Come ho abbandonato la mia ansia per la malattia

22 Ottobre 2025

di Wu Fan, Cina

Nel marzo del 1997, ho accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Dopo aver creduto nel Signore per molti anni, ero estremamente emozionato di accogliere finalmente il Suo ritorno. In particolare, quando ho capito che Dio è tornato negli ultimi giorni per esprimere la verità e purificarci e salvarci a fondo, liberandoci dal peccato, e che le nostre speranze di essere salvati e di entrare nel Regno dei Cieli stavano per realizzarsi, ho iniziato ad abbandonare la mia famiglia e la mia carriera per fare il mio dovere. Durante questo periodo, i problemi di stomaco e il dolore nella zona lombare che mi avevano afflitto per molti anni sono completamente guariti senza che nemmeno me ne accorgessi e mi sono sentito ancora più motivato a fare il mio dovere. In seguito, sono stato arrestato dalla polizia mentre svolgevo il mio dovere; mi hanno torturato fino a ridurmi in fin di vita. Questo mi ha lasciato un problema cardiaco e devo evitare un’eccessiva stimolazione. Se sento rumori improvvisi, il mio cuore non ce la fa e diventa agitato. Dopo il mio rilascio, per quanto la situazione fosse pericolosa, ho sempre perseverato nel mio dovere. Nel giugno del 2017, la mia salute ha iniziato ad avere problemi. Prima ho avvertito oppressione toracica, mancanza di respiro e stanchezza generale. Mi sentivo così stanco dopo una semplice doccia che dovevo sdraiarmi per un po’ per riprendermi. La parte posteriore della testa mi sembrava caldo e troppo pesante per riuscire a sollevarla. I miei polpacci si erano gonfiati gravemente e, quando li premevo, rimaneva un incavo; la sera, inoltre, avevo una leggera febbre. In seguito, la mia salute è peggiorata sempre di più. Metà del mio corpo si sentiva intorpidita e non riuscivo nemmeno a stare seduto. A volte avevo riacutizzazioni della spondilosi cervicale con compressione nervosa, rigidità del collo, insufficiente afflusso di sangue al cervello e vertigini. Non riuscivo nemmeno a sollevare una bottiglia d’acqua, e persino starnutire mi faceva sudare dappertutto. Sono andato in ospedale per un controllo e il medico mi ha detto molto seriamente: “La sua pressione sanguigna sistolica ha raggiunto i 180 mmHg e la sua pressione diastolica è a 115 mmHg. La sua frequenza cardiaca è di 128 bpm. È veramente pericoloso. Se cade, potrebbe morire all’istante e, anche se non morisse, un vaso sanguigno cerebrale rotto potrebbe portare all’emiplegia”. Quando ho sentito il medico dire questo, mi sono immediatamente ricordato di mio padre. È morto per un ictus improvviso causato dall’ipertensione alla mia età. Anche mia suocera ha avuto un ictus ed è diventata emiplegica. Non poteva prendersi cura di sé stessa ed è deceduta dopo essere rimasta a letto per diversi anni. Ero un po’ nervoso e ho pensato: “Come ho fatto ad ammalarmi così gravemente? Ho più di cinquant’anni; morirò per un ictus improvviso come mio padre e mia suocera?” Ma poi ho avuto un altro pensiero: “Loro non credevano in Dio e non avevano la Sua protezione. Io sono un credente, quindi Dio non mi lascerà morire se non ho ancora completato il mio dovere. Egli veglierà su di me e mi proteggerà”. In seguito, prendendo medicine e facendo esercizio fisico, la mia salute è gradualmente migliorata. Sono riuscito a tenere la mia pressione sanguigna sostanzialmente sotto controllo, ma la mia frequenza cardiaca era ancora un po’ accelerata.

