Ora sono in grado di trattare le battute d’arresto e i fallimenti nella maniera corretta

22 Ottobre 2025

di Qiao Xin, Cina

Nel maggio del 2024, mi stavo formando nella stesura di sermoni all’interno della chiesa. All’inizio, ho incontrato alcune difficoltà poiché ero convinta che non sarei stata in grado di scriverli bene, data la mia comprensione superficiale della verità. La sorella con cui collaboravo ha condiviso con me, mi ha incoraggiata e mi ha anche mostrato alcuni metodi efficaci. In seguito, mentre scrivevo un sermone, ho cercato le verità pertinenti; una volta comprese appieno, ho riflettuto su come scriverlo e l’ho terminato in fretta. Ero molto felice e grata per la guida di Dio. Due giorni dopo, il supervisore mi ha scritto dicendo che il mio sermone era stato selezionato e che possedevo una buona levatura e delle idee. Ero sorpresa e felice allo stesso tempo. Avevo appena iniziato l’addestramento e il primo sermone che avevo scritto era stato selezionato. Alcune delle sorelle intorno a me ne avevano scritti diversi, ma nessuno di essi era stato scelto, così mi sentivo davvero speciale. Qualche giorno dopo, ho letto per caso una lettera che il supervisore aveva inviato ai leader. C’era scritto: “Qiao Xin è piuttosto proattiva nella scrittura dei sermoni ed è una persona con idee e levatura; ci stiamo preparando per coltivarla”. Sebbene non fosse molto, ho sentito di essere diventata il centro dell’attenzione generale e di essere diversa dagli altri fratelli e sorelle. Ho pensato all’anno precedente, quando avevo prodotto diversi articoli nell’arco di una settimana e presto ero stata notata dal supervisore, il quale aveva detto che avevo talento per la scrittura e mi aveva assegnata a fare il dovere basato su testi. Ora, dopo aver appena iniziato la formazione nella stesura dei sermoni, ero stata notata di nuovo da un altro supervisore. Mi sono detta: “Riesco ad attirare l’attenzione ovunque vada. Sembra che io abbia davvero levatura e talento per la scrittura!” Dopo questo episodio, ho sentito di essere diversa dagli altri. Ho pensato: “Devo formarmi diligentemente e fare in modo che ogni sermone sia migliore del precedente, così posso scrivere sermoni all’altezza degli standard nel minor tempo possibile. In questo modo, tutti avranno di certo un’opinione migliore di me e mi loderanno di più”. Successivamente, sono stata molto proattiva nel redigere i sermoni e ne ho scritti due di seguito, che ho consegnato al supervisore. Mi scriveva spesso anche lettere di incoraggiamento e tra le righe riuscivo a capire che ci teneva a me e mi apprezzava. Sentivo una grande gioia dentro e vivevo con un senso di autoammirazione.

Non molto tempo dopo, ho ricevuto un feedback per iscritto su un mio sermone. Ho aperto il file e ho visto che i leader avevano evidenziato tanti problemi: alcune aree di condivisione erano poco chiare e altre fuori tema… Ero profondamente scoraggiata e mi sentivo abbattuta. Ho pensato: “Seguendo un filo logico, dato che ho talento per la scrittura, i miei sermoni dovrebbero migliorare ogni volta e dovrei mostrare progressi evidenti, allora perché invece sono peggiorata? Cosa penseranno i leader di me? Crederanno di avermi giudicata male e che in fondo non ho tutta questa levatura?” Più ci pensavo, più diventavo negativa e non avevo voglia di riflettere sui problemi segnalati dai leader. Mi sono resa conto che il mio stato era sbagliato, così ho cercato delle parole di Dio da leggere e ho visto questo passo: “Le persone non devono considerarsi assolutamente perfette, molto distinte, molto nobili o molto diverse dagli altri; tutto ciò è provocato dall’indole arrogante e dall’ignoranza dell’uomo. Credersi sempre speciali: ciò è causato da un’indole arrogante. Non essere mai in grado di accettare i propri difetti e di affrontare i propri errori e fallimenti: ciò è causato da un’indole arrogante. Non permettere mai agli altri di essere superiori o migliori di sé: ciò è causato da un’indole arrogante. Non consentire mai ai punti di forza altrui di essere superiori o migliori dei propri: ciò è causato da un’indole arrogante. Non