Non mi crogiolo più nel fraintendimento a causa della mia trasgressione

22 Ottobre 2025

di Su Tian, Cina

Nell’agosto del 2018, avevo ventidue anni. Poiché il Partito Comunista Cinese aveva sempre perseguitato e arrestato i cristiani, avevo progettato di recarmi in un paese libero e democratico per credere in Dio. Tuttavia, inaspettatamente, sono stato arrestato all’aeroporto. La polizia, per costringermi a vendere informazioni sulla chiesa, mi faceva restare alzato con i piedi uniti dalle sei del mattino fino a mezzanotte, ogni giorno, per sei o sette giorni di fila. Restavo in piedi così a lungo che avevo le vertigini; le gambe mi dolevano e mi si intorpidivano e il respiro diventava accelerato. Inoltre, la polizia mi minacciava: “Se non parli, ti appenderemo e ti faremo assaggiare le ‘fiamme gemelle di ghiaccio e fuoco’. Per prima cosa, ti bruceremo con un macchinario ad alta temperatura e poi ti riempiremo lo stomaco di acqua, ripetendo questo processo più e più volte. A quel punto non sarai più in grado di parlare, anche se volessi”. Pensando ai fratelli e alle sorelle che erano stati torturati dalla polizia, ho provato un’ondata di paura nel cuore: “Se mi torturano, riuscirò a sopportarlo?” In cuor mio pregavo in silenzio, chiedendo a Dio di darmi forza e fede. Vedendo che non dicevo niente, la polizia mi ha premuto la testa verso il basso e mi ha schiacciato un mozzicone di sigaretta acceso sulle narici. Il fumo denso e il calore mi penetravano nel naso, asfissiandomi al punto che non riuscivo a respirare. Mi sembrava di soffocare. Gli agenti mi hanno anche bruciato la pelle sotto le narici e ho provato ondate di un dolore lancinante. Poi mi hanno tirato su il braccio, hanno acceso un accendino e me lo hanno bruciato con la fiamma. Istintivamente ho cercato di ritirare la mano, ma la polizia me la teneva stretta, impedendomi di muovermi. Mi hanno bruciato le braccia per decine di secondi. Il dolore era insopportabile. La pelle nella parte interna delle braccia era bruciata, nera e a carne viva; in seguito si è ulcerata, lasciando cicatrici grandi come uova. Poi la polizia lanciava addirittura sorrisi e sguardi malvagi e io mi sentivo pieno di rabbia, risentimento e paura e pensavo: “Questi diavoli sono capaci di tutto. Chissà come mi tortureranno in seguito?” Ero molto debole e volevo andarmene da quel posto infernale il prima possibile, ma sapevo nel profondo del mio cuore che non potevo essere un giuda e tradire i fratelli e le sorelle per trascinare la mia miserabile esistenza. Così, in cuor mio ho pregato Dio, giurando che, anche se fossi morto, non avrei tradito gli interessi della Sua casa e ho promesso che non sarei mai diventato un giuda. Pochi giorni dopo, gli agenti di polizia hanno portato la mia famiglia per farmi firmare le “Tre Dichiarazioni”, dicendo che, se l’avessi fatto, mi avrebbero lasciato andare. Mio padre, fuorviato dal gran dragone rosso, ha detto che, se non avessi firmato, mi avrebbe rinnegato come figlio. Sapevo che si trattava di un trucco di Satana e mi sono rifiutato di firmare. Quindi la polizia mi ha minacciato dicendo: “Ti concederemo ancora una notte ma, se domani non avrai ancora firmato, ti porteremo da qualche parte e ci occuperemo di te come si deve!” Sentire questo mi ha spaventato. “Sono capaci di tutto e, in particolare, verso coloro che credono in Dio Onnipotente, sono ancora più brutali. Se continuo a rifiutarmi di firmare, chissà come mi tortureranno”. Mi terrorizzava il pensiero di soffrire a tal punto da preferire la morte. Ho pensato: “E se non riuscissi a sopportare le torture e diventassi un giuda? Allora offenderei l’indole di Dio e non avrei mai più la possibilità di essere salvato. Se scelgo di essere saggio e firmare le Tre Dichiarazioni, ma il mio cuore non tradisce Dio, Lui mi darà un’altra possibilità?” Alla fine, non sono riuscito a superare la debolezza della mia carne e ho firmato le Tre Dichiarazioni. Dopo di ciò, la polizia mi ha rilasciato.

