Riflessioni dopo esser stata ingannata da un anticristo

06 Maggio 2022

di Su Shan, Giappone

Una volta, una leader superiore di nome Liu Ping è venuta a controllare la nostra Chiesa, e ha immediatamente notato che una delle nostre leader era un anticristo. Ha esposto e analizzato ogni suo comportamento malvagio. L’ho davvero ammirata, perché conoscevo quell’anticristo da diverso tempo ma non avevo discernimento su di lei. Liu Ping l’ha vista per ciò che era in meno di una settimana e in un batter d’occhio l’ha sostituita e poi espulsa dalla Chiesa. Di certo possedeva la realtà della verità, altrimenti come avrebbe potuto svolgere un dovere così importante? Questo pensiero me l’ha fatta ammirare ancora di più.

In una riunione, Liu Ping ha spiegato come avesse capito che quell’anticristo stava compiendo il male e intralciando, come avesse capito i suoi secondi fini dietro quei problemi, e ha descritto inflessibilmente le sue manifestazioni di malvagità. Liu Ping ha poi raccontato che il lavoro di cui era responsabile andava bene, che stava gestendo il lavoro di più Chiese, e che i leader superiori la stimavano molto. L’ho adorata ancora di più dopo aver sentito questa comunione e mi sono sentita onorata di essere in riunione con una leader come lei. Ero in uno stato di totale ammirazione e la ascoltavo attenta, temendo di perdere anche un solo dettaglio. Poco tempo dopo, Liu Ping è venuta a controllare il lavoro della Chiesa di cui ero responsabile, e io e la mia collaboratrice le abbiamo raccontato di come avevamo rimosso sorella Wang. Appena ho finito, lei ha usato le parole di Dio per trattarmi duramente perché ero stata autoritaria nel mio dovere: “Perché l’hai fatto senza approvazione? Perché non hai fatto rapporto a me? Non sai che questo è essere autoritari e severi ed è un comportamento da anticristo?” Ero molto spaventata e mi sentivo come condannata, ma mi sono sforzata di accettarlo. Mi dicevo che, quando falsi leader e anticristi si manifestano nella Chiesa, i prescelti di Dio dovrebbero unirsi per scacciarli, o più leader dovrebbero farlo direttamente. Questo è il principio. Sorella Wang è sempre stata autoritaria e dispotica, ha promosso i malfattori e creato scompiglio nel lavoro della Chiesa. Abbiamo fatto comunione con lei e l’abbiamo criticata, ma lei lo ha rifiutato. Era una falsa leader. L’abbiamo rimossa in linea con i principi. Come poteva definirsi autoritario e severo? Liu Ping non ci stava forse criticando arbitrariamente, affibbiandoci un’etichetta? Ma poi ho pensato che, poiché era in grado di gestire il lavoro di così tante Chiese, doveva avere più discernimento di me, quindi forse nel mio caso stava analizzando il problema alla radice. Lo rifiutavo perché mancavo di levatura e comprensione: forse avrei dovuto accettarlo. Sul momento non ho detto nulla, ma ero molto demoralizzata, perché il mio intento non era stato quello di essere severa e dispotica. Tuttavia, quello era stato l’effetto risultante, ed ero spaventata e percepivo una sorta di disastro incombente.

Poi, Liu Ping ha continuato a chiederci del lavoro della Chiesa. C’era una leader del cui comportamento non ero sicura, e non sapevo cosa fare; quando ne ho parlato con Liu Ping, lei ha suggerito di leggere un passo delle parole di Dio. L’avevo già letto appena un paio di giorni prima, e volevo confermare con lei la mia opinione sulla leader. Non appena l’ho detto, si è arrabbiata molto, ha lanciato il suo cellulare sul letto e si è rivolta a me con durezza: “Tu comprendi il comportamento di questa leader e hai letto i principi. Perché affermi che ti manca il discernimento e che non sai cosa fare? È una falsa leader. Se non la sostituisci, proteggerai una falsa leader, ostacolando il lavoro di epurazione della Chiesa e fungendo da pietra d’inciampo”. Non sapevo come reagire a una critica così inaspettata. Mi sentivo davvero a disagio. In soli due giorni mi aveva accusata di diversi comportamenti da anticristo come: punire le persone, essere autoritaria, proteggere una falsa leader e ostacolare il lavoro di epurazione della Chiesa. Tutte queste cose offendono l’indole di Dio e potevano farmi espellere dalla Chiesa. Il pensiero che i miei anni di fede potessero finire così mi turbava e addolorava molto. Non ho potuto trattenere le lacrime. Vedendomi piangere, Liu Ping mi ha chiesto cosa stessi pensando. Mi sentivo davvero offesa. Non ero sicura del comportamento di quella leader, ma non la stavo proteggendo intenzionalmente. Se non stavo gestendo adeguatamente la questione, Liu Ping avrebbe potuto collaborare per aiutarmi e sostenermi, e non criticarmi e condannarmi arbitrariamente. Non volevo accettarlo. Avevo paura che affermasse che rifiutavo la verità e cercavo qualcosa da usare contro di lei; in quel caso, sarei di certo stata sostituita e poi espulsa, prima o dopo. Ma ho anche considerato che era vero, non avevo rimosso subito quella falsa leader, quindi probabilmente stava criticando la natura delle mie azioni. Inoltre, lei conosceva la verità e aveva discernimento, quindi di sicuro aveva ragione sui miei problemi. Solo che non me ne ero resa conto, e dovevo accettare le sue critiche. Ho risposto ipocritamente: “Hai ragione sui miei problemi. Posso accettarlo, e rifletterò su me stessa”. Ma in realtà ero piuttosto infastidita e sentivo di aver commesso troppe trasgressioni davanti a Dio. Mi chiedevo se mi avesse ripudiata. Era la prima volta che venivo rimproverata così duramente e non sapevo come affrontarlo. Essere una leader mi sembrava troppo pericoloso, come camminare sul filo del rasoio. Avrei potuto offendere Dio in chissà quali modi, mettendo così a repentaglio il mio esito. Mi sono detta che sarebbe stato meglio dimettersi ed evitare quel tipo di situazione. In questo modo almeno avrei avuto una possibilità di rimanere nella Chiesa.