permettere mai agli altri di avere pensieri, suggerimenti e idee migliori dei propri, quando si scopre che gli altri sono migliori di sé, diventare negativi, non desiderare di parlare, sentirsi angosciati e abbattuti, e diventare turbati: tutto ciò è causato da un’indole arrogante. Quest’ultima può renderti incapace di accettare le correzioni degli altri a causa del tuo essere protettivo verso l’orgoglio, di affrontare le tue manchevolezze e di accettare i tuoi fallimenti ed errori. Per di più, quando qualcuno è migliore di te, ciò può suscitare odio e invidia nel tuo cuore, ed è possibile che tu ti senta limitato, che persino non abbia voglia di fare il tuo dovere e che diventi superficiale nel farlo. Un’indole arrogante può causare in te la comparsa di questi comportamenti e pratiche(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “I principi che dovrebbero guidare la propria condotta”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono resa conto che il mio perseguire la perfezione e il volermi distinguere dagli altri, così come il mio rifiuto di accettare la guida dei leader sui miei problemi, erano dovuti al fatto che ero controllata da un’indole arrogante. Quando ho saputo che i sermoni che avevo scritto erano stati selezionati e che il supervisore diceva che avevo levatura, sono diventata presuntuosa e ho pensato di non essere una persona comune, ma una persona dotata di levatura e talento per la scrittura. Avevo iniziato a richiedere a me stessa di accertarmi che i miei sermoni fossero migliori degli altri e sentivo che dovevano essere quanto più possibile privi di problemi, perché solo allora sarei stata degna del titolo di persona che possiede un talento per la scrittura. Di conseguenza, ogni volta che affrontavo battute d’arresto, diventavo negativa e non riuscivo a vedermi nella maniera corretta. In realtà, è normalissimo che ci siano problemi nei propri sermoni ed è impossibile sapere tutto ed essere in grado di fare tutto quando si inizia questo dovere, senza commettere alcun errore. Simili pretese su me stessa non erano realistiche. Inoltre, i leader avevano fatto notare i miei problemi per aiutarmi a scoprire le mie manchevolezze, imparare a compensarle e crescere; tuttavia, di fronte ad alcune battute d’arresto, ero diventata negativa e non ero riuscita ad affrontare correttamente le mie manchevolezze. Avevo una considerazione troppo alta di me stessa ed ero veramente arrogante! Dopo aver pensato a questo, sono diventata disposta ad accettare la guida e l’aiuto dei leader e a concentrarmi sul cercare le verità principi rilevanti e riflettere su di esse mentre scrivevo i miei sermoni con l’obiettivo di evitare che tali deviazioni ed errori si verificassero di nuovo.

Dopo di che, ho calmato il mio cuore e ho studiato i principi rilevanti e sono stata in grado di capire alcune cose durante il mio studio. Ma, quando si è trattato di scrivere, avevo ancora alcune difficoltà e ho percepito quanto non fosse facile scrivere un sermone all’altezza degli standard. Col passare del tempo, ho scoperto che non avevo ancora idee e ho iniziato a sentirmi scoraggiata; mi chiedevo: “E se non riesco a scrivere un buon sermone? Come mi vedranno i leader? Diranno: ‘A quanto pare, la levatura di Qiao Xin è davvero scarsa e inoltre non comprende la verità’?” Questo pensiero mi ha colmata di preoccupazione e, quando mi sono di nuovo messa a studiare, la mia mente vagava e continuavo a sentirmi assonnata. Quella notte, mentre cercavo di dormire, non riuscivo a smettere di sospirare e mi sono rigirata nel letto, senza prendere sonno. Volevo davvero scrivere velocemente un buon sermone in modo da poterlo mostrare a tutti e quindi ripristinare la mia immagine. Ma, più pensavo a scriverlo bene, più pressione sentivo. La mattina dopo, mi sono svegliata esausta e ho iniziato a sentire mal di testa. Ho riflettuto tutto il giorno, eppure ancora non riuscivo a trovare nessuna idea; mi sembrava di essere oppressa da una pietra pesante che mi bloccava il respiro. La sorella con cui collaboravo voleva studiare i principi con me, però io non me la sentivo.

