Perché il Signore Gesù diede a Pietro le chiavi del Regno dei Cieli?

07 Aprile 2019

Yang Qing

Indice articolo
Il Signore Gesù predilesse Pietro
Pietro perseguì l’amore per il Signore e la Sua conoscenza, e così guadagnò la Sua approvazione
Come Pietro ha cercato di conoscere e amare il Signore

Viene riportato in Matteo 16:19 che il Signore Gesù disse a Pietro: “Io ti darò le chiavi del Regno dei Cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli”. Leggendo queste parole del Signore, molti fratelli e sorelle potrebbero sentirsi confusi, pensando: “Pietro non fece nessun grande lavoro, né le epistole che scrisse furono molto famose. Inoltre, quando il Signore Gesù fu arrestato e processato, Pietro lo rinnegò tre volte. Perché il Signore non diede le chiavi del Regno dei Cieli ad altri discepoli, ma le diede solo a Pietro?” Se abbiamo queste confusioni, non ci sarà chiaro che tipo di persone Dio loda; e, senza chiari obiettivi da perseguire nel seguire Dio, sarà difficile agire in accordo con la Sua volontà. Pertanto, la comprensione di queste domande è direttamente legata al fatto che saremo in grado di ottenere o meno le benedizioni e l’approvazione del Signore. Avanti, approfondiamo questo tema.

Il Signore Gesù predilesse Pietro

Dio è giusto e certamente non farebbe nulla di sbagliato. Il Signore diede le chiavi del Regno dei Cieli a Pietro perché il Signore lo predilesse. Ma perché? Perché quando il Signore Gesù chiese ai discepoli chi Egli fosse, dei Suoi dodici discepoli solo Pietro ricevette l’illuminazione dello Spirito Santo e riconobbe che il Signore Gesù era Cristo, il Figlio del Dio vivente. Inoltre, quando il Signore Gesù disse che Egli era il pane della vita e che la gente doveva solo mangiare la Sua carne e bere il Suo sangue per guadagnare la vita eterna, molte persone svilupparono nozioni e rinunciarono a seguirLo. Solo Pietro disse: “Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiam creduto e abbiam conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Giovanni 6:68-69). Basandoci sui due fatti sopra elencati, possiamo vedere che Pietro aveva una vera comprensione del Signore Gesù, dalla Sua opera e dalle Sue parole, ed era interamente sicuro che Egli era Cristo e la via della vita eterna. Quindi, non importa come i farisei giudicassero, condannassero e attaccassero il Signore Gesù: lui non avrebbe mai fatto confusione e, che gli altri avessero abbandonato o no il Signore Gesù, lui non si sarebbe mai lasciato influenzare, avrebbe continuato a mantenere la sua devozione e a seguire il Signore fino alla fine. Quindi Pietro divenne l’unico prediletto dal Signore Gesù.

A questo punto, forse alcuni fratelli e sorelle chiederanno: “Pietro rinnegò Gesù tre volte, quindi come potrebbe essere definito uno che ama e conosce il Signore?” Ora comunichiamo in dettaglio su come Pietro meritò l’accettazione e l’approvazione del Signore.

Pietro perseguì l’amore per il Signore e la Sua conoscenza, e così guadagnò la Sua approvazione

Il Signore Gesù ci disse: “Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua. Questo è il grande e il primo comandamento” (Matteo 22:37-38). “Se uno Mi ama, osserverà la Mia parola; e il Padre Mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Chi non Mi ama non osserva le Mie parole” (Giovanni 14:23-24). “Non chiunque Mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre Mio che è ne’ cieli” (Matteo 7:21). È chiaro, dalle parole del Signore, che Egli spera che noi possiamo amarLo con tutto il nostro cuore e la nostra mente, praticare in accordo alle Sue parole e sostenere la Sua via. Questi sono i Suoi requisiti per noi e sono lo standard per ottenere la Sua lode ed entrare nel Regno dei Cieli. La ricerca di Pietro si basò su queste parole del Signore; egli fissò l’obiettivo di amare Dio e cercò di diventare uno che Lo ama. Quando il Signore Gesù venne arrestato nel giardino del Getsemani, Pietro si precipitò in avanti per proteggerLo, tagliando l’orecchio al servo del sommo sacerdote. Anche se fu piuttosto avventato da parte di Pietro farlo, ciò mostra che si fece avanti in un momento pericoloso, dimostrando che Egli amava veramente il Signore nel Suo cuore e che voleva realmente proteggerLo. Anche se Pietro una volta rinnegò il Signore tre volte, oltre a pentirsi e detestarsi egli usò anche tale opportunità per riflettere sul motivo di quel suo fallimento. Vide che, sebbene avesse il desiderio di dare la sua vita per il Signore, non possedeva la realtà dell’amore genuino per Lui o di dare la sua vita per Lui. Era ancora soggetto ai vincoli della morte e non osava mettere a rischio la sua vita. Così, stabilì l’obiettivo per la sua ricerca futura: per il resto della sua vita, avrebbe cercato solo di amare e soddisfare il Signore. L’umanità e la ricerca di Pietro vennero lodate dal Signore, quindi il Signore Gesù predilesse Pietro e gli diede le chiavi del Regno dei Cieli. Pietro rimase fedele all’incarico affidatogli dal Signore per tutta la sua vita. Dopo che il Signore Gesù risorse e ritornò al cielo, Pietro andò dappertutto diffondendo il Vangelo e pascolando le greggi. Testimoniò le parole e la volontà del Signore e insegnò alla gente come mettere in pratica le parole del Signore. Nel suo lavoro, Pietro supportava i fratelli e le sorelle con le verità che capiva e la genuina comprensione di Dio, esaltando e testimoniando Dio ovunque e portando fratelli e sorelle davanti al Signore. E non importa come sia stato cacciato dai capi della fede ebraica o perseguitato dal governo romano, subendo ogni sofferenza e difficoltà: Pietro fu incrollabilmente fedele all’incarico di Dio e non dimenticò mai la Sua direttiva. Quando il tiranno romano Nerone voleva uccidere i cristiani, Pietro fuggì dalla città di Roma con l’aiuto di altri. Il Signore Gesù gli apparve e gli disse che sarebbe stato crocifisso di nuovo a causa sua. Una volta che Pietro comprese la volontà del Signore, non esitò a tornare indietro; rinunciò alla sua vita per essere inchiodato alla croce a testa in giù, realizzando la testimonianza dell’obbedienza fino alla morte e l’amore supremo per Dio.