Tornato a casa, mi sentivo a disagio. Sebbene avessi pensato di usare la saggezza, avevo comunque firmato le Tre Dichiarazioni e, agli occhi di Dio, questo era un segno di tradimento. Egli mi avrebbe comunque salvato? In seguito, mio padre voleva portarmi a lavorare e aveva anche chiamato parenti e amici vicini per convincermi. Ho pensato: “Non posso andarmene. Se me ne vado, i fratelli e le sorelle non riusciranno a trovarmi. Allora non avrò mai più la possibilità di tornare alla casa di Dio”. Mi sentivo come un uccello smarrito che aspettava tutto solo una risposta sconosciuta. Mezzo mese dopo, i fratelli e le sorelle mi hanno trovato e hanno condiviso con me sullo svolgimento dei miei doveri. Vedendo che potevo ancora tornare alla casa di Dio e fare i miei doveri, ero così commosso che ho quasi pianto e ho rapidamente annuito in segno di assenso. Da allora in poi, qualunque fosse il dovere che la chiesa mi assegnava, facevo del mio meglio per adempierlo. Tuttavia, ogni tanto sentivo i fratelli e le sorelle discutere la questione della firma delle Tre Dichiarazioni. Dicevano: “Non possiamo assolutamente firmare le Tre Dichiarazioni. Firmarle è un tradimento nei confronti di Dio e ci dipinge con il marchio della bestia”. Ogni volta che sentivo queste parole, mi si stringeva il cuore, soprattutto quando ho letto queste parole di Dio: “Non avrò più alcuna misericordia per coloro che non Mi hanno mostrato la minima lealtà durante i tempi della tribolazione, poiché la Mia misericordia giunge solo fino a un certo punto. Inoltre, non provo alcuna simpatia per chi un tempo Mi ha tradito, e meno ancora Mi piace associarMi a coloro che tradiscono gli interessi dei loro amici. Questa è la Mia indole, indipendentemente da chi sia la persona. Devo dirvi questo: chiunque Mi spezzi completamente il cuore non riceverà da Me clemenza una seconda volta, e chiunque Mi sia stato leale rimarrà per sempre nel Mio cuore(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Prepara sufficienti buone azioni per la tua destinazione”). Ho visto che l’indole di Dio è giusta, maestosa e non tollera offesa e che Dio non mostrerà più misericordia a chi Lo tradisce e ferisce il Suo cuore. Ho pensato: “Ho firmato le Tre Dichiarazioni e ho tradito Dio. Sono già stato eliminato da Lui? Ciò significa che, anche se credessi fino alla fine, non potrei mai essere salvato da Lui?” In particolare, nei video di testimonianze esperienziali prodotti dalla casa di Dio, avevo visto fratelli e sorelle che, dopo essere stati arrestati, erano rimasti saldi nella loro testimonianza di fronte a ogni tipo di tortura, rifiutandosi categoricamente di firmare le Tre Dichiarazioni. Io, invece, lo avevo fatto per evitare di essere torturato. Non solo non ero riuscito a rendere testimonianza a Dio, ma avevo lasciato dietro di me un segno di vergogna, permettendo a Satana di prendersi gioco di me. Sentivo che Dio doveva essere davvero deluso da me. Più ci pensavo, più diventavo negativo; mi faceva male il cuore come se fosse trafitto da un coltello e avrei voluto non aver firmato le Tre Dichiarazioni. Ma quel che è fatto è fatto, proprio come non si può raccogliere l’acqua versata. In seguito, la casa di Dio ha iniziato a indagare su coloro che avevano firmato le Tre Dichiarazioni; anch’io sono stato oggetto di un’indagine. Ho pensato alle parole di Dio: “Coloro che firmano le ‘Tre Dichiarazioni’ non sono forse quelli che hanno fatto esplodere la bomba e hanno ridotto sé stessi in mille pezzi?(La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (5)”). Dio detesta coloro che firmano le Tre Dichiarazioni e Lo tradiscono. Dato che le avevo firmate, di sicuro ero stato condannato ed eliminato da Dio. Sarei stato allontanato di lì a poco? In seguito, sebbene la chiesa non mi avesse allontanato, ho continuato a vivere nella negatività. Molte volte, quando vedevo i fratelli e le sorelle con cui collaboravo parlare tra loro in merito alla scrittura di articoli esperienziali o all’ingresso nella vita, sentivo di essere diverso da loro, che erano tutti fratelli e sorelle e che tutti avevano la possibilità di perseguire la verità ed essere salvati. Ma io non ero come loro. Avevo tradito Dio e Lui doveva essere totalmente disgustato da me. Sentivo che persone come me non avevano il diritto di perseguire la verità e che, anche se avessi creduto fino alla fine, sarebbe stato tutto inutile, avrei potuto essere nient’altro che un operaio e la salvezza non avrebbe avuto nulla a che fare con me. Vivevo in uno stato negativo e, ogni giorno, svolgevo i miei doveri in modo meccanico, con il cuore pieno di un dolore indescrivibile. A quel tempo, ascoltavo spesso un inno delle parole di Dio, “Se sei un servitore”. Egli ci chiede: “Se sei davvero un servitore, sei capace di servirMi devotamente, senza elementi di superficialità o di negatività? Se scopri che non ti ho mai apprezzato, riuscirai ancora a restare e servirMi per tutta la vita?(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Un problema gravissimo: il tradimento (2)”). Ogni volta che ascoltavo questa canzone, mi commuovevo profondamente. Sono un essere creato e credere in Dio e fare i miei doveri è perfettamente naturale e giustificato; anche se Dio non mi volesse, continuerei a credere in Lui fino alla fine. Fintanto che avessi avuto un altro giorno per fare i miei doveri, dovevo fare del mio meglio per adempierli!

