Non c’è distinzione di prestigio o rango nei doveri

22 Ottobre 2025

di Lei Bing, Cina

Nel 2023, i leader hanno disposto che predicassi il Vangelo perché la mia levatura era scarsa e mi ero dimostrato incapace di svolgere doveri basati sui testi. In quel momento, ho sentito di aver perso la faccia. Ho pensato: “Se i miei fratelli e le mie sorelle sanno che sono stato destituito a causa della mia scarsa levatura, cosa penseranno di me?” Mi sentivo malissimo. Un giorno, tornando dalla predicazione del Vangelo, ho ricevuto una lettera dai leader. Dicevano che erano a corto di personale e volevano che tornassi nel luogo in cui avevo originariamente svolto il mio dovere. Sono stato molto felice di leggere questo e ho pensato: “Ora posso di nuovo svolgere doveri basati sui testi!” Ma, quando ho continuato a leggere, mi sono immediatamente scoraggiato. In realtà i leader volevano che andassi lì a svolgere il dovere di ospitare. Ero completamente deluso. Ho pensato: “È finita. Questo dovere di ospitare viene sempre fatto da fratelli e sorelle più anziani. Come sono potuto cadere così in basso da cucinare per gli altri? È così degradante e imbarazzante! Inoltre, in passato, svolgevo doveri basati sui testi, ma ora, in un batter d’occhio, mi ritrovo a ospitare. Come potrò guardare negli occhi i fratelli con cui collaboravo prima? Sono stato un leader e ho svolto doveri basati sui testi, e i fratelli e le sorelle nella mia città natale mi considerano tutti una persona di talento. Cosa penseranno di me se scopriranno che ora ospito? Perderò completamente la faccia!” Quando ho pensato così, mi sono sentito molto oppositivo e non volevo accettare questo dovere. Tuttavia, ho accettato con riluttanza perché temevo che i leader dicessero che non ero obbediente.

Quando sono arrivato alla casa ospitante, mi è stato un po’ difficile guardare negli occhi i fratelli che avevo conosciuto in passato: mi sentivo inferiore. Per evitare l’imbarazzo, cercavo di stare il più possibile da solo nella mia stanza e di ridurre al minimo i contatti con loro. Quando li vedevo andare a svolgere i loro doveri dopo aver mangiato, mentre io ero impegnato a lavare i piatti, pulire i tavoli e spazzare il pavimento, iniziavo a sentirmi frustrato nel lavoro. Mi sentivo come un domestico. A volte, mettevo da parte la scopa e non pulivo per un paio di giorni, altre volte i fratelli mi aiutavano con le pulizie. Un fratello, che aveva problemi di salute, mi ricordava molto spesso di non preparare cibo troppo piccante perché lui non poteva mangiarlo. Tuttavia, io non riuscivo ad accettarlo correttamente e credevo che mi stessero trattando come un servo, quindi mi sentivo cupo. Quando cucinavo, non mettevo nemmeno un peperoncino e, per sfogare la mia insoddisfazione, preferivo lasciare che i peperoncini andassero a male piuttosto che mangiarli. Vedendo il mio atteggiamento, i fratelli e le sorelle hanno smesso di darmi dei suggerimenti. Dopo di che, ho provato biasimo per me stesso; sapevo che non avrei dovuto farlo, ma semplicemente non riuscivo a controllarmi. Sono diventato sempre più irresponsabile nei miei doveri, preparando troppo cibo oppure troppo poco. Non chiedevo se i fratelli avessero mangiato abbastanza e avevo costantemente voglia di sottrarmi a questo dovere. Tuttavia, temevo che i fratelli e le sorelle dicessero che non mi stavo sottomettendo e quindi non ne parlavo. Però, ogni volta che mi trovavo di fronte a pentole e padelle, a lavare e sciacquare, mi si stringeva il cuore. Pensavo che questo dovere venisse fatto sempre da fratelli e sorelle più anziani e che, se i fratelli e le sorelle che mi conoscevano avessero scoperto che facevo il cuoco, nessuno mi avrebbe ammirato. A questo pensiero, la frustrazione repressa mi faceva sentire davvero a disagio. Mi sono reso conto che il mio stato non era corretto e ho pregato Dio nel mio cuore: “Dio, so che questo dovere mi è arrivato con il Tuo permesso. Ti prego, guidami affinché io mi sottometta!”