Quella sera, stavo andando in bicicletta a prendere delle cose per Liu Ping, quando d’un tratto sono caduta e ho ruzzolato per un paio di metri, escoriandomi gravemente mani e piedi. Mi sono ritrovata sdraiata a terra e piena di dolori. Non so nemmeno come ho fatto a rialzarmi. Non volevo tornare al nostro punto di ritrovo, per paura che Liu Ping vedesse le mie ferite e dicesse che Dio mi stava punendo perché avevo offeso la Sua indole. Ho camminato avanti e indietro sulla strada per ore, poi ho finalmente trovato il coraggio di tornare. Arrivata, ho sistemato le cose e sono corsa in bagno per pulire le ferite, temendo che Liu Ping le vedesse. Mentre lo facevo, mi sono resa conto che non si trattava di un incidente: vi si celava la volontà di Dio. Ho pregato: “O Dio, in questo momento sto malissimo. Non so come superare tutto questo. Ti prego, guidami a comprendere la Tua volontà”. Dopo aver pregato, ho pensato che Liu Ping mi stava solo criticando ed etichettando arbitrariamente senza capire la situazione. Non era forse ingiusto? Poi, ho rammentato un passo delle parole di Dio. “Se, come leader o lavoratore della Chiesa, devi guidare i prescelti di Dio a entrare nella realtà della verità e a rendere un’adeguata testimonianza a Dio, è di primaria importanza indirizzare le persone a dedicare più tempo alla lettura delle parole di Dio e a tenere condivisioni sulla verità, in modo che i prescelti di Dio possano acquisire una conoscenza più profonda delle finalità di Dio nel salvare l’uomo e dello scopo dell’opera di Dio, e possano comprendere la volontà di Dio e i vari requisiti che Egli ha verso l’uomo, permettendo così loro di comprendere la verità. Quando condividi e predichi, devi essere concreto e non accontentarti di ripetere parole di dottrina. Quando ti nutri delle parole di Dio, devi concentrarti sul mettere in pratica la verità che comprendi, e solo quando la metterai in pratica la comprenderai davvero. Quando fai esperienza delle parole di Dio, devi condividere solo su ciò che sai. Non vantarti, non esagerare, non fare osservazioni irresponsabili e non limitarti a ripetere parole di dottrina. Se esageri, la gente ti detesterà e finirai per sentirti biasimato; questo è del tutto fuori luogo. Che obiettivo ti dai quando condividi la verità durante le riunioni? Se ti limiti a trattare le persone e a riprenderle, sarai in grado di far loro comprendere la verità e garantire loro l’accesso alla sua realtà? Se la verità che condividi non è reale, se non è altro che parole di dottrina, allora non importa quanto tratti gli altri e quanto predichi loro, non servirà a nulla. Credi forse che, se le persone ti temono, fanno tutto quello che dici loro di fare e non osano obiettare, questo significhi che comprendono la verità e sono obbedienti? È un grave errore; entrare nella vita non è così semplice. Alcuni leader sono come un nuovo manager che cerca di fare buona impressione: convinti che questo renderà il loro lavoro più facile, tentano di imporre ai prescelti di Dio l’autorità appena acquisita in modo che tutti si sottomettano a loro. Se non possiedi la realtà della verità, allora in breve tempo verrai smascherato per ciò che sei veramente, la tua reale levatura verrà messa a nudo e potresti anche essere eliminato. In alcuni lavori amministrativi, una modesta dose di trattamento, potatura e disciplina è accettabile. Ma se non sei in grado di fornire la verità, se sei solo capace di rivolgere agli altri la paternale e non fai che montare in collera, allora è la tua indole corrotta che si sta manifestando, e hai mostrato il volto abietto della tua corruzione. Col passare del tempo, i prescelti di Dio non saranno in grado di ricevere da te la fornitura di vita, non otterranno nulla di reale; di conseguenza proveranno per te repulsione e disgusto, e ti eviteranno” (“Solo coloro che possiedono la verità realtà possono condurre” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Questo mi ha mostrato che i leader dovrebbero principalmente fare comunione sulla verità e fornire la vita, e i rimproveri arbitrari non aiutano le persone ad ottenere la verità. Quando Liu Ping ha rilevato dei problemi nel mio lavoro, senza approfondire la situazione si è limitata a potarmi, trattarmi ed etichettarmi arbitrariamente, invece di risolvere i veri problemi. Con la conseguenza che ancora non sapevo dove avessi sbagliato né cosa fare: ero solo spaventata da lei, depressa e diffidente. Allora mi sono resa conto che le sue critiche erano dovute alla mentalità umana, e alcune sue affermazioni deterministiche erano vere e proprie esagerazioni. Dovevo avere discernimento e non sottomettermi a lei e basta. Questo pensiero mi ha fatta sentire un po’ meglio. All’epoca, sapevo solo che non doveva trattare le persone in quel modo, che non era la volontà di Dio, ma non ho cercato di discernere le sue motivazioni o la natura del suo comportamento.