Un giorno, mi sono imbattuto in un passo delle parole di Dio che trattava perfettamente il mio stato. Dio Onnipotente dice: “Vi è anche un’altra causa alla radice per cui gli individui sprofondano nello sconforto: alcune cose particolari accadono loro prima di raggiungere la maggiore età o dopo essere diventati adulti, ossia commettono alcune trasgressioni o compiono azioni idiote, sciocche e ignoranti. A causa di queste trasgressioni, di queste azioni idiote e ignoranti, sprofondano nello sconforto. Questo tipo di sconforto è una condanna di sé stessi, nonché una sorta di definizione del genere di persona che si è. […] Alcuni a volte riescono ad abbandonare e lasciarsi alle spalle lo sconforto. Mettono la loro sincerità e tutta l’energia che riescono a trovare nell’adempimento dei loro doveri, dei loro obblighi e delle loro responsabilità; inoltre, mettono tutto il cuore e tutta la mente nel perseguire la verità e nel riflettere sulle parole di Dio e nell’adoperarsi duramente per comprenderle. Tuttavia, nel momento in cui si presenta una situazione o una circostanza particolare, lo sconforto torna a impossessarsi di loro e li fa sentire di nuovo accusati nel profondo del cuore. Pensano: ‘Tu hai fatto quella cosa in passato, eri quel tipo di persona. Puoi ottenere la salvezza? Ha senso praticare la verità? Cosa pensa Dio dell’azione che hai compiuto? Ti perdonerà per quello che hai fatto? Pagare ora il prezzo in questo modo può compensare la trasgressione che hai commesso?’ Spesso rimproverano sé stessi e si sentono accusati nel profondo, e spesso dubitano di sé stessi e si torchiano di domande. Non riescono mai a liberarsi di questo sconforto e, nel cuore, provano un senso perpetuo di inquietudine per la cosa vergognosa che hanno fatto. Quindi, credono in Dio da così tanti anni e non sembrano aver ascoltato nulla di ciò che Dio ha detto, né sembrano averne compreso alcunché. È come se non sapessero se l’ottenimento della salvezza li riguarda oppure no, se potranno essere assolti e redenti, o se dispongono dei requisiti per ricevere il giudizio e il castigo di Dio e la Sua salvezza. Non sanno nulla di tutto ciò. Poiché non ricevono alcuna risposta e non ottengono alcun verdetto preciso, si sentono sempre sconfortati nel profondo. Nel loro intimo, ripensano di continuo a ciò che hanno fatto, lo richiamano alla mente più e più volte, ricordando com’è iniziato e com’è finito tutto, cosa è successo prima e cosa è successo dopo. Indipendentemente dal modo in cui lo richiamano alla mente, si sentono sempre peccatori, e quindi nel corso degli anni provano un costante sconforto per la faccenda. Anche quando svolgono i loro doveri, anche quando ricoprono il ruolo di supervisore per una certa parte del lavoro, sentono di non avere alcuna speranza di essere salvati. Per questo motivo non affrontano mai apertamente la questione del perseguimento della verità come qualcosa di estremamente corretto e importante. Credono semplicemente che l’errore che hanno commesso o le azioni che hanno compiuto in passato siano molto mal visti dalla maggior parte delle persone, o condannati e sdegnati dagli altri, o addirittura condannati da Dio, e che, anche se perseguono la verità, in futuro non potranno essere salvati. Non importa in che fase sia l’opera di Dio o quante parole Egli abbia pronunciato: costoro non affrontano mai correttamente la questione del perseguimento della verità. Perché? Perché la conclusione finale che traggono dall’aver vissuto una simile esperienza è errata e pertanto non sono in grado di liberarsi del loro sconforto(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (2)”). Dio aveva descritto esattamente il mio stato. Da quando avevo firmato le Tre Dichiarazioni, la questione era stata come una spina nel cuore e spesso mi sentivo affranto e angosciato. Più di una volta, mi sono chiesto: “Poiché ho firmato le Tre Dichiarazioni e sono stato contrassegnato con il marchio della bestia, Dio salverà comunque uno come me? Egli vuole persone che possano portare testimonianza a Lui, ma io non solo non l’ho fatto, ho addirittura firmato le Tre Dichiarazioni e L’ho tradito, diventando un marchio di vergogna. Dio mi ha già eliminato?” Ogni volta che avevo questi pensieri, il mio cuore sembrava fosse stato lacerato da un coltello. Non sapevo nemmeno più cosa dire nelle mie preghiere. Sebbene la chiesa mi avesse comunque dato l’opportunità di svolgere i miei doveri e io ne fossi molto grato e volessi compierli al meglio delle mie possibilità, la mia inquietudine non se ne andava. Ogni volta che sentivo fratelli e sorelle discutere di coloro che avevano firmato le Tre