A metà del 2022, il Partito Comunista Cinese ha lanciato una massiccia repressione unificata contro i credenti in Dio Onnipotente e, nella mia zona, più di trenta leader, lavoratori e altri fratelli e sorelle sono stati arrestati. Tutto il lavoro della chiesa era paralizzato. Un giorno la leader superiore, sorella Xin Yi, è venuta a trovarmi e mi ha detto che i miei fratelli e sorelle mi avevano eletto predicatore. Ho pensato tra me e me: “Il mio cuore non può essere eccessivamente stimolato e ho sviluppato l’ipertensione. La mia salute sta peggiorando sempre di più. Nel corso degli anni, ho sempre svolto lavori con un unico compito relativamente tranquilli, quindi il mio corpo è stato in grado di sopportarli. Essere un predicatore comporta un carico di lavoro pesante. Inoltre, la chiesa è stata appena colpita da una massiccia ondata di arresti, quindi c’è molto lavoro da fare. Dovrò fare uno sforzo mentale e pagare un prezzo, e non potrò evitare di fare le ore piccole. E se le mie condizioni peggiorassero e un giorno avessi improvvisamente un ictus e morissi come mio padre? Allora tutti i miei anni di rinunce e di spendermi non sarebbero stati vani? Anche se non morissi, se riportassi dei postumi e rimanessi costretto a letto ed emiplegico come mia suocera e non potessi fare il mio dovere, non perderei comunque la mia opportunità di essere salvato ed entrare nel Regno?” Pensando a queste conseguenze, ho trovato delle scuse per sottrarmi al mio dovere, dicendo: “Ho una comprensione superficiale della verità e non posso svolgere un lavoro reale. Inoltre, ho l’ipertensione e una malattia cardiaca, quindi non sono adatto a questo dovere. Dovresti trovare qualcun altro”. Vedendo che continuavo a cercare di sottrarmi al mio dovere, Xin Yi ha pazientemente condiviso con me, dicendo che non riusciva a trovare nessuno adatto subito. Quando ho sentito questo, la mia coscienza si è turbata. Ho pensato che, sebbene la mia salute non fosse molto buona, non era così grave da non poter fare il mio dovere e che, finché avessi preso le medicine in tempo, regolato i miei orari e fatto esercizio fisico in modo appropriato, sarei comunque stato in grado di svolgere una parte del dovere. Con i leader e i lavoratori arrestati e nessuna persona adatta disponibile a svolgere il lavoro della chiesa, in quel momento critico, non ho mostrato alcuna considerazione per l’intenzione di Dio. Ero assolutamente egoista e spregevole! Così ho accettato questo dovere. A causa della situazione terribile, non potevamo andare direttamente in chiesa per lavorare e quasi tutto il lavoro doveva essere implementato e seguito tramite lettere. Fortunatamente, avevo fratello Su Ming che collaborava con me. Era giovane, di buona levatura e da solo era responsabile di molti compiti. Io ero principalmente responsabile del lavoro basato sui testi, il che era meno stressante per me. Inoltre, quando prendevo le medicine in tempo, la mia malattia cardiaca e l’ipertensione erano sotto controllo e gradualmente mi sono abituato a questo dovere.

