Non sono più preoccupata per il lavoro di mio figlio
di Wang Han, CinaHo tre sorelle maggiori. Sia loro che i mariti lavorano in ministeri governativi, chi alla presidenza della Conferenza...
Diamo il benvenuto a chi ricerca la manifestazione di Dio!
Sono cresciuta in campagna, e i miei genitori non avevano ricevuto una grande istruzione, perciò non avevano altra scelta che faticare nei campi dall’alba al tramonto. Mio padre mi diceva spesso: “Nella nostra famiglia, solo tuo zio si è realizzato studiando sodo ed è diventato un alto funzionario in città. Io da giovane non mi sono impegnato nello studio, quindi ora posso guadagnarmi da vivere solo con l’agricoltura. Tu in futuro devi studiare sodo, non finire senza prospettive come me”. Quando ho visto mio zio tornare al villaggio con una bella macchina, e tutti hanno cantato le sue lodi e lo hanno guardato con ammirazione, ho provato un’invidia incredibile. Poi ho guardato l’indifferenza con cui gli abitanti del villaggio trattavano mio padre, e ho capito che solo studiando una persona può farsi strada ed essere rispettata ovunque vada. Ho deciso che dovevo studiare sodo in modo da potermi distinguere in futuro e guadagnarmi l’ammirazione degli altri. Così, ho studiato con impegno, mettendoci uno sforzo molto superiore a quello degli altri, ma il mio esame di ammissione alle superiori non è andato bene e sono entrata solo in un normale istituto professionale. Ancora più inaspettatamente, quando mi sono diplomata, il governo ha attuato politiche di licenziamento, ridimensionamento e volte all’efficienza, e sono stata praticamente licenziata prima ancora di iniziare ufficialmente a lavorare. Mi è sembrato che il mondo mi crollasse addosso e non avevo più alcuna speranza di distinguermi nella vita. Dopo il matrimonio, mio marito, a causa del suo livello di istruzione medio, lavorava come operaio, e la nostra qualità di vita era mediocre. Osservando i miei parenti e amici, vedevo che quelli istruiti e laureati conducevano vite affascinanti e superiori e frequentavano luoghi esclusivi. Confrontandomi con loro, ero ancora più convinta che senza un alto livello di istruzione non si può avere successo in questa società, e che la mia vita sarebbe stata sempre così. Così ho pensato che in futuro avrei dovuto far studiare bene mia figlia e aiutarla a ottenere una laurea di alto livello, in modo che potesse recare onore alla famiglia. In questo modo, anch’io avrei potuto ottenere la gloria.
Quando mia figlia aveva quattro anni, ho accettato l’opera di Dio degli ultimi giorni. In quel periodo, partecipavo alle riunioni due volte a settimana, e il resto del tempo lo passavo con mia figlia a ripassare il lessico in inglese, a recitare poesie classiche e a insegnarle le addizioni e le sottrazioni di base. Volevo che sviluppasse l’amore per lo studio fin da piccola. Quando era in terza elementare, ho iniziato a darle ripetizioni in inglese e matematica, sperando che i suoi voti superassero quelli dei suoi coetanei, in modo che in futuro potesse entrare in una buona università, trovare un bel lavoro e vivere una vita di gloria e successo. Le dicevo spesso di studiare sodo per potersi distinguere in futuro. Mi guardava confusa ogni volta, sembrando capire solo a metà; comunque, assecondava con riluttanza ciò che le chiedevo. A volte, quando vedevo che si stava stancando di studiare, le spiegavo pazientemente perché doveva farlo, e che solo con ottimi voti avrebbe potuto avere un bel futuro e buone opportunità di lavoro. Vedendo l’espressione impotente sul suo volto, pensavo tra me e me: “È responsabilità e obbligo dei genitori educare bene i propri figli. Forse ora non mi capisce, ma quando crescerà comprenderà le mie scrupolose intenzioni”.