Poco dopo, la Chiesa si stava preparando a tenere delle elezioni, e la mia collaboratrice, Chen Xiao, era tra i candidati. Teneva troppo alla reputazione e al prestigio, per i quali era in costante competizione, ed era una persona invidiosa. Quando non vinceva, si impigriva e sfogava la sua rabbia nel suo dovere. Molti collaboratori si sentivano limitati da lei. Era anche una persona molto egoista, nel suo dovere considerava solo i suoi interessi e non quelli della casa di Dio. Aveva paura di offendere le persone, così la tirava per le lunghe quando emergevano dei falsi leader nella Chiesa, danneggiando il lavoro della Chiesa. Diversi collaboratori pensavano che non perseguisse la verità e non avesse una buona umanità, quindi non era una buona candidata. Non ero sicuro di lei, così ne ho parlato con Liu Ping. All’epoca niente. Poi, il giorno delle elezioni, ha esortato Chen Xiao a votare per se stessa. Così, con il suo incoraggiamento, Chen Xiao è arrivata all’ultimo turno delle elezioni. Vederlo mi ha davvero sbalordita. Le disposizioni lavorative dicono: “Indipendentemente da chi sia la persona a cui viene affidato un ruolo di leadership, se sussistono obiezioni, allora è necessaria un’analisi più attenta. Non dovremmo mai promuovere ciecamente qualcuno e, mentre aspettiamo e otteniamo una migliore comprensione, gli eventi potrebbero cambiare in qualsiasi momento e potrebbe emergere un candidato più adatto” (Le disposizioni per attività). “Nelle elezioni della Chiesa non è consentito a nessuno designare un candidato, né deliberatamente sollecitare o costringere gli eletti di Dio a votare secondo la volontà di certe persone. Questo è un atto che viola i diritti umani e va contro la verità” (Le disposizioni per attività). Ho parlato con Liu Ping dei problemi di Chen Xiao, e lei non solo non se n’è occupata, ma l’ha sostenuta apertamente, convincendo gli altri a votare per lei. Liu Ping svolgeva un dovere di rilievo: come poteva essere tanto negligente in qualcosa di così importante come l’elezione di un leader? Era perfettamente consapevole che Chen Xiao aveva delle carenze, ma continuava a sostenerla. Non era dannoso per i fratelli e le sorelle? Rendermene conto mi ha dato il coraggio di parlarle di nuovo dei problemi di Chen Xiao. È tornata a fare quello che stava facendo senza dire una parola. Sono stata presa alla sprovvista e ho iniziato a dubitare di me stessa. Ero stata ingiusta con Chen Xiao? Altrimenti, perché Liu Ping mi avrebbe ignorata così? Credeva che stessi intralciando le elezioni della Chiesa, eliminando gli avversari perché volevo candidarmi io stessa come leader? Agli occhi di Liu Ping, avevo già commesso così tante trasgressioni. Se avessi continuato a parlare dei problemi di Chen Xiao, poteva anche sostituirmi o stabilire che ero un anticristo, un malfattore, ed espellermi. E, dato che Liu Ping era una leader superiore, ero convinta che capisse più verità di me. Aveva sostenuto Chen Xiao nella candidatura a leader, quindi significava che la riteneva valida e in grado di gestire quel dovere. Dovevo sottomettermi, e cercare una via di pratica.