Dichiarazioni, avvertivo un dolore sordo nel cuore. Quando vedevo le esperienze di fratelli e sorelle che erano rimasti saldi nella loro testimonianza dopo essere stati arrestati, in cuor mio soffrivo e mi struggevo ancora di più. Pensavo che queste persone venivano approvate da Dio, invece io avevo firmato le Tre Dichiarazioni e Lo avevo tradito, rendendomi indegno della Sua salvezza. Poiché non potevo scrollarmi di dosso l’ombra di quel mio gesto, spesso vivevo in uno stato negativo e non riuscivo a trovare alcun entusiasmo per perseguire la verità o avere accesso alla vita. Mi sentivo come un guscio di persona senz’anima che si limitava a portare a termine i propri compiti ogni giorno. Sembrava che solamente facendo le cose bene avrei potuto fare ammenda per le mie trasgressioni e solo allora il mio cuore avrebbe trovato un po’ di conforto. Riflettendo sulle parole di Dio, mi sono reso conto che Lui non mi aveva tolto l’opportunità di perseguire la verità. Mi aveva perfino permesso di formarmi per svolgere il dovere di leader. Se Dio mi avesse eliminato, in che modo avrei ancora avuto la possibilità di fare il mio dovere? Tanto meno avrei potuto, in quel caso, godere dell’irrigazione e della fornitura delle Sue parole. Ma continuavo a fraintendere Dio e a sprecare tantissimo tempo vivendo nella negatività! Se avessi continuato a essere così negativo, non sarebbe stato Dio che mi eliminava, piuttosto sarei stato io a rovinarmi non perseguendo la verità. Dovevo riflettere attentamente su di me e cercare la verità per uscire da quello stato negativo.

In seguito, ho visto un brano delle parole di Dio che mi ha aiutato a trovare la radice del problema. Dio Onnipotente dice: “Tutte le persone credono in Dio per ottenere benedizioni, ricompense e corone. Ogni persona non ha forse questa intenzione nel cuore? In realtà, ogni persona ce l’ha. Questo è un fatto. Sebbene le persone non ne parlino spesso e coprano persino la loro intenzione e il loro desiderio di ottenere benedizioni, questo desiderio, questa intenzione e motivazione che giacciono nel profondo del loro cuore non hanno mai vacillato. Non importa quanta teoria spirituale capiscano, che conoscenza esperienziale abbiano, quali doveri siano in grado di fare, quanta sofferenza sopportino o quale prezzo paghino: non rinunciano mai all’intenzione di ottenere benedizioni che è nascosta nel profondo del loro cuore, e si adoperano e si affannano sempre silenziosamente al suo servizio. Non è forse questa la cosa sepolta più profondamente nei loro cuori? Senza questa intenzione di ottenere benedizioni, come vi sentireste? Con quale atteggiamento fareste il vostro dovere e seguireste Dio? Cosa succederebbe alle persone se questa intenzione di ricevere benedizioni nascosta nei loro cuori venisse completamente debellata? È possibile che molti diventerebbero negativi, e che alcuni perderebbero la motivazione a svolgere i loro doveri e l’interesse nella loro fede in Dio. Sembrerebbero aver perso l’anima e si direbbe che il cuore sia stato loro sottratto. Ecco perché dico che l’intenzione di ottenere benedizioni è qualcosa di profondamente nascosto nel cuore delle persone. Forse, mentre fanno il loro dovere o vivono la vita della chiesa, sentono di avere capito alcune verità e di essere capaci di abbandonare le loro famiglie e di spendersi volentieri per Dio, ritengono di essere ora a conoscenza della propria intenzione di ottenere benedizioni, di averla abbandonata e non esserne più dominate né limitate. In tal caso, pensano di non nutrire più l’intenzione di ottenere benedizioni, ma Dio crede diversamente. La gente vede le cose solo superficialmente. Quando non sono messe alla prova, le persone si sentono bene con sé stesse. Fintanto che non lasciano la chiesa, non rinnegano il nome di Dio e persistono nello spendersi per Lui, credono di essere cambiate. Sentono di non essere più spinte dall’entusiasmo o da impulsi effimeri nell’assolvimento del loro dovere. Al contrario, credono di saper perseguire la verità, e si ritengono capaci di ricercare e praticare continuamente la verità nel fare il loro dovere, così che la loro indole corrotta venga purificata e loro ottengano un qualche autentico cambiamento. Tuttavia, quando accadono cose che sono direttamente collegate alla loro destinazione e al loro esito, quali sono le loro manifestazioni? La loro situazione reale viene rivelata nella sua interezza(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Sei indicatori di crescita nella vita”). Dio ha smascherato il mio vero stato. Ero così negativo perché il mio desiderio di benedizioni era andato in frantumi. Dopo aver iniziato a credere