In quinta elementare, i suoi voti in matematica erano molto scarsi. Anche se la sua insegnante le spiegava le cose con pazienza, i compagni di classe l’aiutavano con le ripetizioni, e lei si impegnava a fare gli esercizi da sola, i risultati dei suoi esami erano sempre insoddisfacenti. A volte veniva persino bocciata. Vedendo ciò, sono diventata estremamente ansiosa e ho detto severamente a mia figlia: “Senza buoni voti, non entrerai nella scuola che desideri e non combinerai nulla. Agli occhi degli altri non sarai nessuno, e tutta la tua vita sarà un fallimento. Devi trovare un modo per migliorare rapidamente i tuoi voti in matematica, a qualsiasi costo. Altrimenti, non te la farò passare liscia”. Mia figlia mi ha guardata timidamente, troppo spaventata per parlare, con il viso pallido per la paura. Vedendola così, mi sono un po’ intenerita: si stava impegnando, e i suoi scarsi voti in matematica non dipendevano da un suo rifiuto di imparare. Mi sono chiesta se non avessi esagerato. Ma poi ho pensato: “Se non sono severa ora, potrebbe non avere buone opportunità di lavoro in seguito. Preferisco che mi odi ora piuttosto che non avere un futuro”. Dopo aver chiesto in giro, ho trovato un insegnante con molti anni di esperienza per dare ripetizioni a mia figlia. Quando era il momento delle ripetizioni, mettevo da parte il mio lavoro e ascoltavo anch’io. Annotavo le parti che mia figlia non capiva e, una volta tornate a casa, gliele facevo ripassare. Quando ancora non riusciva a farle, mi arrabbiavo e la rimproveravo ad alta voce, dicendo: “Credi che entrerai in un’importante scuola superiore se continui così?” Mia figlia si ritraeva per la paura, con gli occhi pieni di lacrime per il dolore. Il mio cuore si inteneriva e pensavo: “Forse dovrei lasciare che le cose facciano il loro corso: imparerà quel che potrà. E se tutta questa pressione finisse per farla deprimere?” Ma subito dopo ho pensato: “Allentare la presa sulla sua istruzione ora influenzerà direttamente il suo futuro. Devo adempiere la mia responsabilità di genitore”. Così continuavo a spingere mia figlia a studiare. Tanto per cominciare, aveva una personalità introversa e, sotto la pressione che le imponevo, la sua inferiorità diventava sempre più evidente. Spesso si svegliava di soprassalto a causa degli incubi, i suoi voti sono peggiorati ancora di più e il rapporto tra di noi si è fatto sempre più distante. Vedere questo mi rendeva molto ansiosa. Da un lato, ero preoccupata che i suoi scarsi voti potessero compromettere il suo futuro, ma dall’altro, inoltre, mi sentivo affranta per lei e in colpa per averle fatto così tanta pressione. Queste emozioni contrastanti si aggrovigliavano dentro di me e non sapevo cosa fare. Continuavo a chiedermi: “Trattare mia figlia in questo modo è amore? Se lo è, non dovrebbe farla sentire libera e a suo agio? Ma sento chiaramente che è diventata più infelice e che la sua inferiorità è sempre più evidente. Non solo i suoi voti non sono migliorati, ma sono persino peggiorati, e ora continua a svegliarsi di soprassalto a causa degli incubi. È possibile che il modo in cui educo mia figlia sia sbagliato?” Non sapevo cosa fare, così continuavo a pregare, chiedendo a Dio di guidarmi a capire i miei problemi.