Chen Xiao è stata eletta. Di fronte a un tale risultato, mi sentivo davvero a disagio. Dopo essere diventata leader, Chen Xiao ha continuato a lottare per il potere e il prestigio, a formare cerchie e a suscitare conflitti per invidia. Gli altri non riuscivano a lavorare insieme in armonia e i loro doveri ne hanno risentito. Ha inoltre ostacolato vari progetti della Chiesa. Ero molto combattuta. Se parlavo dei suoi problemi, avevo paura che Liu Ping dicesse che ero ingiusta. Ma, se non lo facevo, non avrei trovato pace nel cuore. Non sapevo davvero cosa fare. In seguito, mi sono rivolta a Dio e Gli ho chiesto di guidarmi. Non molto tempo dopo, ho ricevuto una lettera da una leader superiore che riferiva dei rapporti di alcuni fratelli riguardanti Liu Ping. Riferivano che parlava sempre di dottrina, si esaltava e si metteva in mostra per ottenere l’ammirazione degli altri, conducendoli al proprio cospetto. E tendeva a rimproverare, etichettare e condannare dispoticamente i fratelli, demotivandoli nei loro doveri. Era davvero arbitraria nel nominare le persone, promuoveva solo chi voleva lei e dava la priorità a coloro che le piacevano, danneggiando gravemente il lavoro della casa di Dio. Ed è stata anche subdola nelle elezioni. Quando una sorella le ha dato dei suggerimenti, le si è scagliata contro e l’ha sostituita, e per poco non la espelleva. Era stata identificata come anticristo sulla base delle sue azioni, e la leader ci chiedeva delle valutazioni sul suo comportamento. Sono rimasta sbalordita nel leggere quella lettera. Non avrei mai immaginato che qualcuno che reputavo un buon leader fosse un anticristo. Di fronte ai suoi tanti comportamenti malvagi e ripensando a tutte le nostre interazioni, ho visto che non è che mancassi di discernimento o consapevolezza, ma non avevo mai provato ad applicarli. A quel punto, mi sono sentita davvero in colpa. Non sapevo perché fossi così insensibile.

Poi, ho letto delle parole di Dio alla luce del comportamento di Liu Ping. La parola di Dio dice: “In qualsiasi modo parlino, il fine è sempre indurre le persone a stimarli e venerarli, conquistarsi una certa posizione nei loro cuori, persino prendervi il posto di Dio: tutti questi sono obiettivi che gli anticristi desiderano raggiungere quando testimoniano se stessi. La motivazione dietro a tutto ciò che dicono, predicano e condividono, è far sì che le persone abbiano un’alta opinione di loro e li venerino; tale comportamento equivale a esaltare e testimoniare se stessi, in modo da occupare una posizione nel cuore degli altri. Sebbene il modo in cui queste persone si esprimono non sia proprio identico, ha l’effetto, in misura maggiore o minore, di rendere testimonianza a se stesse e indurre gli altri a venerarle; e, in misura maggiore o minore, tali comportamenti sono presenti in quasi tutti coloro che svolgono un lavoro. Se raggiungono un punto in cui non sono in grado di contenersi, o diventano difficili da arginare, e nutrono l’intento e l’obiettivo particolarmente decisi e manifesti di indurre gli altri a trattarli come se fossero Dio o una sorta di idolo, e poi riescono a raggiungere l’obiettivo di controllare e limitare le persone e arrivano al punto di sottometterle, la natura di tutto questo è esaltare e testimoniare se stessi; tutto questo rientra nella natura di un anticristo. Quali mezzi usano solitamente le persone per esaltare e testimoniare se stesse? (Parlano di capitale.) Cosa rientra nel parlare di capitale? Raccontare da quanto tempo credono in Dio, quanto hanno sofferto, quanto sia alto il prezzo che hanno pagato, quanto lavoro hanno svolto, quanto hanno viaggiato, quante persone hanno guadagnato attraverso la diffusione del Vangelo, e quante umiliazioni hanno dovuto sopportare. Alcuni menzionano spesso anche quante volte sono stati in prigione senza mai tradire la Chiesa o i loro fratelli e sorelle, riuscendo a rimanere saldi nella loro testimonianza, e così via; questi sono tutti esempi del parlare di quanto capitale si possieda. Dietro l’apparenza di adempiere ai loro doveri di leader, portano avanti i loro interessi, consolidando la loro posizione, creandosi una buona immagine nel cuore degli altri. Allo stesso tempo, ricorrono a ogni sorta di metodi e stratagemmi per conquistare le persone, arrivando persino ad attaccare ed escludere chiunque abbia opinioni o punti di vista diversi dai loro, in particolare coloro che perseguono la verità. E quali metodi adottano, invece, con coloro che sono stupidi, ignoranti e disorientati nella fede, e con coloro che credono in Dio solo per un breve periodo o che sono di levatura particolarmente scarsa? Li ingannano, li irretiscono e addirittura li minacciano, usando queste strategie per raggiungere l’obiettivo di consolidare la propria posizione. Queste sono tutte le tattiche degli anticristi” (“Cercano di conquistare le persone” in “Smascherare gli anticristi”). Le parole di Dio mi hanno chiarito gli obiettivi e l’essenza dei comportamenti di Liu Ping. Dalla prima volta che l’ho vista, non ha mai esaltato o testimoniato Dio, né parlato della propria corruzione o delle proprie debolezze. Si metteva sempre in mostra, raccontando di come avesse identificato e smascherato degli anticristi, così da indurre gli altri a credere che comprendesse la verità e difendesse il lavoro della casa di Dio. E non faceva che ripetere di come gestiva il lavoro di diverse Chiese e di come i leader superiori la stimassero, affinché gli altri la ritenessero capace di svolgere lavoro pratico e di seguire il cuore di Dio. Esaltava e testimoniava se stessa in questo modo, guadagnandosi un’immagine positiva agli occhi di fratelli e sorelle. Voleva essere ammirata per poter ingannare e controllare gli altri. E quando abbiamo rimosso sorella Wang senza la sua approvazione, invece di verificare che fosse in linea con i principi, l’ha solo condannato con noncuranza. Quando le ho chiesto dei problemi di quella leader, non ha condiviso sulla verità per risolvere le cose