Successivamente, mi sono aperta con lei sul mio stato degli ultimi due giorni e lei mi ha letto un passo delle parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Satana usa fama e guadagno per controllare i pensieri delle persone, facendo sì che non pensino ad altro che non siano queste due cose e inducendole a lottare per fama e guadagno, a patire avversità per fama e guadagno, a sopportare umiliazioni e a portare pesanti fardelli per fama e guadagno, a sacrificare tutto ciò che hanno per fama e guadagno e a esprimere ogni giudizio o a prendere ogni decisione per fama e guadagno. In tal modo, Satana mette delle catene invisibili alle persone e, con queste catene su di loro, esse non hanno la capacità né il coraggio di liberarsene. Inconsapevolmente, portano queste catene mentre continuano ad arrancare passo dopo passo, con grande difficoltà. Per amore di tale fama e guadagno, l’umanità si allontana da Dio, Lo tradisce e diventa sempre più malvagia. In questo modo, una generazione dopo l’altra viene distrutta nella fama e nel guadagno di Satana. Guardando ora alle azioni di Satana, le sue insidiose motivazioni non sono forse del tutto odiose? Forse oggi non riuscite ancora a capire a fondo le insidiose motivazioni di Satana perché pensate che, senza fama né guadagno, la vita non avrebbe significato, che le persone non sarebbero più in grado di vedere la strada davanti a loro, né le proprie mete, e che il loro futuro si farebbe oscuro, scarsamente illuminato e cupo. Pian piano, però, tutti un giorno vi renderete conto che fama e guadagno sono enormi catene che Satana mette all’uomo. Quando quel giorno verrà, ti opporrai del tutto al controllo di Satana e alle catene che ti ha portato. Quando desidererai liberarti da tutte queste cose che Satana ha instillato in te, allora taglierai completamente i ponti con Satana e odierai veramente tutto ciò che Satana ti ha portato. Solo allora avrai autentico amore e desiderio di Dio(La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). Dopo aver ascoltato le parole di Dio, all’improvviso ho percepito molta più luce nel mio cuore. Ho capito che la sensazione di oppressione che avevo provato negli ultimi giorni era dovuta al fatto che ero limitata e vincolata da fama, guadagno e prestigio. All’inizio, il supervisore aveva detto che avevo una buona levatura e che i sermoni che scrivevo erano piuttosto buoni. Ho quindi iniziato ad ammirare me stessa, convinta di avere un talento speciale per la scrittura, e così avevo messo più impegno nello scrivere sermoni, sperando di ottenere la lode e l’ammirazione degli altri. Tuttavia, quando erano stati evidenziati numerosi problemi nei due sermoni che avevo scritto, mi ero preoccupata che gli altri mi guardassero dall’alto in basso e che non mi considerassero più una persona con levatura e talento, quindi non riuscivo a calmarmi per riflettere sui problemi che i leader avevano fatto notare né studiavo i principi o cercavo la verità per compensare le mie manchevolezze. Volevo solo scrivere in fretta un buon sermone per ristabilire la mia immagine. Nonostante ciò, più diventavo ansiosa, meno idee avevo e più i miei pensieri si facevano confusi e, dopo un’intera giornata di lavoro, non avevo ancora fatto progressi. Ho ripensato a quando avevo iniziato a scrivere sermoni: anche se c’erano tante difficoltà, avevo un cuore puro che si affidava a Dio. Studiavo in modo concreto e cercavo le Sue parole rilevanti su cui riflettere, così ricevevo la Sua illuminazione e la Sua guida e di conseguenza, quando scrivevo, avevo alcune idee. Invece ora pensavo solo al mio orgoglio e al mio prestigio e il tentativo di conservare una buona immagine agli occhi degli altri mi toglieva la fame e il sonno, mi faceva sentire stordita e confusa e mi impediva di concentrarmi sullo scrivere il sermone. Il mio cuore era completamente controllato da fama e guadagno. Se non avessi ribaltato quello stato, avrei continuato a vivere nell’oscurità e in un dolore insopportabile e col tempo avrei perso l’opera dello Spirito Santo o perfino quel dovere. Allora ho pregato Dio: “Dio, non voglio vivere in uno stato di perseguire reputazione e prestigio, però non so come risolvere la cosa. Per favore, illuminami e guidami, affinché io possa uscire da questo stato sbagliato e svolgere bene il mio dovere”.