Un giorno, ho letto le parole di Dio e ho acquisito una certa comprensione del mio stato. Dio Onnipotente dice: “In effetti, per quanto grandi siano le aspirazioni umane, per quanto realistici siano i desideri dell’uomo o per quanto appropriati possano essere, tutto ciò che l’uomo vuole realizzare, tutto ciò che l’uomo persegue è inestricabilmente connesso a due parole. Queste due parole sono di vitale importanza per ogni persona nel corso della sua vita e sono cose che Satana intende instillare nell’uomo. Quali sono queste due parole? Sono ‘fama’ e ‘guadagno’. Satana usa un metodo molto morbido, molto in linea con le nozioni delle persone e che non è molto aggressivo, per far sì che le persone inconsapevolmente accettino i suoi mezzi e le sue leggi di sopravvivenza, sviluppino obiettivi e direzioni nella vita e arrivino a possedere aspirazioni di vita. Per quanto altisonanti possano essere le descrizioni delle aspirazioni di vita delle persone, queste ruotano sempre intorno alla fama e al guadagno. Tutto ciò che qualsiasi persona illustre o famosa o, di fatto, qualsiasi persona, insegue nella sua vita si riferisce unicamente a queste due parole: ‘fama’ e ‘guadagno’. Le persone pensano, dopo aver ottenuto fama e guadagno, di possedere il capitale per godere di un prestigio elevato e di grandi ricchezze, e godersi così la vita. Pensano che, una volta ottenuti fama e guadagno, abbiano il capitale per cercare il piacere e per dedicarsi al godimento sfrenato della carne. Per questa fama e questo guadagno che desiderano, le persone consegnano felicemente e inconsapevolmente, i loro corpi, i loro cuori e perfino tutto ciò che hanno, inclusi le loro prospettive e i loro destini, a Satana. Lo fanno senza riserve, senza neppure un attimo di dubbio e senza mai saper reclamare tutto ciò che avevano una volta. Possono le persone mantenere un qualche controllo su di sé dopo essersi consegnate a Satana ed essergli diventate leali in questo modo? Certo che no. Sono completamente e assolutamente controllate da Satana. Sono completamente e assolutamente sprofondate in questo pantano e sono incapaci di liberarsi” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). Le parole di Dio mi hanno aiutata a capire che per tanti anni avevo in realtà vissuto completamente sotto l’inganno di Satana. Ho ricordato come, fin dall’infanzia, fossi stata indottrinata dai miei genitori e avessi assunto “Mentre l’uomo si affanna verso l’alto, l’acqua scorre verso il basso” e “Distinguiti sugli altri e reca onore ai tuoi antenati” come obiettivi del mio perseguimento. Per distinguermi, da studentessa ho studiato molto più duramente degli altri, ma alla fine non ho superato l’esame di ammissione alle superiori e in seguito non sono riuscita a trovare un buon lavoro. Così, ho iniziato a lasciarmi andare e ho perso fiducia nella vita. Dopo la nascita di mia figlia, ho riposto tutte le mie speranze in lei. Per coltivare il suo interesse nello studio, ho iniziato a inculcarle la conoscenza fin da piccola e, di conseguenza, lei ha perso la gioia dell’infanzia. Quando ha iniziato la scuola e ho visto che i suoi voti in matematica erano scarsi, l’ho costretta a prendere ripetizioni per migliorarli e, quando non migliorava, mi arrabbiavo e la sgridavo. Non ero affatto comprensiva o compassionevole nei suoi confronti. Poiché continuavo a farle pressione, il suo giovane cuore si è caricato di un enorme stress e ci siamo allontanate sempre di più l’una dall’altra. In apparenza, sembrava che facessi tutto questo per il suo bene ma, in verità, stavo imponendo a lei i miei sogni irrealizzati, costringendola a realizzarli al posto mio e trattandola come uno strumento per farmi distinguere. Ero davvero priva di umanità! Rendendomi conto di tutto questo, ho provato un profondo rimorso. Non volevo continuare a essere presa in giro e danneggiata da Satana.
