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Come si può conoscere l’indole e l’essenza di Dio?

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2. Come si può conoscere l’indole e l’essenza di Dio?

l'indole di Dio e l'essenza di Dio

Parole di Dio attinenti:

La gioia di Dio è dovuta all’esistenza e alla comparsa della giustizia e della luce, nonché alla distruzione delle tenebre e del male. Egli prova piacere perché ha portato la luce e ha dato una buona vita agli uomini; la Sua è una gioia giusta, un simbolo dell’esistenza di tutto ciò che è positivo e, ancora di più, un simbolo di buon auspicio. La collera di Dio è dovuta all’esistenza dell’ingiustizia e del turbamento che essa genera e che sta arrecando danno ai Suoi esseri umani; è dovuta, inoltre, all’esistenza del male e delle tenebre, all’esistenza di cose che allontanano la verità e, ancora di più, all’esistenza di cose che si oppongono a ciò che è buono e bello. La Sua collera è un simbolo del fatto che tutte le cose negative non esistono più e, cosa più importante, è un simbolo della Sua santità. Il Suo dolore è causato dall’umanità, per la quale Egli nutre delle speranze, ma che è precipitata nelle tenebre, perché l’opera che Egli svolge sull’uomo non soddisfa le Sue aspettative, e perché l’umanità che Egli ama non riesce a vivere tutta nella luce. Egli Si duole per l’umanità innocente, per l’uomo onesto ma ignorante, e per l’uomo che è buono ma non riesce a farsi un’idea delle cose. Il Suo dolore è un simbolo della Sua benevolenza e della Sua misericordia, un simbolo di bellezza e amabilità. La Sua felicità, ovviamente, nasce dalla sconfitta dei Suoi nemici e dal conseguimento della buona fede dell’uomo. Ancor di più, deriva dall’espulsione e dalla distruzione di tutte le forze nemiche, e dal fatto che l’umanità riceva una vita bella e tranquilla. La felicità di Dio non è paragonabile alla gioia dell’uomo; è piuttosto la sensazione di raccogliere buoni frutti, una sensazione ancora più grande della gioia. La Sua felicità è un simbolo dell’umanità che, d’ora in avanti, si libera dalla sofferenza, e un simbolo dell’umanità che entra in un mondo di luce.

da “È molto importante comprendere l’indole di Dio” in La Parola appare nella carne

Dio è ciò che Egli è ed ha ciò che Egli ha. Tutto ciò che Egli esprime e rivela è una rappresentazione della Sua essenza e della Sua identità. Nessun uomo può sostituire ciò che Egli è e ciò che Egli ha, né la Sua essenza e la Sua identità. La Sua indole racchiude il Suo amore per l’umanità, il Suo conforto per l’umanità, il Suo disprezzo per l’umanità e, ancor di più, una profonda comprensione dell’umanità. La personalità dell’uomo, tuttavia, può essere ottimista, vivace o insensibile. L’indole di Dio appartiene al Sovrano di tutte le cose e di tutti gli esseri viventi, al Signore di tutto il creato. La Sua indole rappresenta l’onore, la potenza, la nobiltà, la grandezza e, più di ogni altra cosa, la supremazia. La Sua indole è il simbolo dell’autorità, il simbolo di tutto ciò che è giusto, il simbolo di tutto ciò che è bello e buono. Più di questo, è un simbolo di Colui che non può essere[a] vinto o invaso dalle tenebre e da qualsiasi forza nemica, nonché un simbolo di Colui che non può essere offeso (né Egli tollererà che questo avvenga)[b] da qualsiasi essere creato. La Sua indole è il simbolo del sommo potere. Non una né più persone possono o potrebbero turbare la Sua opera o la Sua indole.

da “È molto importante comprendere l’indole di Dio” in La Parola appare nella carne

Gli esseri umani dicono spesso che non è facile conoscere Dio. Io dico invece che conoscere Dio non è affatto difficile, poiché sovente Dio consente all’uomo di assistere ai Suoi atti. Dio non ha mai interrotto il Suo dialogo con l’umanità; non Si è mai celato all’uomo, né Si è mai nascosto. I Suoi pensieri, le Sue idee, le Sue parole e i Suoi atti sono tutti rivelati all’umanità. Pertanto, se l’uomo desidera conoscere Dio, può farlo con strumenti e metodi di ogni sorta. […] In verità, se uno appena usa il proprio tempo libero per concentrarsi sulle parole e sugli atti del Creatore e capirli e prestare un po’ di attenzione ai pensieri del Creatore e alla voce del Suo cuore, non sarà difficile capire che i pensieri, le parole e gli atti del Creatore sono visibili e trasparenti. Allo stesso modo basta poco per capire che il Creatore è fra gli uomini in ogni momento, conversa sempre con loro e con l’intero creato, e compie nuovi atti ogni giorno. La Sua sostanza e la Sua indole si esprimono nel dialogo con l’uomo; i Suoi pensieri e le Sue idee si rivelano totalmente nei Suoi atti; Egli accompagna e osserva l’umanità in ogni momento. Parla silenziosamente all’umanità e a tutto il creato dicendo implicitamente: “Io sono nei cieli e in mezzo al Mio creato. Sorveglio, aspetto, sono al tuo fianco…”.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