Un giorno, nel luglio del 2024, i leader superiori hanno inviato una lettera dicendo che volevano riassegnare Su Ming a svolgere un lavoro altrove. Quando ho letto la lettera, la mia testa ha ronzato e mi sono sentito sopraffatto. Ho pensato: “Con Su Ming riassegnato, come potrei gestire tutto il lavoro imminente? Sono vecchio e ho capacità lavorative limitate. Riassegnare Su Ming non mi mette forse in una posizione difficile?” Ma poi ho pensato: “I leader superiori hanno certamente preso questa disposizione per considerazione del lavoro complessivo della chiesa”. Tuttavia, ero ancora preoccupato di come sarebbe aumentato il mio carico di lavoro dopo la partenza di Su Ming. Quanto avrei dovuto preoccuparmi e quanta energia avrei dovuto spendere? Avevo l’ipertensione e una malattia cardiaca, quindi cosa sarebbe successo se stare alzato fino a tardi avesse causato l’innalzamento della mia pressione sanguigna, la rottura di un vaso sanguigno cerebrale e fossi morto per un ictus? Allora il mio cammino di fede in Dio non sarebbe giunto al termine? Anche se fossi sopravvissuto, se avessi riportato dei postumi e fossi diventato emiplegico, non sarei comunque stato in grado di fare il mio dovere. Allora non sarei stato eliminato? Ero così ansioso che non riuscivo a mangiare né a dormire. Nei giorni successivi alla partenza di Su Ming, c’era molto lavoro da seguire e implementare e io provavo sempre opposizione. Inoltre, mi sentivo a corto di fiato e un po’ stordito a causa del caldo. Dopo essermi appena sdraiato per riposare un po’, ho sentito il cuore battere più forte e la testa girare. Mi sono seduto rapidamente e mi sono appoggiato al letto, sentendomi così male che volevo vomitare. Mi è venuta in mente l’immagine della morte di mio padre e mi sono preoccupato ancora di più che le mie condizioni peggiorassero: ero terrorizzato all’idea di avere un ictus improvviso e morire sul colpo. Successivamente, ogni volta che mi sentivo male, diventavo angosciato e ansioso, costantemente preoccupato che la mia malattia peggiorasse. In particolare, pensavo al fatto che, essendo nei registri della polizia e con la polizia che cercava ancora di arrestarmi, se la mia malattia si fosse riacutizzata, non sarei potuto andare dal medico. Cosa avrei fatto allora? A volte, venivo a sapere che gli stati dei miei fratelli e sorelle erano cattivi e che i risultati del lavoro basato sui testi stavano peggiorando e avrei voluto scrivere una lettera per condividere con loro, ma poi pensavo a quanto tempo e sforzo mentale ci sarebbe voluto e che questo significava andare a letto tardi. Se fossi rimasto alzato fino a tardi frequentemente, prima o poi sarei crollato per la stanchezza. Così decidevo che era più importante proteggere la mia salute. Se fossi crollato per la stanchezza, allora non sarei nemmeno stato in grado di svolgere un dovere con un unico compito. Non sarei stato eliminato allora? Così, quando le lettere relative al lavoro si accumulavano, non mi affrettavo a gestirle. I leader sapevano che il mio stato non era buono e mi hanno scritto. Mi hanno anche inviato le parole di Dio per aiutarmi. Ho anche pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi a imparare una lezione da questa faccenda.

Un giorno, ho letto un passo delle parole di Dio che era veramente pertinente al mio stato. Dio Onnipotente dice: “Poi ci sono quelli che non godono di buona salute, che hanno costituzioni deboli e scarse energie, che sono spesso affetti da malattie più o meno gravi, che non riescono a far fronte nemmeno alle necessità più basilari della vita quotidiana, né a vivere né a spostarsi come le persone normali. Costoro spesso si sentono a disagio e indisposti mentre fanno i loro doveri; alcuni sono fisicamente deboli, altri hanno vere e proprie malattie, e naturalmente ve ne sono alcuni che hanno malattie conclamate e potenziali di qualche tipo. A causa di queste difficoltà concrete, sprofondano spesso in emozioni negative e provano angoscia, ansia e preoccupazione. Per cosa si sentono angosciati, ansiosi e preoccupati? Si preoccupano del fatto che, se continuano a fare il loro dovere in questo modo, a spendersi e a darsi da fare per Dio in questo modo, e a sentirsi sempre così stanchi, allora la loro salute peggiorerà sempre di più? Quando avranno 40 o 50 anni, si