Interpretazione di Matteo 25: come diventare vergini sagge per accogliere il Signore

16 Aprile 2020

Il Signore Gesù disse: “Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori” (Matteo 24:6-8). In tutto il mondo si stanno ora verificando catastrofi in numero sempre maggiore: il coronavirus di Wuhan, le locuste in Africa, gli incendi violenti in Australia e altri disastri sono emersi uno dopo l’altro. Sono apparse anche le quattro lune di sangue. Le profezie sull’avvento del Signore si sono sostanzialmente avverate; il Signore deve essere già ritornato. Una questione che occupa la mente di molti credenti nel Signore è questa: come possiamo diventare vergini savie accogliendo il Signore? Il Signore Gesù disse: “Allora il Regno dei Cieli sarà paragonato a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell’olio, mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell’olio nei vasi” (Matteo 25:1-4). Dalle Scritture possiamo vedere che le vergini savie preparano l’olio per le lampade e attendono con devozione l’arrivo del Signore. In definitiva sono in grado di accoglierLo e di partecipare al banchetto nel regno dei cieli. Allora molti fratelli e sorelle ritengono che, se leggono costantemente le Scritture, frequentano le riunioni, svolgono con diligenza l’opera del Signore e attendono con devozione, ciò significa che hanno preparato l’olio e sono vergini savie e quando arriverà il Signore saranno innalzati al regno dei cieli. Eppure questa è la nostra pratica da molti anni e adesso sono giunte catastrofi di ogni genere, ma ancora non abbiamo accolto il Signore. Pertanto non ci resta altra scelta che riflettere e domandarci: svolgere con diligenza l’opera del Signore in questo modo significa davvero essere vergini savie? Saremo in grado di accogliere il Signore ed essere innalzati prima della tribolazione?

Leggere le Scritture, pregare e svolgere con diligenza l’opera del Signore: tutto questo significa essere vergini savie?

Ripensiamo agli scribi, ai sommi sacerdoti e ai farisei. Tutti conoscevano bene le Scritture, e le loro famiglie servivano Dio da generazioni. Obbedivano rigidamente alla legge, osservavano i comandamenti, operavano con diligenza e perfino viaggiavano in tutto il mondo per diffondere il Vangelo di Dio. Si può dire che svolgevano un’opera intensa, sopportavano non poche sofferenze e con devozione attendevano l’arrivo del Messia. Secondo le nostre concezioni e fantasie, sarebbero dovuti essere le vergini savie che preparavano l’olio; sarebbero dovuti essere idonei più di chiunque ad accogliere il Signore e a conquistare la salvezza e la grazia da Lui offerte. Ma come stanno in realtà le cose? Quando il Signore Gesù Si incarnò e venne a compiere l’opera, queste persone non soltanto non riconobbero il Signore Gesù, ma sulla base delle loro concezioni e fantasie ritenevano perfino che “chiunque non sia chiamato ‘Messia’ non è Dio”. Udivano chiaramente che le parole del Signore avevano autorità e potenza, eppure sulla base delle loro concezioni e fantasie condannarono l’opera e le parole del Signore Gesù ritenendo che si discostassero dalle Scritture. Utilizzarono questa giustificazione per negare che il Signore fosse Dio Stesso e ne approfittarono per giudicare e bestemmiare il Signore Gesù. Nel cuore non avevano nemmeno un briciolo di devozione per Dio; non capivano, né ricercavano né esaminavano tutto questo. Collaborarono perfino con le autorità romane per crocifiggere il Signore Gesù, e in definitiva furono puniti da Dio. Allora si può forse dire che i farisei fossero vergini savie? Si preoccupavano unicamente di impegnarsi a fondo e svolgere la loro opera, di confermare la validità delle leggi dell’Antico Testamento, ma non avevano la minima conoscenza di Dio; erano incapaci di udire la voce di Dio. Potrebbero essere definiti le vergini più stolte. Allora che cosa significa veramente essere vergini savie? Continua a leggere per scoprirne di più.

Che cos’è una vergine savia?

