perfezionando e quella era la saggezza della Sua opera. E poi c’è Giobbe. Egli era un uomo che temeva Dio e fuggiva il male. Dio ha permesso a Satana di tentarlo: le sue proprietà gli sono state portate via, i suoi figli sono stati uccisi e gli si è ricoperto il corpo di piaghe dolorose. La sua carne ha sofferto molto, ma egli non ha abbandonato Dio né ha detto una sola parola che Lo offendesse, e Gli ha reso una testimonianza clamorosa. In superficie, il fatto che Dio abbia permesso a Satana di tentare Giobbe e di farlo soffrire così tanto sembra andare contro le nostre nozioni. Ma Dio ha usato queste cose per portare Giobbe a renderGli una testimonianza clamorosa davanti a Satana e la fede di Giobbe è stata perfezionata. Qualsiasi cosa Dio faccia è buona. Non è necessariamente una cosa negativa che le persone affrontino delle disgrazie. Se sono capaci di ricercare l’intenzione di Dio e di imparare delle lezioni, comprendere la verità ed essere purificate, allora la cosa negativa diventa una cosa positiva. Un tempo pensavo che il fatto che tutto fosse sicuro e andasse liscio fosse una cosa buona, e che invece i disastri e le disgrazie fossero cose cattive. Ora vedo che questo mio punto di vista era distorto. L’opera di Dio degli ultimi giorni è l’opera di giudizio e purificazione. Egli usa ogni sorta di eventi non conformi alle nostre nozioni per metterci alla prova e raffinarci, rivelando la nostra indole corrotta e le impurità contenute nelle nostre intenzioni, affinché possiamo riflettere su noi stessi e conoscerci, ricercare e praticare la verità e liberarci della nostra indole corrotta per ottenere la salvezza di Dio. Ma io non capivo l’opera di Dio. Nella mia fede, perseguivo solo la sicurezza, che le cose andassero lisce e il godere della grazia di Dio. Non volevo affrontare prove o disgrazie. Per quanti anni sperimentassi l’opera di Dio in questo modo, non avrei mai raggiunto la purificazione o il cambiamento. Ora capisco che dietro la grave malattia di sorella Zhen dovevano esserci l’intenzione di Dio e lezioni che doveva imparare. Se non riesco a capire a fondo questa questione, non dovrei cercare di analizzarla e studiarla da una prospettiva umana. Dovrei ricercare la verità e l’intenzione di Dio e, soprattutto, non devo ritardare il dovere. Questa è la ragione che dovrei possedere.

In seguito, ho riflettuto: “Perché ero costantemente così sconfortata dopo che sorella Zhen si è ammalata? Qual era la causa alla radice di quello sconforto?” Nella mia ricerca, ho letto le parole di Dio: “Nella famiglia di Dio, tra i fratelli e le sorelle, per quanto elevati siano la tua identità o la tua posizione, per quanto importante sia il dovere che svolgi, per quanto eccellenti siano i talenti che possiedi e il contributo che offri, o per quanto a lungo tu abbia creduto in Dio, ai Suoi occhi sei solo un essere creato; non importa quanto sia elevato il tuo prestigio, sei comunque un comune essere creato. I titoli e gli appellativi nobiliari che ti sei assegnato non sono obiettivi o realistici; non esistono. Se li consideri sempre come corone, o come un capitale che ti permetta di appartenere a un gruppo particolare o di essere un personaggio speciale, allora in questo modo contrasti e osteggi il punto di vista di Dio e sei incompatibile con Lui. Questo a quali conseguenze conduce? Ti porterà a opporti al dovere che un essere creato dovrebbe fare? Agli occhi di Dio sei in origine un essere creato, ma tu non ti consideri tale. Puoi davvero sottometterti a Dio con una mentalità di questo tipo? Ti illudi sempre: ‘Dio non dovrebbe trattarmi così, non potrebbe mai farlo’. Questo non crea forse un conflitto con Dio? Quando Egli agirà in contrasto con le tue nozioni, la tua mentalità e i tuoi bisogni, cosa penserai nel tuo cuore? Come affronterai gli ambienti che Egli ha predisposto per te? Ti sottometterai? (No.) Non ti sottometterai, e certamente sarai in contrasto, ti opporrai, esprimerai rimostranze e lamentele e rimuginerai senza sosta nel tuo cuore, pensando: ‘Dio davvero mi proteggeva e mi concedeva la Sua grazia. Perché ora è cambiato? Non riesco più a vivere!’ Così inizi a essere petulante e a comportarti male. Se in famiglia ti comportassi stizzosamente con i tuoi genitori, sarebbe giustificabile; i tuoi genitori non ti farebbero nulla. Ma nella casa di Dio non è accettabile, poiché quello che stai facendo è disturbare il lavoro della chiesa. Per te essere così stizzoso e comportarti in questo modo nella casa di Dio significa essere completamente privo di coscienza e ragione. Perfino il popolo eletto di Dio non riesce a sopportare di guardarti mentre lo fai, quindi pensi che Dio tollererà un simile comportamento? Egli asseconderà il fatto che tu Gli faccia questo? No. Perché non lo farà? Dio non è uno dei tuoi genitori; Egli è Dio, è il Creatore, e il Creatore non asseconderebbe mai il fatto che un essere creato sia petulante e irragionevole, o che faccia capricci, al Suo cospetto. Quando Dio ti castiga e ti giudica, quando Lui ti mette alla prova o ti toglie delle cose, e quando dispone per te delle tribolazioni, vuole vedere l’atteggiamento di un essere creato nei confronti del Creatore, vuole vedere in te il tipo di percorso che un essere creato sceglie, e non asseconderà mai il fatto che tu sia petulante né che adduca ragionamenti contorti. Dopo aver capito queste cose, non si dovrebbe pensare a come affrontare tutto ciò che il Creatore fa? Prima di tutto, le persone dovrebbero assumere il proprio posto di esseri creati e verificare la propria identità in quanto tali. Sai verificare di essere un essere creato? Se ne sei capace, allora dovresti assumere il posto di essere creato che ti spetta e sottometterti alle disposizioni del Creatore, e se anche soffrirai un po’, non dovresti avere alcuna lamentela. Ciò significa che sei una persona dotata di ragione. Se non ti reputi un essere creato e ritieni invece di possedere dei titoli e un’aureola sulla testa, di essere un individuo dotato di identità, un grande leader, un grande comandante, un grande editor o regista cinematografico nella casa di Dio, e di aver dato un contributo significativo al lavoro che essa svolge, se è questo che pensi, allora sei un individuo che è il più privo di ragione e una persona sfacciatamente spudorata. Voi siete forse individui in possesso di identità, posizione e valore? (No.) E allora cosa siete? (Siamo esseri creati.) Esatto, siete solamente comuni esseri creati. Tra le persone puoi ostentare le tue qualifiche, giocare la carta dell’anzianità, vantarti dei contributi che hai offerto o mettere in mostra le tue imprese eroiche. Ma davanti a Dio queste cose sono totalmente inutili e disgustose per Lui. Se non riesci a riflettere su te stesso e ancora ti vanti, ti metti in mostra e sfoggi la tua anzianità, non porterà nulla di buono. Dio ti considererà del tutto privo di ragione ed estremamente arrogante. Proverà per te ribrezzo e sarà disgustato da te, ti accantonerà, e a quel punto sarai nei guai(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Cosa significa perseguire la verità (11)”). “La ragione degli anticristi è malsana. Comunque si condivida sulla verità e per quanto lo si faccia in modo chiaro, essi non comprendono comunque le intenzioni di Dio, né a cosa serva credere in Dio e quale sia il cammino corretto che le persone dovrebbero intraprendere. A causa della loro indole malvagia, della loro natura malvagia e della loro natura essenza, nel profondo, tali individui non riescono a distinguere qual è la verità e quali cose sono positive, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Si aggrappano fermamente alle proprie ambizioni e ai propri desideri, considerandoli la verità, gli unici obiettivi di vita e l’impresa più giusta. Non conoscono la