ritroveranno costretti a letto? Queste preoccupazioni sono motivate? Se lo sono, qualcuno fornirà un modo concreto per affrontare tutto ciò? Chi se ne assumerà la responsabilità? Chi ne risponderà? Le persone fisicamente deboli e che hanno costituzioni fragili si sentono angosciate, ansiose e preoccupate per queste cose. Chi è malato pensa spesso: ‘Sono determinato a fare bene il mio dovere. Ho questa malattia e chiedo a Dio di proteggermi. Con la Sua protezione non ho paura, tuttavia, se prosciugo le mie energie facendo i miei doveri, la mia malattia si aggraverà? Cosa farò se si aggraverà davvero? Se dovrò essere ricoverato in ospedale per sottopormi a un’operazione, non avrò i soldi per pagarla. Se non prendo un prestito per pagare le cure, la mia malattia potrebbe forse peggiorare ulteriormente? In caso si aggravasse davvero molto, morirò? Una morte del genere può essere considerata normale? Se muoio veramente, Dio ricorderà i doveri che ho fatto? Sarò considerato come qualcuno che ha compiuto buone azioni? Avrò ottenuto la salvezza?’ Vi sono anche persone che sanno di avere qualche patologia reale o altro, per esempio malattie dello stomaco, dolori alla schiena e alle gambe, artrite, reumatismi, malattie della pelle, ginecologiche, epatiche, ipertensione, patologie cardiache e così via. Pensano: ‘Se continuo a fare il mio dovere, la casa di Dio mi pagherà le cure? Se la mia malattia peggiora e compromette lo svolgimento del mio dovere, Dio mi guarirà? Altri sono stati guariti dopo aver iniziato a credere in Dio, quindi Dio mi guarirà proprio come mostra gentilezza agli altri? Se faccio il mio dovere con devozione, Dio dovrebbe guarirmi, ma se chiedo che Dio mi guarisca per mia pia illusione e Lui non lo fa, allora cosa farò?’ Ogni volta che pensano a queste cose, una profonda sensazione di angoscia invade loro il cuore. Anche se non smettono mai di fare il loro dovere e fanno sempre quello che devono, pensano costantemente alla loro malattia, alla loro salute, al loro futuro, alla loro vita e alla loro morte. Infine, arrivano a una conclusione, che si basa unicamente sulla loro pia illusione: ‘Dio mi guarirà, Dio mi proteggerà. Dio non mi abbandonerà e non resterà a guardare senza fare nulla se vedrà che mi ammalo’. Questi pensieri non hanno alcun fondamento, e si potrebbero addirittura definire come una sorta di nozione. Le persone non riescono affatto a risolvere le loro difficoltà concrete con nozioni e fantasie di questo genere, e nel loro intimo si sentono vagamente angosciate, ansiose e preoccupate per la loro salute e le loro malattie; non hanno idea di chi si assumerà la responsabilità di queste cose, né se qualcuno lo farà(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (3)”). Le parole di Dio smascheravano esattamente il mio stato. Avevo vissuto in uno stato di abbattimento, ansioso per la mia malattia. Quando i fratelli e le sorelle mi avevano eletto predicatore, mi ero preoccupato che il lavoro sarebbe stato intenso e mentalmente estenuante, il che sarebbe stato dannoso per la mia salute, così avevo continuato a sottrarmi al mio dovere. Sebbene in seguito lo avessi accettato, quando i leader superiori hanno trasferito Su Ming e il carico di lavoro è aumentato, ho provato opposizione. Spesso mi preoccupavo che il mio dovere fosse troppo faticoso e mi chiedevo cosa sarebbe successo se la mia malattia fosse peggiorata e avessi avuto un ictus improvviso e fossi morto o se avessi riportato dei postumi e non avessi più potuto svolgere il mio dovere e, di conseguenza, non avessi potuto essere salvato. I miei pensieri erano completamente occupati dalla mia malattia. Sebbene facessi il mio dovere, il mio atteggiamento non era positivo come prima. Quando vedevo che i fratelli e le sorelle erano in cattivi stati e i risultati del lavoro basato sui testi stavano peggiorando, non scrivevo per seguire o risolvere la questione, ma affrontavo invece il mio dovere in modo superficiale. Quando ero malato, non pregavo per cercare l’intenzione di Dio, ma mi preoccupavo costantemente dei guadagni e delle perdite relativi al mio futuro e alla mia destinazione. Vivevo nell’angoscia e nell’ansia, non riuscivo a ottenere alcun sollievo e non svolgevo bene il mio dovere. Mi sono reso conto che non stavo affatto perseguendo la verità.