Il Signore Gesù disse: “Le Mie pecore ascoltano la Mia voce e Io le conosco, ed esse Mi seguono” (Giovanni 10:27). “Verso mezzanotte si levò un grido: ‘Ecco lo sposo, uscitegli incontro!’” (Matteo 25:6). Dalle Scritture si può vedere che le vergini savie sono in grado di accogliere lo sposo principalmente perché assegnano grande importanza all’ascolto della voce di Dio. Quando sentono qualcuno gridare che lo sposo sta arrivando, le vergini savie prendono l’iniziativa di uscire per accoglierlo, e ricercano ed esaminano. In definitiva, odono la voce di Dio nelle Sue parole e così accolgono il Signore. È proprio come l’episodio narrato dalle Scritture in cui la samaritana sentì il Signore Gesù dire: “Perché hai avuto cinque mariti, e quello che hai ora non è tuo marito; ciò che hai detto è vero” (Giovanni 4:18). Allora capì che soltanto Dio poteva conoscere le cose nascoste nel suo cuore e parlarne. Sorpresa, alle persone che erano presenti urlò: “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere Lui il Cristo?” (Giovanni 4:29). Dalle Sue parole la donna riconobbe che il Signore Gesù era il Messia di cui era stato predetto l’avvento. E poi vi era Pietro: nel periodo di tempo da lui trascorso col Signore vide che le parole pronunciate dal Signore Gesù e l’opera da Lui compiuta non erano cose che un uomo comune fosse in grado di dire e fare. Dalle parole e dall’opera del Signore, Pietro riconobbe che il Signore Gesù era Cristo, Figlio di Dio. Anche Natanaele, Giovanni, Andrea e altri udirono la voce di Dio nelle parole del Signore Gesù. Capirono con certezza che il Signore Gesù era Dio Stesso e abbandonarono tutto per seguirLo. Soltanto queste persone sono vergini savie.

I fatti sopra esposti rendono evidente come non tutti coloro che leggono le Scritture, frequentano le riunioni, svolgono con diligenza l’opera del Signore e attendono con devozione siano vergini savie. Più di ogni altra cosa, le vergini savie sono coloro che ascoltano la voce di Dio e, quando sentono altri diffondere il Vangelo di Dio, sono in grado di abbandonare le proprie concezioni e fantasie ed esaminano l’opera di Dio con cuore umile e desideroso di ricercare. In definitiva conquistano l’illuminazione offerta da Dio, riconoscono la voce di Dio e accolgono il Signore. Quanto a coloro che non prestano attenzione all’ascolto della voce di Dio, non ricercano nemmeno dopo aver sentito esprimere la verità, non hanno discernimento, si limitano caparbiamente ad attenersi alle parole letterali delle Scritture e ritengono che impegnandosi a fondo, spendendosi e facendo offerte potranno accogliere la manifestazione di Dio: sono tutti vergini stolte e in definitiva perderanno la salvezza e la grazia offerte da Dio.

Per evitare di diventare vergini stolte ed essere abbandonati ed eliminati da Dio in mezzo alle catastrofi, in questo momento cruciale in cui va accolto l’avvento del Signore dobbiamo diventare vergini savie e concentrarci sul cercare di udire la voce di Dio. Nel libro dell’Apocalisse è scritto: “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese” (Apocalisse 2:7). “Ecco, Io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la Mia voce e apre la porta, Io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con Me” (Apocalisse 3:20). Queste profezie indicano che al Suo ritorno nei tempi ultimi il Signore pronuncerà delle parole. Allora come possiamo discernere la voce di Dio? Adesso teniamo una condivisione su alcuni altri principi.

1) Le parole pronunciate da Dio possiedono autorità e potenza e sono espressione dell’indole di Dio

Come sappiamo tutti, in principio Dio utilizzò le parole per creare il mondo. Le parole espresse da Dio possiedono autorità e potenza; non appena una parola di Dio viene pronunciata, si avvera nella realtà. È proprio come disse Dio nel libro della Genesi: “‘Sia luce!’ E luce fu” (Genesi 1:3). “‘Le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo e appaia l’asciutto’. E così fu” (Genesi 1:9). Jahvè disse a Mosè: “Parla a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Siate santi, perché Io, Jahvè, l’Iddio vostro, son santo” (Levitico 19:2). Vi sono anche le parole del Signore Gesù quando rimproverò i farisei: “Ma guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché serrate il Regno dei Cieli davanti alla gente; poiché non vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare” (Matteo 23:13).

Quando udiamo le parole di Dio ci rendiamo conto del fatto che nessun essere umano comune potrebbe pronunciarle. Le parole di Dio comandano tutte le cose, che vengono create e rese complete dalle Sue parole. Anche tutti coloro che si oppongono a Dio e Gli disobbediscono possono essere dannati dalle Sue parole. Ascoltarle ci incute timore, e possiamo percepire che l’indole di Dio non tollera offesa da parte di alcun essere umano, che le parole di Dio rappresentano pienamente la Sua identità e l’autorità e che negli ultimi giorni dobbiamo riconoscere se ciò che udiamo sia o no la voce del Signore che è ritornato. In questo modo possiamo acquisire discernimento.