in Dio, ero entusiasta di spendermi per Lui e ho iniziato a fare il mio dovere a tempo pieno subito dopo il liceo, pensando che, se avessi continuato a perseguire in quel modo, sarei sicuramente entrato nel Regno e avrei goduto delle benedizioni del Regno dei Cieli. Quando ero stato arrestato e avevo firmato le Tre Dichiarazioni per paura della tortura, avevo creduto di non avere più speranza di ricevere benedizioni e tutti i miei dubbi e le mie incomprensioni su Dio erano venuti a galla. Mi chiedevo: “Dopo aver firmato le Tre Dichiarazioni, Dio potrà ancora perdonarmi? Se Dio non mi salva, ho ancora speranza di benedizioni? Se non c’è speranza di benedizioni, allora che senso ha credere fino alla fine?” Dentro di me ero diventato davvero negativo. Soprattutto in seguito, quando i leader avevano esaminato la questione della mia firma delle Tre Dichiarazioni, avevo cominciato ad avere il sospetto di poter essere allontanato dalla chiesa in qualsiasi momento e, anche se ero ancora in grado di godere della fornitura della parola di Dio e di svolgere i miei doveri, credevo di non poter sfuggire al destino di essere eliminato. Pensavo di non avere alcuna speranza di ricevere benedizioni e il mio cuore sembrava schiacciato da un pesante macigno. Mi sentivo come se avessi perso la mia anima. Spesso ero avvolto nella negatività e nel dolore e non riuscivo a radunare l’energia per perseguire la verità o l’ingresso nella vita. Ho visto che il mio desiderio di benedizioni era troppo forte. In tutti questi anni, il mio spendermi e i miei sacrifici non erano stati fatti per soddisfare Dio, ma per cercare di contrattare con Lui. Quando c’era qualcosa da guadagnare, ero davvero motivato nei miei doveri; quando, invece, non riuscivo a ricevere benedizioni, diventavo eccessivamente negativo. Qual era la differenza tra il mio perseguimento e quello dei miscredenti? Sono solo un essere creato, inferiore persino alla polvere, ma sono in grado di venire nella casa di Dio, svolgere i miei doveri e godere di tutte le verità che Egli esprime. Ho ricevuto così tanto da Lui eppure non ero affatto grato per tutto ciò che mi aveva dato. Gli avevo persino chiesto spudoratamente le benedizioni del Regno dei Cieli e, se non potevo riceverle, diventavo negativo e mi opponevo. Ero davvero privo di umanità! Rendendomi conto di ciò, mi sono sentito profondamente rammaricato, così ho pregato Dio, disposto ad abbandonare le mie intenzioni di ottenere benedizioni e a pentirmi.

Successivamente, ho letto altri due brani delle parole di Dio e ho acquisito una comprensione più chiara della Sua intenzione. Dio Onnipotente dice: “La maggior parte delle persone ha commesso alcune trasgressioni e si è macchiata in qualche modo. Per esempio, alcuni si sono opposti a Dio e hanno detto cose blasfeme; alcuni hanno rifiutato l’incarico ricevuto da Dio, si sono rifiutati di fare il loro dovere e sono stati sdegnati da Dio; alcuni hanno tradito Dio quando si sono trovati di fronte alle tentazioni; altri hanno firmato le ‘Tre Dichiarazioni’ quando erano in arresto, tradendo Dio; alcuni hanno rubato le offerte; altri le hanno sperperate; alcuni hanno disturbato spesso la vita della chiesa e recato danno al popolo eletto di Dio; alcuni hanno formato cricche e tormentato gli altri, portando il caos nella chiesa; alcuni hanno spesso diffuso nozioni e morte, danneggiando fratelli e sorelle; altri si sono impegnati in relazioni inopportune con il sesso opposto e nella promiscuità, esercitando una pessima influenza. Basti dire che ognuno ha le sue trasgressioni e le sue macchie. Eppure alcuni sono in grado di accettare la verità e pentirsi, mentre altri non riescono ad accettare la verità e morirebbero prima di pentirsi. Quindi andrebbero trattati secondo la loro natura essenza e le loro manifestazioni costanti. Coloro che sanno pentirsi sono quelli che credono veramente in Dio; quanto ai veri impenitenti, andrebbero allontanati o espulsi secondo quanto opportuno. […] Il modo in cui Dio gestisce ogni persona si basa sulle circostanze effettive e sul contesto del momento, nonché sulle azioni e sul comportamento di quella persona e sulla sua natura essenza. Dio non fa mai torto a nessuno. Questa è la Sua giustizia. Per esempio, Eva fu attirata dal serpente a mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, ma Jahvè non la rimproverò dicendo: ‘Ti avevo detto di non mangiarlo, allora perché lo hai fatto comunque? Avresti dovuto avere del discernimento; avresti dovuto sapere che il serpente ha parlato soltanto per attirarti’. Jahvè non redarguì Eva in questo modo. Questo perché gli esseri umani sono creati da Dio ed Egli sa