Nella mia ricerca, ho letto due passi delle parole di Dio e ho ottenuto una certa conoscenza del mio problema. Dio Onnipotente dice: “Nella loro fede, gli anticristi desiderano solo essere benedetti e non vogliono patire avversità. Quando vedono qualcuno che viene benedetto, che ha ricevuto dei benefici, grazia, più piaceri materiali e grandi vantaggi, credono che sia stato Dio a farlo, e che, se loro non ricevono tali benedizioni materiali, allora non è Dio ad agire. L’implicazione è: ‘Se tu sei davvero dio, allora puoi solo benedire le persone; dovresti risparmiare loro le avversità e non permettere che soffrano. Solo allora vi saranno un valore e un senso nella fede delle persone in te. Se, dopo averti seguito, le persone sono comunque vessate dalle avversità, se continuano a soffrire, allora che senso ha credere in te?’ Non ammettono che tutte le cose e tutti gli eventi sono nelle mani di Dio, che Dio regna sovrano su tutto. E perché non lo ammettono? Perché gli anticristi hanno paura di patire avversità. Vogliono solo ottenere vantaggi, approfittare, godere delle benedizioni; non vogliono accettare la sovranità o l’orchestrazione di Dio, ma solo ricevere da Lui dei vantaggi. Questo è il punto di vista egoistico e spregevole degli anticristi(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 10: Parte sesta”). “Gli esseri umani corrotti vivono tutti per sé stessi. Ognuno per sé e che gli altri si arrangino: questo riassume la natura umana. Le persone credono tutte in Dio per il proprio interesse; rinunciano alle cose e si spendono per essere benedette, e anche la sofferenza che sopportano e il prezzo che pagano nel fare il loro dovere sono allo scopo di essere ricompensate. In breve, è tutto allo scopo di essere benedetti, essere ricompensati ed entrare nel Regno dei Cieli. Nel mondo, le persone lavorano per il proprio beneficio e, nella casa di Dio, fanno un dovere per ottenere benedizioni. Per ottenere benedizioni, le persone rinunciano a tutto e possono sopportare molte sofferenze. Tutto questo è la prova più chiara che le persone possiedono una natura satanica(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dio smaschera che gli anticristi vivono secondo la regola satanica “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”. Credono che dovrebbero ricevere benedizioni e benefici per il fatto di credere in Dio. Quando c’è un profitto da ottenere o benedizioni da guadagnare, abbandonano e si spendono, ma non appena pensano di non poter ottenere alcuna benedizione o beneficio e che invece subiranno avversità, diventano restii a spendersi e pensano persino che credere in Dio non abbia senso. Ho visto che il mio comportamento era lo stesso di un anticristo. Da quando avevo trovato il Signore, avevo cercato di ottenere benedizioni e di andare in cielo. Dopo aver accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni, quando ho visto che le mie speranze di essere benedetto e di entrare nel Regno dei Cieli stavano per realizzarsi, ho lasciato tutto alle spalle per fare il mio dovere. Durante questo periodo, i dolori di stomaco e alla zona lombare di cui avevo sofferto per molti anni sono guariti e la mia motivazione a fare il mio dovere si è raddoppiata. Anche se sono stato arrestato e torturato, ho comunque perseverato nello svolgimento del mio dovere dopo essere stato rilasciato. Tuttavia, invecchiando, ho sviluppato l’ipertensione e una malattia cardiaca e così ho iniziato a preoccuparmi di poter avere un ictus improvviso e morire o diventare emiplegico e incapace di fare il mio dovere, perdendo la mia possibilità di essere salvato ed entrare nel Regno dei Cieli. Così ho voluto assumere un dovere più leggero. Quando il mio collaboratore di allora, Su Ming, è stato trasferito, il mio carico di lavoro è improvvisamente aumentato e ho temuto che, se mi fossi preoccupato troppo e mi fossi stancato eccessivamente, le mie condizioni sarebbero peggiorate. Così, ero superficiale nel mio dovere. Quando ho scoperto che i fratelli e le sorelle erano in cattivi stati, non mi sono affrettato a risolvere i loro problemi, né mi sono affrettato a implementare il lavoro che doveva essere implementato. Anche quando svolgevo un po’ di lavoro, lo facevo con emozioni di opposizione, preoccupandomi di poter sviluppare problemi di salute. In realtà, il trasferimento di Su Ming per svolgere il suo dovere altrove era benefico per il lavoro della chiesa. Chiunque avesse coscienza e ragione avrebbe abbandonato i propri interessi personali e messo al primo posto gli interessi della chiesa, accettando e sottomettendosi alle disposizioni della chiesa, ma per i miei interessi personali, non volevo lasciare