La mattina seguente, la sorella con cui collaboravo mi ha letto alcuni passi delle parole di Dio, uno dei quali mi ha aiutata molto. Dio Onnipotente dice: “Tutti sanno che essere arroganti è un male, ma non appena le persone ottengono dei risultati nel loro dovere, diventano naturalmente arroganti, si montano la testa e pensano di aver avuto successo nella loro fede in Dio. Allora perché le persone si montano la testa quando ottengono dei risultati nel loro dovere? In parte è dovuto al fatto che le persone sono troppo arroganti e vanitose. Ci sono altri motivi? (È perché le persone non si rendono conto che è Dio a guidarle a ottenere questi risultati. Pensano di essere degne di tutto il merito e di possedere un capitale, quindi si montano la testa. In realtà, senza la verità e senza l’opera dello Spirito Santo, le persone non sono in grado di fare nulla, ma non riescono a vederlo chiaramente.) Questa affermazione è corretta ed è anche centrale per la questione. Se le persone non fanno esperienza dell’opera di Dio e non riescono a guadagnare la verità, si ritengono sempre capaci di tutto. Quindi, se possiedono un po’ di capitale, diventano arroganti e si montano la testa. Siete in grado di percepire la guida di Dio e l’illuminazione dello Spirito Santo mentre fate il vostro dovere? (Sì.) Se riuscite a percepire l’opera dello Spirito Santo, eppure vi montate ancora la testa e ritenete di possedere la realtà, allora cosa sta succedendo? (Quando lo svolgimento del nostro dovere ha dato qualche frutto, pensiamo che sia metà merito nostro e metà di Dio. Ingigantiamo in misura illimitata la nostra collaborazione, convinti che nulla sia più importante della nostra collaborazione e che senza di essa l’illuminazione di Dio non sarebbe possibile.) Allora perché Dio ti illumina? Dio può illuminare anche altre persone? (Sì.) Quando Dio illumina qualcuno, è per la Sua grazia. E cos’è mai quel poco di collaborazione da parte tua? È qualcosa di cui hai il merito, o è tuo dovere e tua responsabilità? (È nostro dovere e nostra responsabilità.) Quando riconosci che è tuo dovere e tua responsabilità, allora hai la giusta mentalità, e non penserai a cercare di prendertene il merito. Se pensi sempre ‘Questo è il mio contributo. L’illuminazione di Dio sarebbe possibile senza la mia collaborazione? Questo compito richiede la collaborazione dell’uomo; il nostro contributo determina il grosso del risultato’, allora ti sbagli. Come puoi collaborare se lo Spirito Santo non ti ha illuminato e se nessuno ha condiviso con te sulle verità principi? Se non sai cosa Dio richiede e non conosci il cammino di pratica, allora anche se vuoi sottometterti a Dio e collaborare, non saprai come fare. Questa tua ‘collaborazione’ non sarà forse solo una parola vuota? Se non collabori veramente e stai solo agendo secondo le tue idee personali, allora il dovere che fai può essere all’altezza degli standard? Assolutamente no. Questo indica un problema. Quale problema? Qualunque dovere si faccia, conseguire dei risultati, fare il proprio dovere all’altezza degli standard e guadagnare l’approvazione di Dio dipende dalla Sua opera. Anche se assolvi le tue responsabilità e il tuo dovere, se Dio non opera, né ti illumina e ti guida, e tu non conosci il tuo cammino, la tua direzione o i tuoi obiettivi, alla fine che cosa ne deriverà? Dopo aver faticato per tutto quel tempo, non avrai fatto il tuo dovere in modo corretto, né avrai acquisito la verità e la vita: tutto sarà stato inutile. Pertanto, fare il tuo dovere in un modo che sia all’altezza degli standard, edificare fratelli e sorelle e guadagnare l’approvazione di Dio dipende interamente da Lui! Gli esseri umani possono fare soltanto quelle cose di cui sono capaci, che dovrebbero fare e che