come sono le loro capacità naturali e ciò che permettono alle persone di fare, fino a che punto le persone riescono a controllarsi e quanto riescono a raggiungere. Dio sa tutto questo con assoluta chiarezza. Il modo in cui Dio gestisce una persona non è semplice come si immagina. L’atteggiamento di Dio verso una persona – che Gli piaccia, che provi avversione verso di lei o che la detesti – si basa principalmente sull’atteggiamento di quella persona nei confronti della verità. Indipendentemente da ciò che un individuo dice in un dato contesto, Dio sottopone tutto a scrutinio e comprende questo, perché Egli sottopone a scrutinio il cuore e l’essenza dell’uomo. Le persone credono sempre: ‘Dio ha soltanto la divinità. Egli è giusto e non tollera offesa da parte dell’uomo. Non considera le difficoltà dell’uomo, né Si mette al suo posto. Se una persona si oppone a Dio, Lui la punirà’. Le cose non stanno affatto così. Se è questo il modo in cui le persone comprendono l’opera di Dio, i Suoi principi per trattare le persone e la Sua giustizia, si tratta di un grosso errore. Nel determinare l’esito di ogni persona, Dio non Si basa sulle nozioni e sulle fantasie dell’uomo, ma sulla Propria indole giusta. Egli ripagherà ogni persona a seconda di ciò che ha fatto. Dio è giusto e, prima o poi, renderà tutte le persone completamente convinte(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). “Nella Bibbia c’è una storia sul ritorno del figliol prodigo: perché il Signore Gesù usò quella parabola? Lo scopo era quello di far capire alle persone che l’intenzione di Dio di salvare l’umanità è sincera e che Egli concede loro l’opportunità di pentirsi e di cambiare. Nel corso di questo processo, Dio comprende le persone, ha una profonda conoscenza delle loro debolezze e del grado della loro corruzione. Sa che le persone inciamperanno e falliranno. Proprio come un bambino che sta imparando a camminare, non importa quanto sia forte fisicamente, ci saranno momenti in cui cadrà e inciamperà, e altri in cui urterà contro qualcosa e incespicherà. Dio comprende ogni persona tanto quanto una madre comprende il proprio figlio. Egli capisce le difficoltà, le debolezze e i bisogni di ognuno. Ancor di più, capisce quali difficoltà, debolezze e fallimenti le persone dovranno affrontare nel processo d’ingresso nella vita e di cambiamento dell’indole. Queste sono le cose che Dio capisce meglio. Per questo si dice che Egli sottopone a scrutinio le profondità del cuore delle persone. Indipendentemente da quanto tu sia debole, fin tanto che non rinneghi il nome di Dio o non abbandoni Lui e questa via, avrai sempre la possibilità di cambiare indole e, di conseguenza, avrai speranza di sopravvivere e quindi di essere salvato da Dio(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Il cammino di pratica verso il cambiamento della propria indole”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho acquisito una certa comprensione della Sua indole giusta. Quando Dio giudica se una persona possa essere salvata o meno, non la condanna o la elimina sulla base di una trasgressione momentanea. Dio conosce la nostra statura e mostra comprensione per le nostre debolezze. Egli valuta una persona principalmente in base ai suoi comportamenti costanti e alla sua capacità di accettare la verità. Se i suoi comportamenti nel suo dovere sono stati costantemente buoni e se, dopo aver commesso una trasgressione, riesce ad accettare la verità e a pentirsi davvero, Dio avrà misericordia e mostrerà tolleranza verso di lei. Per esempio, Davide era pieno di rimorso dopo aver preso la moglie di Uria e in seguito non ha mai più commesso adulterio. Quando era vecchio, gli hanno portato una giovane per scaldare il suo letto, ma lui non le si è avvicinato. Nonostante la trasgressione, Davide si è pentito sinceramente e Dio ha continuato ad approvarlo. Alcuni fratelli e sorelle sono stati espulsi per aver percorso il cammino di un anticristo e per aver seriamente disturbato il lavoro della chiesa, ma, in seguito, si sono pentiti veramente e sono stati riammessi nella casa di Dio; hanno perfino scritto articoli esperienziali, rendendo testimonianza della Sua opera di salvezza svolta in loro. Grazie a loro, ho visto che l’atteggiamento di Dio verso coloro che si pentono veramente e accettano la verità è di misericordia e salvezza. Al contrario, per coloro che si comportano costantemente male, che non accettano la verità o non si sono pentiti sinceramente, l’atteggiamento di Dio è quello di condannarli ed eliminarli. Ad esempio, alcune persone che hanno firmato le Tre Dichiarazioni in seguito non hanno avuto alcuna comprensione né