andare Su Ming e provavo persino opposizione nei confronti della decisione dei leader superiori di riassegnarlo. Pensavo che i leader mi stessero rendendo le cose difficili e speravo disperatamente che cambiassero idea e non facessero partire Su Ming. Mi sono reso conto che avevo vissuto secondo il veleno satanico “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, che tutto ciò che avevo fatto era stato per il mio bene e che non mi ero affatto preoccupato del lavoro della chiesa. Ero stato veramente egoista e spregevole! Questo mi ha fatto pensare alle parole di Dio: “Dio è eternamente supremo ed eternamente onorabile, mentre l’uomo è eternamente infimo ed eternamente privo di valore. Questo perché Dio Si dedica all’umanità e Si spende per essa eternamente, mentre l’uomo avanza richieste e lotta sempre per sé stesso. Dio Si prodiga eternamente per la sopravvivenza dell’umanità, eppure l’uomo non apporta mai alcun contributo per amore della giustizia o della luce e, anche se investe un impegno temporaneo, esso non riesce a resistere a un solo colpo, poiché il suo impegno viene investito sempre per il suo tornaconto e mai per gli altri. L’uomo è eternamente egoista, mentre Dio è eternamente altruista. Dio è l’origine di tutto ciò che è giusto, buono e bello, mentre l’uomo è colui che subentra a tutto ciò che è brutto e malvagio e lo esprime. Dio non cambierà mai la Propria essenza di giustizia e bellezza, eppure l’uomo rischia di tradire la giustizia e di allontanarsi da Dio in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “È molto importante comprendere l’indole di Dio”). Mentre ponderavo le parole di Dio, ero estremamente commosso. L’essenza di Dio è altruista, e tutto ciò che Dio fa è per l’umanità. Affinché l’umanità potesse sopravvivere sulla terra, Dio ha creato ciò di cui gli esseri umani hanno bisogno per sopravvivere: l’aria, la luce solare, la pioggia e la rugiada, il sole, la luna e le stelle, così come tutti i frutti e le verdure, e così via. Per salvare l’umanità, Egli Si è fatto carne ed è stato inchiodato sulla croce per noi, portando i nostri peccati. Negli ultimi giorni, Dio Si è fatto carne ed è venuto sulla terra ancora una volta per salvare completamente l’umanità, esprimendo tutte le verità per la nostra purificazione e salvezza. Anche se le persone non conoscono Dio, Lo negano e Lo rifiutano, Dio sta ancora silenziosamente compiendo la Sua opera di salvezza delle persone e sta ancora esprimendo la verità per provvedere alle persone. Ho visto che l’essenza di Dio è veramente bella e buona e che Lui è così altruista! Io, d’altra parte, avevo sempre vissuto secondo i pensieri e le idee satanici “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino” e “Non fate nulla senza un tornaconto”. Anche se nel mio dovere avevo fatto rinunce, mi ero speso, sofferto e pagato un prezzo in piccola misura, era tutto per poter ottenere benedizioni e grazia. Quando la mia salute è peggiorata e ho sofferto di malattia, ho iniziato a essere selettivo nel mio dovere e ho iniziato a risparmiarmi. Pensavo a me stesso ad ogni piè sospinto, ero ansioso per il mio futuro e per la mia destinazione e non davo tutto me stesso. Quando vedevo che i fratelli e le sorelle erano in cattivi stati e che questo stava influenzando i loro doveri, non cercavo di pensare a modi per risolvere la situazione e non consideravo affatto gli interessi della chiesa. Ho visto che ero egoista di natura. Pensavo di essere piuttosto bravo, poiché nei miei anni di fede in Dio avevo lasciato la mia famiglia e la mia carriera alle spalle per fare il mio dovere e anche se sono stato arrestato, perseguitato e torturato dal PCC, ho continuato a predicare il Vangelo e a svolgere il mio dovere dopo essere stato rilasciato. Sentivo di essere cambiato un po’ e di essere in qualche modo leale a Dio. Se non fosse stato per questa malattia, non avrei mai compreso le impurità nella mia fede. Ora, ho sperimentato veramente le parole di Dio: “Quando vi imbattete nella malattia, si tratta dell’amore di Dio, e sicuramente in essa sono contenute le Sue buone intenzioni(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 6”). Si è scoperto che dietro la mia malattia c’erano l’amore e le buone intenzioni di Dio. Egli ha usato la malattia per purificare e trasformare la mia indole corrotta, facendomi abbandonare le mie irragionevoli pretese nei Suoi confronti e rinunciare ai miei desideri smodati. Questa era la Sua intenzione e la Sua scrupolosa cura! Quando ho capito questo ho provato vergogna e rimorso, e ho odiato me stesso per essere stato così egoista e spregevole. Mi sono ripromesso che avrei sicuramente fatto bene il mio dovere.