Confrontando noi stessi alle esperienze di Pietro, nella nostra fede e in quello che abbiamo speso per il Signore, ci siamo interessati solo di come poter entrare nel Regno dei Cieli ed essere ricompensati. Non abbiamo pensato a come mettere in pratica le parole del Signore o a soddisfare le Sue esigenze. Nel nostro lavoro, non abbiamo pensato a come condividere la volontà del Signore con i fratelli e le sorelle, e nel corso della predicazione del Vangelo, quando incontriamo difficoltà e non siamo stati in grado di sostenere i nostri fratelli e sorelle, diventiamo negativi e deboli, perdendo fiducia nel Signore. Tutti i nostri comportamenti dimostrano che non siamo persone che amano il Signore. Quindi dovremmo emulare Pietro, cercando di conoscere e amare Dio. Solo così saremo lodati dal Signore.

Come Pietro ha cercato di conoscere e amare il Signore

Allora Pietro come ha cercato di conoscere e amare il Signore? Cosa possiamo imparare da lui? Le parole di Dio parlano molto chiaramente di questo aspetto della verità. Dio Onnipotente dice: “Pietro seguì Gesù per alcuni anni e in Lui vide molte cose che non c’erano in altre persone. […] Durante la sua vita, Pietro si misurò con tutto ciò che Gesù faceva. In particolare, erano incisi nel suo cuore i messaggi della predicazione di Gesù. Era totalmente devoto e leale a Gesù, e non espresse mai alcuna recriminazione contro di Lui. Come risultato, divenne il fedele compagno di Gesù dovunque Egli andasse. Pietro osservò gli insegnamenti di Gesù, le Sue gentili parole, il cibo che assumeva, il Suo abbigliamento, dove trovava riparo e come viaggiava; emulava Gesù in tutto e per tutto. Non fu mai presuntuoso, ma si liberò di tutto ciò che era superato, seguendo l’esempio di Gesù nelle parole e nelle azioni. Fu allora che Pietro sentì che i cieli e la terra e tutte le cose erano nelle mani dell’Onnipotente e che, per tale ragione, non poteva fare scelte personali. Pietro, inoltre, assimilò tutto ciò che Gesù era e lo usò come esempio” (“La vita di Pietro”).

Dopo un periodo trascorso facendo esperienza, Pietro vide in Gesù molte azioni di Dio, assistette all’amabilità di Dio e notò molto dell’essere di Dio in Gesù. Così vide anche che le parole di Gesù non avrebbero potuto essere proferite da un uomo e che l’opera che Gesù aveva compiuto non avrebbe potuto essere realizzata da un uomo. Nelle parole e nelle azioni di Gesù, inoltre, Pietro vide molta saggezza in Dio e molta opera divina. Nelle sue esperienze, non aveva semplicemente conosciuto sé stesso, ma si era concentrato anche sull’osservazione delle azioni di Gesù, da cui aveva scoperto molte cose nuove; vale a dire che c’erano molte espressioni del Dio pratico nell’opera che Dio aveva compiuto per mezzo di Gesù e che le parole e le azioni di Gesù, i modi in cui guidava le Chiese e l’opera che aveva fatto erano diversi da qualsiasi uomo comune. Quindi, Pietro aveva appreso da Gesù molte lezioni che doveva imparare, e quando ormai Gesù stava per essere crocifisso, aveva acquisito una certa conoscenza di Gesù – una conoscenza che divenne la base della sua fedeltà di una vita dedicata a Gesù e della sua crocefissione a testa in giù che egli patì per amore del Signore” (“Soltanto coloro che conoscono Dio possono renderGli testimonianza”).