Ho continuato a cercare e ho letto le parole di Dio: “A prescindere da quanto si sia insoddisfatti della propria nascita, della propria crescita o del proprio matrimonio, tutti coloro che sono passati attraverso queste cose sanno che non si può scegliere dove e quando nascere, che aspetto avere, quali genitori e quale coniuge si avranno, bensì si può semplicemente accettare la volontà del Cielo. Eppure, quando arriva il momento di crescere la generazione successiva, le persone proiettano sui loro discendenti tutti i desideri che non sono riuscite a realizzare nella prima metà della loro vita, sperando che la prole compensi tutte le delusioni ricevute in quel periodo. […] Le persone sono consapevoli di essere prive di abilità e di non aver concluso nulla in questa vita, di non avere un’altra occasione o un’altra speranza di distinguersi dalla massa, e di non avere altra scelta se non accettare il proprio destino. Perciò proiettano tutte le loro speranze, i loro desideri e le aspirazioni irrealizzati, sulla generazione successiva, sperando che la prole possa aiutarle ad avverare i loro sogni e a realizzare i loro desideri; che le figlie e i figli portino onore al nome della famiglia, ottengano un prestigio rilevante o diventino ricchi o famosi. In breve, vogliono vedere la loro progenie raggiungere grandi altezze. I progetti e le fantasie degli uomini sono perfetti; essi non sanno forse che non spetta loro decidere quanti figli avranno, il loro aspetto, le loro capacità e così via, ancora meno che il destino dei loro figli non è nelle loro mani? Gli esseri umani non sono i padroni dei propri destini, eppure sperano di cambiare i destini della generazione più giovane; non possono sfuggire al proprio destino, eppure provano a manipolare quello dei loro figli e delle loro figlie. Non si sopravvalutano? Queste non sono stupidità e ignoranza umane?” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”). “Quale occupazione uno svolga, cosa faccia per vivere e quanta ricchezza abbia nella vita non dipende dai suoi genitori, dai suoi talenti o dai suoi sforzi e ambizioni: dipende dalla preordinazione del Creatore” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico III”). Le parole di Dio hanno smascherato il mio vero stato. Avevo certamente riversato su mia figlia i miei desideri irrealizzati, sperando che potesse distinguersi e realizzare i miei desideri. Così ho provato in ogni modo a controllare il suo destino con i miei sforzi. In realtà, il destino di ogni persona è nelle mani di Dio, ma io non conoscevo la Sua sovranità. Vivevo secondo le idee fallaci come “Il sapere ti cambia il destino” e “Il destino di una persona è nelle sue mani” e volevo sempre controllare il futuro di mia figlia. Ho pensato a tutti gli operai intorno a me che possedevano conoscenza, eppure il loro destino non era cambiato grazie ad essa. Io ne ero un ottimo esempio. Avevo sempre cercato di cambiare il mio destino grazie alla conoscenza, ma dopo il diploma sono stata subito licenziata e non ho avuto nemmeno la possibilità di essere assunta o di usare ciò che avevo studiato. Ho visto che il destino di una persona non è nelle sue mani, eppure cercavo illusoriamente di controllare quello di mia figlia. Ero così arrogante e ignorante, e davvero mi sopravvalutavo! Il destino e la carriera di mia figlia sono preordinati da Dio, e non sono cose che si possono cambiare con lo sforzo umano o con lo studio. Ho pensato all’amico di mio marito che, pur avendo solo la licenza elementare, era riuscito ad aprire diverse catene di negozi in tutto il Paese, e molti laureati cercano lavoro lì. Questo netto contrasto mi ha fatto vedere ancora più chiaramente che la conoscenza non può cambiare il destino di una persona e che devo lasciare che gli studi di mia figlia seguano il loro corso naturale. Dopo di allora, non ho più costretto mia figlia a studiare secondo le mie pretese e ho anche smesso di iscriverla a corsi intensivi. Ho invece affidato tutto ciò che la riguardava nelle mani di Dio. Le ho persino predicato il Vangelo. Ogni volta che aveva tempo, si riuniva con fratelli e sorelle della sua età, e il suo stato d’animo continuava a migliorare.