alcun pentimento per il loro tradimento verso Dio: hanno perfino venduto la chiesa e i fratelli e le sorelle. Dio non dà a queste persone ulteriori possibilità poiché provano avversione per la verità e non hanno coscienza né ragione. Ho pensato al fatto che non stavo facendo il mio dovere da molto tempo quando sono stato arrestato, la mia esperienza era superficiale e la mia statura scarsa. Avevo firmato le Tre Dichiarazioni in un momento di debolezza ma, in seguito, ho provato forte senso di colpa e rimorso e volevo pentirmi e cambiare. La chiesa mi ha dato una possibilità in base ai miei comportamenti costanti nel mio dovere. Questa era la misericordia di Dio e rivelava la Sua giustizia. Ma io non capivo l’indole di Dio e continuavo a fraintenderLo, pensando che stessi semplicemente offrendo manodopera e che sarei stato eliminato una volta finito di farlo, come se Egli mi stesse utilizzando perché offrissi manodopera. Pensavo che Dio macchinasse contro le persone a ogni occasione, proprio come l’umanità corrotta. Questa non era forse una bestemmia nei Suoi confronti? Non avevo affatto un cuore che temeva Dio! Avevo negato completamente la giustizia di Dio e avevo anche negato le Sue intenzioni di salvare quanto più possibile l’umanità. Mi sono reso conto che, nella mia fede, non conoscevo affatto Dio. Ero davvero cieco! Se avessi continuato così, non avrei mai ricevuto il Suo perdono. Dovevo seguire l’esempio di Davide, affrontare le mie trasgressioni con calma e pentirmi veramente. Che alla fine io abbia un buon esito o no, devo accettarlo e sottomettermi, senza preoccuparmi delle mie prospettive e dei miei cammini futuri.

In seguito, mi sono chiesto: “Qual è stata la causa alla radice del mio fallimento nella questione del firmare le Tre Dichiarazioni dopo l’arresto?” Ho letto le parole di Dio: “Speri che la tua fede in Dio non comporti alcuna difficoltà o tribolazione, né la benché minima sofferenza. Persegui costantemente le cose prive di valore e non ne attribuisci alcuno alla vita, anteponendo invece i tuoi pensieri smodati alla verità. Sei talmente privo di valore! Vivi come un maiale; che differenza c’è tra te e i maiali e i cani? Quelli che non perseguono la verità e invece amano la carne non sono tutti delle bestie? I morti senza spirito non sono tutti dei cadaveri ambulanti? Quante parole sono state pronunciate tra di voi? È forse stata poca l’opera compiuta tra di voi? Quanto ho fornito tra di voi? Allora perché non lo hai guadagnato? Di che cosa ti lamenti? Non è forse che non hai guadagnato nulla perché sei troppo innamorato della carne? E non è perché i tuoi pensieri sono troppo smodati? Non è perché sei troppo stupido? Se non guadagni queste benedizioni, puoi forse incolpare Dio per non averti salvato? […] Ti dono la vita umana vera, ma tu non la persegui. Non sei forse dello stesso tipo dei maiali e dei cani? I maiali non perseguono la vita dell’uomo né l’essere purificati, e non capiscono che cosa sia la vita. Ogni giorno, dopo aver mangiato a sazietà, si mettono semplicemente a dormire. Io ti ho donato la vera via, ma tu non l’hai guadagnata, resti a mani vuote. Sei disposto a continuare a condurre questa vita, la vita di un maiale? Quale significato ha che persone simili vivano? La tua vita è spregevole e ignobile, vivi in mezzo a sudiciume e licenziosità e non persegui alcun obiettivo, quindi la tua vita non è forse la più ignobile di tutte? Hai l’impudenza di guardare Dio in faccia? Se continui a fare esperienza in questo modo, non otterrai nulla, vero? Ti è stata donata la vera via, ma che alla fine tu la possa guadagnare o meno dipende dal tuo perseguimento(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio”). “Oggi tutti nel mondo sono sottoposti a prove; persino Dio sta soffrendo, quindi come potreste non soffrire? […] Alcune persone affrontano la persecuzione da parte delle loro famiglie, altre affrontano il rifiuto da parte dei propri cari e altre ancora, sotto persecuzione, non possono tornare alle loro case e non hanno un luogo sicuro dove riposare. Questo causa sofferenza nei loro cuori. La sofferenza che state affrontando proprio ora non è forse la stessa che ha sopportato Dio? Voi state ora soffrendo con Dio ed Egli accompagna gli uomini nella sofferenza. Solo se oggi prendete parte alla tribolazione e al Regno di Cristo e alla Sua costanza, alla fine otterrete la gloria! Questa sofferenza è ricca di significato. Non è forse così? Tu non puoi non avere determinazione. Devi capire il significato della tua sofferenza attuale e il motivo per cui soffri così tanto. Devi ricercare la verità e raggiungere la comprensione dell’intenzione