rientrano nelle loro capacità intrinseche, nient’altro. In definitiva, quindi, ottenere risultati nei tuoi doveri dipende dalla guida delle parole di Dio e dall’illuminazione e dalla leadership dello Spirito Santo; solo allora potrai comprendere la verità, e portare a termine l’incarico da parte di Dio secondo il cammino che Egli ti ha dato e i principi che ha stabilito. Questa è la grazia e la benedizione di Dio, e le persone sono cieche se non riescono a vederlo. Qualunque sia il tipo di lavoro che la casa di Dio svolge, qual è il risultato previsto? Una parte di esso è rendere testimonianza a Dio e propagare il Suo Vangelo, un’altra parte è edificare e recare beneficio ai fratelli e alle sorelle. Il lavoro della casa di Dio è destinato a ottenere risultati in entrambi i settori. Nella casa di Dio, qualunque sia il dovere che fai, puoi ottenere risultati senza la guida di Dio? Assolutamente no. Si può dire che, senza la guida di Dio, ciò che fai è sostanzialmente inutile e sicuramente non può ottenere alcun risultato(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “I principi che dovrebbero guidare la propria condotta”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che non riuscivo a togliermi l’etichetta di “persona con un talento speciale per la scrittura” perché attribuivo a me stessa il merito della scrittura dei sermoni e ritenevo quei risultati dovuti solo alla mia buona levatura, al mio talento per la scrittura e all’impegno che ci mettevo, così come al prezzo che pagavo nel ponderare. In realtà, spesso avevo faticato durante la stesura ed era stato pregando Dio, riflettendo sulle verità rilevanti e ricevendo l’illuminazione e la guida di Dio che avevo ottenuto un po’ di ispirazione. Tuttavia, quando successivamente gli altri avevano speso qualche parola di lode e incoraggiamento, ero diventata presuntuosa, convinta che fosse tutto merito mio, e addirittura mi ero appiccicata da sola l’etichetta di “persona con una buona levatura e un talento per la scrittura”, senza riuscire a vedermi per quello che ero veramente. In realtà, se un dovere può essere svolto bene o no dipende, in parte, dal comprendere i principi di quel dovere e le verità pertinenti e, cosa più importante, dal ricevere l’illuminazione e la guida di Dio. Ci sono momenti in cui non abbiamo idee e, pregando Dio, cercando la Sua guida e contemplando le Sue parole, inconsapevolmente arriviamo a capire alcune verità e otteniamo un po’ di illuminazione e di idee; solo allora i sermoni che scriviamo possono avere buoni risultati. Questo non dipende dalle nostre capacità. Ho pensato a come avessi vissuto gli ultimi giorni per la fama e il prestigio, senza riuscire a ricevere l’illuminazione e la guida di Dio. Anche se avevo messo impegno nella scrittura, la mia mente era confusa, priva di idee, e mi comportavo da vera sciocca. Ho veramente capito che i buoni risultati nei miei doveri venivano dall’illuminazione e dalla guida di Dio e che non avevo nulla di cui vantarmi. Eppure mi ero spudoratamente attribuita tutto il merito. Era davvero vergognoso! Sebbene avessi scritto diversi sermoni, avevo afferrato solo una piccola parte del metodo di scrittura. In realtà, non afferravo molti principi e non mi erano chiare le verità sotto molti aspetti; a volte faticavo persino a cogliere i punti chiave durante la stesura dei sermoni. Sebbene avessi studiato i principi pertinenti, nella loro applicazione concreta avevo molte lacune e avevo ancora bisogno delle correzioni e dell’aiuto degli altri. Invece pensavo di essere eccezionale, come se stessi fluttuando nell’aria, e ignoravo davvero i miei stessi limiti. Più ci pensavo, più mi vergognavo; volevo nascondere la faccia e desideravo soltanto sprofondare sottoterra e sparire.