Dopo di che, ho cercato e ponderato come affrontare correttamente la morte. Ho letto le parole di Dio: “Tutti devono affrontare la morte nella loro vita; in altre parole, la morte è ciò che tutti devono affrontare alla fine del loro cammino. Tuttavia, essa ha nature diverse. Una di queste è che, al momento preordinato da Dio, una persona ha portato a termine la sua missione e Dio traccia una linea alla fine della loro vita fisica, la quale giunge quindi al termine, ma questo non significa che la loro vita sia finita. Quando la carne di una persona cessa di esistere, la sua vita è finita: le cose stanno così? (No.) La forma in cui la tua vita esisterà dopo la morte dipende da come tratti l’opera e le parole di Dio mentre sei in vita: questo è molto importante. La forma in cui esisterai dopo la morte, o se esisterai o meno, dipende dall’atteggiamento che assumi verso Dio e verso la verità mentre sei in vita. Se durante la tua vita, nell’affrontare la morte e ogni sorta di malattia, il tuo atteggiamento nei confronti della verità è di ribellione, di opposizione e di avversione, allora in che modo esisterai quando la tua vita fisica giungerà alla fine? Sicuramente esisterai in un altro modo e la tua vita non proseguirà. Al contrario, se mentre sei in vita, quando possiedi consapevolezza nella carne, il tuo atteggiamento verso la verità e verso Dio è di sottomissione e di lealtà e hai una fede autentica, allora, anche se la tua vita fisica finisce, la tua vita continuerà comunque a esistere in una forma diversa in un altro regno. Questa è la definizione della morte(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (4)”). “Di qualunque questione si tratti, bisognerebbe sempre affrontarla con un atteggiamento positivo, e questo è tanto più vero quando si tratta della morte. Avere un atteggiamento positivo non significa attendere la morte, assecondarla o perseguirla in maniera attiva. Cosa significa allora? (Significa sottomettersi.) Sottomettersi è un atteggiamento nei confronti della morte, e il modo migliore per trattarla è abbandonare tale questione e non pensarci(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (4)”). Dalle Sue parole, ho capito che Egli regna sovrano e predestina la nascita, l’invecchiamento, la malattia e la morte. Noi non possiamo scegliere queste cose da soli. Se non è il tuo momento di morire, non puoi morire anche se lo desideri; se è il tuo momento di morire, non puoi vivere nemmeno un giorno in più, per quanto tu lo voglia. Come esseri creati, dovremmo ragionevolmente accettare e sottometterci alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Ho pensato a un collega di mia moglie. Tornando a casa dal lavoro, ha visto che qualcuno aveva avuto un incidente d’auto. È andato a vedere cosa stesse succedendo ed è finito per essere investito da una bicicletta elettrica, morendo sul colpo quando ha colpito il suolo con la testa. Inoltre, una dottoressa che conoscevo prestava generalmente particolare attenzione alla sua salute e si allenava ogni giorno. Era in ottima salute, ma un giorno, mentre era uscita per allenarsi, è stata accidentalmente investita da un’auto ed è morta sul colpo. Da questi fatti ho visto che sia la nascita che la morte di una persona sono disposte e governate da Dio, e che la vita e la morte dipendono da Lui. Non avevo una chiara comprensione di queste cose e mi preoccupavo sempre della mia cardiopatia e della pressione alta, temendo che affaticarmi avrebbe aggravato le mie condizioni e portato persino alla morte. Credevo