In seguito, ho riflettuto su me stesso: “Perché non voglio mai svolgere il dovere di ospitare?” Un giorno, durante le mie devozioni spirituali, ho letto un passo delle parole di Dio che era molto pertinente al mio stato. Dio dice: “Gli anticristi hanno a cuore la propria reputazione e il proprio prestigio in modo maggiore rispetto alle persone comuni, e ciò è qualcosa di intrinseco alla loro indole essenza; non è un interesse temporaneo né l’effetto transitorio dell’ambiente circostante. È qualcosa all’interno della loro vita, delle loro ossa, e dunque è la loro essenza. Vale a dire, in tutto ciò che gli anticristi fanno, la loro prima considerazione va alla propria reputazione e al proprio prestigio, nient’altro. Per loro, la reputazione e il prestigio sono la vita, nonché l’obiettivo che perseguono per tutta la loro esistenza. In tutto ciò che fanno, la priorità è: ‘Cosa ne sarà del mio prestigio? E della mia reputazione? Fare questa cosa mi darà una buona reputazione? Eleverà il mio prestigio nella mente delle persone?’ Questa è la prima cosa a cui pensano, il che dimostra ampiamente che hanno l’indole e l’essenza degli anticristi, ed è per questo motivo che considerano le cose in questo modo. Si può dire che, per gli anticristi, la reputazione e il prestigio non sono un requisito aggiuntivo, né tantomeno cose esterne a loro di cui potrebbero fare a meno. Fanno parte della loro natura, sono nelle loro ossa, nel loro sangue, sono innati in loro. Gli anticristi non sono indifferenti al possesso della reputazione e del prestigio; non è questo il loro atteggiamento. Allora qual è? La reputazione e il prestigio sono intimamente legati alla loro vita di tutti i giorni, alla loro condizione quotidiana, a ciò che perseguono ogni giorno. […] Si può dire che, nel cuore degli anticristi, il perseguimento della verità nella fede in Dio sia il perseguimento della reputazione e del prestigio e che il perseguimento della reputazione e del prestigio sia anche il perseguimento della verità: ottenere reputazione e prestigio equivale a ottenere la verità e la vita. Se sentono di non aver ottenuto fama, guadagno o prestigio, se sentono che nessuno li ammira, li tiene in grande considerazione o li segue, allora diventano abbattuti, ritengono che credere in Dio non abbia senso, nessun valore, e si chiedono interiormente: ‘Ho forse fallito credendo in Dio in questo modo? Non c’è speranza per me?’ Spesso calcolano queste cose nei loro cuori. Calcolano come potersi ritagliare un posto nella casa di Dio, come poter acquisire un’elevata reputazione all’interno della chiesa, come potersi fare ascoltare dagli altri quando parlano e farsi tessere le lodi quando agiscono, come poter portare le persone a seguirli dovunque essi siano e come poter avere una voce influente nella chiesa e possedere fama, guadagno e prestigio: si concentrano davvero su queste cose in cuor loro. È questo che simili persone perseguono(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte terza”). Dio smaschera che gli anticristi considerano il prestigio e la reputazione come la loro stessa linfa vitale. Indipendentemente dai doveri che svolgono, gli anticristi non tengono mai conto degli interessi della casa di Dio. Invece, tengono conto solo della possibilità di ottenere fama e ammirazione altrui e, quando non riescono a ottenere reputazione e prestigio, è come se venissero derubati della loro stessa vita. Questo è determinato dall’essenza degli anticristi. L’indole che avevo rivelato era uguale a quella di un anticristo. Credevo che essere un leader o fare un dovere che avesse una componente tecnica fosse rispettabile e di spicco, che avrebbe fatto sì che le persone mi ammirassero e che solo allora la vita sarebbe stata preziosa o significativa. Al contrario, credevo che svolgere il dovere di ospitare fosse inferiore e che nessuno mi avrebbe stimato. Dopo essere stato destituito dai doveri basati sui testi, temevo che i fratelli e le sorelle mi avrebbero guardato dall’alto in basso se avessero saputo che ero stato riassegnato a causa della mia scarsa levatura, e ho davvero provato vergogna. Soprattutto quando mi è stato chiesto di svolgere il dovere