né mi ha aiutata ad acquisire discernimento: mi ha arbitrariamente condannata. Si scagliava contro chiunque le desse dei consigli senza alcun riguardo per gli altri. Trattava i fratelli e le sorelle come nemici mortali, rimproverandoli a piacimento, condannandoli e sostituendoli arbitrariamente per stabilire la propria autorità, in modo che gli altri avessero troppa paura per mettersi contro di lei. Era determinata ad avere tutti sotto il suo controllo. Impartiva sempre ordini, invece di parlare ai fratelli da pari a pari, come se non fosse stata corrotta da Satana e fosse diversa da tutti gli altri. Usava persino le parole di Dio per rimproverare e condannare gli altri, comportandosi come se fosse stata purificata e perfezionata, come se fosse padrona della verità. La sua essenza da anticristo era stata palesemente smascherata. Se ripenso all’elezione di Chen Xiao, la casa di Dio aveva parlato così tante volte dei requisiti richiesti ai leader, i quali devono perseguire la verità e avere una buona umanità. Dopo tutti i suoi anni di lavoro, non è che Liu Ping non conoscesse i principi, ma ha insistito nel selezionare una candidata inadatta, garantendo a una falsa leader, a un anticristo, una posizione di autorità. Non ha rispettato i principi della verità e le disposizioni lavorative della casa di Dio. Era davvero ostinata e prepotente, e si opponeva sfacciatamente a Dio. Era una lacchè di Satana, venuta a distruggere il lavoro della casa di Dio. Non si sarebbe fermata finché non ci fosse riuscita. Ho visto quanto siano crudeli e malvagi gli anticristi. Mentre io ero cieca e sciocca. Ho trattato un anticristo come qualcuno in possesso della realtà della verità, convinta che comprendesse la verità, che avesse discernimento ed esperienza, e quindi non ho guardato se avesse seguito i principi né considerato quali ignobili secondi fini nascondesse. Non ero affatto lucida.

Ho ricordato che la leader diceva nella sua lettera che alcuni fratelli e sorelle hanno denunciato Liu Ping per senso di giustizia. Questo mi ha davvero demoralizzata. Anche io avevo incontrato quell’anticristo: quindi perché altri hanno avuto discernimento e l’hanno denunciata secondo principio, mentre io, pur sapendo che non seguiva i principi della verità, l’ho assecondata ciecamente invece di avere discernimento? Più ci pensavo e più mi arrabbiavo. Così, sono venuta al cospetto di Dio per riflettere su me stessa. Poi, ho letto un passo delle Sue parole. “Ci sono persone che spesso vengono ingannate da coloro che esteriormente appaiono spirituali, nobili, elevati e straordinari. Quanto alle persone che sanno parlare in modo eloquente di lettere e dottrine e i cui discorsi e azioni sembrano degni di ammirazione, coloro che vengono ingannati da loro non hanno mai guardato all’essenza delle loro azioni, ai principi alla base dei loro atti, o a quali siano i loro obiettivi. Inoltre, non hanno mai osservato se queste persone siano veramente sottomesse a Dio o se temano sinceramente Dio ed evitino il male. Non hanno mai colto l’essenza dell’umanità di tali persone. Anzi, dal primo momento in cui ne fanno la conoscenza, a poco a poco arrivano ad ammirare e venerare queste persone facendone, alla fine, dei loro idoli. […] Vi è un’unica causa fondamentale che induce a compiere queste azioni inconsapevoli, ad avere questi punti di vista ignoranti o opinioni e pratiche parziali, e oggi ve ne parlerò. Il motivo è che, sebbene le persone possano seguire Dio, pregarLo ogni giorno e leggere ogni giorno le Sue parole, in realtà non capiscono la volontà di Dio. Questa è la radice del problema. Se uno capisse il cuore di Dio e sapesse cosa Gli piace, cosa Egli disprezza, cosa vuole, cosa rifiuta, che tipo di persona Egli ama, che genere di persona Gli è sgradita, quale tipo di criterio usa nel porre richieste alle persone e che genere di approccio adotta per perfezionarle, potrebbe ancora conservare le sue opinioni personali? Persone come questa potrebbero andare a venerare qualcun altro come se niente fosse? Potrebbe un comune essere umano diventare il loro idolo? Le persone che comprendono la volontà di Dio hanno un punto di vista un po’ più razionale di così. Non finiranno a idolatrare arbitrariamente una persona corrotta, né crederanno, percorrendo il cammino del mettere in pratica la verità, che aderire ciecamente a poche e semplici regole o principi equivalga a mettere in pratica la verità” (“Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho visto che adoravo e stimavo ciecamente Liu Ping perché non ero concentrata sulla ricerca della verità, e non capivo affatto Dio. Non sapevo che tipo di persone Gli piacciono, che tipo di persone odia, né i criteri secondo cui le valuta. Guardavo le persone in base alle mie nozioni, concentrandomi solo sui loro doni superficiali e sulla loro eloquenza. La prima volta che ho incontrato Liu Ping, ho visto con che rapidità ha sostituito ed espulso un anticristo, e ho avuto subito un’ottima impressione di lei. Poi, nelle riunioni, l’ho sentita parlare di come aveva smascherato e analizzato degli anticristi, tutelando il lavoro della Chiesa, dell’importante lavoro che gestiva, e di quanto i leader superiori la stimassero. L’ho venerata ancora di più, pensando che possedesse la realtà della verità. Ero persino onorata di essere in riunione con una leader come lei. Così, anche se lei mi ha arbitrariamente criticata ed etichettata quando mi ha chiesto del mio lavoro, non ho avuto discernimento, e mi sono limitata ad accettarlo e a sottomettermi. Anche quando, dopo essere stata trattata, sono diventata così negativa da voler abbandonare, ho continuato a riflettere su me stessa. Avevo la guida delle parole di Dio e sapevo che quello che lei stava facendo era sbagliato, ma non ho cercato di discernere l’essenza delle sue azioni. In poche settimane, sono passata dall’ammirarla all’adularla, e non c’era più posto per Dio nel mio cuore. Non ero una credente; stavo invece seguendo e adorando una persona.