In seguito, ho letto le parole di Dio più recenti e ho visto i miei problemi con maggiore chiarezza. Sono anche arrivata a capire quali responsabilità i genitori dovrebbero effettivamente adempiere nei confronti dei figli. Dio Onnipotente dice: “All’interno della coscienza soggettiva dei genitori, essi hanno ogni sorta di supposizioni, piani e determinazioni riguardo al futuro dei figli e, di conseguenza, sviluppano queste aspettative. Spinti da queste aspettative, i genitori pretendono che i figli studino varie abilità, come recitazione, danza, pittura e così via, pensando che dopo che i figli saranno diventati individui di talento, sarà più facile per loro elevarsi al di sopra degli altri anziché vivere al di sotto di loro, diventare alti funzionari anziché subordinati di basso livello, diventare manager, dirigenti e amministratori delegati, lavorare nelle aziende Fortune Global 500 e così via. Queste sono tutte idee soggettive dei genitori. […] Questi genitori ripongono aspettative sui figli interamente in base alle proprie preferenze e desideri. Non è soggettivo questo? (Sì.) Dire che è soggettivo è dirla in modo gentile: cos’è in realtà? Qual è un’altra interpretazione di questa soggettività? Non è forse egoismo? Non è coercizione? (Lo è.) A te piace una certa occupazione, ti piacerebbe essere un funzionario, arricchirti, avere prestigio ed essere una persona di successo nella società, quindi fai in modo che anche i tuoi figli cerchino di essere una persona del genere e percorrano un tale cammino. Ma è difficile dire se saranno in grado di svolgere quel lavoro in futuro, o se quel lavoro sia davvero adatto a loro. E qual è esattamente il loro destino, allora? In che modo Dio avrà la sovranità su di loro e disporrà per loro? Tu conosci queste cose? Alcuni dicono: ‘Non mi importano quelle cose. Fintanto che è qualcosa che piace a me, come genitore, allora va bene. Dato che piace a me, ripongo aspettative di questo tipo su di loro’. Non è troppo egoista? (Lo è.) A dirla in modo gentile, è molto soggettivo, è ascoltare solo sé stessi, ma cos’è, in realtà? È egoismo estremo! Questi genitori non considerano la levatura né i talenti dei figli e non si curano delle disposizioni di Dio per il destino e la vita di ciascun individuo. Non tengono conto di queste cose, imponendo invece ai figli le proprie preferenze e i propri piani per pia illusione. Alcuni dicono: ‘Se non organizzo queste disposizioni, il loro futuro ne risentirà. Sono giovani e ingenui e, quando capiranno, sarà troppo tardi. Come genitore, devo preoccuparmi dei miei figli e disporre tutto per loro. Questa è la responsabilità di un genitore!’ Non c’è niente di sbagliato in questa affermazione ma, se i tuoi piani e le tue disposizioni non sono ciò di cui i tuoi figli hanno bisogno ma cose che tu imponi loro, allora ciò non è appropriato. […] Anche se insegnassero loro fin dalla tenera età: ‘Non dovresti mai rivelare tutto nell’interagire con gli altri’, i figli la prenderebbero solo come una sorta di dottrina. Saranno davvero in grado di agire in base alle raccomandazioni dei genitori solo quando le avranno davvero capite. Se non capiscono le raccomandazioni dei genitori, per quanto questi cerchino di insegnargliele, per loro saranno