2) Le parole di Dio svelano misteri e rivelano la corruzione e i segreti dell’umanità

Come sappiamo tutti, il Signore Gesù incarnato, nel periodo in cui venne a compiere l’opera, svelò molti misteri. Disse: “Ravvedetevi, perché il Regno dei Cieli è vicino” (Matteo 4:17) e anche “Non chiunque Mi dice: ‘Signore, Signore!’ entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre Mio che è nei cieli” (Matteo 7:21). Proprio perché il Signore svelò i misteri che circondano l’accesso al regno dei cieli noi sappiamo che solamente chi davvero si pente e diventa una persona che attua la volontà del Padre celeste è in grado di accedere al regno dei cieli. Questa è una cosa che non avremmo mai saputo se il Signore Gesù non ci avesse svelato questo mistero.

Inoltre Dio è un Dio che esamina attentamente il profondo del cuore degli esseri umani. Ci capisce perfettamente; soltanto Dio può rivelare la nostra corruzione e ciò che risiede nel nostro cuore. Per esempio, il Signore Gesù parlò di Natanaele che aveva visto sotto il fico, consentendo a Natanaele di riconoscere che il Signore Gesù era il Messia di cui era stato predetto l’avvento. Vi era anche Matteo l’esattore di imposte, il quale riconobbe che il Signore Gesù era Dio perché Gesù parlò del contenuto delle sue preghiere. Qui possiamo vedere che le parole di Dio non solo svelano misteri ma rivelano anche la corruzione e i segreti dell’umanità; anche questo è un modo in cui possiamo discernere se ciò che udiamo è la voce di Dio.

3) Le parole di Dio offrono sostentamento per la vita e indicano una via agli esseri umani

Il Signore Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (Giovanni 14:6). Dio Stesso è la verità; Dio è in grado di esprimere la verità per il sostentamento dell’umanità secondo le sue esigenze, in ogni momento e in ogni luogo. Durante l’Età della Legge, l’umanità non sapeva come vivere o come adorare Dio, perciò Dio tramite Mosè promulgò la legge per guidare gli esseri umani nella loro vita. Proprio come dicono i dieci comandamenti: “Io sono Jahvè, l’Iddio tuo, che ti ho tratto fuori dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi nel Mio cospetto” (Deuteronomio 5:6-7). “Non uccidere. Non commettere adulterio. […] Non attestare il falso contro il tuo prossimo. Non concupire la moglie del tuo prossimo” (Deuteronomio 5:17-21). Dopo avere udito le parole di Dio, gli esseri umani dell’epoca seppero allora come vivere e come adorare Dio. Poi il Signore Gesù, quando venne a compiere l’opera e a diffondere il Vangelo del regno dei cieli, cominciò a insegnare alle persone che dovevano confessare i peccati e pentirsi, che dovevano essere tolleranti e pazienti, che dovevano amare il prossimo come sé stesse, che dovevano essere il sale e la luce della terra, e altro ancora. Quando Pietro pose al Signore Gesù questa domanda: “Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?” (Matteo 18:21). Gesù disse subito a Pietro: “Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette” (Matteo 18:22). Dopo avere udito queste parole del Signore, Pietro capì che il perdono è una cosa a cui dobbiamo attenerci sempre; non è soggetto a condizioni o limitato a un certo numero di volte. Pietro ebbe così una via per la pratica.

Pertanto, se qualcuno oggi ci trasmette la buona novella che il Signore è ritornato e ci testimonia che lo Spirito Santo parla alle chiese, possiamo ascoltare e valutare se questa via sia in grado di fornirci sostentamento per le nostre esigenze attuali. Tutti noi ora viviamo in una condizione in cui commettiamo peccati e poi li confessiamo, condizione da cui non riusciamo a districarci. Se le parole che ci vengono trasmesse indicano una via per liberarci dal peccato e acquisire la purezza, ciò significa che il Signore Gesù è ritornato. Possiamo discernere la voce di Dio in base a questo unico principio.

Questa condivisione ti offre una via per diventare una vergine savia e accogliere il Signore? Spero che tu la trasmetta ad altri se ti è stata utile. Il mio desiderio è che tutti noi possiamo diventare vergini savie, impegnandoci con tutto il cuore nella ricerca e nell’ascolto attento della voce del Signore. Che possiamo presto accogliere il ritorno del Signore e partecipare al banchetto con Lui!

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