Riflettendoci su, ho visto che avevo avuto una prospettiva sbagliata. Ho pensato che, dato che Liu Ping era una leader responsabile di tutte quelle Chiese e teneva valide condivisioni, dovesse possedere la realtà della verità. Convinta che lei non potesse sbagliare, non ho applicato alcun discernimento. Poi, ho letto alcune parole di Dio che mi hanno insegnato come capire se una persona possieda la realtà. La parola di Dio dice: “Sfoggiare le parole di Dio ed essere in grado di spiegarle senza andare in confusione non significa possedere la realtà: le cose non sono semplici come immagini. Che tu sia in possesso della realtà o no non dipende da quello che dici, ma piuttosto da ciò che vivi nel concreto. Solo quando le parole di Dio diventano la tua vita e la tua naturale espressione si può dire che tu abbia la realtà, e solo allora puoi essere annoverato tra coloro che hanno guadagnato un’autentica comprensione e una vera levatura. Devi essere capace di reggere all’esame per lunghi periodi di tempo, e devi saper vivere nel concreto la sembianza richiesta da Dio; non deve essere un mero atteggiarsi: deve fluire da te in modo naturale. Solo così possiederai davvero la realtà, e solo così ti sarai guadagnato la vita” (“Solo mettere in pratica la verità significa possedere la realtà” in “La Parola appare nella carne”). “Come si può determinare se una persona possieda o no la realtà della verità? Lo si può vedere da quello che dice. Una persona che non fa che parlare di dottrina non possiede la realtà della verità, e certamente non mette in pratica la verità, quindi pronuncia parole vuote e astratte. Le parole di chi possiede la realtà della verità sono in grado di risolvere i problemi delle persone. Chi possiede la realtà della verità sa distinguere l’essenza dei problemi. Con poche semplici parole, si può risolvere un problema che ti ha tormentato per molti anni; comprenderai la verità e la volontà di Dio, le cose smetteranno di risultarti difficili, non ti sentirai più né vincolato né limitato, e sperimenterai liberazione e sollievo. Quello che una tale persona dice è la realtà della verità? Se non capisci ciò che dice, e se non risolve la causa principale del tuo problema, allora le sue sono parole di dottrina. Le parole di dottrina possono nutrire e aiutare le persone? (No.) Le parole di dottrina non possono nutrire né aiutare le persone e non possono risolvere le loro difficoltà pratiche. Più parole di dottrina vengono pronunciate, più esse infastidiscono chi le ascolta. Coloro che comprendono la verità parlano in modo diverso. Con poche parole, sanno delineare la causa principale del problema o l’origine di ciò che non va. Anche una sola frase può aprire gli occhi agli altri e individuare le questioni chiave. Questo è utilizzare parole che possiedono le realtà della verità per risolvere le difficoltà delle persone e indicare loro un cammino di pratica” (La condivisione di Dio). Le parole di Dio sono chiare. Possedere o meno la realtà non riguarda quanto si sappia parlare bene o quanto lavoro importante si sia svolto, ma se si mette in pratica la verità quando emergono dei problemi, se si sa agire secondo principio e difendere il lavoro della casa di Dio, e se si è devoti nel proprio dovere. Questo è ciò che serve per possedere la realtà della verità. Alcune persone hanno un buon calibro e una discreta comprensione delle parole di Dio, ma non le hanno mai messe in pratica, quindi qualsiasi cosa dicano non è che un dogma. Non hanno nulla da dire su nessuna realtà, nessun dettaglio della verità, e non sanno risolvere problemi reali. Sono prive di principi nel loro dovere, fanno solamente ciò che vogliono e sempre a modo loro. Agiscono solo per proteggere la loro reputazione e il loro prestigio, senza considerare gli interessi della Chiesa. Non possiedono la realtà della verità. E Liu Ping aveva svolto molto lavoro, ma non esaltava né testimoniava mai Dio, e non condivideva le proprie esperienze delle parole di Dio per aiutare gli altri. Si limitava a declamare la dottrina, mettendosi in mostra così da essere ammirata. Nel gestire i problemi, non condivideva i principi della verità né suggeriva veri percorsi di pratica, ma approfittava solo dell’occasione per incolpare e condannare gli altri. Quando non le abbiamo fatto rapporto prima di sostituire sorella Wang, ci ha accusati di essere dispotici. Quando non ero sicura sui problemi di quella leader e ho chiesto a lei, mi ha criticata per aver intenzionalmente protetto una falsa leader, per essere un ostacolo e una pietra d’inciampo nel lavoro di epurazione della Chiesa. Mi ha