di ospitare, mi sono sentito completamente paralizzato. Ho pensato al fatto che, quando in precedenza ero stato un leader nella chiesa, mi ero spesso riunito, avevo condiviso con i fratelli e le sorelle e avevo attuato il lavoro, ma adesso ero diventato un cuoco e mi sentivo come se avessi completamente perso la faccia. Ogni volta che pensavo a questo, mi sentivo soffocato, amareggiato e infelice, e non riuscivo a sottomettermi. C’era un fratello che non poteva mangiare cibo troppo piccante per motivi di salute e in molte occasioni mi ricordava di usare meno peperoncino. Era una richiesta ragionevole, qualcosa di cui avrei dovuto tener conto, essendo io una persona che svolgeva il dovere di ospitare; avrei dovuto accettarla. Ma non ho mostrato considerazione per lui e ho persino creduto che mi stesse disprezzando, così mi ci sono scontrato e ho addirittura sfogato la rabbia sul mio dovere. Ero stato così consumato dal prestigio e dalla reputazione che avevo persino perso l’umanità normale. Non pensavo a fare bene il mio dovere di ospitare i fratelli. Avevo la testa piena di pensieri sulla mia reputazione e sul mio prestigio e volevo costantemente sottrarmi al dovere. Ero veramente privo di umanità! Ho pregato Dio nel mio cuore, disposto a pentirmi e a trattare correttamente i miei doveri.

Un giorno, ho letto un passo delle parole di Dio e ho acquisito una certa comprensione dei miei problemi. Dio Onnipotente dice: “Quando si verifica una situazione in cui una persona non riesce a stare al proprio posto e a compiere ciò che dovrebbe, cioè quando non riesce ad adempiere bene il proprio dovere, sente un peso sul cuore. Questo è un problema molto pratico che deve essere risolto. Quindi, come dovrebbe essere risolto? Che tipo di atteggiamento si dovrebbe avere? Innanzitutto, si deve avere il desiderio di ravvedersi. E, se si ha tale desiderio, come si dovrebbe praticare? Per esempio, mettiamo che ci sia qualcuno che è stato leader per uno o due anni e, a causa della sua scarsa levatura, non è all’altezza del compito, non riesce a capire nulla fino in fondo, non sa come usare la verità per risolvere i problemi ed è incapace di fare un lavoro reale, il che porta alla sua destituzione. Se, dopo essere stato destituito, è in grado di sottomettersi e può continuare a fare il proprio dovere e ha il desiderio di ravvedersi, cosa dovrebbe fare? Prima di tutto, dovrebbe avere questa comprensione: ‘Dio ha fatto bene a fare come ha fatto. La mia levatura è davvero scarsa. Per così tanto tempo non ho fatto alcun lavoro reale, ritardando il lavoro della chiesa e l’ingresso nella vita dei fratelli e delle sorelle. È già un bene che la casa di Dio non mi abbia espulso. Sono stato così spudorato, mantenendomi a forza in questa posizione per tutto questo tempo, pensando ancora di aver fatto un ottimo lavoro. Quanto sono assolutamente privo di ragione!’ Se riesce a odiare sé stesso e a provare rimorso nel cuore, non è forse una manifestazione del desiderio di ravvedersi? Essere in grado di dire questo significa che ha il desiderio. Supponiamo che dica questo nel suo cuore: ‘Per così tanto tempo nella mia posizione di leader non ho fatto altro che perseguire i vantaggi del prestigio; mi limitavo a predicare dottrine e a dotarmi di esse, senza perseguire l’ingresso nella vita. Solo ora che sono stato destituito vedo che sono troppo carente e mi manca così tanto. Dio ha fatto la cosa giusta, e io devo sottomettermi. Prima, quando avevo prestigio, i fratelli e le sorelle erano molto buoni con me; mi si affollavano attorno ovunque andassi. Ora nessuno mi presta attenzione, e sono rifiutato da tutti; me lo merito, questa è la punizione che dovrei ricevere. Inoltre, come potrebbe un essere creato avere un qualche prestigio davanti a Dio? Non importa quanto sia alto il prestigio di qualcuno, non è né il suo esito né la sua destinazione. Dandomi il mio incarico, Dio non intende che io mi imponga o goda del mio prestigio, ma che io faccia il mio dovere. Dovrei fare quanto sono capace di fare. Dovrei avere un atteggiamento di sottomissione nei confronti della sovranità di Dio e delle disposizioni della casa di Dio. Sebbene sia difficile sottomettersi, devo farlo. Dio ha ragione a fare come fa e, anche supponendo che io avessi migliaia o decine di migliaia di ragioni, nessuna di esse sarebbe la verità. Sottomettersi a Dio è la verità!’ Queste sono esattamente le manifestazioni del ravvedimento. Se una persona possiede queste cose, come la valuterà Dio? Dio dirà che questo è un individuo dotato di coscienza e ragione. Questa valutazione è alta? Non è molto alta: ha solo coscienza e ragione; non ha ancora raggiunto lo standard dell’essere perfezionato da Dio. Ma, per quanto riguarda questo tipo di persona, è già qualcosa da apprezzare: essere in grado di sottomettersi è raro e prezioso. Poi, per quanto riguarda il modo in cui la persona persegue affinché Dio cambi la Sua opinione su di lei, ciò dipende dalla strada che sceglie(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo eliminando le proprie nozioni si può intraprendere il giusto cammino della fede in Dio (3)”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho provato vergogna e mi sono sentito in colpa. Quando qualcuno con coscienza e ragione viene riassegnato nei suoi doveri o destituito, è in grado di sottomettersi, riflettere su sé stesso e comprendere le sue mancanze. Costui accetta senza cercare di giustificarsi né di mercanteggiare sulle condizioni, e desidera cambiare rotta. Ho pensato a come avessi una scarsa levatura e non fossi all’altezza di svolgere doveri basati sui testi. Dopo mesi passati a svolgere il mio dovere, non avevo ottenuto alcun risultato e il fatto che i leader avessero riassegnato i miei doveri era in completa conformità con la verità principio. Se avessi continuato a fare quel dovere, avrei ritardato il lavoro e sarei diventato negativo a causa della mia levatura insufficiente. Questa disposizione era vantaggiosa sia per il lavoro della chiesa che per me stesso. Tuttavia, non ho ringraziato Dio e sono persino diventato negativo e mi sono lamentato, credendo che svolgere il dovere di ospitare fosse assolutamente degradante per me, come se stessi subendo un’enorme umiliazione. Ogni giorno, svolgevo il mio dovere controvoglia. La mia levatura era scarsa, ma la casa di Dio non mi aveva eliminato, anzi mi aveva dato un’altra possibilità di svolgere il mio dovere. Questa era la grazia di Dio e io avrei dovuto ringraziarLo, accettare il dovere e sottomettermi incondizionatamente. Invece, non sapendo cosa fosse bene per me, sono diventato negativo, battevo la fiacca e mi sentivo indignato e non disposto ad accettare. Ero davvero privo di coscienza e ragione!

Dopo di che, ho riflettuto su me stesso: “Perché sono sempre limitato dal prestigio e dall’orgoglio nel mio dovere?” Ho letto un passo delle parole di Dio e ho trovato la causa profonda del mio problema. Dio dice: “Volete essere sempre superiori agli altri, dispiegare le ali e spiccare il volo, essere un’aquila piuttosto che un uccellino? Che indole è questa? È questo il principio della condotta? La vostra condotta dovrebbe essere basata sulle parole di Dio; solo le parole di Dio sono la verità. Voi siete stati corrotti troppo profondamente da Satana e considerate sempre la cultura tradizionale, le parole di Satana, come verità, come oggetto del vostro perseguimento, il che vi rende facile prendere la strada sbagliata, camminare sulla strada dell’opposizione a Dio. I pensieri e i punti di vista dell’umanità corrotta e le cose che persegue sono tutti contrari ai desideri di Dio, alla verità e alla legge del fatto che Dio è sovrano su ogni cosa, che Egli orchestra tutto e controlla il destino dell’umanità. Perciò, non importa quanto appropriato e ragionevole sia il tuo perseguimento in base ai pensieri e alle nozioni umane, dal punto di vista di Dio non è una cosa positiva e non è in linea con le Sue intenzioni. Poiché tu vai contro il fatto che Dio regna sovrano sul destino dell’umanità e vuoi percorrere da solo la tua strada, prendendo il tuo destino nelle tue mani, sbatti sempre contro i muri rimanendo malridotto, e non c’è mai niente che funzioni per te. Perché non funziona niente per te? Perché questa legge stabilita da Dio è inalterabile da qualsiasi essere creato, e l’autorità e il