di Dio: allora avrai la determinazione a soffrire(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Come conoscere la natura umana”). Dalle parole di Dio, ho capito che la causa alla radice per cui avevo firmato le Tre Dichiarazioni era che avevo troppo a cuore la mia carne. Avevo seguito la legge satanica di sopravvivenza “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino” e avevo messo gli interessi della mia carne al di sopra di tutto il resto. Nella fede in Dio, desideravo che non ci fossero affatto avversità o dolore, che la mia carne non soffrisse e, ancora di più, che non ci fosse bisogno di sperimentare alcuna prova o tribolazione. Così, quando sono stato minacciato dal gran dragone rosso con la tortura, ciò che avevo in mente non era come rimanere saldo nella mia testimonianza, ma piuttosto la paura della tortura; per subire meno torture, ho firmato le Tre Dichiarazioni. Per risparmiarmi ed evitare la sofferenza fisica, mi sono inchinato al diavolo e mi sono umiliato per sopravvivere, mi sono aggrappato alla mia esistenza vergognosa, ho negato Dio e L’ho tradito. In che modo la mia condotta era diversa da quella di Giuda? Dalle parole di Dio, ho anche capito che, per essere salvati nella fede, bisogna sopportare molte sofferenze. Solo attraverso situazioni dolorose possiamo avere vera fede in Dio. Prendiamo come esempio Pietro. Quando ha seguito il Signore Gesù, ha sperimentato centinaia di prove e raffinamenti durante tutta la vita. Ha cercato in questi raffinamenti di amare Dio e, alla fine, ha raggiunto il massimo amore per Lui e la sottomissione fino alla morte, ed è stato crocifisso a testa in giù per Lui, diventando la prima persona nel corso dei secoli a essere perfezionata da Dio. Anche Giobbe ha affrontato delle prove. Ha perso la sua immensa ricchezza e i suoi figli in un istante, il suo corpo si è coperto di pustole, eppure è stato in grado di sottomettersi alla sovranità e alle disposizioni di Dio e di rimanere saldo nella sua testimonianza per Lui, terrorizzando Satana e facendolo fuggire nel panico. Giobbe è diventato un uomo davvero libero. In confronto a loro, io mi vergognavo. Mi sono lasciato prendere dal terrore e sono sceso a compromessi con Satana anche senza affrontare gravi torture. Ero come un fiore in una serra che non riesce a sopportare un po’ di vento o di pioggia. Ero davvero fragile! Dovevo perseguire la verità e non tenere più conto della mia carne; ho giurato che, se un giorno fossi stato arrestato di nuovo, sarei rimasto saldo nella mia testimonianza anche se Satana mi avesse torturato così duramente che la vita sarebbe diventata peggiore della morte.

Alla fine di luglio del 2024, subito dopo il mio arrivo alla Chiesa di Dongyang, la chiesa vicina è stata oggetto di un’ampia retata di arresti e i leader hanno disposto che aiutassi a trasferire rapidamente i libri delle parole di Dio. Ma, appena abbiamo cambiato alcuni nascondigli dei libri, si sospettava che l’autista fosse seguito. Inoltre, anche il fratello con cui collaboravo era esposto a potenziali rischi poiché era entrato in contatto con l’autista. Avevo molta paura. Ho pensato al fatto che di recente ero stato seguito dalla polizia per molto tempo, ero stato quasi arrestato, un giuda mi aveva tradito e, per la polizia, ero un obiettivo chiave da arrestare. Se il fratello con cui stavo collaborando fosse stato preso di mira dalla polizia, non sarei riuscito a scappare; se la polizia mi avesse preso, sicuramente non mi avrebbe lasciato andare. Tuttavia, quando ho pensato alla trasgressione che avevo commesso l’ultima volta che ero stato arrestato e avevo firmato le Tre Dichiarazioni, ho provato un sentimento intenso nel cuore: “Se davvero venissi catturato, giuro di non rinnegare mai Dio e che Gli renderò sicuramente testimonianza!” A questi pensieri, il mio cuore non era più limitato da quell’ambiente. Il fatto che venissi arrestato o meno era nelle mani di Dio e io dovevo sottomettermi alle Sue orchestrazioni e disposizioni. I libri dovevano essere urgentemente trasferiti, vari compiti dovevano essere attuati con urgenza e dovevo proteggere gli interessi della casa di Dio. Così, ho continuato a discutere con il mio collaboratore le disposizioni per il trasferimento dei libri. Allo stesso tempo, ho scritto una lettera alla chiesa per seguire i progressi del trasferimento. Praticando in questo modo, mi sono sentito molto più sereno nel cuore. Il fatto che io sia riuscito a raggiungere questo poco di conoscenza e trasformazione è inscindibile dalla guida delle parole di Dio. Ringrazio sinceramente Dio!

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