persino accusata di essere un anticristo. Quando l’ha detto, non avevo una reale comprensione di ciò che avevo fatto. Non sapevo se avessi compiuto del male o solo mostrato un po’ di corruzione, oppure se avessi commesso errori nel mio lavoro. Non solo non capivo la verità, ma avevo molta paura, e ho sviluppato diffidenza nei confronti di Dio. Mi sono resa conto che lei non conosceva la verità né la sua realtà, e non era in grado di gestire i veri problemi. Era inoltre di natura molto arrogante. Specialmente in una cosa così importante come la scelta di un leader, non ha cercato la verità; anzi, ha violato apertamente i principi e fatto il proprio gioco. Non aveva alcuna riverenza per Dio e non agiva in base ai principi; non faceva che opporsi a Dio e intralciare il lavoro della Sua casa. Non possedeva affatto la realtà della verità. Ma io continuavo ad adorarla ciecamente, come una sciocca.

In seguito, ho letto alcune parole di Dio. “Quando qualcuno viene scelto dai fratelli e dalle sorelle per essere leader, oppure viene promosso dalla casa di Dio per svolgere un certo lavoro o compiere un certo dovere, ciò non significa che abbia un prestigio o un’identità speciali o che le verità che comprende siano più profonde e più numerose di quelle di altre persone, né tantomeno che sia capace di sottomettersi a Dio e che non Lo tradirà. Non significa neppure che conosca Dio e che Lo tema. In realtà, non ha raggiunto nulla di tutto ciò; la promozione e la coltivazione sono semplicemente tali nel senso più immediato. La sua promozione e la sua coltivazione significano semplicemente che è stato promosso ed è in attesa di essere coltivato. E il risultato definitivo di questa coltivazione dipende da quale via la persona percorre e da cosa persegue. Così, quando qualcuno nella Chiesa viene promosso e coltivato per essere leader, viene promosso e coltivato solo nel senso immediato; non significa che sia già un leader qualificato o competente, che sia già capace di intraprendere il lavoro di un leader e che possa svolgere un lavoro reale. Non è così. Quando qualcuno viene promosso e coltivato per essere un leader, il minimo che deve possedere è qualcosa che la maggior parte delle persone non vede chiaramente. Alcuni, sulla base delle proprie fantasie, ammirano coloro che sono promossi e coltivati, ma questo è un errore. A prescindere da quanti possano essere i loro anni di fede, coloro che vengono promossi possiedono davvero la realtà della verità? Non necessariamente. Sono in grado di attuare le disposizioni lavorative della casa di Dio? Non necessariamente. Possiedono senso di responsabilità? Sono dotati di dedizione? Sono capaci di sottomettersi a Dio? Quando incappano in un problema, sono in grado di cercare la verità? Tutto ciò è ignoto. Queste persone hanno un cuore che teme Dio? E quanto è grande il loro timore di Lui? Sono inclini a seguire la propria volontà quando fanno le cose? Sono in grado di cercare Dio? Durante il periodo in cui prestano servizio come leader, vengono regolarmente e frequentemente dinanzi a Dio per cercare la Sua volontà? Sono in grado di guidare le persone verso l’ingresso nella realtà di verità? Sono senza dubbio incapaci di fare sin da subito queste cose. Non hanno ricevuto una formazione e hanno troppa poca esperienza, quindi sono incapaci di fare queste cose. Per questo promuovere e coltivare qualcuno non significa che comprenda già la verità, né equivale a dire che è già in grado di compiere il suo dovere in modo soddisfacente. […] Le persone non devono avere alte aspettative o pretese irrealistiche verso coloro che vengono promossi e coltivati; sarebbe irragionevole, e ingiusto nei loro confronti. Potete monitorare il loro lavoro e, se nel suo svolgimento riscontrate problemi o violazioni dei principi, potete sollevare la questione e ricercare la verità per risolverli. Quello che non dovreste fare è giudicarli, condannarli, attaccarli o escluderli, perché sono nel periodo di coltivazione e non andrebbero visti come persone che sono state rese perfette, né tantomeno come persone che sono perfette o che possiedono la realtà della verità. […] Perché affermo ciò? Per dire a tutti che devono approcciarsi correttamente alla promozione e alla coltivazione di vari tipi di talenti da parte della casa di Dio e non essere duri nelle pretese verso costoro. Naturalmente, le persone non devono neppure essere irrealistiche nella loro opinione di questi individui. È stupido essere eccessivamente elogiativi verso di loro o ammirarli troppo, e non è umano o realistico essere troppo duri nelle vostre pretese nei loro