in Dio da molti anni, ma non credevo che la mia vita e la mia morte fossero nelle mani di Dio e sotto la Sua sovranità. Come potevo avere una qualche fede reale in Dio? Ora ho capito che se Dio ha predestinato che la durata della mia vita è terminata, morirò anche se sono sano e libero da malattie. Ma se la durata della mia vita non è giunta al termine, non morirò anche se ho l’ipertensione, una malattia cardiaca o persino qualcosa di grave come il cancro. Quando un giorno la mia missione sarà completa e arriverà il giorno che Dio ha predestinato per me, dovrei affrontarlo positivamente, e accettare e sottomettermi alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Questa è la ragione che dovrei avere. In questo momento, è mia responsabilità adempiere il mio dovere. Quando ho compreso queste cose, il mio atteggiamento verso il mio dovere è un po’ cambiato, e ho effettivamente partecipato ai vari compiti del lavoro della chiesa. Quando accadevano delle cose, collaboravo con tutti per discutere le soluzioni.

In seguito, c’è stato un momento in cui molti fratelli e sorelle nella chiesa erano stati venduti da dei giuda, molte case in cui erano custoditi i libri delle parole di Dio erano esposte a rischi per la sicurezza e questi libri dovevano essere trasferiti in un luogo sicuro il prima possibile. Poiché ciò comportava molte cose diverse, ho dovuto scrivere altre lettere per condividere sui principi con fratelli e sorelle e ricordare loro le cose a cui avrebbero dovuto prestare attenzione. In quei giorni, facevo le ore piccole quasi ogni notte. Inoltre, questa era una questione urgente e c’erano molte cose da considerare. Quando mi agitavo, complice il fatto che facevo tardi la notte, avevo mal di testa e a volte non riuscivo a respirare, quindi ho iniziato a preoccuparmi che, se fosse continuata così, sarebbe successo qualcosa alla mia salute. In seguito, ho letto le parole di Dio e ho guadagnato fede e forza. Dio Onnipotente dice: “Che tu soffra o sia malato, finché ti resta anche un solo respiro, fintanto che sei vivo e riesci ancora a parlare e a camminare, allora hai l’energia per fare il tuo dovere, e dovresti essere serio e con i piedi per terra nel farlo. Non devi abbandonare il dovere di un essere creato o la responsabilità che il Creatore ti ha affidato. Fintanto che sei ancora in vita, dovresti portare a termine il tuo dovere e adempierlo bene(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (3)”). Ho capito che un dovere è una missione che è perfettamente naturale e giustificato che le persone completino. Per un essere creato, adempiere il mio dovere è la cosa più preziosa e significativa che ci sia e, senza fare questo, non merito di continuare a vivere. Così ho pregato mentre scrivevo le lettere. Il fratello con cui collaboravo mi ha aiutato a controllarle e integrarle e abbiamo organizzato tutto nel modo più completo possibile. Dopo un periodo di duro lavoro, tutti i libri delle parole di Dio sono stati trasferiti in sicurezza. Tutti abbiamo ringraziato Dio nei nostri cuori e io ho avuto più fede per adempiere bene il mio dovere.

Essendo stato rivelato da questa malattia, ho acquisito una certa comprensione dei punti di vista errati nella mia fede in Dio, sono arrivato a comprendere un po’ di più le intenzioni di Dio e, non più limitato dalla malattia e dalla morte, sono stato in grado di svolgere normalmente il mio dovere. Tutto questo è stata la grazia e la benedizione di Dio! Grazie a Dio!

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