potere di Dio sono al di sopra di tutto, non possono essere violati da alcun essere creato. Le persone sopravvalutano le loro capacità. Cos’è che fa sempre desiderare alle persone di essere libere dalla sovranità di Dio, e desiderare sempre di afferrare il proprio destino e pianificare il proprio futuro, e desiderare di controllare le proprie prospettive, la propria direzione e i propri obiettivi di vita? Da dove viene questa motivazione? (Da un’indole satanica corrotta.) Che cosa allora provoca negli uomini un’indole satanica corrotta? (Combattere contro Dio.) Che cosa consegue al combattere contro Dio? (Dolore.) Il dolore non è nemmeno la metà di esso: è la distruzione. Ciò che vedi proprio di fronte a te è dolore, negatività e debolezza, ed è opposizione e lamentele: che esito avrà combattere contro Dio? L’annientamento! Non è una questione da poco e non è un gioco(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo accettando la verità si può eliminare l’indole corrotta”). Dalle parole di Dio ho compreso che ero stato principalmente vincolato da veleni satanici, come “L’uomo lascia il proprio nome ovunque vada, così come l’oca emette il suo grido ovunque voli” e “Mentre l’uomo si affanna verso l’alto, l’acqua scorre verso il basso” e che vivevo per la fama e il guadagno. Quando ero giovane, avevo un forte desiderio di reputazione e prestigio. Durante l’adolescenza, vedevo molte persone che lavoravano come muratori e mi dicevo: “Anche se dovessi morire di povertà, non farò mai il muratore!” Pensavo così perché credevo che fosse un lavoro svolto da persone prive di competenze e di prospettive. Invidiavo molto quelli che facevano grandi affari, vestivano in modo rispettabile ed erano ammirati e invidiati ovunque andassero. In seguito, ho iniziato a imparare come fare affari e tutti gli abitanti del villaggio mi elogiavano, dicendo: “Questo ragazzo ha fegato. Avrà sicuramente un futuro brillante”. Ero molto felice di sentirlo. In tutto ciò che facevo, dovevo considerare se fosse rispettabile o meno e se avrebbe fatto sì che le persone mi stimassero. Dopo aver iniziato a credere in Dio, ho continuato a vivere secondo questi veleni satanici. Pensavo che essere un credente comune che fa un dovere che comporta l’adoperarsi non potesse dimostrare il mio valore. Credevo che essere un leader o fare un dovere con una componente tecnica mi avrebbe messo in luce e fatto sì che le persone mi invidiassero e mi ammirassero; solo in questo modo la vita poteva avere valore e significato. Pertanto, nello svolgere il mio dovere, ero molto attivo e riuscivo a rinunciare alle cose e ad abbandonarle. Ho ripensato a quando ero stato un leader in precedenza e a come i fratelli e le sorelle mi ammirassero ovunque andassi. In particolare, quando mi chiedevano di riunirmi e condividere più spesso con loro, ero così felice che non sapevo cosa dire. Sentivo di essere molto stimato ed ero parecchio motivato a fare il mio dovere. Tuttavia, quando mi è stato chiesto di svolgere il dovere di ospitare, sono avvizzito proprio come una foglia secca. Sentivo che fare questo dovere era inferiore, così in cuor mio provavo opposizione e mi lamentavo, diventavo negativo e battevo la fiacca nel fare il dovere. Quando cucinavo, preparavo troppo cibo oppure ne preparavo troppo poco e non bastava per tutti. A volte, vedendo degli avanzi, li usavo per mettere insieme un pasto in modo superficiale, non curandomi se i miei fratelli avessero mangiato abbastanza oppure no. Quando cucinavo, non tenevo conto della salute di quel mio fratello e, quando lui mi dava qualche sollecito in più, mi infastidivo. Quando ero di cattivo umore, non facevo nemmeno le pulizie. Vivendo secondo i veleni satanici, sono diventato sempre più privo di ragione e di umanità normale. Se non mi fossi pentito, non solo i fratelli e le sorelle avrebbero sviluppato un’avversione nei miei confronti, anche Dio sarebbe stato scontento e, col tempo, lo Spirito Santo mi avrebbe abbandonato. Quando l’ho compreso, ho provato un po’ di paura, così ho pregato Dio dicendoGli che ero disposto a sottomettermi alle Sue orchestrazioni e alle Sue disposizioni e a fare bene il mio dovere.