verità secondo cui, se un individuo non cambia d’indole, allora sarà per sempre un nemico di Dio; non sanno che le benedizioni che Dio dona a una persona e il modo in cui la tratta non si basano sulla levatura, sui doni, sui talenti o sul capitale della persona, ma su quanta verità pratica e quanta verità guadagna, sul fatto che sia o meno una persona che teme Dio e fugge il male. Queste sono verità che gli anticristi non capiranno mai. Gli anticristi non se ne renderanno mai conto, ed è in questo che sono più sciocchi. Dall’inizio alla fine, qual è l’atteggiamento degli anticristi nei confronti del loro dovere? Credono che fare il proprio dovere sia una transazione, che chi si spende di più nel proprio dovere, dà il maggior contributo alla casa di Dio e tiene duro più anni nella casa di Dio avrà maggiori possibilità di essere benedetto e di ottenere una corona alla fine. Questa è la logica degli anticristi(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte settima”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che gli anticristi fanno del guadagnare benedizioni l’obiettivo del loro perseguimento. Nella loro fede non perseguono la verità; vogliono solo ottenere benedizioni. Pensano che, fintanto che fanno doveri importanti nella casa di Dio e danno dei contributi, abbiano diritto a ottenere grandi benedizioni da Dio. Mi sono resa conto che la prospettiva dietro il mio perseguimento era la stessa di un anticristo. Credevo che, fintanto che facevo un dovere importante ed ero capace di sopportare le avversità, pagare un prezzo, ottenere dei risultati nel mio dovere e preparare buone azioni a sufficienza, allora maggiori erano i miei contributi, più Dio mi avrebbe benedetta, e avrei potuto essere salvata. Quando sorella Zhen si è ammalata di nuovo e ho visto le sue condizioni peggiorare fino a mettere in pericolo la sua vita, ho avuto incomprensioni su Dio e mi sono lamentata di Lui perché non l’aveva protetta. Temevo di poter anch’io di colpo ammalarmi gravemente o affrontare qualche disgrazia come sorella Zhen, perdendo alla fine ogni speranza di salvezza. Questo mi ha resa incredibilmente sconfortata e ho perso ogni motivazione a fare il mio dovere. Queste mie manifestazioni erano un contendere con Dio e un oppormi alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni. Ero davvero priva di ragione! Siamo solo comuni esseri creati e, qualsiasi dovere facciamo nella chiesa, veniamo tutti trattati allo stesso modo agli occhi di Dio. Ma io avevo un’opinione troppo alta di me stessa e non stavo al posto che mi competeva. Poiché sentivo sempre di star facendo un dovere importante, lo usavo come capitale per pretendere grazia e benedizioni da Dio, esigendo che Egli mi proteggesse da disastri e disgrazie. Ero davvero del tutto priva di ragione! Credevo in Dio e facevo il mio dovere non per perseguire la verità e raggiungere un cambiamento nella mia indole di vita, ma per ottenere ricompense e benedizioni. Non ero forse fatta della stessa pasta di Paolo nell’Età della Grazia? La fede di Paolo in Dio era priva di sincerità; il suo lavorare e il suo spendersi erano pieni dei suoi desideri smodati. Spesso esaltava sé stesso e ostentava i suoi risultati davanti agli altri, vantandosi di quanto lavoro avesse svolto e di quanti frutti avesse raccolto per il Signore. Usava queste cose come capitale per pretendere ricompense e una corona da Dio, arrivando persino a pronunciare parole spudorate come: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia” (2 Timoteo 4:7-8). Egli ha offeso l’indole di Dio ed è stato da Lui punito. Il cammino che stavo percorrendo era lo stesso di Paolo. Se non avessi cambiato rapidamente rotta e rettificato le mie intenzioni nel fare il mio dovere, continuando invece a perseguire le benedizioni, sarei stata eliminata da Dio proprio come Paolo e avrei perso la mia possibilità di essere salvata.