Da questi due passaggi possiamo vedere che Pietro desiderava conoscere il Signore e, quando interagiva con Lui, accettava ogni piccola cosa che Gesù diceva e faceva. In Lui, Pietro vide una grande quantità di divinità. Per esempio, le parole dette dal Signore Gesù erano la verità, erano piene di forza e di autorità e potevano fornire sostentamento ai bisogni spirituali delle persone. I miracoli e le cose straordinarie che il Signore Gesù fece, rivelarono l’autorità e l’onnipotenza di Dio, erano cose che nessun umano poteva fare. Il Signore Gesù salvò misericordiosamente i peccatori, perdonando tutti i peccati e concedendo ricche benedizioni all’umanità; era pieno di misericordia e di amore per gli esseri umani. Pietro vide anche il Signore Gesù rimproverare e condannare i farisei con le sette piaghe, che la Sua indole era santa e giusta, e non avrebbe tollerato offese da parte dell’uomo. Mentre Egli operava, non importa quanto la Sua carne soffrisse o quanto ardua fosse la Sua opera; anche se significava sacrificare la Propria vita, il Signore Gesù era determinato a compiere pienamente l’incarico affidatoGli da Dio. Pietro vide che l’essenza di Cristo era l’obbedienza alla volontà di Dio Padre. Pietro vide una grande quantità di divinità in Gesù e acquisì una comprensione genuina e pratica di Dio. Inoltre, Pietro teneva nel cuore le parole del Signore Gesù, su cui rifletteva spesso e da cui cercava di capire la volontà del Signore, in modo da soddisfare le esigenze di Dio per l’umanità. Gesù, un giorno, gli chiese tre volte: “Simon di Giovanni, M’ami tu?” (Giovanni 21:16). Pietro lo contemplava spesso e, attraverso le sue riflessioni, capì che quello che amava era solo un vago Dio in cielo, ma non il vero Cristo. Si rese conto che non significava veramente amare Dio, e solo amare Cristo sulla terra era autenticamente amare Dio. Da allora in poi spesso pregò e cercò di capire come realizzare l’amore del Signore. Alla fine raggiunse l’amore supremo per Dio e l’obbedienza fino alla morte, diventando qualcuno che Lo amava veramente. Pietro fu anche in grado di accettare e obbedire alla critica da parte del Signore Gesù e di cercare in essa la verità. Quando seppe che Gesù stava per essere crocifisso e cercò di bloccarLo, dicendo che non poteva essere così, Gesù lo rimproverò duramente, dicendo: “Vattene via da Me, Satana” (Matteo 16:23). Pietro capì, dal forte rimprovero di Gesù, che tutto ciò che ostacola la volontà di Dio è un atto di Satana ed è condannato da Dio. Possiamo vedere da questo che era importante per Pietro capire il Signore, dalla Sua opera, dalle Sue azioni, dai sermoni e dai rimproveri, ed è per questo che acquisì una vera comprensione del Signore e sviluppò un cuore di vero amore per Lui.

Fratelli e sorelle, ora possiamo capire: non per niente il Signore Gesù lodò Pietro e gli diede le chiavi del Regno dei Cieli. Gesù favoriva l’umanità e la levatura di Pietro, e per il suo cuore di amore nei confronti della verità e del Signore. Sapeva che Pietro era il più degno del Suo incarico e della Sua fiducia, per questo gli affidò la grande responsabilità di pascere il Suo gregge. In passato, poiché non capivamo la verità ed eravamo incapaci di discernere l’essenza delle persone, abbiamo delimitato Pietro per il fatto di aver negato il Signore tre volte, per una debolezza temporanea. In realtà, Pietro aveva seguito il Signore solo per tre anni in quel momento, perciò la sua fede non era ancora così grande. In un momento critico tra la vita e la morte, la debolezza della carne è del tutto prevedibile. Se fossimo stati noi, forse saremmo fuggiti quando Gesù venne portato via. Pertanto, dobbiamo credere che Dio è giusto e che Egli scruta i cuori e le menti delle persone. Poiché Dio diede le chiavi del Regno dei Cieli a Pietro, dovremmo cercare la verità in modo da capire, secondo le Sue parole, perché Pietro fu approvato dal Signore. In questo modo, non solo la nostra confusione potrà essere risolta, ma ci sarà anche di giovamento al fine di trovare la via per essere benedetti e lodati da Dio. Lode a Dio!

Il Signore promise: “Ecco, Io vengo tosto”. Desiderate accogliere il ritorno del Signore il prima possibile?

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