In seguito, ho letto altri due passi delle parole di Dio e ho capito come trattare i miei doveri. Dio dice: “Nella casa di Dio, ogni volta che viene disposto per te qualcosa da fare, a prescindere dal fatto che sia un lavoro difficile o faticoso, oppure che ti piaccia farlo o no, è un tuo dovere. Se riesci a considerarlo come un incarico e una responsabilità che Dio ti ha affidato e sei in grado di completarlo con tutto il tuo cuore e la tua forza, allora si può dire che il lavoro che fai, ossia il dovere che svolgi, è rilevante per l’opera di Dio di salvezza dell’uomo. Se riesci ad accettare con serietà e sincerità l’incarico che Dio ti ha affidato, in che modo Egli ti considererà? Ti considererà come un membro della Sua famiglia. Questa è una benedizione o un guaio? (Una benedizione.) È una grande benedizione(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Qual è lo svolgimento del proprio dovere all’altezza degli standard?”). “Qual è la vostra funzione di esseri creati? Questo è relativo al vostro dovere e alla vostra pratica. Sei un essere creato, e se Dio ti ha dato il dono del canto, e la casa di Dio dispone che tu canti, allora devi cantare bene. Se hai il dono di predicare il Vangelo, e la casa di Dio dispone che tu predichi il Vangelo, allora dovresti farlo bene. Se il popolo eletto di Dio ti nomina leader, devi assumere l’incarico di leadership, e condurlo a nutrirsi delle parole di Dio, a condividere sulla verità e ad accedere alla realtà. Così facendo, avrai fatto bene il tuo dovere. L’incarico che Dio affida all’uomo è estremamente importante e significativo! Allora, in che modo dovresti assumere questo incarico ed esercitare la tua funzione? Si può affermare che questa è una delle questioni più grandi da affrontare, un momento cruciale che determina se sei in grado di guadagnare la verità ed essere perfezionato da Dio. Devi compiere una scelta(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo comprendendo la verità si possono conoscere le azioni di Dio”). Dalle parole di Dio ho compreso che nei doveri della Sua casa non c’è distinzione tra grande e piccolo, alto e basso o nobile e misero. I doveri scaturiscono dall’opera di Dio per salvare l’umanità. Indipendentemente dal dovere che si svolge o dal fatto che si possa o meno mettersi in mostra, se si è in grado di accettare sinceramente il proprio dovere, di trattarlo seriamente, di svolgere il proprio ruolo secondo i requisiti di Dio e di svolgere bene il proprio dovere con i piedi per terra, allora Dio sarà soddisfatto. Tuttavia, io consideravo l’essere un leader, o lo svolgere doveri basati sui testi o con una componente tecnica, come doveri di alto livello. Credevo che le persone che svolgevano questo tipo di dovere sarebbero state oggetto della salvezza di Dio, mentre coloro che ospitavano e svolgevano commissioni non facevano altro che adoperarsi e rendere servizio. Avevo diviso i doveri della casa di Dio in alti e bassi, nobili e miseri e in vari gradi. Questo punto di vista era veramente assurdo e in completa violazione della verità. Ho riflettuto sul fatto che non possedevo le competenze per fare un dovere basato sui testi, che avevo inoltre una scarsa levatura e che da molto tempo non riuscivo a ottenere alcun risultato nel mio dovere. Se mi fossi sforzato di collaborare per salvare la faccia, non solo avrei ostacolato il lavoro della chiesa, ma sarei stato anche incline a diventare negativo, il che non sarebbe stato di alcun beneficio per la mia vita. La chiesa ha disposto che io faccia il dovere di ospitare, che è un dovere di cui sono capace, e dovrei accettarlo, sottomettermi e adempiere le mie responsabilità. Solo allora avrei la coscienza e la ragione che dovrei possedere.