In seguito, ho letto altre parole di Dio e ho acquisito una comprensione più chiara del tipo di persona che Dio approva e favorisce. Dio Onnipotente dice: “Per svolgere il tuo dovere all’altezza degli standard, non importa da quanti anni credi in Dio, quanti doveri hai svolto, né quanti contributi hai apportato alla casa di Dio, tanto meno importa quanta esperienza hai nel tuo dovere. La cosa principale a cui Dio guarda è la via che una persona prende. In altre parole, Egli guarda all’atteggiamento di una persona verso la verità e ai principi, alla direzione, all’origine e all’impulso delle azioni di quella persona. Dio Si concentra su queste cose; esse sono ciò che determina la via che percorri(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Qual è lo svolgimento del proprio dovere all’altezza degli standard?”). “L’uomo pensa che chi dà un contributo a Dio debba ricevere una ricompensa e che, maggiore è il contributo, più sia naturale e giusto che la persona in questione sia gradita a Dio. L’essenza del punto di vista umano è transazionale e l’uomo non cerca attivamente di adempiere il proprio dovere di essere creato. Per Dio, più le persone perseguono un vero amore e una totale sottomissione nei Suoi confronti (il che significa cercare di fare il proprio dovere di esseri creati), e più sono in grado di ottenere la Sua approvazione. Il Suo punto di vista è esigere che l’uomo recuperi il proprio dovere e status originali. L’uomo è un essere creato, perciò non dovrebbe superare i limiti della propria condizione facendo richieste a Dio, e dovrebbe limitarsi a fare il proprio dovere di essere creato. Le destinazioni di Paolo e di Pietro furono valutate in base alla loro capacità di adempiere il loro dovere di esseri creati e non secondo la grandezza del loro contributo; le loro destinazioni furono determinate in base a ciò che perseguirono fin dal principio, non secondo la quantità di lavoro che svolsero o la valutazione che gli altri ebbero di loro. Così, cercare di fare attivamente il proprio dovere di essere creato è il cammino verso il successo; il cammino di perseguire il vero amore per Dio è il cammino più corretto; perseguire i cambiamenti della propria vecchia indole e l’amore puro per Dio è il cammino verso il successo. Quest’ultimo è il cammino per recuperare il dovere e l’aspetto originali di essere creato. È il cammino per recuperare e anche lo scopo di tutta l’opera di Dio dal principio alla fine(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Il successo o il fallimento dipendono dal cammino che si percorre”). Le parole di Dio non potrebbero essere più chiare. Nella casa di Dio non esistono doveri elevati, infimi, nobili o umili. Che una persona possa essere salvata o meno non dipende da quale dovere fa né dal fatto che abbia dato contributi o conseguito risultati. Ciò che conta è se persegue o meno la verità e se raggiunge un cambiamento nella propria indole di vita. Questo è fondamentale. Mi sono ricordata di quegli anticristi che erano stati rivelati nella chiesa. Molti di loro erano stati leader e lavoratori che in passato avevano fatto molte rinunce e si erano spesi molto nei loro doveri. Tuttavia, stavano percorrendo il cammino sbagliato. Non ricercavano le verità principi nel loro dovere e agivano in modo sconsiderato, intralciando e disturbando gravemente il lavoro della casa di Dio. Si rifiutavano di pentirsi a prescindere da come si condividesse con loro e alla fine sono stati rivelati ed eliminati. Dall’altro lato, ci sono alcuni che nella chiesa fanno doveri poco appariscenti ma si concentrano sul perseguimento della verità e sul loro ingresso nella vita. Ricercano le verità principi quando fanno il loro dovere e più lo fanno, più migliorano in esso. Tali persone hanno la speranza di essere salvate. Da questo, ho visto che Dio non determina l’esito e la destinazione di una persona in base al dovere che fa o all’entità del suo contributo. Ciò a cui Dio dà valore è se una persona sia o meno capace di guadagnare la verità e se la sua indole di vita cambi o no. Questo è ciò che è più importante. Dovrei valutare persone e cose in base alle parole di Dio, seguire il cammino di Pietro, perseguire la verità per raggiungere un cambiamento nella mia indole di vita e fare bene il mio dovere. Questo è ciò che dovrei perseguire.