La conoscenza di Dio deve avvenire attraverso la lettura e la comprensione della Sua parola, attraverso la pratica e l’esperienza della Sua parola. Alcuni dicono: “Non ho visto il Dio fattoSi carne, dunque come potrei conoscere Dio?” Di fatto, la parola di Dio è un’espressione della Sua indole. Dalla parola di Dio si può capire il Suo amore e la salvezza per l’umanità, e il Suo metodo per salvarla… Ciò avviene perché la parola di Dio è espressa da Lui Stesso in contrapposizione al fatto di usare l’uomo per scriverla. È espressa personalmente da Dio. Egli esprime le Proprie parole e la Propria voce interiore. Perché si dice che siano parole accorate? Perché arrivano dal profondo, esprimendo la Sua indole, la Sua volontà, i Suoi pensieri e il Suo amore, la Sua salvezza e le Sue aspettative per l’umanità… Tra le parole di Dio ve ne sono di severe, di gentili e premurose, e alcune rivelatrici che non sono in linea con i desideri umani. Se ti concentri solo sulle parole rivelatrici, percepirai che Dio è piuttosto inflessibile. Se guardi solamente alle parole gentili, penserai che Dio non abbia molta autorità. Quindi non devi prenderle fuori dal contesto, ma considerarle da ogni angolazione. A volte Dio parla da una prospettiva gentile e compassionevole e la gente vede il Suo amore per l’umanità; altre volte Egli parla da un punto di vista rigoroso e le persone vedono che la Sua indole non tollererà alcuna offesa. L’uomo è deplorevolmente sporco e non è degno di vedere il volto di Dio o di presentarsi dinanzi a Lui. Il fatto che ora le persone possano presentarsi davanti a Lui è solo grazia di Dio. La saggezza di Dio si può notare dal modo in cui Egli opera e dal significato della Sua opera. Le persone riescono comunque a constatare queste cose nella Sua parola persino senza entrare direttamente in contatto con Lui.

da “Come conoscere il Dio fattoSi carne” in Registrazione dei discorsi di Cristo

A qualunque fase tu sia arrivato nella tua esperienza, sei inseparabile dalla parola di Dio o dalla verità, e quello che comprendi dell’indole di Dio, e quello che sai di ciò che Egli ha ed è, sono tutti espressi nelle Sue parole; sono inestricabilmente legati alla verità. L’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è sono di per sé la verità; essa è un’autentica manifestazione di queste cose. Rende concreto ciò che Dio ha ed è, e lo afferma espressamente; ti dice in modo più immediato cosa Gli piace e cosa no, cosa vuole che tu faccia e cosa non ti permette di fare, quali persone disprezza e da quali trae piacere. Dietro le verità che Dio esprime, le persone possono vedere il Suo piacere, la Sua ira, la Sua sofferenza, felicità ed essenza. Questo è il rivelarsi della Sua indole. Oltre a sapere cosa Dio ha ed è, e a comprendere la Sua indole tramite la Sua parola, la cosa più importante è la necessità di raggiungere questa comprensione attraverso l’esperienza pratica. Se una persona si allontana dalla vita reale per conoscere Dio, non sarà in grado di conseguire questo obiettivo. Benché esistano uomini capaci di acquisire una certa comprensione tramite la parola di Dio, essa si limita alle teorie e alle parole, e c’è una disparità rispetto a come Egli è realmente.

da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in La Parola appare nella carne