In seguito, mi sono anche reso conto di avere un punto di vista fallace, credendo che chi svolgeva un dovere importante avrebbe avuto un prestigio elevato, mentre chi ne svolgeva uno poco appariscente avrebbe avuto un prestigio basso. Un giorno, ho letto un passo delle parole di Dio che ha capovolto il mio punto di vista fallace. Dio dice: “Se una persona ha uno status sociale molto basso, viene da una famiglia molto povera e ha un basso livello di istruzione, ma crede in Dio con i piedi per terra e ama la verità e le cose positive, agli occhi di Dio avrà un valore alto o basso, nobile o infimo? Avrà valore. Guardando la cosa da questa prospettiva, da cosa dipende il valore di una persona, se alto o basso, se nobile o infimo? Dipende da come Dio ti vede. Se Dio ti vede come una persona che persegue la verità, allora hai valore e sei prezioso: sei un vaso di valore. Se invece Dio vede che non persegui la verità e non ti spendi sinceramente per Lui, allora non hai valore e non sei prezioso, sei un vaso ignobile. Non importa quanto tu sia istruito o quanto sia alto il tuo status nella società, se non persegui o non comprendi la verità, allora il tuo valore non potrà mai essere alto; anche se molte persone ti sostengono, ti esaltano e ti adorano, sei comunque spazzatura. […] Con questa consapevolezza, qual è la base per definire il valore di una persona come nobile o infimo? (È il suo atteggiamento verso Dio, la verità e le cose positive.) Proprio così. Prima di tutto, bisogna capire qual è l’atteggiamento di Dio. Capire l’atteggiamento di Dio e comprendere i principi e gli standard con cui Egli emette verdetti sulle persone, e poi valutare queste ultime in base ai principi e agli standard con cui Dio tratta gli individui: è soltanto questo il modo più accurato, appropriato e giusto(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 7: Sono malvagi, insidiosi e propensi all’inganno (Parte prima)”). Dalle parole di Dio ho compreso che il fatto che una persona sia nobile nella casa di Dio, non dipende dall’avere o meno prestigio e nemmeno dall’ammirazione o dall’adorazione di qualcuno, ma piuttosto dipende dal fatto che ami la verità e che la persegua. Se una persona non persegue o non ama la verità, allora per quanto elevato sia il suo prestigio e per quante persone le si radunino intorno e la adorino, non solo tutto ciò non ha valore, ma essa verrà anche rivelata ed eliminata per aver goduto dei vantaggi del prestigio. Anche se una persona non ha prestigio e nessuno la stima, se però ama la verità, ha un cuore che teme Dio ed è capace di credere in Lui e di svolgere il proprio dovere con i piedi per terra, tale persona è preziosa agli occhi di Dio. In passato, avevo sempre pensato che il dovere di ospitare e quello degli affari generali fossero lavori che comportavano l’adoperarsi, che tutti guardavano dall’alto in basso e che, per quanto bene si svolgessero questi doveri, sarebbe stato inutile. Pertanto, non volevo fare questo tipo di dovere e perseguivo solo l’essere un leader o lo svolgere un dovere con una componente tecnica. Ora mi rendevo conto di quanto fosse assurdo il mio punto di vista! Ho pensato a Paolo, che perseguì unicamente l’obiettivo di essere al di sopra di tutti gli altri apostoli. Viaggiò per gran parte dell’Europa allo scopo di predicare il Vangelo e scrisse anche molte lettere, guadagnandosi l’ammirazione e l’adorazione di tutti. Tuttavia, non ottenne la verità e la vita ed ebbe un’indole corrotta profondamente radicata. Alla fine, disse persino una cosa presuntuosa e blasfema come “Per me il vivere è cristo” e fu punito da Dio. Ho visto che il cammino che stavo percorrendo era il cammino di Paolo e, se non avessi cambiato le cose, alla fine il mio esito sarebbe stato lo stesso di Paolo. Dovevo pentirmi e cambiare rapidamente. Dopo di che, sono stato in grado di trattare con attenzione il mio dovere di ospitare e ogni giorno ho ponderato come svolgere bene questo dovere e ospitare correttamente i miei fratelli e le mie sorelle. Non mi sentivo più inferiore.

Nel periodo in cui ho fatto il dovere di ospitare, ho imparato a sottomettermi alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio, ho acquisito una certa comprensione della mia indole corrotta, sono riuscito a quietare il mio cuore per fare il mio dovere e ho vissuto un po’ di sembianza umana. Tutte queste sono lezioni che ho appreso facendo il dovere di ospitare. Ringrazio Dio dal profondo del mio cuore!

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