In seguito, ho riflettuto: “Quando mi capita una prova, quale atteggiamento dovrei avere per essere conforme alle intenzioni di Dio?” Poi ho letto un passo delle parole di Dio: “Sottomettersi alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio è la lezione più basilare che ogni seguace di Dio affronta. È anche la lezione più profonda. Qualunque sia il grado di sottomissione a Dio di cui sei capace, questa è la misura della tua statura e della tua fede: le due cose corrispondono. […] Pietro ha affrontato numerosi raffinamenti e prove. Ha rinunciato a tutte le sue richieste, i suoi progetti e i suoi desideri personali e non ha preteso che Dio facesse alcunché. Non aveva pensieri suoi e si è consegnato completamente. Pensava: ‘Dio può fare tutto quello che desidera. Può mettermi alla prova, giudicarmi o castigarmi. Può creare situazioni per potarmi o temprarmi, può mettermi nella tana del leone o in quella del lupo. Qualunque cosa Dio faccia è corretta e io mi sottometterò a essa. Tutto ciò che Dio fa è la verità. Non mi lamenterò né sceglierò’. Questa non è forse sottomissione assoluta? A volte le persone pensano: ‘Tutti dicono che tutto ciò che Dio fa è la verità, ma perché non ho scoperto alcuna verità in questa cosa che Dio ha fatto? Sembra che anche Dio a volte sbagli. Ma non importa, il fatto che Dio sia in grado di esprimere la verità dimostra che Egli è Dio, quindi mi sottometterò!’ Questo tipo di sottomissione è autentico? (No.) Questo è solo affermare di sottomettersi. Questa è sottomissione selettiva; non è autentica sottomissione. […] Quando credi in Dio, dovresti rimanere saldo nella posizione di un essere creato. A prescindere dal momento, dal fatto che Dio ti resti nascosto o che ti sia apparso, dal fatto che tu riesca o meno a percepire il Suo amore, devi sapere quali sono le tue responsabilità, i tuoi obblighi e i tuoi doveri: devi capire queste verità riguardanti la pratica. Se continui ad aggrapparti alle tue nozioni, dicendo: ‘Se vedo chiaramente che questa cosa è in linea con la verità e in linea con i miei pensieri, allora mi sottometterò; se invece non mi è chiara e non posso essere certo che si tratti delle azioni di Dio, allora aspetterò un po’ e mi sottometterò quando sarò sicuro che sia stata compiuta da Dio’, allora questo è forse sottomettersi a Dio? No. Questa è una sottomissione condizionata, non assoluta e piena. Nessuna opera di Dio è in linea con le nozioni e le fantasie umane; l’incarnazione non è in linea con le nozioni e le fantasie umane; il giudizio e il castigo ancor meno. La maggior parte delle persone fatica davvero ad accettarlo e a sottomettervisi. Se non si riesce a sottomettersi all’opera di Dio, allora si può compiere il dovere di un essere creato? Ciò è semplicemente impossibile. Qual è il dovere di un essere creato? (Assumere la posizione di essere creato, accettare l’incarico ricevuto da Dio e sottomettersi alle Sue disposizioni.) Esatto, questa è la radice. Dunque non è forse facile risolvere questa questione? Assumere la posizione di un essere creato e sottomettersi al Creatore, il tuo Dio: questo è ciò che ogni essere creato dovrebbe maggiormente sostenere(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “La sottomissione a Dio è una lezione fondamentale per acquisire la verità”). Le parole di Dio indicavano il cammino di pratica: qualsiasi disgrazia o prova ci colpisca, dovremmo accettarla da Dio e