solo una sorta di dottrina. Pertanto, quando alcuni genitori pensano: ‘Questa società è troppo competitiva e le persone vivono sotto troppa pressione; se non accelero i tempi dell’istruzione dei miei figli fin da quando sono piccoli e non faccio acquisire loro solide conoscenze, allora in futuro dovranno subire sofferenze e avversità’, questa idea è sostenibile? (No.) Stai facendo subire ai tuoi figli questa pressione anticipatamente in modo che possano forse sopportare meno di queste avversità in futuro, facendo loro sopportare tale pressione a partire da un’età in cui ancora non capiscono nulla. Sei proprio certo che diventeranno persone capaci perché hanno sopportato questa pressione? Se non riescono ad acquisire alcuna competenza o conoscenza reale, non sarà stato tutto inutile? Far sopportare loro della pressione fin da piccoli non giova alla loro salute fisica e mentale. Se ciò provocherà malattie e conseguenze, non è forse un danno per loro? Lo stai davvero facendo per il loro bene? Non è necessariamente un male che non capiscano. Almeno possono vivere qualche anno in maniera rilassata, semplice e felice. Se fin da piccoli riuscissero a capire a fondo queste cose e iniziassero a sopportare queste pressioni, ciò non sarebbe necessariamente una cosa positiva per loro” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (18)”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono resa conto di quanto fosse stato gretto ed egoista il mio amore per mia figlia. Per raggiungere il mio obiettivo di distinguermi, le ho imposto unilateralmente le mie idee, ho pianificato il suo futuro senza tenere conto delle sue capacità o della sua levatura e ho usato metodi coercitivi per costringerla a studiare, esercitando pressione e vincoli. Quando vedevo che i suoi voti non miglioravano, le urlavo contro come se avessi perso la testa, portandola a chiudersi sempre di più e privandola della libertà e dei suoi spazi. Tutto ciò che facevo la frenava e legava. Amavo la fama e il guadagno e volevo sempre distinguermi, così, quando i miei desideri non potevano realizzarsi, li riversavo su mia figlia, costringendola a soddisfarli al posto mio, ed esercitando su di lei un’eccessiva pressione affinché studiasse. Non mi sono mai messa nei suoi panni per tenere conto di cosa le piacesse o in cosa fosse brava. Anche quando la vedevo diventare sempre più introversa e sentirsi sempre più inferiore a causa della mia pressione, insistevo ancora affinché soddisfacesse le mie aspettative, portandola a vivere in un dolore costante. Ero davvero crudele ed egoista! Mia figlia era ancora piccola, in un’età in cui voleva divertirsi, eppure io le avevo inculcato a forza filosofie e leggi sataniche, costringendola a sopportare pressioni e dolori che non avrebbe dovuto sopportare. Ciò che facevo a mia figlia non era affatto amore, ma una forma di danno psicologico. Se avessi veramente amato mia figlia e mi fossi assunta la responsabilità per lei, avrei dovuto educarla secondo i suoi interessi e le sue capacità, guidandola correttamente invece di imporle i miei desideri. Riflettendo sulle mie azioni, ho provato un profondo rammarico e mi sono resa conto di non avere umanità. Non potevo più imporle queste aspettative inadeguate.