In seguito, ho riflettuto sul fatto che il motivo principale per cui non ero riuscita a scrivere bene quei due sermoni era che avevo appena iniziato l’addestramento e ancora non afferravo alcuni principi; così ho studiato i principi con le mie sorelle e ho usato i due sermoni come esempi da far analizzare e discutere a tutti. Tutti hanno offerto suggerimenti e, in seguito, quando ho revisionato nuovamente i sermoni, avevo una direzione. Ogni volta che non capivo qualcosa, pregavo Dio, cercavo la verità e riflettevo; ho consegnato uno dei sermoni dopo aver terminato la revisione. Tuttavia, nel revisionare l’altro, ho incontrato ancora delle difficoltà. Non mi era chiara la verità e mi sentivo un po’ in difficoltà. Temevo anche che ciò che scrivevo risultasse stantio e arido, e mi chiedevo cosa avrebbero pensato di me i leader dopo che l’avessi consegnato. Avrebbero detto che la mia levatura non era adeguata? Non osavo chiedere aiuto ai fratelli e alle sorelle, ma non avevo via d’uscita e sentivo molta pressione nel cuore. In quel momento, ho pensato a un passo delle parole di Dio e l’ho cercato per leggerlo. Dio dice: “Quando Dio richiede alle persone di svolgere il loro dovere, non sta chiedendo loro di portare a termine un certo numero di compiti o di realizzare grandi progetti, e nemmeno chiede che compiano imprese rivoluzionarie. Ciò che Dio vuole è che le persone sappiano fare tutto ciò che possono in maniera concreta e vivano secondo le Sue parole. Dio non ha bisogno che tu sia grande o nobile, né che tu compia miracoli, e nemmeno vuole vedere in te piacevoli sorprese. Non Gli serve nulla di tutto questo. Tutto ciò che Dio vuole è che tu pratichi secondo le Sue parole in modo concreto. Dopo aver compreso le parole di Dio, agisci in base a esse e mettile in atto o, dopo aver ascoltato le parole di Dio, ricordale bene e, quando giunge il momento di praticare, fallo secondo le parole di Dio. Lascia che diventino la tua vita, le tue realtà, ciò che vivi. In tal modo Dio sarà soddisfatto. Tu persegui sempre la grandezza, la nobiltà e il prestigio; persegui sempre l’essere superiore agli altri. Che cosa pensa Dio quando vede queste cose? Le aborrisce e prenderà le distanze da te. Più persegui la grandezza e la nobiltà e cerchi di essere superiore agli altri, di elevarti al di sopra della massa e di essere eccezionale e straordinario, più Dio prova avversione per te. Se non rifletti su te stesso e non ti penti, allora Dio ti detesterà e ti rifiuterà. Non devi assolutamente essere qualcuno per cui Dio prova avversione; devi essere una persona che Dio ama. Allora, come puoi diventare una persona che Dio ama? Accetta la verità con obbedienza, assumi il posto che ti compete in quanto essere creato, agisci in base alle parole di Dio con i piedi per terra, svolgi bene il tuo dovere, sii una persona onesta e vivi una sembianza umana. Questo è sufficiente e soddisferà Dio(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Adempiere bene il proprio dovere richiede un’armoniosa collaborazione”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che i Suoi requisiti per le persone non sono alti e che non chiede agli uomini di ottenere grandi risultati. Fintanto che le persone riescono a essere obbedienti e si sottomettono e, fanno bene il proprio dovere, con i piedi per terra e secondo i Suoi requisiti, Egli sarà soddisfatto. Io, invece, volevo sempre distinguermi e scrivere buoni sermoni per ottenere la lode e l’approvazione degli altri. Questo era controllato dalla mia ambizione e dal mio desiderio. Si trattava di un’indole corrotta. Ho pensato al primo decreto amministrativo che il popolo eletto di Dio deve osservare: “L’uomo non dovrebbe magnificare