sottometterci alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni. Quando Pietro sperimentava delle prove, indipendentemente dall’ambiente predisposto da Dio o dalle sofferenze e dal raffinamento che sopportava, non considerava mai i propri interessi e si concentrava unicamente su come soddisfare e amare Dio. Ha persino dato la sua vita per Dio. La pratica di Pietro è stata ricordata da Dio ed egli ha guadagnato l’approvazione di Dio. Al contrario, quando ho visto sorella Zhen ammalarsi così gravemente, mi si è riempito il cuore di lamentele e opposizione verso Dio. Temevo che avrei affrontato anch’io delle disgrazie e la mia paura della morte è cresciuta ancora di più. Non avevo fede in Dio; tanto meno mostravo la minima sottomissione. Ho pensato al film “La mia testimonianza tardiva”. Quando il protagonista, Zhou Xiangming, viene arrestato e brutalmente torturato dalla polizia la prima volta, nega di essere un credente per paura della morte. In seguito, riflette su sé stesso e arriva a conoscersi attraverso le parole di Dio, provando rimorso e auto-biasimo e odiandosi per essere stato così debole da negare Dio davanti al diavolo. Nei dieci anni successivi, si concentra sul munirsi della verità. Giunge a comprendere il significato delle prove di Dio e le richieste che Egli pone all’uomo. Inoltre capisce a fondo la vita e la morte ed è disposto a sottomettersi alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio, affidandoGli la propria vita. Spera solo in un’opportunità, un giorno, di rendere testimonianza a Dio. Dio ascolta le sue preghiere e, in seguito, lui viene arrestato di nuovo dal gran dragone rosso. Questa volta non è più timoroso o spaventato, né vincolato dalla morte. Invece, smaschera l’essenza malvagia del gran dragone rosso davanti alla polizia, svergognando alla fine Satana. Nel momento in cui esce di prigione, ha un sorriso beato sul volto. Credo che debba aver pensato che poter una volta rischiare la vita per sottomettersi a Dio sia stata la cosa più preziosa e significativa che abbia mai fatto nella sua vita. Anche se io non ho ancora affrontato una prova da parte di Dio, dovrei imparare da fratello Zhou. Mentre adempio bene il mio dovere, dovrei concentrarmi sul munirmi della verità e sul preparare la mia statura. Se un giorno dovessi ricevere una prova da Dio, spero di poter essere come fratello Zhou, affidando tutta me stessa a Dio, sottomettendomi alle Sue orchestrazioni e disposizioni, rendendoGli testimonianza e confortando il Suo cuore.

Qualche tempo dopo, abbiamo ricevuto una lettera di sorella Zhen. Parlava delle sue esperienze dopo essere tornata a casa e dei guadagni che aveva tratto da quell’esperienza di malattia. Diceva che le sue condizioni erano in qualche modo migliorate, che ora faceva alcuni doveri per quanto le era possibile e che, a prescindere dal fatto che in futuro la sua malattia guarisse o meno, era disposta ad affidarsi a Dio per sperimentarla e a sottomettersi alle Sue orchestrazioni e disposizioni. Vedendo che la sorella era in grado di accettare la cosa in modo positivo e di imparare le sue lezioni mentre sperimentava la malattia, ho sentito davvero che, qualunque cosa accada, dietro vi sono le buone intenzioni di Dio. Dio stava usando quella malattia per perfezionare sorella Zhen e anche per permettere a me di impararne delle lezioni. Grazie a Dio!

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