Da allora, leggendo le parole di Dio, ho capito la responsabilità che, come madre, dovrei adempiere. Dio Onnipotente dice: “Analizzando l’essenza delle aspettative dei genitori per i loro figli, possiamo vedere che queste aspettative sono egoistiche, che vanno contro l’umanità e che non hanno nulla a che fare con le responsabilità dei genitori. Quando i genitori impongono ogni sorta di aspettativa e requisito ai loro figli, esercitano su di loro una grande pressione aggiuntiva: questo non è adempiere le proprie responsabilità. Quindi, quali sono le responsabilità che i genitori dovrebbero adempiere? Perlomeno, dovrebbero insegnare ai loro figli a essere persone oneste che dicono la verità e agiscono in modo onesto, insegnare loro a essere di buon cuore e a non compiere cattive azioni, guidandoli in una direzione positiva. Queste sono le loro responsabilità più basilari. Inoltre, dovrebbero guidare i loro figli nello studio di conoscenze e abilità pratiche, e così via, in base alla loro levatura e alle loro condizioni. Se i genitori credono in Dio e comprendono la verità, dovrebbero fare in modo che i loro figli leggano le parole di Dio e accettino la verità, affinché giungano a conoscere il Creatore e comprendano che le persone sono create da Dio e che Lui esiste in questo universo; dovrebbero condurre i loro figli a pregare Dio e a mangiare e bere le parole di Dio, così che possano comprendere alcune verità e, una volta cresciuti, siano in grado di credere in Dio, seguirLo e fare il dovere di un essere creato, invece di inseguire le tendenze mondane, rimanere intrappolati in varie e complesse relazioni interpersonali ed essere sedotti, corrotti e devastati dalle varie tendenze malvagie di questo mondo. Queste sono davvero le responsabilità che i genitori dovrebbero adempiere. Le responsabilità che dovrebbero adempiere sono, nel loro ruolo di genitori, fornire ai loro figli una guida positiva e un’assistenza appropriata prima che raggiungano l’età adulta, oltre a prendersi prontamente cura di loro nella vita fisica per quanto riguarda le necessità quotidiane. Se i figli si ammalano, i genitori dovrebbero farli curare ogni volta che è necessario; non dovrebbero, per paura di ritardare i loro compiti scolastici, continuare a farli andare a scuola e a rinunciare alle cure. Quando i figli hanno bisogno di un periodo di convalescenza, deve essere loro permesso di farlo e quando hanno bisogno di riposare, deve essere loro permesso di riposare. Garantire la salute dei figli è un dovere; se i figli rimangono indietro con gli studi, i genitori possono trovare un modo per recuperare in seguito. Queste sono le responsabilità che i genitori dovrebbero adempiere. Da un lato, devono aiutare i loro figli ad acquisire solide conoscenze; dall’altro, devono guidare ed educare i loro figli affinché percorrano il giusto cammino e garantire la loro salute mentale, in modo che non siano influenzati dalle tendenze malsane e dalle pratiche malvagie della società. Allo stesso tempo, devono anche fare in modo che i loro figli si impegnino a fare un’appropriata attività fisica per garantire la loro salute fisica. Queste sono le cose che i genitori dovrebbero fare, piuttosto che imporre forzatamente ai loro figli aspettative o requisiti irrealistici. I genitori devono adempiere le loro responsabilità sia per quanto riguarda le cose di cui i loro figli hanno bisogno per il loro spirito, sia per le cose di cui hanno bisogno nella loro vita fisica. Dovrebbero insegnare loro alcune conoscenze comuni, come mangiare cibi caldi e non freddi e che quando fa freddo dovrebbero indossare abiti caldi per evitare di prendere un raffreddore o un’infreddatura, aiutandoli a imparare a prendersi cura della propria salute. Inoltre, quando nella giovane mente dei loro figli sorgono idee infantili e immature sul loro futuro, o alcuni pensieri estremi, i genitori devono fornire loro una guida corretta non appena se ne accorgono, correggendo quelle fantasie infantili e quelle idee estreme, in modo che i loro figli possano intraprendere il giusto cammino nella vita. Questo è adempiere le proprie responsabilità. Adempiere le proprie responsabilità significa, da un lato, prendersi cura della vita dei propri figli e, dall’altro, guidare e correggere i loro pensieri, e dare loro la giusta guida riguardo ai loro pensieri e punti di vista” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (18)”). “Man