L’avere e l’essere di Dio, l’essenza di Dio, l’indole di Dio: tutto è stato reso noto tramite le Sue parole all’umanità. Quando ha esperienza delle parole di Dio, l’uomo, nel processo di metterle in pratica, giungerà a capire lo scopo alla base delle parole pronunciate da Dio, a capire la fonte e l’antefatto delle Sue parole e a capire e apprezzare l’effetto desiderato delle Sue parole. Per l’umanità, queste sono tutte cose che l’uomo deve sperimentare, comprendere e fare proprie per avere accesso alla verità e alla vita, comprendere le intenzioni di Dio, trasformare la propria indole e divenire capace di obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Nello stesso tempo in cui l’uomo sperimenta, comprende e fa proprie queste cose, a poco a poco avrà acquisito una certa comprensione di Dio e in quel momento avrà anche acquisito gradi diversi di conoscenza di Lui. Questa comprensione e questa conoscenza non provengono da qualcosa che l’uomo ha immaginato o composto, ma piuttosto da ciò che apprezza, sperimenta, percepisce e corrobora in sé stesso. Solo quando queste cose sono state apprezzate, sperimentate, percepite e corroborate, la conoscenza di Dio da parte dell’uomo acquisisce contenuto; solo la conoscenza che l’uomo ottiene in questo momento è effettiva, reale e precisa, e questo processo – di conseguire un’autentica comprensione e conoscenza di Dio apprezzando, sperimentando, percependo e corroborando le Sue parole – non è altro che la vera comunione fra l’uomo e Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo giunge veramente a capire e comprendere le intenzioni di Dio, giunge veramente a capire e conoscere l’avere e l’essere di Dio, giunge veramente a capire e conoscere la Sua essenza, giunge gradatamente a capire e conoscere la Sua indole, arriva a una reale certezza e a una corretta definizione della realtà del dominio di Dio sull’intero creato e acquisisce un orientamento sostanziale e una conoscenza dell’identità e della posizione di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo modifica, passo dopo passo, le sue idee riguardo a Dio, non immaginandoLo più emerso dal nulla, né lasciando briglia sciolta ai propri sospetti su di Lui né fraintendendoLo né condannandoLo, né giudicandoLo, né dubitando di Lui. Di conseguenza l’uomo avrà meno discussioni con Dio, avrà meno conflitti con Lui e meno occasioni in cui ribellarsi contro di Lui. Viceversa, la sollecitudine dell’uomo verso Dio e la sua obbedienza a Lui aumenteranno, e la sua venerazione della volontà di Dio diventerà più reale, oltre che più profonda. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo conseguirà la provvista della verità e il battesimo della vita, ma allo stesso tempo otterrà anche la vera conoscenza di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo si trasformerà quanto alla propria indole e riceverà la salvezza, ma allo stesso tempo guadagnerà anche la reale venerazione e adorazione di Dio da parte di un essere creato. Dopo questo genere di comunione, la fede dell’uomo in Dio non sarà più una pagina bianca o una promessa offerta solo a parole o una forma di cieca ricerca e idolatria. Solo con questo genere di comunione la vita dell’uomo crescerà giorno dopo giorno verso la maturità, e solo adesso la sua indole a poco a poco si trasformerà, e la sua fede in Dio si modificherà, passo dopo passo, da una credenza vaga e incerta a un’autentica obbedienza e sollecitudine, a una reale venerazione, e l’uomo inoltre, nella sua ricerca di Dio, a poco a poco progredirà da un atteggiamento passivo a uno attivo, da uno che subisce l’azione a uno che intraprende un’azione positiva. Solo con questo genere di comunione l’uomo arriverà a capire veramente Dio, a conoscerLo veramente.

da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in La Parola appare nella carne

La conoscenza dell’autorità di Dio, della Sua potenza, della Sua identità e della Sua sostanza non si può conseguire affidandosi all’immaginazione. Dal momento che non puoi affidarti all’immaginazione per conoscere l’autorità di Dio, in che modo puoi conseguire una vera conoscenza dell’autorità di Dio? Nutrendoti e dissetandoti delle parole di Dio, ascoltando le comunicazioni e facendo esperienza delle parole di Dio, sperimenterai e verificherai a poco a poco la Sua autorità, e così ne acquisirai una graduale comprensione e una sempre maggiore conoscenza. Questo è l’unico modo per conoscere l’autorità di Dio; non vi sono scorciatoie. Chiedervi di non immaginare non equivale a farvi restare passivamente in attesa della distruzione o a impedirvi di fare alcunché. Non usare il cervello per pensare e immaginare significa non usare la logica per fare inferenze, non usare la conoscenza per analizzare, non basarsi sulla scienza, ma invece comprendere, verificare e confermare che il Dio in cui credi possiede autorità, confermare che Egli detiene la sovranità sul tuo destino e che la Sua potenza in ogni momento dimostra che Egli è il vero Dio Stesso, attraverso le parole di Dio, attraverso la verità, attraverso tutto ciò a cui vai incontro nella vita. Questo è l’unico modo in cui si possa arrivare alla comprensione di Dio. Alcuni dicono di voler trovare un modo semplice per conseguire questo scopo, ma a voi viene in mente qualcosa di utile al riguardo? Te lo dico Io, non c’è da pensare: non ci sono altri modi! L’unico è conoscere e verificare coscienziosamente e tenacemente ciò che Dio ha ed è attraverso ogni parola che Egli esprime e ogni cosa che Egli fa. Questo è l’unico modo per conoscere Dio. Infatti, ciò che Dio ha ed è, e tutto ciò che è di Dio, non è vacuo e vano, ma reale.

da “Dio Stesso, l’Unico I” in La Parola appare nella carne

Note a piè di pagina:

a. Il testo originale dice: “è un simbolo dell’essere incapace di essere”.

b. Il testo originale dice: “così come un simbolo dell’essere incapace di essere offeso (e del non tollerare di essere offeso)”.

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