confronti” (Come riconoscere i falsi capi (5)). Dalle parole di Dio, ho visto che essere nominati leader non significa possedere la realtà, saper svolgere un lavoro concreto, o essere leader adatti e qualificati. Chi viene eletto è uguale a tutti gli altri, ha un’indole corrotta, e anche lui violerà i principi della verità nel suo lavoro. Ha bisogno del giudizio, del castigo e della potatura da parte di Dio, e della supervisione degli altri. Essere promossi o coltivati dalla casa di Dio è un’occasione di pratica, ma la chiave per acquisire la verità è il percorso che si intraprende, e il saper perseguire la verità. Alcuni hanno calibro, perseguono la verità, e sanno svolgere il lavoro della casa di Dio, quindi vengono promossi. Ma questo significa solo che hanno la possibilità di praticare e di essere formati. Se dopo un periodo di tempo sembrano ancora inadeguati o non sono sulla strada giusta, se intralciano in qualche modo il lavoro della Chiesa, la casa di Dio può sostituirli in qualsiasi momento. Proprio come Liu Ping: dopo che è stata promossa e le è stata data la possibilità di formarsi, non ha perseguito la verità né intrapreso la strada giusta. Anche se era una leader, tutto quello che faceva era d’intralcio al lavoro della casa di Dio, e alla fine è stata espulsa. Ma io seguivo le mie nozioni e pensavo che, poiché era una leader, dovesse possedere la realtà della verità e avere comprensione, più di me. Così non ho applicato discernimento su di lei, limitandomi ad adorarla e a sottomettermi a lei. Le parole di Dio mi hanno mostrato che non dobbiamo guardare ciecamente ai leader e ai lavoratori o accampare richieste troppo severe, ma approcciarci a loro correttamente e imparare ad applicare discernimento e supervisione e allo stesso tempo essere solidali e collaborativi. Se sono corretti e ciò che dicono è in linea con la verità e sostiene il lavoro della casa di Dio, dovremmo accettarlo e obbedire. Se non stanno svolgendo lavoro pratico, o stanno compiendo il male e intralciando il lavoro della Chiesa, dobbiamo prendere posizione, smascherarli, denunciarli e rimuoverli. Ho visto le critiche arbitrarie di Liu Ping e sapevo che non riflettevano la realtà e stavano creando un grave scompiglio, ma ho continuato a pensare solo a me stessa. Che sciocca. Sapevo anche che Dio stava creando quella situazione concreta per aiutarmi ad acquisire discernimento, ma non ero concentrata sulla ricerca della verità né sull’imparare una lezione. Sono stata irretita da un anticristo. Ho avuto quello che mi spettava. Questo mi ha colmata ancor più di rimorso e senso di colpa, e mi sentivo profondamente in debito con Dio. Ho recitato una preghiera: “Dio, sono una vera vigliacca. Quando sono stata oppressa e ingannata da una falsa leader, un anticristo, l’ho assecondata ciecamente invece applicare discernimento, e questo ha intralciato il lavoro della casa di Dio. Dio, voglio pentirmi e smettere di proteggere sempre e solo me stessa. Voglio prendere posizione, esporre e denunciare le malefatte di Liu Ping”. Poi, ho esposto con sincerità il male compiuto da Liu Ping. Poco tempo dopo, una leader mi ha risposto che Liu Ping aveva compiuto troppo male e non voleva pentirsi, così è stata identificata come un anticristo e poi espulsa dalla Chiesa. Mi ha fatto piacere, e ho anche pensato alla tendenza di Chen Xiao a suscitare conflitti interni, a scatenare rivalità per invidia e a sminuire gli altri. Neanche lei provava pentimento, era veramente una falsa leader. Io e alcuni collaboratori abbiamo scritto insieme un rapporto su di lei, e la leader ha decretato che la sostituissimo secondo principio. Attraverso le valutazioni di altri fratelli e sorelle, ho visto che Chen Xiao era ossessionata dal potere e compiva molto male per proteggere il suo prestigio. È stata espulsa perché era un anticristo.

Queste esperienze mi hanno mostrato quanto sia fondamentale cercare la verità e valutare le persone attraverso le parole di Dio. Seguire le nozioni quando si interagisce con i leader, guardare solo al loro calibro, ai loro doni e al loro prestigio, adorarli e seguirli ciecamente, è opporsi a Dio e tradirLo. In casi gravi, si può finire a compiere il male insieme a loro e perdere la possibilità di essere salvati. Imparare a discernere persone ed eventi diversi e vedere le motivazioni e le tattiche dietro a ciò che i falsi leader e gli anticristi dicono e fanno è l’unico modo per evitare di essere limitati e ingannati, l’unico modo per rimanere saldi.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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