mano che i figli crescono, le responsabilità e gli obblighi cui i genitori dovrebbero adempiere consistono nel guidare e aiutare i figli verso la corretta direzione nella vita, non nell’imporre loro pressioni o catene, caricandoli con un fardello, e tanto meno nell’interferire con le scelte dei figli o nell’imporre loro le proprie speranze. Invece, mentre i figli crescono, i genitori dovrebbero fornire un aiuto appropriato basato sulla levatura, sulle preferenze e sui perseguimenti dei figli. A prescindere da come siano la personalità e la levatura dei figli, i genitori dovrebbero condurli sul giusto cammino nella vita. I genitori dovrebbero aiutare i figli a compensare le loro mancanze e dovrebbero imparare a condurre e guidare i figli a svilupparsi in una direzione positiva. Quando i figli vengono fuorviati e disturbati da alcune cose erronee provenienti dalle tendenze sociali, i genitori dovrebbero fornire prontamente una guida spirituale e istruzione e correzione comportamentale. Per quanto riguarda la volontà dei figli di studiare, i risultati che raggiungono nello studio, il loro interesse per l’apprendimento delle conoscenze e delle abilità e cosa potranno fare da adulti, tutto questo dovrebbe commisurarsi alle loro doti e preferenze naturali e all’inclinazione dei loro interessi, consentendo loro di crescere in modo sano, libero e forte durante il processo educativo. Questa è la responsabilità che i genitori dovrebbero assolvere. Inoltre, questo è l’atteggiamento che i genitori dovrebbero assumere nei confronti della crescita, degli studi e della carriera dei figli, anziché imporre loro le proprie aspirazioni, le proprie ambizioni, le proprie preferenze e i propri desideri affinché li realizzino” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (16)”). Dalle parole di Dio, ho imparato che la responsabilità di un genitore è guidare il proprio figlio a imparare normalmente in base alla sua levatura e ai suoi punti di forza, offrire una guida positiva e attiva quando sorgono problemi durante la sua crescita, disciplinarlo quando fa qualcosa di sbagliato e insegnargli a discernere tra le cose positive e quelle negative. Per quanto riguarda la vita futura del figlio, il tipo di persona che diventerà o la carriera che perseguirà ricadono interamente nella sovranità e nelle disposizioni di Dio, e i genitori dovrebbero accettare la sovranità di Dio e sottomettersi a essa. Una volta accertate le mie responsabilità, ho capito come educare mia figlia. Quando mia figlia non era impegnata con la scuola, leggevamo le parole di Dio e ascoltavamo inni insieme. Quando aveva problemi negli studi, le insegnavo con calma e le dicevo anche di non sentirsi sotto pressione. Inaspettatamente, i voti di mia figlia sono migliorati leggermente. In seguito, ho visto che mia figlia amava dipingere, così l’ho iscritta a un corso di pittura. Ha sviluppato i suoi hobby e anche il suo stato mentale è migliorato. Inoltre, io e mia figlia siamo diventate sempre più unite.
Un giorno, dopo scuola, tornando a casa dopo aver preso mia figlia, ho visto una madre che urlava contro sua figlia, criticandola per i suoi scarsi voti. La bambina tremava di paura. In quel momento, mia figlia mi ha sussurrato piano all’orecchio: “Mamma, grazie alla salvezza di Dio, non soffro più. Una volta eri altrettanto dura con me, ma ora non sei più così e sei diventata una brava mamma”. Sentendole dire questo, ho provato un calore nel cuore e quasi mi sono messa a piangere. Il mio cuore era colmo di gratitudine verso Dio. Sono state le parole di Dio a farmi capire che il destino umano è nelle Sue mani. E ancor di più, sono state le parole di Dio a mostrarmi qual è la vera responsabilità dei genitori nei confronti dei figli. Non ho più costretto mia figlia a studiare, e questo mi ha resa una brava mamma ai suoi occhi. Ho sussurrato dolcemente a mia figlia: “Dovremmo entrambe ringraziare Dio per la Sua salvezza”.
Mia figlia ora studia in una scuola per infermieri e, anche se a volte discutiamo di future questioni lavorative, il mio cuore è in pace e credo che tutto sia nelle mani di Dio. Qualunque sia la situazione lavorativa di mia figlia, sono disposta a sottomettermi alle disposizioni di Dio. Questa trasformazione e questi guadagni sono stati tutti dovuti alla guida delle parole di Dio. Grazie a Dio!
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