né esaltare sé stesso. Dovrebbe adorare ed esaltare Dio(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “I dieci decreti amministrativi cui gli eletti di Dio devono obbedire nell’Età del Regno”). Io avevo sempre perseguito fama, guadagno e prestigio, desiderando di essere lodata e stimata dagli altri e di avere un posto nei loro cuori. Ciò è qualcosa che Dio detesta. Vivere in questo stato mi rende impossibile svolgere bene il mio dovere e può persino ostacolare il lavoro. Dovevo invertire rapidamente la prospettiva sbagliata dietro il mio perseguimento. Anche se mi mancavano ancora molte cose nello scrivere i sermoni, ero disposta ad acquietare il mio cuore davanti a Dio per cercare la verità e fare del mio meglio per collaborare. Avrei scritto tutto ciò che comprendevo e considerato ogni questione che si presentava nella scrittura dei sermoni come un’occasione per colmare le mie manchevolezze. Credevo che, formandomi gradualmente in tal modo, avrei sicuramente fatto progressi. Quando ho pensato a questo, mi sono sentita molto più sollevata.

La volta successiva in cui mi sono messa a lavorare ai sermoni, ho prima scritto ciò che comprendevo e, in merito alle cose che non capivo, ho cercato e riflettuto, oppure ho comunicato con i fratelli e le sorelle; una volta chiarite le idee sulla verità, ho continuato a scrivere. In questo modo, l’efficacia dei miei sermoni era cresciuta notevolmente. Di lì a poco, i leader ci hanno inviato alcuni buoni sermoni da studiare e da cui trarre spunti. Non erano solo innovativi e illuminanti, ma condividevano sulle verità in maniera veramente pratica e chiara. A confronto, ho visto che i miei erano solo pieni di parole e dottrine e che in essi non si condivideva chiaramente sulla verità. In quel momento, ho compreso quanto fossi carente. Rispetto ai fratelli e alle sorelle, ero davvero parecchio indietro! Quando loro mettevano per iscritto ciò che pensavano o che avevano ottenuto, non solo non si vantavano, anzi dicevano di mancare in numerosi aspetti e che saper scrivere un sermone all’altezza degli standard non dipendeva dalla loro levatura né dal fatto che comprendessero la verità, ma piuttosto dall’aver ricevuto l’illuminazione dello Spirito Santo tramite la preghiera, la ricerca e la riflessione sulle verità rilevanti. Notando ciò, mi sono sentita profondamente mortificata. Ho pensato a come avessi appena iniziato a scrivere sermoni e, con una comprensione superficiale, pensassi di essere al di sopra della media. Mi ero persino appiccicata l’etichetta di persona dotata di un talento speciale per la scrittura, un’etichetta che non riuscivo a togliermi di dosso. Mi stavo davvero sopravvalutando e mancavo di qualsiasi autoconsapevolezza!

Ora, quando vedo di nuovo i suggerimenti dei leader, sono in grado di trattarli correttamente e, se c’è qualcosa che non capisco o non so fare, sono in grado di prendere l’iniziativa di cercare, così la qualità dei miei sermoni è migliorata rispetto a prima. So nel mio cuore che i miei progressi sono dovuti all’illuminazione e alla guida di Dio. Attraverso questa esperienza, ho acquisito una certa comprensione della mia indole corrotta e ho fatto dei progressi nel mio accesso alla vita. Ho anche visto che la mia comprensione della verità è davvero superficiale, che dovrei concentrarmi sulle verità principi e svolgere il mio dovere in modo onesto. Se non fosse stato per questa rivelazione, avrei continuato a vivere in uno stato di autoammirazione e non avrei fatto alcun progresso nel mio dovere. Questo fallimento e questa battuta d’arresto mi hanno portato grandi benefici e ringrazio Dio dal profondo del cuore!

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